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XII

t a l ì a

Domenica, quanto amo la Domenica. L'unico giorno in cui ci lasciano uscire dai confini del castello per recarci ad Hogsmeade, il villaggio magico ora addobbato ovunque con zucche di Halloween, scheletri che si muovono improvvisando strani balli e pipistrelli di carta magici attaccanti alle porte di casa.

Già, manca poco ad Halloween e a scuola vogliono organizzare una festa a tema. Non che l'idea non mi piaccia, ma essendo un prefetto dovrò fare la maggior parte del lavoro e sinceramente non ne ho tanta voglia... sono una sfaticata, già.

«Ti va di prendere una cioccolata calda ai Tre Manici di Scopa?» mi chiede Lily, stringendosi nel suo mantello.
«Certo.» annuisco e assieme ci dirigiamo verso il locale.

Una volta varcata la soglia un ondata di calore gratificante ci travolge e sospiriamo entrambe.
Ci mettiamo a cercare un tavolo libero e Lily ne scorge uno vicino alla finestra, così ci incamminiamo verso di esso e ci accomodiamo. Ordiniamo due cioccolate calde e nel mentre che aspettiamo iniziamo a parlare.

«A che punto sei con il tuo patronus? Ci sei riuscita?» mi chiede e io sospiro abbassando lo sguardo.
«Non ancora, ma ci riuscirò al più presto. Devo riuscirci. Però dalla nebbiolina si capisce che sia qualcosa di non molto grosso, ma nemmeno piccolo. E ha quattro zampe, credo.»

«Forse è un elefante, avete la stessa delicatezza.» una voce antipatica che mi fa immediatamente scattare il tic all'occhio mi giunge alle orecchie.

Mi volto lentamente quanto mi basta per vedere Davis che mi passa accanto sogghignando, accompagnato da Scorpius che mi sorride con sguardo di scuse.

Ignoralo, Talia.–mi suggerisce il mio subconscio.
O era Lily?

«Almeno il mio non sarà un pony alato.» gli sorrido sarcastica, lui si ferma e si volta verso di me con gli occhi assottigliati. Poi mette su il suo solito sorrisetto falso ed irritante.

«Non è un pony alato, e te lo dimostrerò non appena riuscirò ad evocarlo per bene.»
«L'importante è crederci, Davis.» faccio spallucce, fingendomi disinteressata.

Giuro che gli stacco la testa dal collo e la uso per giocarci a bowling un giorno di questi.
Mi rivolge un'altra occhiataccia e continua a camminare con il suo sguardo fiero.
Lurido...

«Scusatelo, è... è Drew.» sospira Scorpius.
«Lo sappiamo, purtroppo.» ruoto gli occhi.

«Scorpius, dov'è Albus?» gli chiede Lily.
«Oh, è rimasto al castello, ha da recuperare Erbologia, la detesta.» scuote la testa.

«Ma il professor Paciock è un angelo sceso dal cielo per salvarci da esemplari come la McGrannit arrabbiata oppure come la Cooman... quella fa paura sempre.» rabbrividisco.

«Hai ragione, ma poi di cosa si preoccupa Albus? E' un racomanda-» si ferma non appena si accorge del sopracciglio di Lily che si innalza. Soffoco una risata.

«Umh, Drew mi sta aspettando emh... A DOPO!» e fugge via.
«Codardo.» mormora Lily.

Madama Rosmerta arriva con le nostre cioccolate, la ringraziamo e iniziamo a berle. Nella mia testa inizio a compilare una lista immaginaria intitolata

"394 modi per uccidere un lurido scarafaggio biondo."

1. Avvelenargli il succo di zucca.
2. Ucciderlo nel sonno.
3. Martoriarlo con una padella.
4. Lanciarlo dalla Torre di Astronomia.

«Secondo me gli piaci.» dice Lily e per poco non sputo a spruzzo dritto sulla sua faccia tutta la cioccolata.

«LILY CHE PROBLEMI HAI?!» urlo sottovoce, sempre se sia capace urlare sottovoce.
«Anche Rose lo dice.» fa spallucce.
«Rose, James, tu... ci manca solo che lo dica Albus.» sbuffo, tornando a bere la cioccolata.

«Ma se ci fai caso...» non la lascio finire.
«Lily, se gli piacessi e spero con tutta l'anima di no, non si comporterebbe in questo modo con me. Insomma, l'hai visto? Sembra peggio di Rose con il ciclo!» la guardo cercando di togliere dalla mente le immagini di quando eravamo nella foresta, quando ha scoperto della mamma, quando non somigliava per niente a Rose con il ciclo.

«Però a volte ti guarda come se...»
«Volesse bruciarmi viva, si, anch'io.» annuisco e lei sbuffa.
«Lasciamo perdere.» si arrende, finalmente. «Però vi shippo.» aggiunge sottovoce, e faccio finta di non sentirla.

Volto lo sguardo e vengo distratta da un gruppetto di uomini con la divisa del ministero tutti attorno ad un tavolo non molto distante da noi, affiancati da Madama Rosmerta. Tendo l'orecchio per provare a sentire qualcosa.

«Non riesco a farlo venire via con alcun incantesimo, ho provato di tutto.» sento dire da Madama Rosmerta.

«Talìa, cosa..»
«Ssh, ascolta.» zittisco Lily e torno a concentrarmi sulla conversazione che sta avvenendo alla distanza di due tavoli.

«Non avevo mai visto nulla di simile.» sento dire da un dipendente del ministero.
«Sembra una sorta di magia oscura.» fa un altro, ma una donna lo contraddice.
«Non è magia oscura, non proprio.» dice sfiorando con la punta della bacchetta qualcosa sul tavolo. «Sembra magia antica. Antica e pericolosa.» conclude spostandosi, e in quel momento riesco a vedere la cosa più strana che abbia mai visto, ma allo stesso tempo spettacolare.

Il tavolo circondato dai dipendenti, forse auror, del ministero è completamente ghiacciato. Ma non è un ghiaccio normale, è un ghiaccio brillante che riflette i colori dell' aurora boreale, un ghiaccio che nonostante il caldo del locale non sembra sciogliersi. E poi sul tavolo, incastonato nel ghiaccio, un bicchiere spezzato a metà con della burrobirra, ghiacciata anche quella, ancora dentro. La cosa inspiegabile è che quel ghiaccio sembra ardere, ardere di un fuoco freddo al suo interno, senza sciogliersi.

All'improvviso ho un flash dell'appuntamento con James di una settimana fa. E ricordo che a quel tavolo erano seduti Scorpius e Drew. Mi volto verso il loro attuale tavolo e vedo Drew tremare con lo sguardo fisso su quel tavolo. Scorpius alterna lo sguardo fra il tavolo e suo cugino, ma non appena prova ad avvicinarsi a lui Drew si allontana di scatto, si alza e si affretta ad uscire fuori dal locale. Scorpius corre dietro di lui.

Quando la porta si chiude ho un altro flash, ovvero quando Drew, durante la lezione del signor Potter, ha fermato il mio pugno e l'ha stretto nella sua mano. Poi ho sentito come se la mia mano stesse per congelarsi, e lui ha lasciato immediatamente la presa.
La testa mi inizia a far male, affollata da troppi pensieri come tutte quelle volte che durante gli anni Drew mi rivolgeva quelle occhiate talmente gelide da farmi rabbrividire.
Oppure quando una volta, al terzo anno, lo vidi uscire dal bagno con della neve sui capelli che quel giorno erano inspiegabilmente biondi.
La cosa strana è che era estate, e lui aveva della neve fra i capelli.
Fermo i pensieri e mi alzo anch'io.

«Lily, alzati, devo capire cosa sta succedendo.»

«Talìa, sai che questo si chiama stalking?» dice Lily mentre da lontano seguiamo Scorpius che a sua volta segue Drew.
«Lily, sai che in questo momento non mi interessa?» mi nascondo dietro un albero.
«Talìa, non dovremmo...»

«Allora resta qui, tanto la coscienza sporca sarà la mia.» detto questo la scarico e inseguo i due biondi.

«Drew, per Salazar, fermati!» sento dire da Scorpius, con il fiatone.
Mi nascondo dietro un cespuglio e sbircio tra le foglie. Non c'è nessuno tranne io e loro due, ci troviamo in una specie di piccola radura.
Drew si ferma e poggia la testa contro un albero, riprendendo fiato. Scorpius lo guarda ad un po' di distanza.

«Drew...» prova a parlargli ma Drew scaglia un pugno contro l'albero, forse per la rabbia. Solo che l'albero dopo qualche secondo inizia a congelarsi dello stesso ghiaccio che avvolgeva il tavolo nei Tre Manici di Scopa.

«No, non di nuovo... no, no ti prego.» Drew si allontana dall'ormai albero ghiacciato, portandosi le mani fra i capelli e tirandoli. Non riesco a guardarlo in viso, ma dal tono di voce sembra terrorizzato, sconvolto.

«Drew, mantieni la calma e lascia che ti aiuti.» dice Scorpius, parlando lentamente, provando a farlo rilassare. Ma la sua voce non ha nessun effetto su di lui, anzi sembra mandarlo ancora più nel panico. Scorpius fa qualche passo verso di lui e Drew si gira di scatto, finalmente riesco a guardarlo in viso.

Ha gli occhi spalancati, e sono più chiari del solito, quasi disumani, quasi dello stesso colore del ghiaccio. Anche il taglio degli occhi è diverso, quella forma lì rende ancora più glaciali. I capelli sono spettinati, più biondi del solito, e ha come della grandine fra essi. Le sue mani sono strette a pugno, ma non appena Scorpius si avvicina urla un «No!», apre le mani e fa per allontanarlo, ma dalle sue mani si sprigiona una pioggia di ghiaccio che si scaglia contro il terreno, ai piedi di Scorpius. La forza dell'impatto lo fa cadere per terra.

«Scorpius, vattene!» gli urla contro, con la voce tremante.
«Non ti lascio solo, lo sai!» ribatte lui, provando a rialzarsi.
«Sto perdendo il controllo, vattene! Non voglio uccidere anche te, va via!» la sua voce si spezza alla parola 'uccidere', e anche qualcosa dentro di me.

In questo momento sono la persona più confusa del mondo, non ho idea di quello che sta succedendo ad un mio caro amico e alla persona che mi sta più antipatica sulla faccia della terra, ma lui sta perdendo il controllo ed io devo fare qualcosa.

Seguendo il mio istinto e agendo di impulso come al mio solito, esco fuori dal mio nascondiglio e corro verso di loro, mettendomi fra Drew e Scorpius che è ancora per terra. Appena mi vede, Drew indietreggia di molti passi, allontanandosi ancora di più, come se avesse paura. Ma non di me, di se stesso.
Dopo averlo fissato per qualche secondo cercando di non scoppiare a piangere per non so nemmeno io quale motivo, faccio la prima cosa che mi viene in mente: gli urlo contro.

«PEZZO DI IDIOTA, CONTROLLATI! CHE SERPEVERDE SEI SENZA L'AUTOCONTROLLO?!» Per un po resta interdetto e io faccio un passo avanti.

«Talìa, non capisci... vattene.» ha ancora la voce che trema.
«Prima cosa, io non prendo ordini da te e seconda cosa, quale persona con un po' di cervello ti lascerebbe solo in questo momento?»

«Vi farò del male se non ve ne andate, io non so... controllarlo, vi prego.» continua a indietreggiare.
«Drew, fermo.» stranamente appena lo dico si blocca, così inizio a avvicinarmi.
«Guardami, concentrati sulla mia voce. Ci sei?» sono più o meno ad un metro da lui adesso.

«No, sei troppo vicina, non voglio-» lo interrompo scattando verso di lui e afferrandogli i polsi, reprimendo la voglia di tirargli un pugno.
«Non mi farai del male, non se stai calmo.»

«No, nonono lasciami!» sento le mie mani congelare, ma nonostante ciò non ho intenzione di mollare la presa, nemmeno quando sento il freddo scorrere assieme al sangue nelle mie vene. Per qualche secondo mi sento mancare il respiro, ma non lo lascio.

«Biondo, rilassati, non mi farai niente perchè tu non vuoi farlo. Sei il padrone di te stesso, puoi domarlo, qualunque cosa sia.» non so da dove mi stiano uscendo queste parole, ma spero siano necessarie per farlo tornare in se. La sensazione di prima inizia ad affievolirsi.

«Non so controllarlo, io...»
«Si che sai controllarlo, io ci credo. Fallo anche tu, credi in te.» una volta dette queste parole lo vedo chiudere gli occhi, e quando li riapre non sono più di ghiaccio, ma sono di nuovo azzurro cielo. Il ghiaccio attorno agli alberi e sul terreno ai piedi di Scorpius inizia a sciogliersi mentre Drew riacquista un respiro regolare. Lascio la presa sulle sue mani solo quando non sento più le mie arterie congelare.

«Come hai fatto?» mi chiede, guardandomi.
«Hai fatto tutto tu.» rispondo semplicemente, lui sospira.
«Grazie.» mormora, abbassando lo sguardo.

Avrei voluto rispondergli, se non mi fosse svenuto addosso facendomi cadere con il culo sull'erba.
«PER MERLINO, SCORPIUS! TOGLIMELO DI DOSSO!»

—Coso autrice.—

Non so cosa dire, lol.

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