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XLIII

t a l ì a

Fino a qualche settimana fa ero convinta che fosse Drew quello a svenire di più nel gruppo, ma mi sto ricredendo.
Quando riapro gli occhi la prima cosa che vedo è il soffitto della casa di Sam... di Apollo.
La seconda cosa è la faccia arrabbiata di Percy.

«Non farlo mai più.» mi dice con gli occhi ridotti a due fessure e io faccio per sedermi sul materasso.
«Che ho combinato sta volta?» gli chiedo, cercando di ricordare cosa mi ha fatta svenire.

«Sei uscita da sola di notte per inseguire una luce in un posto pieno di mostri. Dei, nemmeno io faccio cose del genere!» mi rimprovera ei miei ricordi iniziano a schiarirsi.
«Apollo!» esclamo quando una lampadina si accende nella mia testa.

«È lui la luce che cerca mia madre. Mia madre è Calliope, la musa dalla bella voce... Drew lo sapeva e non me l'ha mai detto! Lo ucciderò quando lo rivedrò.» dico velocemente, immaginando diversi modi per ucciderlo.

«Beh, lo sapevo anch'io ma...» dice e io sgrano gli occhi.
«COSA?! Davvero, Percy?!» lo guardo male e lui deglutisce alzandosi dalla sedia e indietreggiando un po'.
«Cioè, Drew me l'aveva accennato ma...» lo interrompo.

«Mi stai dicendo che io per tutto questo tempo non ho fatto altro che scervellarmi quando la risposta a tutti i miei problemi ce l'avevate voi due, razza di... pesci palla idioti!»
«In realtà lo sapevano anche Nico e Leo, ma...» si interrompe da solo quando nota il mio sguardo.

«Non attenterai alla mia vita, vero?» mi chiede e io addolcisco lo sguardo.
«Ma no, figurati.» gli sorrido e lui si rilassa.
«Vi ucciderò in massa, tutti e quattro, a partire da quel pinguino albino idiota di Drew.» dico nel mio tono più macabro.

In quel momento un ragazzo dai capelli biondi entra nella stanza e quasi non muoio di infarto.
Per un secondo ho pensato fosse Drew ma Apollo non è abbastanza alto, non è abbastanza freddo, non è abbastanza... Drew.

«Oh, ti sei svegliata. Ti prego di perdonarmi, non era mia intenzione apparire nella mia forma più bella e farti svenire. Mi dispiace, dolcezza.» mi sorride in modo caldo, troppo caldo e io alzo un sopracciglio.
«Cosa?» lo guardo confusa e lui si passa una mano fra i capelli biondi, ricordandomi che quel gesto è come una routine per Drew.

«Parleremo della tua cotta per me in un altro momento, ora devi dirmi dov'è precisare Calliope.» mi dice e io lo guardo ancora più confusa.

«Ma io non ho una cotta per te!» gli dico e lui mi guarda un po' stranito. «Cioè, divino Apollo, lei è splendido ma è troppo abbronzato per i miei gusti.» gli dico e lui scrolla le spalle.

Percy tossisce ma ho sentito benissimo che ha detto il nome di Drew. Così mi alzo dal letto e con noncuranza gli pesto un piede. Percy soffoca un'imprecazione in greco antico.

«Percy, tutto bene?» gli chiede Apollo e Percy gli sorride nervosamente.
«Benissimo! Allora, ci può dare un passaggio fino in Quebec?» gli chiede e Apollo mi rivolge lo sguardo.

«Prima devo andare a prendere Calliope. Ma credo di potervi dare un passaggio fino a...» mi guarda, aspettando che gli dica dove abita mia madre.
«Londra.» gli dico, specificando la strada e Percy gli dice anche le coordinate.

Ah, i poteri del figlio del dio del mare.
Chissà se anche Drew sa orientarsi in questo modo. Sarebbe una risposta a tutte quelle volte in cui l'ho mandato a quel paese e lui è sempre tornato indietro.

Apollo sta per aprire bocca, quando sentiamo un rumore provenire da fuori, come se qualcosa fosse appena atterrato.
Apollo aggrotta la fronte, poi schiocca le dita e si colpisce la fronte con la mano.

«Ma certo! Me ne ero dimenticato.» dice, scuotendo la testa.
Drizzo le orecchie quando sento qualcuno parlare fuori dalla finestra.

«Stavi per stritolare mio fratello.» sento la voce di una ragazza e il mio cuore inizia ad accelerare.
«Non è vero! L'ho solo abbracciato perché soffro di vertigini.» ribatte un ragazzo.

Sorrido come un ebete e corro verso la porta per ritrovarmi davanti ad una biga argentata dalla quale stanno scendendo tre ragazzi.
Nel momento in cui Albus mette piede per terra non gli do nemmeno il tempo di alzare lo sguardo che mi fiondo su di lui con le lacrime agli occhi. Gli salto addosso stile koala e lui, nonostante l'abbia colto di sorpresa, riesce a rimanere in equilibrio cosa che trovo abbastanza sconvolgente visto che tutte le volte che l'ho abbracciato in quel modo siamo sempre caduti facendo delle figure di merda colossali davanti all'intera scuola.

«Non sei caduto.» gli dico dopo averlo stritolato per un po'.
«Me lo aspettavo.» risponde, abbracciandomi più forte.
Torno con i piedi per terra, ma non mi stacco da Albus fin quando non sento qualcuno tossire.

Alzo lo testa e oltre la spalla di Albus noto una ragazza dai capelli rossi imbronciata e con le braccia incrociate al petto. Lancio un urletto e scaravento via Albus come fosse un sacchetto dell'immondizia per correre ad abbracciare Lily.

«Ma sono modi?!» mi sgrida Albus, ma io sono impegnata a soffocare la mia migliore amica.
«Mi sei mancata anche tu Talìa, ma sto per soffocare.» dice con un filo di voce e io la lascio appena in tempo per notare Scorpius che porge una mano ad Albus per aiutarlo a rialzarsi.

«AWW, BIONDOO!» urlo correndo ad abbracciare Scorpius, saltandogli in spalla. Ovviamente lui perde l'equilibrio così io cado su di lui che cade su Albus che si spiaccica sull'erba.

Mi sporgo dalla spalla di Scorpius che è faccia a faccia con Albus. Assottiglio le palpebre, riducendo gli occhi a due fessure e guardando Albus come una maniaca.

«Vi siete finalmente messi insieme voi due?» alzo e abbasso le sopracciglia.
Albus diventa dello stesso colore dei capelli di Lily, ma Scorpius interviene dicendo la più grande cazzata di tutti i tempi.
«Ci metteremo insieme quando tu ti metterai con Drew.»

Sbatto più volte le palpebre leggermente spaesata, poi scoppio a ridere e rotolo giù da Scorpius. Sento un forte dolore allo stomaco per quanto sto ridendo, ma non ce la faccio a smettere, è più forte di me.
Io e... Drew—PUAHAUAUAHHA.

«Dei, non credi stia diventando esageratamente rossa?» sento parlare Percy e rido ancora più forte.
«Se continua così soffocherà.» dice Lily e inizio a tossire come una foca spastica asmatica.

Sarei soffocata davvero se Albus non mi avesse tirata su, dandomi leggeri colpetti dietro la schiena.
«Scorpius, non ti ricordavo così divertente!» mi asciugo una lacrima.
«Ma io non—ahi!» Lily gli tira una gomitata, facendolo tacere.

Il mio sguardo cade su Apollo che sta avendo una conversazione con una ragazzina dai capelli ramati, all'incirca sui 13 anni, credo.
«...ci sta cercando, vuole vendicarsi per quello che abbiamo fatto alle sue sorelle e ai suoi fratelli.» dice la ragazza ad Apollo che si gratta la nuca con fare scocciato.

«Che seccatura!» sbuffa Apollo.
«Come non detto, tua madre dovrà aspettare ancora.» sospira Apollo, voltandosi nella mia direzione.
«Cosa? Perché?» gli chiedo confusa, avvicinandomi.

«Io e la mia sorellina abbiamo parecchi nemici, e hanno deciso di vendicarsi proprio oggi.» mi dice Apollo, facendo cenno verso la ragazza accanto a lui.

Aspetta... la sua sorellina?
Quella ragazzina è la dea Artemide?
...dovrei inginocchiarmi?
Perché quando ho conosciuto Apollo gli sono svenuta fra le braccia, ed ero sporca, insanguinata, moribonda...
Alla fine mi inginocchio.

«Divina Artemide, sono lieta di... conoscerla.» dico, ma suona più come una domanda.
Pensavo che Artemide sarebbe stata felice del mio gesto. Invece tutto quello che ricevo dalla dea è un calcio che mi scaraventa a diversi metri di distanza.

«MA COSA?!» urlo sconvolta, e quando alzo lo sguardo vedo Artemide intrappolata in una rete fatta di... fiori?
«Hey!» urla Apollo. «Nessuno può aggredire mia sorella in quel modo!» dice, facendo apparire il suo arco e incoccando una freccia.

Prima che possa scagliarla le sue braccia vengono intrappolate in due piante rampicanti sbucate fuori dal terreno.

«Che sta succedendo?!» dice Albus, guardandosi furiosamente intorno, mentre Percy sfodera Vortice e corre in soccorso di Apollo e Artemide.
«VENDETTA!» una voce riecheggia dalla foresta.

«Andatevene!» ci ordina Artemide, fermando Percy.
«Ma Artemide...» prova a protestare, ma la dea lo zittisce nuovamente.
«Portali al sicuro, o ti trasformo in un cervo. Chiaro?!» ringhia Artemide e Percy deglutisce per poi annuire.

Guardo verso la foresta, notando una figura avanzare. Percy mi afferra un braccio e mi tira su, facendo cenno agli altri di seguirlo.
«Non possiamo lasciarli qui!» protesto, cercando di liberarmi dalla presa di Percy.
«Apollo ci ha salvati! Ha bisogno di noi...»

«Non ho mai accennato ad andarcene.» dice Percy. «Nascondiamoci dietro quella roccia!» dice, e noi facciamo come dice.
Mi sporgo dalla roccia per vedere meglio.
Assottiglio lo sguardo, notando una donna dai capelli color caramello, vestita con una unica greca con fantasia floreale.

«Hey fiorellino!» dice Apollo. «Chi sei?»
«Chi sono?! Non dirmi che non ti ricordi.» dice la donna, visibilmente incazzata.
«Clori... figlia di Niobe. Pensavo di averti uccisa diversi millenni fa.» dice Artemide, e io inizio a scavare nel mio cervello.

Niobe... Niobe... ci sono!
«Chi è quella tizia?» mi chiede Percy e Clori si volta nella nostra direzione. Io e Percy ci abbassiamo appena in tempo.
«È la ninfa Clori, sua madre era Niobe, la tizia che aveva avuto quattordici figli e si prese gioco di Latona che ne aveva avuto solo due, ovvero Apollo e Artemide.»

«Credo di conoscere quella storia... se non sbaglio è finita con un omicidio di massa.» dice Percy e io annuisco.
«Si. Per vendicarsi Apollo ha ucciso i sette figli maschi di Niobe e Artemide le sette figlie femmine. Ma a quanto pare ne è sopravvissuta una... alcune versioni del mito ne parlavano.» dico a Percy.

«Quindi Clori ha catturato con delle piante Apollo e Artemide per vendicarsi?» chiede Scorpius.
«Così sembra.» gli risponde Percy, sbirciando dall'estremità del masso.
«Scusate se la domanda può sembrarvi stupida, ma perché quei due non si liberano da soli? Sono DEI!» esclama Lily.

«La mia vita riassunta in una frase.» mormora Percy e mi viene voglia di ridere, ma non è il momento quindi mi trattengo.
«Gli dei esistono per essere aiutati dai semidei che rischiano la vita per salvarli. Non chiedermi che senso ha, Lily, perché non ha un senso.» le dico e lei fa una faccia confusa, ma non controbatte.

«Dobbiamo aiutarli.» dice Scorpius. «Artemide ci ha salvato la vita in Italia, le siamo debitori.»
«Anche Apollo ha salvato me e Talìa, il minimo che possiamo fare è fare un po' di giardinaggio e liberarli.» dice Percy mentre io e Lily ci alziamo di poco per sbirciare da oltre il masso.

Clori sta girando intorno i due gemelli, mentre delle rampicanti continuano a crescere intrappolandoli nei loro rami robusti.
«Come può la dea della Primavera essere più forte di due dei dell'Olimpo?» chiede Lily.
«È assetata di vendetta. Sarebbe riuscita ad intrappolarli anche se fosse stata una mortale.» le rispondo.

«Bene, qual è il piano?» chiede Albus a Percy.
«Piano? Oh... di solito è Annabeth quella che fa i piani. Ma Annabeth non c'è.» risponde lui.
«Che perspicacia.» ruoto gli occhi, abbassandomi per discutere sul da farsi.

«Okay, io ho un piano.» dice Scorpius, e tutti portiamo lo sguardo su di lui, tranne Albus. Lui lo stava già guardando.
Otp.

«Ci serve qualcuno che faccia da esca e distragga Clori. Qualche volontario? Tranne Percy.» dice Scorpius.
«Lo faccio io. Ho perso sia la mia spada che la bacchetta, posso fare soltanto l'esca.» mi propongo e Scorpius annuisce mentre Albus mi guarda un po' contrariato.

«Bene. Talia è molto brava ad infastidire le persone, quindi tu distrarrai Clori e la farai arrabbiare con te.» mi dice Scorpius.
«Non so se prenderlo o no come un complimento, ma d'accordo. Poi?» gli chiedo.

«Devi stare attenta a non farti prendere. Comunque, se dovesse catturarti con le sue piante, Lily ti coprirà le spalle e taglierà le piante da sotto il Mantello dell' invisibilità.» continua Scorpius e Albus guarda sua sorella.

«James ti ha dato il suo mantello?!» le chiede Albus mentre Lily caccia una mano nel suo zainetto, alla ricerca del mantello.
«Beh, in realtà l'ho preso senza chiederglielo. Spero non si arrabbi.» dice Lily, tirando fuori il tessuto semitrasparente.

«Quel mantello ti rende davvero invisibile?» chiede Percy, e Lily se lo avvolge intorno al corpo, che scompare.
«Figo!» esclama Percy.

«Perfetto. Percy, tu ora andrai con Lily verso la spiaggia. Talìa dovrà portare Clori lì, e tu provvederai ad innaffiarla con i tuoi poteri sull'acqua. Voglio che tu le faccia una bella lavata con tanto di centrifuga.» dice Scorpius, e Lily fa spazio a Percy sotto il mantello.

«Lily, torna qui al più presto. Quando Clori sarà abbastanza lontana, io e Albus libereremo Apollo e Artemide.» Scorpius conclude il suo discorso, e Albus lo fissa con ammirazione.
«Sai, la mia ragazza sarebbe felice di conoscerti. Diventereste migliori amici cervelloni per sempre.» dice, per poi scomparire sotto il mantello assieme a Lily.

Mi sporgo nuovamente dalla roccia e l'unica cosa che riesco ancora a vedere dei due gemelli sono i capelli biondi di Apollo che non sono ancora stati inglobati nel bozzolo di piante di Clori.

«Due dei possono soffocare?» mi chiede Albus.
«Spero di no.» sospiro. «Comunque, avete pensato a come liberarli? Insomma, credo che quella roba sia parecchio resistente.»
«Se tirandole via non dovesse funzionare potremmo provare ad incendiarle. Apollo e Artemide non dovrebbero subire danni, no?» mi chiede Scorpius, e io scuoto la testa.

«Non penso. Però potreste bruciargli i vestiti, e non credo proprio che Artemide possa apprezzarlo.» gli dico e Albus deglutisce.
«Nemmeno io. Prima di atterrare volevo ringraziarla per averci salvati, le ho poggiato una mano sulla spalla e lei stava per buttarmi giù dalla biga.» dice Albus.

«Artemide non ama particolarmente la compagnia dei ragazzi.» dico ad Albus.
«Comunque, dentro quella casa dovrebbe esserci la spada di Godric Grifondoro poggiata su un tavolo, se non doveste riuscire a tirarle via con le mani provate a tagliarle con quella.»

«Dove hai trovato la spada di Godric Grifondoro?» mi chiede Scorpius, sorpreso.
«È spuntata fuori dal un pezzo di stoffa quando stavo per essere uccisa da un mostro rettile.» gli rispondo, aspettandomi che Albus svenga.
«T-tu c-cos...»

«Eccomi!» esclama Lily, facendo riprendere Albus grazie ad un piccolo mini-infarto.
«Percy è in posizione?» le chiede Scorpius, e Lily abbassa lo sguardo sulle sua scarpe completamente fradice.
«Direi di si.» risponde Lily.

«Talìa, va adesso. E non farti prendere. Lily, tu stai pronta a liberarla se dovesse essere presa. Mi raccomando.» dice Scorpius preoccupato e io gli poggio una mano sulla spalla.
«Andrà tutto bene, il tuo piano magnifico funzionerà e riusciremo a raggiungere gli altri in Quebec.» dico a Scorpius che annuisce regalandomi un sorriso.

Do un rapido abbraccio sia a lui che ad Albus, poi, dopo essermi assicurata che Lily sia invisibile, scavalco la roccia correndo verso la ninfa Clori.
«Hey Madre Natura!» le urlo, attirando la sua attenzione. La ninfa si volta verso di me, puntando i suoi occhi scuri nei miei.

«E tu chi sei?» mi chiede lei, dando le spalle ai due gemelli-bozzoli.
«Ma come, non sai chi sono? Pensa che sono più conosciuta di te sull'Olimpo, e sono soltanto una mortale! È davvero deprimente essere una divinità così inferiore, non trovi?» le dico, guardandola fintamente dispiaciuta.

«Ma... come OSI!» mi punta un dito contro, facendo spuntare una radice dal terreno proprio sotto i miei piedi.
Salto evitandola, evocando una raffica di vento che mi spinge verso destra, facendomi atterrare illesa.

«Dico solo la verità. Sai che intrappolare Apollo e Artemide non ti farà diventare più popolare? Anzi, se dovessero sconfiggerti non credo lo racconterebbero a qualcuno tanto che sarà facile rispedirti nel prato dal quale sei venuta!» la provoco ancora, e lei fa emergere con forza un'altra pianta dal terreno. Evito anche quella.

«Toh! Non riesci nemmeno a prendermi! Che razza di divinità sei?!» rido di lei, notando che si sta arrabbiando, e anche tanto.
«MORIRAI!» mi urla contro, avvicinandosi nella mia direzione mentre dal terreno iniziano ad emergere degli strani esseri. Karpoi.

Ecco arrivata la seconda parte del piano: correre.
Uno spirito del grano parte all'attacco contro di me assieme ad altri suoi fratellini, seguiti dalla furiosa ninfa Clori.
Corro verso il sentiero che porta alla spiaggia, stando sempre molto attenta a dove metto i piedi e senza guardare troppo indietro visto che c'è Lily a coprirmi le spalle.

Albus e Scorpius dovrebbero già star liberando Apollo e Artemide. Devono essere loro a sconfiggere Clori, e se non arriveranno in tempo moriremo.
Qualcosa si attorciglia attorno alla mia caviglia ed io cado di faccia sulla terra, imprecando.

"Sei carina quando cadi di faccia, lo sai?" la voce di Drew mi riecheggia nella testa e per qualche arcano motivo arrossisco.
Miei dei, ma che problemi ho?!

L'incantesimo di Lily colpisce la radice che intrappolava la mia caviglia, spezzandola. Mi rimetto in piedi qualche secondo prima che un karpoi mi strappi il piede con un morso.

«Ti avevo presa! Come hai fatto?!» mi urla Clori e un ghigno nasce sulla mia faccia.
«Come fai a farti vedere ancora in giro? Ti fai fregare da una comune mortale?!» la provoco e lei urla, lanciandomi dei fiori assassini che si conficcano nel terreno dietro o davanti a me.

Se sono ancora viva e nessun fiore assassino o karpoi mi ha acciuffata, è tutto merito di Lily.
Da lontano scorgo la spiaggia e sorrido, accelerando sempre di più.
Una volta davanti al mare mi concentro con tutta me stessa e salto verso l'acqua, coprendo una distanza di circa cinque metri grazie alla spinta dei venti.

«PERCY!» urlo e in quell'esatto momento un'onda alta circa tre metri si alza dall'acqua ed io atterro con i piedi sulla sua superficie. Percy mi afferra e provvede a tenermi con lui sull'onda, per evitare che sprofondi in acqua.

«Hey fiorellino, è arrivato il momento di essere innaffiata!» la schernisce Percy, e Clori non fa in tempo a ribattere che viene travolta da un'onda di acqua salata. I karpoi ai suoi piedi se la svignano prima del bagnetto.
«MALEDETTI! VI TRASFORMERÒ IN ALBERI, TUTTI QUANTI!» urla Clori, infuriata.

«Scorpius parlava di una centrifuga... ordina all'acqua di avvolgerla!» dico a Percy che annuisce.
Una spirale di acqua avvolge la ninfa, e io mi concentro sulle correnti d'aria, ordinandogli di fondersi assieme all'acqua.

«Tieniti forte, Clori!» le dico per poi formare un vero e proprio Tornado.
Io e Percy ci diamo il cinque e quando vediamo arrivare Albus, Scorpius e Lily seguiti dai due gemelli divini visibilmente incazzati, fermiamo il Tornado e torniamo con i piedi per terra.

Clori è distesa sulla sabbia, i capelli del colore del grano sparati in tutte le direzioni, il vestito a fantasia floreale quasi a brandelli. Mi fa un po' pena, non avrei voluto dirle quelle cose anche perché la sua vendetta era comprensibile. Anch'io avrei cercato di vendicarmi se qualcuno avesse ucciso la mia famiglia, ma io ho bisogno di Apollo per salvare mia madre.

«Come avete osato, voi mortali!» ci urla contro Clori.
«Anche tu eri mortale fino a qualche millennio fa, fiorellino.» dice Apollo, incoccando una freccia e puntandola contro Clori.

«Io mi merito l'immortalità! Voi dei dell'Olimpo siete così spregevoli, non meritate il vostro titolo!» gli urla contro, e Artemide incocca una freccia, imitando il fratello.

«Tua madre si era presa gioco di nostra madre.» le ricorda Artemide.
«E voi l'avete punita uccidendo tutti i suoi figli, i miei fratelli e le mie sorelle! Se questo non è malvagità come vuoi chiamarla?! Giustizia?!» dice la ninfa con tono schifato, e sento i miei muscoli facciali addolcirsi.

Lily mi affianca, sporgendosi verso il mio orecchio.
«Non lo trovo giusto.» mi sussurra e io sospiro.
«Nemmeno io, ma...»

«Basta così, Clori. Ti proponiamo di scegliere: vuoi che ti spediamo nel Tartaro, o preferisci andare via giurando sullo Stige di non infastidirci più?» le dice Apollo, e Clori assottiglia lo sguardo. Spero che scelga la seconda opzione, non merita di finire nel Tartaro.

«Me ne andrò...» dice e tiro un sospiro di sollievo. Mi volto verso Lily, che la guarda con diffidenza.
«Bene, adesso giura sullo Stige che non ci darai più seccature.» dice Apollo e Clori mi lancia uno sguardo inquietante.

Poi succede tutto velocemente.
Lily mi urla di spostarmi, Clori scatta in piedi, lanciando qualcosa nella mia direzione e io vengo spinta da Lily e afferrata dalle braccia di Percy. Clori svanisce in un'esplosione di petali, e Lily cade a terra con una mano sul petto.

Sento Albus urlare il nome di sua sorella e quando Lily sposta la mano macchiata di sangue dal petto, noto lo stelo appuntito di un giglio conficcato all'altezza del suo cuore.
Sento le ginocchia cedermi e se non fosse stato per Percy che continua a reggermi sarei già caduta.

Nella mia testa tutto inizia a rallentare, e non ci capisco più molto. Vedo Albus precipitarsi da sua sorella, urlare qualcosa ad Artemide che però scuote la testa sconsolata, piegandosi su di lei e poggiale una mano sulla fronte.
Guardo le labbra di Lily muoversi e dire qualcosa a suo fratello, ma l'unica cosa che riesco a sentire è la voce di Percy che ripete più volte il mio nome, cercando di smuovermi.

Anche la sua voce inizia ad allontanarsi, io inizio a vederci sfocato, sento un forte calore nel petto e tutte le mie ferite bruciare. Sento Drew chiamare il mio nome, e mi accorgo di aver chiuso gli occhi solo quando li apro e vedo lui che mi stringe fra le sue braccia.

«Drew...» dico il suo nome e lui sorride, spostandomi una ciocca di capelli dal viso.
«Finalmente, sai da quanto tempo sto provando a chia...» si interrompe quando un singhiozzo mi sfugge dalle labbra.
«Hey... Hey, cos'è successo?» mi chiede, guardandomi preoccupato.

Balbetto il nome di Lily, ripensando alla luce che abbandona i suoi occhi mentre guardava suo fratello.
Drew mi stringe al suo petto mentre le lacrime mi bagnano le guance.
«Mi ha salvata, Lily mi ha salvata.» continuo a singhiozzare fra le braccia di Drew, e fa talmente tanto male che stento a credere di star sognando.

Drew cerca di tranquillizzarmi parlandomi con dolcezza, abbracciandomi e accarezzandomi i capelli, ma riesce soltanto ad affievolire il mio dolore di pochissimo.
Mi vergono e provo rabbia per aver avuto pietà di quella ninfa, avrei dovuto ucciderla io stessa e così Lily non sarebbe... non sarebbe morta.

Dopo diversi minuti smetto di singhiozzare e allontano il viso dal petto di Drew, in modo che possa guardarlo in faccia. Noto che anche lui ha gli occhi lucidi, e ciò non fa altro che alimentare la mia rabbia.
Fisso i miei occhi nei suoi, scorgendo attraverso il riflesso in quelli di ghiaccio di Drew che una fiamma sta bruciando all'interno delle mie iridi.

«Io la ucciderò. Ucciderò quella maledetta ninfa, Drew.» gli dico, mentre lascio che la rabbia si espanda come fuoco dentro di me.
«La ucciderò, lo giuro sullo Stige.»

—Coso autrice.—

Per caso shippavate Lily e Leo?
Ops, lei è morta!
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Sono una persona orribile, lo so.

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