XVII
t a l ì a
Okay, partiamo col dire che io ho sempre detestato quell'ammasso di carne, ossa e capelli biondi, l'ho sempre trovato ripugnante e tutti i dispregiativi del mondo.
Però in questo momento, con la neve che volteggia tutt'intorno a lui, i capelli quasi platinati scossi dalla sua aura e l'elsa della spada di ghiaccio che stringe nella mano sembra davvero figo.
E per la prima volta in sei anni rimango senza parole davanti a lui.
«E non è tutto, so creare pupazzi di neve assassini! E so anche ucciderli.» ammicca tutto sorridente e io sbatto più volte le palpebre, ancora sconvolta.
«Umh... wow.» riesco a dire mentre lo fisso esterrefatta.
Volta lo sguardo, concentrandosi sulla neve stesa al suolo fin quando quella non inizia a muoversi. Indietreggia di qualche passo, aspettandomi che spunti qualche mostruoso orco delle nevi, invece viene fuori una tenera palla che rotolandosi nella neve prende la forma di un piccolo pupazzo di neve.
«Beh, questo non ti ucciderà. Credo.» sussurra l'ultima parola, e faccio finta di non sentirlo.
Mi avvicino al pupazzo di neve, inginocchiandomi di fronte a lui e osservandolo.
Tiro fuori la mia bacchetta e trasfiguro due sassolini in due bottoni neri che posiziono sul viso del pupazzo.
Drew si inginocchia di fronte a me, alle spalle del pupazzo di neve e piantandogli due rametti nel busto. Non ha più la sua spada.
«Pensavo fosse vivo.» storce il naso, per poi soffiare verso la nuca dell'omino di neve.
Non succede nulla e sono tentata dallo scoppiargli a ridere in faccia, però poi il pupazzo fa un salto e io cado all'indietro per lo spavento con il culo nella neve, cosa che quell'energumeno di Davis debba aver trovato molto divertente visto la sua risata che ora fracassa i miei timpani.
«Non è divertente.» lo guardo male, provando a rialzarmi, ma il ghiaccio sotto i miei piedi mi fa scivolare e cadere di nuovo.
Ovviamente Drew non mi aiuta, preferisce ridere a crepapelle mentre il pupazzo di neve ora vivo sé ne va in giro alla ricerca della mia dignità, forse.
«Chiudi il becco, principessa delle nevi.» lo ingiurio, lanciandogli un'occhiataccia non appena riesco a rialzarmi.
Lui smette immediatamente di ridere e inizia a fissarmi male.
«Principessa delle nevi?» alza un sopracciglio e io sorrido beffarda.
«Crei pupazzetti di neve carini e coccolosi, come una vera e dolce principessina. Sono davvero fiera di te.» mi asciugo una finta lacrimuccia.
Lui chiude gli occhi e dopo qualche secondo dal terreno innevato si alzano in aria qualcosa tipo trenta palle di neve.
Il mio sorriso si spegne mentre sulla faccia di Davis ne compare uno abbastanza inquietante e accattivante, tanto che deglutisco.
«Umh, sai che scherzavo.» rido nervosamente mentre indietreggio, stringendomi di più nella giacca di Drew per il freddo.
«Davvero? Perché io non scherzo, biscottino.» sorride angelicamente e gli lancio l'occhiataccia più truce che possiedo.
«Non. Chiamarmi-AAAH! » urlo come una checca quando lui mi scaglia la prima palla di neve che per fortuna riesco a schivare, abbassandomi.
Raccolgo da terra un sasso e un ramo non molto grande, per poi rialzarmi. Lui mi lancia altre due palle di neve.
Lancio il sasso, che ne colpisce una, mentre la seconda si frantuma contro la mia mazza da baseball improvvisata.
«Sei brava per essere una ragazza.» ammette, mentre maneggia altre tre palle di neve con la forza del pensiero.
«Sono una Grifondoro, è ovvio che sappia cavarmela.» lo guardo male e lui ghigna come al suo solito, poi lascia cadere per terra tutte le sue palle di neve e si avvicina a me velocemente, tanto che resto spiazzata quando me lo ritrovo a molto meno di un metro di distanza.
«Questi Schifondoro modesti.» dice a voce bassa, spostandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Immergo lo sguardo nei suoi occhi e mi accorgo solo adesso che è come se ci nevicasse dentro, nel vero senso della parola. Piccoli fiocchi di neve si muovono lentamente nelle sue iridi, sono talmente chiare che quasi non si differenziano dal resto degli occhi.
Quando vedo che i suoi occhi iniziano a socchiudersi, capisco quello che sta per succedere –di nuovo– e cerco di non farmi prendere dal panico.
Non voglio che riaccada ma allo stesso tempo non riesco a muovermi.
Non mi resta che pregare.
E qualcuno lassù ascolta le mie preghiere, perché qualcosa di molto grosso cade dal cielo schiantandosi per terra proprio alle nostre spalle.
«VALDEZ, JACKSON, SIETE DUE IDIOTI!»
Drew si gira di scatto, coprendomi la visuale con le sue spalle dalle quali mi sporgo per vedere cosa succede.
Sul terreno si è appena schiantato una specie di carro, ormai rotto per metà. L'altra metà è tutta bruciacchiata e il fumo si libera nell'aria.
Una ragazza dai capelli color cioccolato sta sbraitando contro due ragazzi, uno di loro si massaggia il sedere dolorante, mentre dell'altro sì scorgono solo le gambe visto che la sua testa e metà del busto solo sepolti in una montagnetta di neve.
Nel frattempo un'altra ragazza dai riccioli biondi scuote la testa, visibilmente basita mentre si rialza dal terribile atterraggio.
Tutti e quattro hanno la stessa maglietta di un arancione fosforescente, con sopra stampato tre lettere a caratteri cubitali CHB.
«Piper, dovresti prendertela con Leo, non con me!» borbotta il ragazzo dai capelli neri, ma la ragazza non vuole saperne.
«Il tuo stupido cavallo ha dato di matto e per poco non ci faceva ammazzare!» ribatte lei. «Per colpa di Leo!» le risponde a tono il ragazzo e io e Drew ci guardiamo più basiti della biondina, che proprio in quel momento interviene.
«Smettetela voi due.» dice avvicinandosi al ragazzo sepolto nella neve. «Piper, è stata colpa sia di Leo che è andato a fuoco e di Percy che ha cercato di spegnerlo. Blackjack sì è spaventato, ed ha perso il controllo del carro. Lo avrebbe fatto qualunque Pegaso!» dice, e tira fuori l'altro ragazzo –che dovrebbe essere il famigerato Leo– afferrandolo dalle gambe.
«BRR, FREDDO!» il ragazzo riccio uscito dal cumulo di neve inizia a battere i denti, tremando per il freddo. L'avrei preso per un qualsiasi adolescente infreddolito, se subito dopo non fosse andato a fuoco.
Letteralmente.
Io e Drew sussultiamo allo stesso tempo, lui sembra borbottare qualcosa come "non può essere", ma gli altri ragazzi non sembrano sconvolti per niente.
«Ora va meglio!» sorride soddisfatto il riccio, mentre la ragazza dai capelli color cioccolato –che dovrebbe essere Piper– si sbatte una mano sulla fronte.
«Leo, non farmi spegnere un'intera foresta.» sbuffa il ragazzo dai capelli neri che alla luce di quelle fiamme riflettono uno strano colore blu.
Leo sbuffa, ma subito dopo smette di bruciare.
«Oh, penso di aver trovato chi cercavamo.» dice la biondina, che dopo averci notati si incammina verso di noi.
Di colpo gli altri tre ragazzi si voltano verso nella nostra direzione.
Drew indietreggia, aprendo le braccia come per proteggermi. Nella sua mano inizia a formarsi un'altra spada di ghiaccio, diversa dalla precedente.
La porta davanti a se, in posizione di difesa e io non posso fare a meno di invidiarlo per i suoi poteri da semidio.
«Tranquillo, non vogliamo farti del male. Io mi chiamo Annabeth, vengo dal Campo Mezzosangue, New York, Long Island.» si prensenta con voce pacata, ma Drew non abbassa la spada.
Mi ritrovo a pensare che lui sembra trovarsi più a suo agio con una spada che con una bacchetta, come un semplice mago.
«Loro sono Percy –il ragazzo dai capelli nero/blu sorride agitando una mano, e ammetto che è molto carino– Piper –la ragazza si avvicina ad Annabeth, sorridendoci– e infine Leo.» indica il ragazzo riccio, anche lui molto carino.
Drew sembra sussultare al nome di Percy, ma non ne capisco il motivo. Poi scuote la testa.
«Va spesso a fuoco?» Drew alza un sopracciglio nella sua direzione e Leo sorride.
«È perché sono troppo hot.» dice, spostandosi un ciuffo dì capelli dalla fronte e io che me ne ero rimasta in silenzio e nascosta per tutto quel tempo, mi faccio scappare una risata.
«Secondo me sono okay.» sussurro all'orecchio di Drew uscendo allo scoperto e posizionandomi davanti a lui.
«Che stai facendo? Non li conosciamo! » mi ricorda, afferrandomi un polso. Mi libero con non troppe difficoltà e cammino verso Annabeth.
«Ciao, io mi chiamo Talia.» le porgo la mano, che lei stringe.
«Sai Annabeth, nel nostro mondo la parola 'mezzosangue' è un insulto bello e buono, ma credo di capire a cosa ti riferisci.» dico e mi volto verso Drew. «Testa di rapa, loro sono Mezzosangue, meglio conosciuti come semidei, quello che sei anche tu! Non ci vuole un genio a capirlo, ma tenendo a mente l'ampiezza del tuo cervello non sono affatto sorpresa che tu non ci sia arrivato.» sospiro mentre Drew mi guarda come se fossi un umpa lumpa che balla la macarena. Posso immaginare le rotelle del suo cervello che lavorano per decifrare ciò che ho detto.
«Quella ragazza mi piace.» dice il ragazzo di fuoco, ma l'occhiata che gli lancia Drew sembra ancora più infuocata del riccio pochi minuti prima.
«Quindi... cosa volete da me?» chiede Drew, mentre la spada che tiene fra le mani di dissolve lentamente.
«Per prima cosa dobbiamo parlarti.» dice Piper, affiancando Annabeth.
«Io non ho nulla da dir-» in quello stesso momento un'ombra nera cade dal cielo. Sussulto per la sorpresa e Drew mi afferra un braccio, portandomi più vicino a lui.
«Blackjack!» esclama Percy, e l'ombra si rivela un cavallo nero, alato.
Un Pegaso.
La creatura nitrisce in direzione di Percy e vedo Drew sbranare gli occhi.
«Quel cavallo ha parlato!» dice sconvolto, e io lo guardo basita portandogli una mano alla fronte per controllare se abbia la febbre, ma -hahaha- è freddo come il ghiaccio.
Il Pegaso si volta nella nostra direzione, e nitrisce di nuovo.
Drew aggrotta la fronte. «Quel cavallo mi ha appena insultato!» dice di nuovo e tutti lo guardano in modo strano, guardandosi poi fra loro.
«Sicuro di star bene?» gli chiedo e lui mi guarda ancora sconvolto.
«Blackjack, modera il linguaggio!» dice Percy e il cavallo nitrisce di nuovo. Percy si avvicina a noi, osservando per bene Drew.
«È strano. Solo i figli di Poseidone capiscono il linguaggio dei cavalli, e delle creature marine, ovvio.»
«Tu sei un figlio di Poseidone?» gli chiedo quasi con gli occhi a cuoricino, ma poi scuoto la testa: non è il momento di fangirlare.
«Eh già. E tu hai lo stesso nome di una mia cara amica.» mi sorride, poi si volta verso gli altri tre che fissano Drew.
«Hai detto che nella profezia ci sono due semidei e... quanti mortali?» dice rivolto verso Annabeth.
«Tre, tre mortali scelti dai due semidei.» gli risponde Annabeth, poi si volta verso Drew. «So che tutto questo può sembrarti strano, ma tu devi fidarti di noi.»
«Voi siete spuntati dal nulla, precipitati dal cielo su uno strano carro. Quel tizio è appena andato a fuoco, e quel... cavallo mi ha appena dato del bamboccio.» dice Drew, contandosi le dita. «Certo, mi fido ciecamente di voi.»
Percy sospira, guardando Drew. «Sicuramente tu sei un semidio, anche piuttosto potente, dobbiamo trovare anche il secondo...» dice, per poi voltarsi lentamente verso di me.
«Talia, tu riesci a vedere Blackjack?» mi chiede Percy e io annuisco.
«Certo, è il Pegaso più bello che abbia mai visto!» le rispondo e Blackjack nitrisce nella mia direzione.
«Vacci piano, bello.» mormora Drew, guardando male il Pegaso.
«Ha la Vista.» dice Piper e Annabeth annuisce.
«Forse perché è una strega.» dice Annabeth.
«O forse perché è lei la seconda semidea.» sento Leo sussurrare all'orecchio di Annabeth.
«Oh, mi piacerebbe ma non penso di essere una semidea...» dico leggermente in imbarazzo.
«Nessuno di noi lo credeva, fidati.» mi sorride Piper, e devo ammettere che ha una bellissima voce che si abbina perfettamente con il suo aspetto.
«Dobbiamo aspettare che Chirone ci raggiunga prima di giungere a conclusioni affrettate.» dice Annabeth, rivolgendosi ai suoi amici. Poi si volta verso di noi.
«Hogwarts è una scuola, giusto?» ci chiede e io annuisco. «Beh, possiamo parlare con la vostra preside?» continua Annabeth.
«E magari usare un bagno?» aggiunge Piper, guardandosi i vestiti e le braccia sporche.
«E dormire in un letto caldo?» fa Leo.
«E soprattutto, mangiare?» conclude Percy, il suo stomaco brontola.
Io e Drew ci guardiamo, poi lui sospira ruotando gli occhi. «Seguiteci.»
—Coso autrice.—
COLPO DI SCENA🌚
capitolo corretto il 01.08.2018
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