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XXXIV

d r e w

Quando era piccolo, mio padre era solito portarmi al mare assieme a lui.
Io ero felice quando andavamo in spiaggia, ma mi sarebbe piaciuto che con noi ci fosse stata anche Hestia.
Lei aveva paura dell'acqua, come Talia.
Ma lei era molto più coraggiosa di me, come Talia.
Se Hestia fosse stata meno coraggiosa, la manticora non l'avrebbe ferita, io non avrei perso il controllo e lei non sarebbe morta.
Avrei potuto salvarla, se solo fossi riuscito a controllarmi lei sarebbe ancora viva.

Nel sogno che ho fatto quando eravamo ancora a scuola, Talia moriva nello stesso modo in cui è morta mia sorella, cercando di salvarmi.
La profezia che Rachel ha pronunciato al Campo Mezzosangue, recita una parte che riguarda palesemente me:

Figlio del ghiaccio, il dolore ti tormenta
ma è la rabbia che il tuo potere alimenta,
Solo ricordando lo spirito piegherai,
ma qualcuno di importante perderai.

Se quella volta, tanti anni fa, quando papà ci portava al campo non mi fossi arrabbiato, non avrei congelato Hestia e lei sarebbe ancora viva.
Oppure, quando ho congelato quell'aula a Hogwarts per colpa di Potter... quel giorno Talia ha rischiato la vita per nascondere il mio "potere".

Sospiro, guardando verso l'orizzonte buio mentre controllo le onde seduto sul bompresso dell'Argo II.

I miei genitori hanno capito che i miei poteri vanno fuori controllo quando provo forti emozioni. Per questo motivo, già dal primo giorno di scuola, quando sono salito sull'Hogwarts Express, ho provato ad apparire il più antipatico possibile, in modo che nessuno a parte Scorpius si sarebbe affezionato a me, così io non avrei potuto fare altro male.
Poi Albus e Talia sono entrati in quella maledetta cabina, e quando i suoi occhioni verdi hanno incrociato i miei, sapevo già che non sarebbe stato per niente facile.

Per fortuna, lei mi ha odiato sin da subito.
In realtà, per me era una tortura, ma è stato meglio così.
Quando è arrivato il momento dello smistamento, il Cappello Parlante era abbastanza indeciso, non aveva idea di dove collocarmi. Non ho mai capito il perché, ma alla fine mi ha dato l'opportunità di scegliere, e io ho scelto la Casa di Serpeverde per due motivi: uno, i Serpeverde non erano ben visti dopo la Seconda Guerra Magica, quindi meno probabilità di farmi amici e due, Scorpius era stato smistato in Serpeverde.

Durante gli anni ad Hogwarts, invece di passare inosservato acquistavo sempre più popolarità, forse perché ero l'acerrimo nemico di Talia che è amata da tre quarti della scuola per il suo essere così... Grifondoro.
Sta di fatto che ho sempre allontanato tutti, ma con lei non ci sono mai riuscito.
Anche se non ci sopportavamo, passavamo molto tempo insieme essendo che lei è la migliore amica di Albus, e Albus è il migliore amico di Scorpius, e Scorpius è il mio migliore amico.

Avevo una cotta per Talia al terzo anno, così come al quarto, al quinto e così via, ma allo stesso tempo la detestavo perché lei detestava me, e anche perché era l'unica ragazza che non ci provasse con me.
Era così ossessionata da James Potter, quell'odioso acchiappapluffe che ci provava con tutte le ragazze tranne che con lei.
Detestavo anche lui, perché aveva la possibilità di avere Talia ma non la sfruttava.
Dei, i Potter sono proprio degli idioti.

«Drew? Vuoi il cambio?» la voce di Percy mi desta dai miei pensieri, e mi volto a guardarlo, stando attento a non perdere l'equilibrio e a non cadere in mare.
«Si... grazie, Percy.» dico, alzandomi in equilibrio sulla trave del bompresso e saltano sul castello della nave, atterrando accanto a Percy.

«Tutto bene?» gli chiedo, guardando il suo volto corrucciato.
«Si... più o meno.» sospira, alzando lo sguardo verso il cielo stellato.
«Ho fatto un sogno un po' strano.» mi confessa, poggiandosi al bordo della nave e osservando le onde.
«Vuoi parlarne?» gli chiedo, e lui scuote la testa.
«Preferisco pensarci su, prima. Ora va a riposare, dovremmo arrivare al porto di Londra per l'alba. Poi volare fino ad Hogwarts, e avremmo bisogno di Talia, quindi ora che scendi nelle cabine assicurati che stia dormendo.»

«E se non sta dormendo?» gli chiedo, e Percy si volta verso di me.
«Beh, falla addormentare.» mi risponde, facendomi un occhiolino e io realizzo dopo qualche secondo.
«Oh, andiamo.» mormoro imbarazzato, tirandogli un pugno scherzoso sulla spalla.
«Che ho detto?» fa lui con un espressione angelica, ma poi scoppia a ridere.

Gli lancio un'occhiataccia, voltandomi e camminando verso l'ingresso alle cabine, sfoggiando a Percy il mio dito medio.
Una volta davanti all'ingresso delle cabine, sento provenire uno strano suono da quella di Leo. Sta russando, o Valdez dorme con un ippopotamo affetto da broncopolmonite?
Guardo basito la porta di Leo, scrollo lo spalle e poi mi avvicino a quella di Talia.

Bene, che faccio?
Busso?
Entro?
Entro senza bussare?
Busso senza entrare?
Alla fine busso e subito dopo entro, richiudendomi la porta alle spalle.

La prima cosa che vedo, è un pacco di Oreo per terra. Poi vedo tanti altri pacchi di Oreo, una muraglia di pacchi vuoti di Oreo che arriva fino al letto di Talia, sul quale lei è seduta sommersa dalle coperte e dai pacchi di Oreo.
Alzo un sopracciglio guardandola, mentre lei alza lentamente lo sguardo dal libro che stava leggendo e mi fissa masticando mezzo Oreo.

«Umh... ciao?» azzardo, cercando di non ridere.
Ha i capelli legati in una specie di palla messa in testa, con ciuffi che spuntano ovunque. Le maniche del maglione che indossa le coprono completamente le mani, per non parlare della coperta che la avvolge come un sushi.
«Che c'è?» dice, mordendo il suo Oreo.

«Niente, volevo...» mi guardo intorno, cercando qualcosa da dire. Sprofondo lentamente nell'imbarazzo, poi gli occhi mi cadono sulla sua gamba fasciata.
«...sapere come stesse la tua gamba, già.» rispondo, e lei finisce di mangiare per poi abbassare lo sguardo sulla sua gamba. Alza lo sguardo verso di me, poi mi sorride e il mio cuore salta un battito.
Perché cazzo smetti di battere, cuore? Hai solo un lavoro, fallo bene!

«Va meglio, l'ambrosia ha fermato il veleno e le tue cure sono state veloci ed efficaci.» mi risponde e non riesco a fare a meno di sorridere.
«Bene. Sono... felice che tu... non sia morta?» le dico, e lei alza un sopracciglio fissandomi.
Pessima risposta, Drew. Pessima risposta.
«Grazie?» ride lei scuotendo la testa, facendo poi levitare il libro che stava leggendo su un'immensa pila di altri libri ai piedi del letto.

«Che stai leggendo?» le chiedo, avvicinandomi al suo letto.
«Dei libri.» mi risponde, evocandone uno dal suo zaino con un incantesimo.
«Non l'avrei mai detto.» mormoro, e lei sorride aprendo l'ennesimo libro.
«Sto cercando informazioni su mia madre, vuoi aiutarmi?» mi chiede e io annuisco forse troppo velocemente.
Per fortuna non mi vede, intenta com'è a fissare quelle pagine.

«Beh, preferirei di gran lunga andare a dormire, ma se proprio insisti...» sospiro, sedendomi sul letto accanto a lei, facendole cadere le coperte giù dalla testa.
Lei mi lancia un'occhiataccia e io le sorrido angelicamente, afferrando di nuovo le coperte e riportandole sulla sua testa.
«Mi sto già pentendo.» mormora lei, mentre io cerco di non sorridere come un ebete.

«Cosa cerchiamo, esattamente?» le chiedo mentre lei continua a sfogliare il libro.
«In questo libro sono elencati tutti i figli di Zeus e tutte le loro imprese, ma mezzo libro è dedicato solo ad Eracle.» sbuffa.
«Lo stesso tizio dello stretto di Gibilterra?» le chiedo e lei annuisce.
«Si, Ercole è la sua forma romana. Ma poi è impossibile capire chi possa essere mia madre, Zeus ha tanti di quei figli!» sbotta, chiudendo l'ennesimo libro.

«Questi libri sono di tua madre?» le chiedo, e lei alza lo sguardo verso di me, annuendo.
«Non pensi che lei voglia nascondere le tue origini? Magari non la trovi in nessuno di questi libri perché lei non vuole essere trovata, altrimenti sarebbe stato troppo semplice.» le spiego e lei mi ascolta attentamente.
«Beh, ha senso.» annuisce.
«Ma allora come faccio a scoprire qualcosa?» mi chiede e io sono tentato dal dirle tutto quello che so, ma il Signor D mi ha detto di non farlo.

«Non ne ho idea.» scrollo le spalle, e lei mi lancia un'occhiataccia.
«Tu mi stai nascondendo qualcosa.» dice a denti stretti, fissandomi con gli occhi ridotti a due fessure.
«Ti sbagli.» deglutisco e faccio per alzarmi e darmela a gambe, ma Talia mi afferra la maglietta arancione del campo, trattenendomi.

«Lo so che sai qualcosa!» dice mentre io cerco di liberarmi dalla sua presa.
«Ti dico che... non so niente!» faccio fatica a parlare con lei che è attaccata a me come una cozza. Riesco ad alzarmi dal suo letto, ma nel mio percorso sofferto verso la porta ho ben 50kg attaccati alla maglia che sono costretto a trascinarmi dietro.

«Drew! Dimmelo!» dice, e penso velocemente ad un modo per liberarmi.
«Non posso dirtelo, perché non lo so.» le rispondo, e velocemente mi sfilo la maglietta, facendo perdere a Talìa l'equilibrio che finisce per terra.
«DAVIS!» quello che esce dalla sua bocca è un urlo barbarico, e io mi affretto ad uscire dalla sua cabina.

Mi affaccio alla sua porta, e la vedo seduta e per terra accanto al suo letto con ancora la mia maglietta stretta in una mano, mentre con l'altra si massaggia un punto dietro la testa.
Quando la sento lamentarti un campanello d'allarme inizia a suonare nel mio cervello.
«Stai bene?» le chiedo, mentre l'ansia mi divora lentamente.

Un singhiozzo la scuote, e io mi catapulto accanto a lei in meno di un nano secondo.
«Oh dei, scusa, non volevo...» le prendo il viso fra le mani, alzandolo in modo da poterla guardare negli occhi mentre il senso di colpa mi assale. Ma quando vedo la sua espressione, capisco che 1) sono un idiota e 2) sono nella merda.
Con un urlo di guerra, Talia mi salta letteralmente addosso, atterrandomi e inchiodandomi al pavimento.

«Così non vale! Questo è giocare da Serpeverde, e tu sei una Grifondoro. Mi stai cadendo in basso, Nott.» la guardo fintamente sconvolto, e lei mi sorride diabolicamente tenendomi i polsi inchiodati al pavimento.
«Dimmi quello che sai, Davis.» scandisce, e io alzo un sopracciglio.
Ora, potrei liberarmi in qualsiasi momento, ma avere la tua crush che ti minaccia mentre è a cavalcioni su di te, e tu sei senza maglietta, non è una cosa che succede tutti i giorni.

«Altrimenti?» faccio un finto broncio, e lei assottiglia lo sguardo.
«Mi stai sfidando?» alza un sopracciglio e non riesco a trattenere un ghigno.
«Beh, ti do tre secondi per decidere. Dopo di che, inizierò a torturarti. Uno...» inizia a contare, e mi lascio scappare una risata.
«Sto tremando.» la prendo in giro, poi lei arriva al due e inizio un po' a preoccuparmi.
«Tre.» dice, lasciando la presa sui miei polsi e avventandosi con le mani sul mio stomaco.
Scoppio a ridere stile babbuino quando inizia a farmi il solletico.

«CONFESSA!» mi urla, continuando a solleticarmi.
«MAHAHAHAHIII!» le urlo di rimando, e lei aumenta con il solletico.
Dopo qualche minuto, inizia a mancarmi l'aria.
«T-Talia, soff-foco.» mormoro e lei si ferma.
«Perché non vuoi dirmelo?!» sbuffa, sedendosi sulle mi gambe e io mi tiro su a fatica.
Sto per risponderle, quando qualcuno entra dalla porta.

«Per Ade, cosa diavolo è questo bacca...no.» Nico si blocca a fissarci, alternando lo sguardo tra me e Talia, che non appena realizza fa un salto di cinque metri atterrando sul suo letto.
«N-non è come sembra!» balbetta Talia, gesticolando come una pazza mentre Nico è sbiancato come un fantasma (lol).

«Voi...» mormora Nico, e io cerco di non scoppiare a ridere mentre mi rimetto la maglietta. Chiunque avrebbe capito male, trovandoci in quel modo.
«Scusa per averti svegliato, Nico. Le ho detto di essere più silenziosa, ma che ci vuoi fare, le faccio quest'effetto.» spiego a Nico.

«CHE STAI DICENDO, PER GODRIC!» sbotta Talia, lanciandomi un cuscino che prontamente afferro.
«La verità, biscottino. Perché mai dovrei mentire?» alzo un sopracciglio, rilanciandole il cuscino.
«Eri tu quello ad urlare come...» prova a trovare un aggettivo adatto, ma Nico la interrompe.
«Comunque sia, non voglio saperlo. Ora voglio solo andare a dormire e dimenticarmi di tutto quello che ho visto per il bene della mia salute mentale.» dice, voltandosi per uscire dalla cabina mormorando qualcosa come "etero... brr." e rabbrividendo.

Mi volto verso Talia con un'espressione angelica dipinta sul viso, agito la mano nella sua direzione e le mando un bacio volante con tanto di occhiolino, ricevendo come risposta un ringhio e il suo bellissimo dito medio.
Mi chiudo la sua porta alle spalle, per poi dirigermi verso la mia cabina con un sorriso da ebete stampato sulla faccia.

Mi cambio velocemente, poi mi lancio sul letto e inizio a fissare in soffitto.
Evoco il libro sulla Teogonia che Annabeth mi ha dato prima che partissimo, e in pochi secondi me lo ritrovo fra le mani. Lo apro alla pagina fissata con il segnalibro, e inizio a leggere.

Calliope è una delle Nove Muse, figlia di Zeus e Mnemosyne, la personificazione della memoria. Il nome Calliope, viene dal greco e significa "dalla bella voce", ed era l'ispiratrice della Poesia Epica.

La profezia si rivolge a Talìa come la figlia dell'ispiratrice, e Calliope era la musa ispiratrice, alla quale Omero si è ispirato per comporre l'Odissea.

La poesia epica –continua il libro– è il racconto in versi delle imprese leggendarie di un popolo, dei suoi miti e dei suoi eroi.

È per questo motivo, forse, che Talia conosce tutte le storie sul l'antica Grecia, tutti i miti e tutti gli eroi. Una volta ha accennato al fatto che sua madre glie li raccontava cantando, e Calliope è la musa dalla bella voce.
Questo potrebbe dare una risposta anche alla voce di Talia, che mi ha salvato dalle sirene.

Sospiro chiudendo il libro, poggiandolo sul comodino accanto al mio letto. Come farà Talia a salvare sua madre, se nemmeno sa chi è? Devo farglielo capire, in qualche modo. Anche se il Signor D mi ha severamente vietato di dirle qualsiasi cosa, minacciando di trasformarmi in un delfino.

Le palpebre iniziano a farsi pesanti, e lentamente chiudo gli occhi, addormentandomi.
Quando però mi ritrovo in mezzo ad una tempesta di neve, non sono più così rilassato.

—Coso autrice.—
(leggete e rispondete, per favoreh.)

Siamo arrivati a 40MILA letture, piango lo Stige.
Ora devo chiedervi una cosa:
Preferite che il prossimo capitolo sia il continuo immediato di questo, ovvero il sogno di Drew, oppure che sia dal punto di vista di Talia, quando l'Argo II arriva ad Hogwarts?
Ditemi voi pleaseee.

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