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Crediti fanart: @kika._.world (Instagram). Grazie ancora, cara.😍❤️

a l b u s

«La formula esatta per cambiare il colore delle sopracciglia é Mutasupercilium, non richiede una grande concentrazione o un grande sforzo, dovete solo pensare ad un colore, puntare sul vostro sopracciglio e pronunciare l'incantesimo. Voglio anche che cambiate il colore dei capelli, abbiamo studiato come farlo l'anno scorso, quindi spero che la vostra memoria sia fresca. Ora, ognuno di voi provi a farlo con il proprio compagno di banco.» la McGrannit termina la sua spiegazione e prendo la bacchetta, voltadomi poi verso Talia che fa lo stesso verso di me e mi guarda un po' spaventata.

«Prima i capelli o le sopracciglia?» le chiedo e lei alza le spalle.

«É indifferente, basta che finisca subito.» chiude gli occhi.

Punto la bacchetta sui suoi capelli, pensando al primo colore che mi viene in mente.

«Mutacomarum.» pronuncio l'incantesimo e per qualche secondo non succede niente.
Talia apre gli occhi e si prende i capelli ancora neri fra le mani.

«Sicuro che fosse la formula giusta?» mi chiede e io annuisco soddisfatto, notando che la radice dei suoi capelli si sta schiarendo, fino a diventare tutti completamente grigi.

«Almeno non sono verdi e non ci crescono ramoscelli.» mormora lanciando un'occhiataccia​ a Drew in lontananza, seduto con Scorpius.

«Albuuuus, non fissarlo come se volessi stuprarlo, potrebbe accorgersene e sarebbe mooolto imbarazzante.» mi sussurra la mia migliore amica e io volto subito lo sguardo, sentendo il viso riscaldarsi.
Solo ora mi rendo conto che ho scelto il grigio perché è il colore degli occhi di Scorpius...
Sembro una checca innamorata.
Sono una checca innamorata.

Trasformo anche le sopracciglia di Talia da nere a grigie.
Purtroppo dopo tocca a Talia, e io mi ritrovo con i capelli rosso fuoco e le sopracciglia dello stesso colore.
Posso fare invidia a Lily, adesso.

«Sembri molto Grifondoro con i capelli rossi!» dice Talia, poi trasfigura anche il colore della mia cravatta verde e argento in rosso e oro.

«Hey!» la rimprovero mentre mi pizzica una guancia.
«Adorabile.» fa con la voce da ebete e la guardo male, per poi trasfigurare la sua cravatta da rosso e oro a verde e argento. Lei fa una faccia sdegnata.

La McGrannit passa tra i banchi e da una E (Eccezionale) sia a me che a Talia, apprezzando molto lo "scambio di identità" e do il cinque alla mia migliore amica.

Finita la lezione saluto Talia e mi dirigo verso i sotterranei, dritto nel dormitorio di Serpeverde. Non appena entro nella camera che condivido con Drew e Scorpius da ormai sei anni, non riesco proprio a fare a meno di pensare a ciò che è successo con Scorpius qui dentro qualche giorno fa.
Quanto è passato, una settimana?

Non ricordo, ma come previsto divento di un colore più accesso di quello che avevano i miei capelli qualche minuto fa.
Ho caldo, sembra che stia per soffocare dall'imbarazzo, così corro in bagno e apro il rubinetto della doccia, ne ho proprio bisogno.

d r e w

Vedo Albus che si dirige verso i sotterranei, probabilmente sta tornando in dormitorio.
Io avrei gli allenamenti di Quidditch, e in quanto capitano non posso permettermi di ritardare, o peggio, saltarli, ma devo assolutamente far chiarire quei due.

Guardo Scorpius di sottecchi, mentre lui mette apposto la sua roba e gli ingranaggi del mio cervello lavorano velocemente. Mi viene un idea geniale.

«Scorpius, devo scappare altrimenti farò tardi agli allenamenti, ti dispiace se..?»

«No, tranquillo, tanto stavo tornando in dormitorio, devo prendere i compiti e poi andrò in biblioteca non appena fini-»

«Perfetto! Fai con calma eh, a dopo!» lo congedo velocemente e quando sono fuori dalla sua visuale, invece di andare al campo di Quidditch corro a più non posso verso il dormitorio di Serpeverde.

Una volta arrivato in camera sento il rumore dell'acqua che scorre.
Albus sta facendo la doccia, ancora meglio.
Prendo velocemente la bacchetta e mormoro una formula per far sì che la porta non si apra se non con la mia bacchetta.
Sento dei passi avvicinarsi e Scorpius entra in camera.
Faccio finta di prendere qualcosa dalla mia borsa per il Quidditch senza destare sospetti.

«Sei ancora qui?» mi chiede, camminando verso la scrivania.
«Avevo dimenticato una cosa.» mi giustifico, poi mi metto il borsone in spalla e mi incammino verso la porta.

Il silenzio che segue fa riempire la stanza del rumore dell'acqua che continua a scorrere.
Scorpius spalanca gli occhi.

«Albus è...» il balbettare di Scorpius si ferma quando l'acqua cessa di scorrere.

Accade tutto velocemente: la porta del bagno si apre, Scorpius prende la rincorsa e corre verso la porta, ma credo che ci sia andato contro di faccia visto che sono stato abbastanza veloce da uscire e chiuderli entrambi dentro.

«DREW! RAZZA DI IDIOTA IO TI... C-ciao Albus, umh... fa caldo eh?»

Immagino Albus che esce dal bagno mezzo nudo ritrovandosi Scorpius davanti e scoppio a ridere.
Avrei voluto chiudermi lì dentro con loro solo per vedere la faccia di Scorpius... HAHAHAHA.

«Non uscirete da qui finché non vi sarete chiariti, qualsiasi cosa sia successa! Non provate ad aprire la porta, è incantata. Buona giornata!» li avverto, poi mi incammino contento verso il campo di Quidditch.

Devo ammetterlo, sono un fottuto genio.

s c o r p i u s

«DREW! RAZZA DI IDIOTA, IO TI...» mi blocco e mi volto di scatto quando Albus esce dal bagno, con i capelli bagnati attaccati alla fronte e il petto gocciolante, porta dei pantaloncini grigi elastici.
Sto per avere un arresto cardiaco, me lo sento, santissimo Salazar nell'alto dei cieli.

«C-ciao Albus, umh...» deglutisco, con la schiena contro la porta chiusa e cerco qualcosa di sensato da dire. «Fa caldo, eh?» rido nervosamente e mi schiaffeggio mentalmente.

«Ciao... come mai stavi urlando?» mi chiede, guardandomi negli occhi per un secondo e poi distogliendo subito lo sguardo.

«Umh... la porta...» provo a parlare, ma mi sento troppo in imbarazzo.
«Cos'é successo alla porta?» dice avvicinandosi, io mi sposto e lui abbassa la maniglia della porta, che ovviamente non si apre.

«Che cosa..?» inizia a abbassare e alzare la maniglia più volte, spingendola e tirandola.
«Drew ci ha chiusi dentro.» mormoro, distogliendo lo sguardo per l'imbarazzo della situazione.

«Ah.» dice fissando la maniglia della porta, non degnandomi di uno sguardo.
Vorrei poterci riuscire anch'io.
Poi inizia a tirare spallate alla porta.

«Albus! Fermo, non si aprirà, è incantata!» gli afferro un braccio, allontanandolo dalla porta, e lui si lascia trascinare.

«La bacchetta. Dov'è la mia bacchetta?!» si guarda intorno fin quando non la individua sulla scrivania. Si libera dalla mia presa e corre a prendere la sua bacchetta, poi va verso la porta.
Perché so già che non funzionerà?

«Alhomora!» pronuncia l'incantesimo ma la serratura non scatta.
Come non detto, Drew non è affatto stupido. «Perchè non si apre? Alhomora, ALHOMORA!» ci riprova, ma non succede nulla.

«Drew avrà fatto qualche strano incantesimo, vuole che noi... Albus?»
«Io soffro di claustrofobia!» urla «Odio gli spazi chiusi, soprattutto in questo momento!» inizia a farsi prendere dal panico, così reprimo l'immenso imbarazzo che provo e mi avvicino velocemente, fermadogli le mani e costringendolo a guardarmi.

«Stai calmo, Al.» gli parlo lentamente e lui mi fissa con gli occhi spalancati.
«Come faccio a-» ricomincia a parlare ma lo zittisco.

Sento il suo cuore martellare contro il petto anche se non gli sono molto vicino.
«Idiota, smettila di trattenere il respiro! I tuoi polmoni sono lì per qualche motivo, no? Usali!» lo rimprovero scherzosamente e lui sembra tranquillizzarsi.
«Drew ci ha chiusi qui dentro per far sì che noi chiariamo quel che è successo, e ci tenevo a chiederti scusa, non so cosa mi è preso in quel momento ma tu eri così...» mi interrompo, scuotendo la testa.
«Non voglio che il nostro rapporto si rovini per un...» mi mordo il labbro e non posso fare a meno di pensare al sapore delle sue.

Una settimana prima...

«Mi sto annoiando a morte.» sbuffa Albus, sdraiato sul suo letto.
Io sono seduto sul mio a sfogliare il libro di storia della magia.

«Mh mh.» annuisco non staccando gli occhi dal libro, ma guardo di sottecchi Albus che fissa il soffitto.
Poi inizia a ridere da solo.
«Albus?» abbasso il libro togliendomi anche gli occhiali da lettura, e guardo Albus con un sopracciglio alzato, lui continua a ridere anche più forte.

«No è che mi ricordo di quando ti piaceva Rose, ma lei ti parcheggiava sempre!» finita la frase scoppia a ridere ancora più forte, portandosi le mani sulla pancia.

«Oh, sta zitto! Non mi piace più da un pezzo.» mormoro, lanciandogli un'occhiataccia​.

«Ti rendi conto che provavi le tue tecniche di rimorchiatore-Malfoy con me? E io che acconsentivo... Ma che problemi avevamo?» continua a ridere e ruoto gli occhi, ma Albus finisce per contagiarmi con la sua risata.

«Però alcune potevano funzionare... non erano così male!» mi difendo, sapendo di star mentendo a me stesso.
Erano pessime, ma qualcuna si sarebbe potuta salvare davvero se non fosse stato per gli occhi di Albus che sono così diversi da quelli di Rose, tanto che alla fine mi sono preso una stupida cotta per lui.

«Alcune come» si schiarisce la voce, alzandosi e raggiungendomi sul mio letto «Hey Rose, vuoi del ghiaccio? Perché sei troppo hot!» scoppia a ridere e io arrossisco.

«Piantala.» mormoro, riportando lo sguardo sul mio libro.
Albus mi poggia una mano sulla guancia e gira il mio viso in modo che sia di fronte al suo.
«Tuo padre era un ladro?» fa con voce teatrale, imitando un'altra tecnica di rimorchio-Malfoy. «Perchè ha rubato due stelle dal cielo e le ha messe al posto dei tuoi occhi! E Rose ha risposto: mio padre non era un ladro. Preoccupati del tuo che, tecnicamente, era un furetto.» imita la voce di Rose e inizia a ridere, continuando a tenere lo mano sulla mia guancia.

Vorrei ridere anch'io ma non riesco a smettere di fissarlo, il mio cervello reagisce in modo anomalo al suono della sua risata e sento il cuore battere talmente veloce che ho paura possa uscire fuori dal petto.
Albus si accorge del mio sguardo e smette di ridere.

«Che c'è?» mi chiede sorridendo, poi si accorge della sua mano ancora sulla mia guancia e arrossisce, però non la toglie.
O almeno, forse l'avrebbe tolta se io mi fossi trattenuto e non l'avessi baciato.

Mi ritrovo ad arrossire nuovamente al ricordo e distolgo lo sguardo dagli occhi di Albus.
«Scusami, hai fatto bene ad andartene e ad evitarmi per tutto questo tempo ma mi manchi Al...» dico guardando il muro «c-come amico intendo, p-perchè siamo ancora amici, n-no?» mi ritrovo a balbettare come un deficiente.

Con la coda dell'occhio vedo Albus che sorride e decido di voltare lo sguardo ma vengo travolto dalle sue braccia. All'inizio rimango spaesato, poi però ricambio l'abbraccio.

«Non sarei dovuto andare via e ignorarti, mi sono comportato come un bambino. Scusami anche tu, Scorpius.» dice, staccandosi lentamente da me.

«Quindi è tutto risolto?» lo guardo con gli occhi speranzosi che nascondono anche un piccolo velo di delusione.
Sono solo il suo migliore amico, nulla di più.
Lui annuisce e io faccio un sospiro di sollievo, sorridendo a mia volta.
Almeno non mi odia.

Mi accorgo di stare a guardarlo troppo negli occhi, ma non riesco a distogliere lo sguardo e a giudicare dai suoi occhi fissi nei miei neanche lui ci riesce, o ne ha intenzione.
D'un tratto la serratura scatta e io e Albus ci allontaniamo nello stesso momento l'uno dall'altro.

«Allora, avete fatto pace finalmente?» Drew entra in camera con la divisa da Quidditch verde e argento madida di sudore.
Si toglie la fascia da capitano dal braccio e la lancia sul suo letto, poi ci guarda.
Albus si gira verso di me e mi sorride diabolicamente.

«Per tua sfortuna si, Drew.» gli sorrido sadico e il mio adorato cuginetto deglutisce.

«Scorp, inizia tu a vendicarti, io intanto metto una maglia.» dice Albus e annuisco, avvicinandomi a Drew che inizia a indietreggiare.

«Scorpius, hey, sono il tuo migliore amico...» indietreggia lentamente.

«Davvero? Non me lo ricordo...» faccio uno scatto verso di lui e Drew corre fuori dalla camera, correndo per tutta la sala grande.

«TI HO AIUTATO!» urla continuando a correre, saltando sui divani e sulle poltrone, guadagnandosi occhiatacce da metà sala comune.
L'altra metà sono ragazze che preferiscono sbavare osservando la canottiera appiccicata al suo petto, anziché guardarlo male.

«MI HAI INGANNATO, BASTARDO!» Le sue urla quando una mia fattura lo colpisce si saranno sentite fino alla guferia.

—Coso autrice.—

Siamo entrati nelle tendenze kzndjs
Anche se in 800ª posizione MA HEY È UN BUON INIZIO
THANK UUUU

capitolo corretto il 25.O7.2O18

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