XLVII
t a l ì a
Ed io che pensavo che morire non fosse doloroso ed accadesse subito.
Perché si, credo di essere morta.
Ho male per tutto il corpo, vorrei urlare dal dolore ma non ci riesco. Ho la bocca serrata, il viso contratto dal dolore e gli occhi sbarrati.
Nella mia mente si susseguono tante immagini, tutte avvolte dalle tenebre.
Più che altro cose brutte. Rivedo Percy che mi afferra quando sto per precipitare giù dall'Argo II, e subito dopo lui che viene trafitto da una spada in pieno petto.
Rivedo Lily che si sacrifica per salvarmi la vita, mentre pronuncia le sue ultime parole.
Poi le immagini cambiano totalmente, e mi appare una ragazza dalla carnagione olivastra, gli occhi e i capelli neri come la pece. Sta giocando assieme ad un bambino più piccolo che le somiglia molto. Metto più a fuoco l'immagine: sembra Nico, ma meno pallido.
Aspetta. Quello è Nico meno pallido.
L'immagine scompare come se fosse riflessa nell'acqua e qualcuno avesse mosso la superficie. Sento una stretta sul polso e apro realmente gli occhi, molto lentamente e non del tutto.
È tutto nero, completamente. Nuvole di fumo nero si aggrovigliano attorno ai miei piedi e per un secondo penso che l'Ade mi stia inghiottendo. Abbasso gli occhi semichiusi sul mio polso, stretto fra le dita di una mano pallida. Un anello d'argento con sopra raffigurato un teschio brilla su un dito, distinguendosi da tutto quel nero.
Nico.
Atterro bruscamente su qualcosa di morbido, ma mi faccio male comunque.
Apro gli occhi, ansimando mentre sento il cuore a mille ma le ossa a pezzi.
Non ho più alcun controllo sul mio corpo, è come se il mio cervello avesse bruciato tutti i fili.
Vedo l'immagine sfocata di un ragazzo che cerca di smuovermi, ma non ho le forze di reagire. E mi lascio andare.
È di nuovo tutto nero. Sento solo tante voci incomprensibili che parlano una sopra l'altra.
All'improvviso, in lontananza, si accende una fiamma. Raccolgo tutte le mie forze e mi alzo, correndo verso l'unica fonte di vita a me visibile.
Mi avvicino sempre di più, fin quando non noto che in realtà quella fiamma è una persona.
«Ciao, Talìa.» Lily mi sorride mentre i miei occhi iniziano a riempirsi di lacrime.
Trattengo un singhiozzo e quando sto per abbracciarla lei mi blocca bruscamente.
«Ferma! Non toccarmi.» esclama allontanandosi ed io la guardo confusa.
«Prima devi scegliere come proseguire.» dice in modo calmo e pacato.
«Lily, tu sei...» provo ad introdurre un discorso, ma fallisco.
«Morta. Ma se sono qui, forse no.» continua il mio discorso, confondendomi sempre di più.
«Io non capisco...» le dico e lei scuote le mani.
«Non hai molto tempo, se non scegli resterai bloccata qui.» incalza ed io aggrotto la fronte, ma decido di non fare più domande.
«Ci sono due strade che puoi prendere: a destra.» alza la sua mano destra a mezz'aria e una galleria illuminata dalla luce appare dietro essa. «E a sinistra.» dice, alzando la mano sinistra nello stesso modo della destra, facendo apparire un'altra galleria, esteticamente opposta alla prima.
«Cosa troverò oltre la prima galleria?» chiedo a Lily.
«La attraverseresti con me. Troverai la felicità e la pace eterna. Niente più battaglie, niente più sangue, niente più morti.» mi risponde.
«Se sceglierai la seconda,» continua, «troverai ancora tanta morte, tanta sofferenza, tanto dolore.»
Guardo con brama la galleria illuminata, avvicinandomi ad essa.
«Tu... tu cosa mi consigli?» chiedo a Lily, ma lei scuote la testa.
Mi mordo il labbro, trovandomi in difficoltà.
Potrei finirla qua, porre fine al dolore che sto provando e che proverò in futuro.
Ma in questo modo lascerei i miei amici da soli, e Drew... ha da trasportare sulle spalle un peso troppo grande, e non può farlo da solo.
«Se scelgo la prima galleria sarò felice.» ripeto. «Se scelgo la seconda soffrirò.»
Mi rendo conto di una cosa.
«Ma non può essere solo questo. Non è... equilibrato.» guardo Lily che mi sorride.
Un'altra galleria inizia ad apparire alle sue spalle. L'inizio è tortuoso, con spine, cespugli velenosi e fitti alberi. Ma alla fine si riesce a scorgere una leggera luce.
Lily si sposta ed io avanzo verso quella galleria.
«Hai fatto la tua scelta?» mi chiede ed io annuisco. Mi fermo sulla soglia della galleria.
«Non puoi venire con me, vero?» le chiedo.
«No, non posso. Mi dispiace.» mi risponde e abbasso lo sguardo.
«Lily, io dovrei essere morta. Una Chimera mi ha letteralmente arrostita. Come faccio ad essere ancora viva?» le chiedo e lei mi guarda profondamente negli occhi, scavando a fondo nel mio animo.
«Non come, ma perché.» mi corregge. «Sei sopravvissuta perché il fuoco che hai dentro di te brucia molto di più del fuoco che ti circonda.»
«E adesso va e combatti. Sei nata per questo, amica mia. Io ti starò vicina, sempre.»
«Sempre.» ripeto le sue parole, per poi incamminarmi verso la galleria.
Evito i cespugli velenosi e le foglie cosparse di spine, attraverso il terreno fangoso inciampando diverse volte, ma non mi fermo fin quando non arrivo sulla soglia di un dirupo. Un dirupo cosparso di bianco.
«Perfetto, cosa faccio adesso?» penso ad alta voce.
«Talìa, non puoi avere sempre la strada spianata.» dice qualcuno al mio fianco e mi volto, sorpresa.
Una donna dai capelli color caramello, due occhi grandi e verdi e vestita con una tunica greca mi guarda, sorridendo.
«Mamma?» la guardo, confusa e sorpresa allo stesso tempo.
«Che ci fai qui?» le chiedo.
«Dovresti dirmelo tu: che ci faccio qui? Siamo nella tua testa.» mi risponde e aggrotto la fronte.
«Quindi... se voglio che una cosa accada, tralasciando le mie decisioni, quella accade comunque?» le domando.
«Non ho detto questo.» mi dice. «Se ad esempio avessi scelto la prima galleria, adesso non saremo qui.» continua.
«Non capisco... siamo o non siamo dentro la mia testa? Decido io cosa deve accadere.» insisto e lei scuote la testa.
«Quello che voglio farti capire è che ogni scelta, ogni azione, ogni decisione ti lega alle sue conseguenze, e ti costringe ad agire di nuovo, ancora e ancora. Quando avrai deciso cosa fare davanti a questo precipizio, dovrai decidere un'altra volta.» mi dice e abbasso lo sguardo verso il nulla.
«Io desidero solo tornare dai miei amici, aiutarli e soprattutto non vederli morti.» confesso e mia madre poggia una mano sui miei capelli, accarezzando la radice.
«Il tuo è un desiderio, ma i desideri non cambiano nulla, piccola mia. Una decisione invece cambia tutto.»
Alzo lo sguardo verso di lei.
«Allora devo tornare dai miei amici. Devo aiutarli, e devo fare tutto ciò che è in mio potere per salvarli. Ma sono davanti ad un precipizio e l'unica cosa che posso fare e buttarmi, mentre la sola cosa che dovrei fare per attraversarlo sarebbe volare. Io non posso volare.» ragiono ad alta voce, con lo sguardo fisso su mia madre.
«Non puoi volare, se prima non ti lasci cadere.» mia madre mi sorride un'ultima volta, per poi dissolversi lentamente.
Guardo di nuovo il precipizio e nel bianco di quel cielo mi rivedo assieme ai miei amici, nei bei momenti e in quelli brutti.
Albus, Scorpius, Percy, Leo, Nico e Drew. Sono lì che mi aspetto, e hanno bisogno di me.
Così mi lascio cadere.
Ispiro talmente forte che per poco non soffoco con l'aria. Spalanco gli occhi, ritrovandomi sotto un cielo bianco. Quindi sono morta?
«Ade, grazie! Sei viva!» esclama una voce.
Sbatto più volte le palpebre, trovandomi di fronte a Nico.
«Stai piangendo?» gli chiedo e lui mi fulmina con lo sguardo, asciugandosi gli occhi.
«No. È il freddo.» mente e l'enfasi che aveva fino a qualche secondo fa scompare del tutto.
«Ero morta.» realizzo, fissando il cielo.
«Si, lo eri. Il tuo cuore non batteva più.» conferma, sedendosi a gambe incrociate accanto a me.
«Forse tuo padre adesso ce l'ha con me. Sfuggendo alla morte è come se lo avessi imbrogliato, non è così?» gli chiedo, parlando molto lentamente.
«Può darsi. Ma ora riposati, sei sfinita. E anch'io.» mi dice e chiudo gli occhi lentamente.
«Detesto i viaggi ombra.» sento Nico mormorare prima di cadere in un sonno profondo e senza sogni.
❅ ❅ ❅ ❅ ❅
Quando mi sveglio il mio corpo ha ormai ripreso a funzionare e ad avvertire le sensazioni, quindi adesso la neve che mi circonda ha un forte effetto su di me.
Rabbrividisco mentre mi siedo sul terreno ricoperto di bianco. Do un'occhiata a Nico che sta ancora dormendo e decido di lasciarlo riposare un altro po'. Dal suo viso sconvolto presumo che viaggiare nell'ombra sia molto faticoso e distruttivo.
Non ricordo bene com'è andata, l'unica cosa che rammento sono le fiamme che circondano me e il mio pegaso. I suoi versi agonizzanti non ne vogliono sapere di lasciare la mia testa.
Mi guardo le mani: solo tagli e graffi, niente scottature. Stessa cosa per le braccia. I vestiti sono intatti, tranne per qualche pezzo bruciato. Tastandomi il viso, lo sento molto accaldato. Probabilmente avrò la febbre.
Sospiro pesantemente, ma il mio respiro non è congelato come dovrebbe. Questa cosa non è fisicamente possibile, e sto iniziando a preoccuparmi.
Ripenso a quando ero "nella mia testa", in particolare alle parole di Lily.
Sei sopravvissuta perché il fuoco che hai dentro di te brucia molto di più del fuoco che ti circonda.
Non è solo una metafora, ci sarà sicuramente un altro significato. Deve esserci.
All'improvviso sento un forte ardore nel petto ed ho come una visione: tante immagini senza nessun nesso logico si susseguono una dopo l'altra nella mia testa, poi il mio cervello si focalizza su una grotta ghiacciata. Sbatto le palpebre, e l'immagine si fa più vicina. Sento del calore.
Sbatto nuovamente le palpebre e mi ritrovo all'interno della grotta. Un ragazzo sta fluttuando a mezz'aria avvolto da un'aura arancione, gialla e rossa. Ha gli occhi chiusi, è pallido e i capelli di un grigio morto. Soltanto un ciuffo è ancora biondo.
«Talìa!» la voce di Nico mi fa tornare in me e scuoto la testa, riprendendomi.
Fisso Nico negli occhi e lui mi guarda come se già sapesse cosa gli sto per dire.
«Dobbiamo andare, subito.» con tutta la buona volontà riesco a tirarmi su e a restare in piedi. Nico mi imita.
«So dov'è Will.»
In realtà non lo sapevo davvero, ma in breve ci ritrovammo sulla vetta di una collina innevata.
«È li!» esclamo, indicando una grotta scavata in una montagna, a qualche chilometro di distanza da noi.
Nico non mi risponde e si affretta a scendere dalla collina. Lo seguo senza fare troppe storie.
«Tieniti pronta a combattere, è tutto troppo tranquillo.» mi avverte.
«Forse perché non c'è nessuno qui?» ribatto.
Ora io mi sarei aspettata che qualche mostro abnorme e orribile spuntasse dalla neve, ma per fortuna non succede nulla di tutto questo.
Quindi forse non c'è davvero nessuno qui.
«Tu tieni comunque gli occhi aperti.» sbuffa Nico.
«Si, va bene.» gli rispondo, per farlo contento.
«Comunque,» mi schiarisco la voce «grazie per avermi salvata.» gli dico e lui continua a camminare, guardando solo davanti a se.
«Non potevamo perderti, sei troppo preziosa per quest'impresa.» mi dice e aggrotto la fronte.
«Quindi tu mi hai salvata solo perché ti servo?» gli chiedo e lui si volta a guardarmi.
«Ti sei offesa?» mi guarda impassibile, ma si nota palesemente che sta nascondendo un sorrisetto ironico.
Lo mando a quel paese, ridendo tra me e me.
C'è qualche minuto di totale silenzio, poi Nico mi dice una cosa carina.
«Non volevo che morissi, per questo ti ho salvata. Pensavo fosse ovvio. E poi, lo avresti fatto anche tu. L'hai fatto anche tu, con Percy. Con Drew. E anche con Leo. E adesso stai rischiando la tua vita per salvare il mio ragazzo, che nemmeno conosci. Sei... stupida e coraggiosa.»
«Emh, grazie. Ma non sono stupida!» ribatto e lui alza le mani fintamente dispiaciuto.
«Dico davvero. Mi...» si schiarisce la voce, visibilmente in difficoltà. Sbuffa. «Midispiace se ti ho trattata male quella volta, sull'albero maestro. Ma ero in un momento no, ecco.» dice, guardando ovunque tranne che me.
Aw, è in imbarazzo! Nico imbarazzato è più tenero di Albus arrabbiato! Aw, vorrei fotografarlo.
«Sei perdonato. Avrei dovuto capire che quello era un brutto momento, invece di farti tutte quelle domande.» gli rispondo, cercando di non ridere. Nico annuisce.
Altri minuti di silenzio.
«Ho visto una ragazza mentre mi trasportavi con il viaggio ombra, avvolta nelle tenebre. Ti somiglia molto. Giocava con un bambino, eri tu?» gli chiedo molto pacatamente.
Da quanto ho capito, Nico non ama particolarmente mostrare i suoi sentimenti.
Infatti come risposta ricevo solo il suo silenzio.
«Scusa, sono una ficcanaso. Non importa.» gli dico e lui alza lo sguardo verso la grotta. Stiamo camminando da diverso tempo, ormai manca poco.
«Era mia sorella, Bianca. È morta qualche anno fa, durante un'impresa.» mi risponde, la voce non lascia trapelare nessuna emozione.
«Tu eri lì quando è...» non finisco di formulare la domanda, ma lascio intendere la conclusione.
«No. Era con Percy e altre due cacciatrici. Anche lei si era unita a loro.» dice, sta volta riesco a cogliere dell'amarezza.
«E tua madre? Era d'accordo a lasciare che si unisse a loro?» gli chiedo.
Dalla sua risposta ho imparato una cosa: regola numero uno, mai chiedere ai semidei della loro famiglia se sei debole di cuore.
«È morta quando ero piccolo. Da quel giorno mio padre ha scaricato me e Bianca in un hotel dove il tempo passava lentamente. Tutto ciò è successo sessanta anni fa, circa.» mi dice e rimango leggermente sconvolta. Ma leggermente, eh.
«Poi ci hanno tirato fuori di lì. Abbiamo incontrato Percy, e Bianca ha prestato giuramento ad Artemide, lasciandomi da solo. Le cacciatrici di Artemide sono immortali, tranne in battaglia. Lei è morta sacrificandosi per Percy e le altre sue cacciatrici. Ha fatto una cosa molto coraggiosa, ma non ha tenuto conto delle conseguenze.» mi racconta, tenendo sempre lo sguardo fisso davanti a lui.
«Le somigli.» dice quando siamo ormai di fronte alla grotta. Apro la bocca per dire qualcosa, ma Nico mi interrompe voltandosi verso di me.
«Sei sicura che Will è qui dentro?» mi chiede e vedo una luce di speranza nei suoi occhi.
Deglutisco, per poi annuire.
Nico mi da le spalle, entrando nella grotta.
Il figlio di Ade è venuto fin qui solo per ritrovare il suo ragazzo, la luce che ha illuminato il buio da cui era avvolto. Se fosse troppo tardi, Nico ne sarebbe devastato.
Tutti abbiamo bisogno di qualcosa a cui aggrapparci. Nico, per non sprofondare nell'oblio che sono i suoi ricordi, si è aggrappato all'amore. Ma a cosa si aggrapperebbe se perdesse anche lui?
Probabilmente il dolore lo sopprimerebbe.
Anche un cieco vedrebbe quanto Nico sia innamorato di Will. Ed io ho intenzione di conoscere il ragazzo che ha rubato il cuore di Mr. Re degli Scheletri.
Seguo Nico nella grotta, trovandolo immobile a fissare il corpo di Will che galleggia a mezz'aria, avvolto dall'aura infuocata. I suoi capelli sono quasi tutti grigi.
«È lui la fonte vitale di quelle Chimere. Questa roba...» dice riferendosi all'aura «è fuoco. Ed è dello stesso colore degli occhi di quei mostri.» mi dice, per poi mostrar la sua mano scottata.
«Io non riesco a toccarlo.» dice, trattenendo la tristezza. «Tu però non sei bruciata quando la Chimera ti ha attaccata. Puoi... puoi provarci tu?» mi chiede, i suoi occhi sono lucidi.
«Si, certo che lo faccio. Tu intanto guardami le spalle, okay? Non devono ucciderci proprio adesso.» gli sorrido e lui annuisce, estraendo la sua spada di Ferro dello Stige.
Mi posiziono davanti al corpo di Will, poi molto lentamente le mie mani attraversano il fuoco.
All'inizio non fa tanto male, lo avverto solo come un leggero fastidio. Man mano che però mi avvicino al corpo del ragazzo, il fastidio aumenta fino a trasformarsi in dolore.
Le maniche della mia felpa iniziano a bruciare e non appena afferro il braccio di Will, sento le braccia andare a fuoco.
Lo tiro bruscamente giù da lì, perdendo l'equilibrio e cado sulla neve con Will svenuto sopra le mie gambe. Immergo le braccia nella neve fredda, che placa solo di poco il dolore.
Nico mi si precipita accanto, prende Will fra le braccia e gli poggia due dita sul collo. Sorride.
«È ancora vivo. Hai del nettare nel tuo zaino?» mi chiede e annuisco, cercando di mascherare il dolore.
«Si, dovrebbe esserci. Ora controllo.» con molta lentezza sfilo lo zaino dalla mia spalla, cercando del nettare al suo interno. Ne tiro fuori una dose. «È l'ultima che mi è rimasta.» gli dico, passandogliela.
Nico porta la boccetta di nettare alla bocca di Will, facendogliela deglutire. «Bevi questa, serve anche a te.» mi dice, porgendomi la boccetta.
«Ma Will ne ha più bisogno...» provo a protestare e Nico mi lancia un'occhiata.
«Come voglio Will vivo voglio viva anche te. Bevila.» mi ordina e annuisco, bevendo il nettare. Il dolore alle braccia si affievolisce di colpo e tiro un sospiro di sollievo.
Will farfuglia qualcosa mentre Nico gli accarezza i capelli con un sorriso da ebete stampato sulla faccia. Li osservo sorridendo.
«Hey.» Nico assume un tono di voce completamente diverso dal solito. È...DOLCE.
Oh, dei. Ora ho davvero visto di tutto.
«Mmh, Nico...» farfuglia Will, aprendo leggermente gli occhi. «Mi sei mancato.» mormora Will, tremando e nascondendo il viso nel collo del suo ragazzo.
Forse ho una nuova otp.
Nico si toglie il suo cappotto, poggiandolo sulle spalle del figlio di Apollo per riscaldarlo.
Poi alza lo sguardo verso di me.
«Adesso cosa facciamo?» gli chiedo.
«Dobbiamo raggiungere gli altri, ma è troppo pericoloso farlo a piedi con Will in queste condizioni. Non che tu sia messa molto meglio di lui.» mi risponde.
«Anche volando è pericoloso, potrebbero esserci altre Chimere.» continua. «L'unico modo è un altro viaggio ombra.» dice.
«Non ti permettere.» ringhia Will, sepolto nel cappotto di Nico.
«Sei sicuro di farcela? Ne hai già fatto uno e...» vengo interrotta da Will.
«Cos'hai fatto?!» mormora, arrabbiato.
Addolcisco lo sguardo, da brava fangirl.
«Avvicinati.» mi dice, stringendo la presa su Will. «Attaccati al mio braccio. Non lasciarlo per nessun motivo.» mi raccomanda ed annuisco, afferrando il suo braccio.
«Nico, se lo fai giuro che...» Will non termina la frase che le tenebre ci avvolgono, di nuovo.
Dopo una centrifuga nel buio, atterriamo di nuovo bruscamente sulla neve.
Poco lontano da noi c'è un grande e peloso corpo sepolto immobile nella neve: il corpo di una Chimera.
«Controllo se è morta.» dice Nico, la spada pronta ad infilzare qualsiasi cosa gli capiti davanti.
Will è appoggiato alla mia spalla, ancora semi-svenuto. «Morta!» dice Nico, raggiungendoci e tiro un sospiro di sollievo. Ma quando vedo del sangue sulla neve vengo assalita da panico.
Mi alzo in fretta e furia, seguendo le tracce di sangue che portano ad un corpo mezzo sepolto nella neve.
Afferro le spalle di Percy, tirandolo fuori dalla neve. La testa gli ciondola ed è ghiacciato.
«Percy!» lo chiamo, cercando di tenerlo seduto e di farlo rinvenire. «Ti prego svegliati...» dico mentre strofino velocemente le mani sulle sue braccia, per riscaldarlo.
Nico mi raggiunge lentamente, con Will semi-cosciente aggrappato a lui.
«Non abbiamo altro nettare?» mi chiede Nico e scuoto la testa.
«Mi serve qualcosa da bruciare, ho paura che sia in ipotermia.» faccio agitata, guardandomi furiosamente intorno. Niente alberi, niente legna, niente combustibile.
Guardo la mia felpa mezza bruciata e me la sfilo, rimanendo con addosso sola la t-shirt arancione del campo. Gli infilo la felpa per poi notare la sua ferita alla gamba.
«Sta sanguinando.» mi avverte Nico, come se mi avesse letto nel pensiero.
«Bloccate l'emorragia.» mormora Will. «O potrebbe peggiorare.» continua e faccio come dice. Strappo un lembo della mia maglietta, legandolo stretto attorno alla gamba di Percy.
«Come facciamo a riscaldarlo?» chiedo ai due ragazzi, anche se Will sembra il più competente.
«Non possiamo accendere un fuoco, quindi l'unico calore che abbiamo è il nostro. Riscaldartelo con il vostro corpo.» ci dice e Nico lo guarda sconvolto.
«Dovrei abbracciarlo?» gli chiede e Will annuisce. «Te lo scor-»
«Nico!» lo rimprovero e lui sbuffa sonoramente.
«Io le gambe, tu il resto.» mormora, lasciando Will sulla neve.
Io e Nico riscaldiamo Percy il più possibile, fin quando smette di tremare e il suo viso assume un colorito normale.
Lo richiamo più volte, ma si sveglia soltanto quando Nico gli tira una sberla.
«Grazie agli dei!» sospiro sollevata, ringraziando anche le mani magiche di Nico.
«Cos'è successo?» mi chiede mentre lo aiuto ad alzarsi.
«Ti abbiamo trovato qui, volevamo chiederlo noi a te.» gli rispondo e lui spalanca gli occhi.
«Leo e Drew! Sono in pericolo. Una Chimera ha preso Drew, altre ci hanno attaccato e ho detto a Leo di seguire Drew mentre io le tenevo a bada tutte, ma solo una è rimasta con me e le altre hanno seguito loro. Facevano attenzione a non uccidere Drew, mentre con me e Leo non hanno avuto pietà. Quella stava per farmi fuori, ma poi è crollata a terra, come se qualcuno le avesse staccato la spina.» ci spiega mentre il mio cervello acquisisce tutte le informazioni.
Era l'energia vitale di Will ad alimentare i mostri. Quindi, se lui adesso non è più sotto il controllo di Hestia, tutti i mostri sono morti. Allora gli altri potrebbero essere ancora vivi, se non sono congelati.
«Da che parte sono andati?» gli chiedo.
«Di qua.» dice Nico, indicando delle tracce di Chimera nella neve.
«Bene, io le seguo. Voi siete tutti troppi deboli. Dovete mettervi al riparo e...»
«Nemmeno io avrei detto una cosa tanto stupida.» dice Percy e mi volto verso di lui, che si regge in piedi solo grazie al mio sostegno.
«Tu stavi per andare in ipotermia.» gli dico, rimproverandolo.
«Io ti ho vista fatta alla brace dall'alito di una Chimera, e sei ancora in piedi.» ribatte.
«No Percy, se succede qualcosa anche a te io...» Nico mi interrompe.
«Percy è sopravvissuto a Crono, a Gea, ai Giganti, ai Titani, ad Ares, a...» Nico inizia a fare un elenco usando le dita delle sue mani per contare, ma dieci dita non gli bastano.
Percy mi sorride.
«Poi hai bisogno di me, per andare più veloce.» detto ciò fa un fischio e un Pegaso nero atterra non poco lontano da noi.
Guardo Nico che annuisce.
«E voi?» chiedo a Nico, che guarda Will preoccupato.
«Credo che troveremo un riparo dal freddo. I mostri sono comunque fuori uso senza Will.» dice Nico.
«Non credo che ce la farà, fa troppo freddo qui.» dice Percy, osservando Will. Poi il suo viso si illumina.
«Ho un'idea!» esclama, guardando Nico sorridendo. «Chiama Mrs. O'Leary. Puoi portare Will al campo e salvarlo.»
«Hai ragione...» dice Nico, poi fischia anche lui e dopo qualche secondo un grosso segugio infernale spunta dalle tenebre.
Fa le feste sia a Nico che a Percy, poi il figlio di Ade fa salire il suo ragazzo sulla groppa di Mrs. O'Leary.
«Will, ora andrai dritto al Campo dove ti cureranno. Tieniti stretto a Mrs. O'Leary e...» Nico viene interrotto dal suo ragazzo.
«Non vieni con me?» gli chiede, lentamente.
«Io...» rivolge uno sguardo a me e Percy, indeciso sul da farsi. Scuoto la testa.
«Va con lui, Nico. Noi ce la caveremo.» lo rassicuro e lui guarda di nuovo il suo ragazzo. I capelli grigi ricadono sul suo viso pallido, gli occhi sono semichiusi e di un azzurro spento. Se mi dicessero che è un figlio di Apollo, probabilmente mi metterei a ridere.
«Nico, davvero.» insisto e lui si decide a salire sulla groppa di Mrs. O'Leary, dietro Will che sorride flebilmente quando Nico gli circonda i fianchi con le mani.
«Non morite.» ci dice, guardando prima Percy e poi me. «E Talìa, grazie.» dice, prima che Mrs. O'Leary scompaia nel buio.
Io e Percy montiamo su Blackjack che si libra in aria. Voliamo poco distante da terra, in modo da seguire le tracce e non perderci, ma arriviamo ben presto sul campo di battaglia.
Cinque Chimere sono stese a terra, inermi.
In lontananza vedo Drew combattere contro qualcosa di non identificato, una figura umana avvolta dalle fiamme. Hestia.
«Blackjack, atterra!» dice Percy e il Pegaso fa come ordinato.
Drew incassa soltanto colpi, non riesce a reagire e a combattere. Ha un'espressione sconvolta dipinta sulla faccia mentre sua sorella gli lancia contro palle di fuoco.
Hestia lo scaraventa contro un cumulo di neve, e Drew rimane immobile per terra a fissare lo spirito del fuoco.
«Drew!» urlo il suo nome, ma lui è come assente. Hestia alza un braccio verso il cielo e nella sua mano inizia a formarsi una lancia infuocata. Qualcosa mi dice che Drew verrà presto trafitto da quella lancia.
Corro verso di lui, rallentata dalla neve e stremata per il freddo. Drew ha lo sguardo fisso su sua sorella, ma quando arrivo di fronte a lui i suoi occhi incontrano i miei. Nello stesso momento sento qualcosa trafiggermi il cuore.
Fisso gli occhi di Drew. Due occhi così freddi che nascondono tanta sofferenza, ma che sono in grado di darti così tanto affetto. Ci nevica dentro, e io stessa mi sento come un fiocco di neve. Cado leggera fra le braccia di Drew, la testa poggiata sul suo petto. Sento il suo cuore battere all'impazzata, come se volesse uscire dalla cassa toracica, mentre il mio batte sempre più lento.
Provo a respirare, ma non ci riesco. Drew mi alza la testa, tenendomi stretta fra le sue braccia che sono così fredde, mentre io mi sento andare a fuoco. Guardo la sua bocca che si muove senza emettere alcun suono, o forse sono io che non ci sento più.
Qualcosa mi bagna la faccia, credo che siano le sue lacrime. La vista inizia ad offuscarsi e le mie palpebre diventano pesanti. Drew mi culla fra le sue braccia e il dolore che provo scompare del tutto.
L'ultima cosa che vedo sono i suoi occhi, due iridi ghiacciate come tutto intorno a noi. Quegli stessi occhi che mi inseguivano nei corridoi di Hogwarts e che mi facevano rabbrividire ogni volta che li incrociavo. Sono sicura che se come ultimo ricordo ho lui, giù negli Inferi non sarà poi così male.
Mi ritorna in mente la mattina precedente a questa, quando Drew ha detto di amarmi. Non ho potuto rispondergli perché mi aveva silenziata e poi pietrificata, ma probabilmente non l'avrei fatto comunque.
Ora mi sento stupida, perché tutto sta per finire e avrei tanto voluto dirglielo prima.
«Anch'io, Pingu.» sussurro, con un filo di voce.
Poi abbasso le palpebre, e per l'ennesima e ultima volta vengo avvolta dal buio.
Spero tanto che Drew mi abbia sentito.
—Coso autrice.—
Se pensate che questo sia doloroso aspettate di leggere il prossimo capitolo narrato dal punto di vista di Drew.
Ma non perdete le speranze!!
Ps. Grazie per le 155k letture, non me le merio visto che sono una persona molto cattiva.😂❤️
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro