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XXXV

t a l ì a

Un vento leggero soffia fra i miei capelli, ed io apro gli occhi ritrovandomi sdraiata su della sabbia. Mi tiro su lentamente, sedendomi sulla riva e guardandomi intorno mi rendo conto di essere su una spiaggia.
Mi strofino gli occhi, confusa, e inizio a cercare qualcuno che possa darmi una spiegazione.
I miei occhi cadono su un corpo sdraiato e immobile a qualche metro da me, il ragazzo indossa la mia stessa maglietta arancione del campo.
Mi affretto a raggiungerlo, e con mio grande orrore noto uno squarcio insanguinato sul suo addome.

«T-Talia... stai bene?» mormora lui, e quando gli sposto i capelli fradici e piedi di alghe e sabbia dal viso, mi rendo conto che quel ragazzo è Percy.
«Oh per gli dei, che diavolo è successo? Sei ferito? Oh santo Merlino nell'alto dei cieli... o nel basso degli Inferi? Ah, che discorsi! Hai bisogno di qualcosa? Dove siamo? Aspetta, ora ti curo... DOV'È LA MIA BACCHETTA?!» durante il mio 'discorso', non mi accorgo, o meglio, mi accorgo all'ultimo secondo che Percy sta trattenendo il fiato.

«Che succede?» gli chiedo, e lui guarda immobile un punto fisso dietro di me.
Alzo gli occhi al cielo, mettendo la mano sul mio stilo e puntandolo contro la sabbia.
«C'è un terrificante mostro alle mie spalle, non è così?» sbuffo e Percy annuisce, cacciandosi la mano in tasca.
Scrivo velocemente la parola magica sulla sabbia, e nel momento che il mio stilo si trasforma in spada, mi volto verso il mostro e vengo travolta da una vampata di fuoco.

Spalanco gli occhi, urlando e calmandomi solo quando mi rendo conto di essere nella mia cabina sull'Argo II.
Cerco di riprendere fiato, ripetendomi che era solo un sogno.
Poi qualcuno che butta giù la porta, mi fa urlare di nuovo.

«IN GUARDIA!» urla Drew, entrando nella mia cabina mezzo nudo con il suo mazzo di chiavi magico in mano.
«AAAAH, TUTTI A TRIBORDO!» urla Leo, saltando in spalla a Drew che inizia a menare fendenti invisibili fin quando sia lui che Leo non cadono a terra come due prosciutti.
«Idioti.» mormora Nico dietro di loro, scavalcandoli e raggiungendomi.

«Va tutto bene?» mi chiede e io cerco di calmare la mia tachicardia concentrandomi su di lui.
«No... cioè, si. Era solo un sogno... un brutto sogno.» dico, più a me stessa che a Nico.
«Valdez, potresti alzarti dalla mia schiena?» dice Drew, e Leo gli risponde russando.
«Meraviglioso.» ringhia il biondino, facendomi scappare una risata.
Ma non appena rivedo nella mia testa le immagini del mio sogno, smetto di ridere.

«Cos'hai sognato?» mi chiede Nico, e io alzo lo sguardo verso l'orologio attaccato al muro, che segna le quattro del mattino.
«Un'isola... e Percy ferito, gravemente ferito. Poi un mostro, e del fuoco dritto addosso. E mi sono svegliata.» gli racconto.
«Un'isola, hai detto?» fa Nico, pensieroso e io lo guardo in attesa di una risposta che però non arriva.

«Anch'io ho fatto un sogno.» dice Drew, ancora sdraiato per terra con sopra Leo.
«Talia, potresti togliermelo di dosso?» sbuffa, e io acconsento puntando la bacchetta contro il corpo di Leo e enunciando un Levicorpus.
«Grazie, dolcez-AHI!» si lamenta, quando gli faccio ricadere Leo addosso.
«Ti odio.» mormora e io gli sorrido angelicamente.
«Anch'io. Allora Pingu, cos'hai sognato?»

«Una tempesta di neve e dei delfini.» risponde e il mio sopracciglio si alza talmente tanto che sento Zeus ridere per il solletico ai piedi.
Sto per rispondergli, ma la nave si inclina talmente tanto che cado dal letto e Nico perde l'equilibrio.
Rialzo lo sguardo dal pavimento, ritrovandomi la faccia di Drew a diversi centimetri che sorride in modo da maniaco.
«Sei carina quando cadi di faccia, sai?» mi sorride e io mi trattengo dal mollargli un pugno.

«Percy è da solo sul ponte?» chiedo a Nico che intanto si è rialzato, ma la nave si inclina nuovamente, facendo rotolare via Leo dalla schiena di Drew, e facendo rotolare anche noi due. Drew finisce contro il muro, e io finisco addosso a lui che una volta rimessosi seduto, aiuta anche me a fare lo stesso.

«Si, ma non dovrebbe avere problemi in mare...» dice Nico, portandosi una mano davanti alla bocca come preso da un attacco di nausea.
«Sto per vomitare.» annuncia il figlio di Ade, poi la barca si inclina nuovamente e sarei scivolata dall'altro lato se non fosse stato per Drew che, attaccato con una mano alla cornice della porta, mi stringe a se dai fianchi impedendomi di scivolare.

«Dobbiamo andare ad aiutarlo, forse lo stanno attaccando! E tu, Davis, non toccarmi!» gli punto un dito contro e lui alza le spalle.
«Okay.» dice lasciandomi, e io scivolo via come un budino.
Finisco per fortuna sul mio letto, senza provocarmi gravi lesioni.
«IDIOTA!» gli urlo contro, ricevendo come risposta un suo ghigno antipatico.
«Me l'hai detto tu, di non toccarti.»

«Smettetela di sembrare sposati. LEO, SVEGLIATI!» urla Nico in un orecchio di Leo, che salta in piedi con gli occhi spalancati.
«Ci stanno attaccando?» dice Leo, guardando prima Nico, poi Drew e infine me.
«Talia, sei carina in pigiama.» mi sorride e Drew gli tira una sberla dietro il collo.
«ANDATE A SALVARE PERCY, RAZZA DI IDIOTI!» gli urlo contro e Leo si porta una mano alla fronte a no di salutò militare.
«Sissignora, immediatamente signora.» dice meccanicamente, correndo fuori dalla mia cabina.

Dopo qualche secondo torna indietro e si affaccia alla porta.
«Umh, allora andiamo? Vi ricordo che io non ho una spada.» dice e getto un urlo di frustrazione, dirigendomi a passo svelto verso l'uscita della mia cabina, afferrando Drew da un orecchio e Leo dall'altro mentre Nico ci segue a passo svelto.

Quando giungiamo sul ponte, non vediamo nessun mostro, ma la nave continua comunque ad ondeggiare.
«Dov'è Percy?!» chiedo a Nico, che si guarda nervosamente intorno.
«Non ne ho idea.» mormora, poi si mette a chiamare il nome di Percy e tutti noi lo imitiamo.

Il mio sguardo viene catturato da qualcosa che cade giù dall'albero maestro, urlando.
«Percy!» urlo, e un secondo prima che lui si sfracelli sul ponte della nave, Drew urla qualcosa in latino.
«Arresto momentum!» Drew pronuncia l'incantesimo, e il corpo di Percy si ferma a mezz'aria, a solo qualche centimetro dal pavimento di legno della nave.

«Questa cosa della magia potrebbe essere una carta vincente per le nostre imprese suicida.» dice Leo, poi Percy cade di faccia sul ponte della nave e io mi affretto a raggiungerlo, seguita dagli altri.
«Cos'è successo?» gli chiedo, preoccupata.
«Non lo so... mi sono addormentato, e ho fatto un altro sogno. Odio i sogni.» mormora Percy, tirandosi su.

«Sicuro di star bene?» gli chiede Drew, e Percy annuisce.
«Va a riposare, amico. Guiderò io la mia bambina.» dice Leo, dirigendosi verso il timone della nave.
«Io mi occupo dei venti, arriveremo più in fretta.» mi offro volontaria.
«E io prendo il tuo posto.» dice Drew, rivolto verso Percy.

Qualche ora dopo, con Leo al comando, Drew sul bompresso e io sull'albero maestro giungiamo al porto di Londra, nel Tamigi.
Faccio segno a Leo di alzare in volo l'Argo II, e sorrido istintivamente quando mi ritrovo a guardare la Londra babbana dall'alto.
Indirizzo i venti verso Hogwarts.
Ho capito come fare a controllarmi, finalmente.
Basta concentrarmi sull'obbiettivo che voglio raggiungere, e i venti poi fanno tutto da soli.

Nel frattempo, ripenso al sogno che ho fatto poche ore fa.
I sogni dei semidei, mi ha detto Percy, sono la maggior parte delle volte delle premonizioni.
Vuol dire che io e Percy finiremo abbrustoliti da un mostro sputafuoco su un'isola deserta?
Appena penso al fuoco, sento un forte calore al petto.
Abbasso lo sguardo, prendendo il ciondolo affidatomi da Drew nelle mani.
Lo osservo, notando che il fuoco al suo interno è molto più accesso.

«Lo sento anch'io.» dice una voce dietro di me, ed io sussulto lasciando il ciondolo e voltandomi. Drew è poggiato con un braccio all'albero maestro ed è intento a fissarmi, per fortuna adesso indossa la sua maglia arancione del campo con su una felpa nera.
«Cosa?» gli chiedo, e lui mi sorride, avvicinandosi e sedendosi accanto a me.
«Il fuoco. A volte sento il cuore bruciare.» mi dice, e io lo guardo confusa.
«In... in che senso?» gli chiedo, e lui si volta verso di me, poi volge lo sguardo verso l'orizzonte.

«Io ed Hestia, prima che il raggio di Austro e Chione colpisse il grembo di mia madre, eravamo gemelli monozigoti, nel senso che stavamo crescendo nella stessa cellula.
Quando mia madre è stata colpita, io e mia sorella ci siamo divisi, ma in qualche modo qualcosa di lei è rimasto in me, e qualcosa di me è rimasto in lei.» mi spiega, ed io lo ascolto attentamente, ritrovandomi ad osservare i lineamenti del suo viso.

«Quando era ancora viva, mi capitava di sentire il petto bruciarmi, e a lei capitava di sentire il petto ghiacciarsi. Questo ogni volta che provavamo una forte emozione. Quando io ero al settimo cielo, il suo cuore ghiacciava, mentre quando succedeva il contrario, il mio cuore bruciava. Quando invece i nostri stati d'animo erano in sincronia, ci sentivamo bene e soprattutto ci sentivamo forti. Questo perché io avevo la sua piccola fiamma che non congelasse definitivamente il mio cuore, e lei aveva la mia piccola ondata di freddo che non la bruciasse. Eravamo opposti, ma non potevamo fare a meno l'uno dell'altra.» dice, e fa un profondo respiro mentre io faccio di tutto per non mettermi a piangere. È orribile quello che gli è successo, non se lo meritava. Nessuno se lo merita.

«Quando lei è morta, il mio cuore non avrebbe più dovuto avere quella piccola fiamma che lo teneva in vita. Ma Hestia, quando se n'è andata, mi ha lasciato una cosa.» dice Drew, voltandosi verso di me.
«Il ciondolo...» mormoro, prendendolo fra le mani.
«Si, il ciondolo. Quando è morta mia sorella, è morta anche una parte di me e una parte del mio cuore. Penso che quel ciondolo, sia un pezzo del mio cuore. E che quella al suo interno sia la fiamma di mia sorella che mi tiene ancora in vita, e mi da la forza di andare avanti senza attaccarmi al passato.» mi dice, e io fisso i suoi occhi color ghiaccio.
«Quindi se dovessimo fermare lo spirito del fuoco di Hestia, questa fiamma si spegnerebbe.» dico, guardando il ciondolo.
«E così anche tu?» gli chiedo, alzando lo sguardo verso di lui.
«Credo di si.» sospira.

«E... perché tu l'hai dato a me?» gli chiedo, e lui mi guarda intensamente negli occhi.
«Perché l'ho visto nel sogno, te l'ho detto...» dice, voltandosi dall'altro lato e senza pensarci gli poggio una mano sulla guancia, riportandolo nella precedente posizione.
«Non è solo questo il motivo.» gli dico e lui poggia la sua mano fredda sulla mia.
«Perché hai dato a me un pezzo del tuo cuore, Drew?» gli chiedo, sentendo gli occhi farsi umidi.

Le sue dita accarezzano la mia mano, e io non riesco a staccare gli occhi dai suoi. Ad un tratto, inizia a nevicarci dentro, nei suoi occhi.
«Perché è anche merito tuo se il mio cuore non si è ghiacciato del tutto.» lo dice in un sussurro, e io sento le guance riscaldarsi.
Abbasso lo sguardo imbarazzata, trovandomi a guardare le sue labbra che si avvicinano sempre di più alle mie.

Poi realizzo cosa sta per accadere, e il mio cuore inizia a battere all'impazzata, ma non per la rabbia che di solito affiora in me quando lui si comporta da idiota.
Perché il mio cuore sta battendo così forte?
Quando i nostri nasi si toccano, sento un piacevole fastidio allo stomaco e il mio cervello va in tilt.
Perché non riesco a staccarmi e a mollargli un pugno sul naso?
Perché tu non vuoi staccarti e mollargli un pugno sul naso, tesoro. —mi suggerisce il mio subconscio, ma lo ignoro beatamente.

Guardo nervosamente prima le sua labbra, poi i suoi occhi semichiusi e infine vengo sopraffatta dall'ansia, tanto che un tuono squarcia il cielo e inizia a piovere.
Drew alza lo sguardo verso il cielo e io ne approfitto per alzarmi in piedi e riprendere il controllo di me stessa.
«Poco fa era tutto sereno...» mormora Drew, e quando si volta verso il punto in cui ero seduta prima, non trovandomi fa una faccia confusa.
«Colpa mia...» rido nervosamente, dondolando come un ebete su due piedi.

Drew mi guarda per qualche secondo, poi inizia a ridere.
«Cos'hai da ridere?!» lo guardo male, e lui indica qualcosa sopra la mia testa.
«Sta piovendo solo su di te, nuvoletta.» dice, continuando a ridere.
Alzo lo sguardo verso il cielo, notando una nuvola sopra la mia testa.
«Dei, siamo seri?!» impreco, schiaffeggiando la nuvola che decide per la mia sanità mentale di lasciarmi sola, bagnata e imbarazzata.

«SIAMO ARRIVATI!» urla Leo dal timone, e io guardo l'immenso castello di Hogwarts che si erge davanti a noi.
«Mi era mancato.» dice Drew e io annuisco.
«Anche a me.» sussurro, poi il mio sguardo cade sul suo viso un po' abbattuto.

«Drew.» lo chiamo, e lui alza lo sguardo verso di me.
«Quando sconfiggeremo lo spirito del fuoco di Hestia, cercherò in tutti i modi di non far spegnere questa fiamma.» gli dico, stringendo il ciondolo fra le mani.
Lui mi fissa con uno sguardo indecifrabile e io mi mordo il labbro, voltandomi per scendere dall'albero maestro.
Mi fermo prima di mettere un piede fuori, e restò ferma per qualche secondo. Poi raggiungo velocemente Drew, mi inginocchio accanto a lui e gli stampo un bacio sulla guancia.
«Te lo prometto.» dico al suo orecchio, poi volto le spalle e scendo velocemente dall'albero maestro.

Mi affaccio dal ponte, e noto dei ragazzi sotto di noi agitare le mani.
Quando Leo ancora la nave, non gli do nemmeno il tempo di aprire la passerella che salto giù dal ponte, e aiutata dalla forza dei venti atterro tutta intera, almeno fin quando un esemplare di Albus selvatico non mi travolge nel suo abbraccio spaccaossa.

«SIA LODATO MERLINO! SEI VIVA!» urla Albus come una checca, stritolandomi, facendomi volteggiare e facendomi quasi cadere di culo sull'erba.
«Certo che sono viva, non ti libererai così facilmente di me.» dico scherzosamente, poi lui mi poggia le mani sulle guance e mi guarda con un sorriso che va da un orecchio all'altro.

«Come mai questi graffi?» dice Albus, corrucciando le sopracciglia.
«Oh... emh, cicatrici di battaglia.» rido nervosamente.
«Batta-cosa? Con chi hai combattuto?» mi guarda sever(us)o, e io guardo ovunque tranne che lui.
«Talia.» sbuffa.
«Con un'idra. Un... mostro con nove teste che sputano fuoco e veleno... ho quasi perso una gamba, ma ora sto bene.» dico tutto d'un fiato, e lui spalanca gli occhi indietreggiando.

«Al...?» lo chiamo, ma lui mi ignora sventolandosi una mano davanti alla faccia.
Scorpius lo raggiunge da dietro e fa appena in tempo ad afferrarlo quando lui sviene.
«Non avresti dovuto dirlo.» sospira Scorpius.
«Già, non avrei proprio dovuto dirlo.» rido assieme ai miei compagni di scuola.

Mi era mancata, casa.

—Coso autrice.—

Alla fine ho deciso di scrivere del ritorno ad Hogwarts, il sogno di Drew non è più tanto importante visto che vi ho messo il sogno di Talia, e quelli di Percy e Drew sono collegati al suo. Poi vi ho messo la Dralia, amatemi.

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