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Capitolo VI - L'Udienza con Rossa

ALISTAR POV

Mano a mano che ci avvicinavamo a Rocca Tetra, nel cielo stava comparendo il tramonto che illuminava tutto il castello di rosso. Delle carte stavano dipingendo delle rose bianche di rosso in giardino. Cominciava a fare un po piú di freddo e un profumo di rose invadeva l'aria. All'inizio un ruscello ci divideva dal castello nero. Una carta da gioco si sporse per guardarci meglio. Per poco non cadé. Fece per andarsene, ma quando notò Lizzie spinse una leva e sul fiumiciattolo si abbassò un ponte levatoio. Lo sorpassammo e quando fummo nel cortile interno delle scale rosse ci dividevano dal portone. Due carte da gioco, vedendoci, serrarono le lance per impedirci di passare.
-Non vi preoccupate.- ci rassicurò Lizzie -Ci penso io.
Si incamminò per la scalinata. La vidimo parlare animatamente con le carte-guardie, quelle annuirono e indietreggiarono.
-Potete passare.- ruggí una delle due carte.
-Ma come hai fatto?- chiesi a Lizzie.
-Volere é potere...- rispose lei, facendoci l'occhiolino.
Entrammo e una hall ci si presentò davanti. La tappezzeria era nera con dei cuori rossi, i divanetti e le poltrone erano rossi e dorati. Davanti si apriva un corridoio lungo che terminava con delle scale nere e a sinistra e a destra si aprivano delle stanze. Ci facemmo largo a spintoni tra le carte da gioco e raggiungemmo la fine del corridio.
-A sinistra!- esclamò Lizzie.
-Come fai a esserne sicura?
- Io d'estate ci abito qui. Di sopra ci sono le mille camere rosse degli ospiti e la camera della regina e di sua figlia. Andiamo!
A sinistra c'era la sala delle udienze. La prima cosa che notammo entrando era il grandissimo trono rosso ornato di perle dorate. Seduta sopra di esso c'era una donna sui 40 anni. I capelli rossi erano legati in una crocchia. Sull'enorme testone portava un'altissima corona d'oro con dei rubini. Il suo vestito rosso lungo era ornato di merletti neri e un grande cuore nero sul petto. Gli alti stivali rossi gli coprivano le gambe. Non ci prestò la minima attenzione. Due omini grassocci si avvicinarono al trono, camminando sul tappeto rosso. Di fianco alla regina c'era un maggiordomo vestito di bianco. Portava uno strano compricapo con delle orecchie da coniglio. A Bunny e Lizzie gli si illuminarono le pupille. Il maggiordomo reggeva una tromba d'oro. La suonò.
-Pincopanco e Pancopinco della Provincia Rossa.- annunciò il Coniglio Bianco.
Notai che erano gemelli.
-Voi due.- disse la Regina, seria, indicando gli omini -Fatemi ridere.
I due omini cominciarono a parlottare:
-Dai... dí qualcosa.- fece uno.
-Prima tu!- fece l'altro.
-Sei sempre il solito!- lo picchiò sulla testa.
-TU sei sempre il solito!- cominciarono a picchiarsi e la Regina rise: -Può bastare! Andate via.
I due si incamminarono verso l'uscita, salutando Lizzie, che ricambiò.

LIZZIE POV

Il Coniglio Bianco ci anninciò: -Alistar Wonderland, dal Mondo di Sopra. Kitty Cheshire e Madeline Hatter, dalla Radura Incantata. Infine, Lizzie Hearts e Bunny Blanc da Rocca Tetra.
Bunny corse ad abbracciare suo papà, lui si trasformò in un coniglio e si rannicchiò tra le sue braccia.
-Ciao mamma.- feci io, senza abbracciarla.
-Lizzie!- mi rimproverò mamma -Da quanto tempo non mi vieni a trovare! Cosa credi? Qui abbiamo bisogno di te!
Io per qualche secondo trovai interessanti i miei piedi.
-Mai dai! Vieni ad abbracciare la tua mamma, Lizzina mia!
Ci abbracciammo. Che bello avere una mamma che ti vuoke sempre accanto. Mi sedetti sul bracciolo del suo trono.
-Regina Rossa.- parlò Alistar -Veniamo in pace da lei per chiederle cosa é successo nel nostro Regno.
E cosí mia mamma ci spiegò le cose come starono. Wow! Chi l'avrebbe mai detto! Maddie consegnò il Nete-qualcosa ad una carta, che lo mise in una gabbia per uccelli. Strano, ma non per il Paese delle Meraviglie.
-Gli farò tagliare la testa.- annuí mia mamma. Non protestammo. Insomma... Aveva rapito Bunny! É come una cugina per me! Praticamente passo l'estate con lei! Solo che lei vive nelle camere della serivitú e io insieme alla Regina Rossa.
-Quindi... immagino il Ciciarampa dovrà morire...- azzardò Kitty.
-Putroppo sí.- ammise mia mamma -Il figlio di Alice e la coniglietta si occuperanno del Ciciarampa, mentre la Cheshire e la Hatter infilzeranno il Ciciacià. Non voglio discussioni.
-Cosa!? Ma perche io?- chiese Alistar disperato.
-Perché solo Alice o un suo discendente possono uccidere il mio povero Ciciarampino.
-E io?- chiesi.
-Tu starai al sicuro con la tua mamma, Lizzina.
-Cosa? Ma...- decisi di non obbiettare. Non mi avrebbe tagliato la testa ma forse... mi avrebbe dato una seria punizione. Vedei i miei amici tremare come foglie solo all'idea. Io ero amica di quelle due bestiole feroci, avrei tanto voluto aiutarli. Ad un certo punto, dall'entrata dietro di noi uscí Alice. Sí, quella Alice. Era in un'armatura d'argento. Dal fodero di cuoio fuoriusciva un'elsa d'oro con dei rubini. "La spada bigralace." pensai. Wow! Lei e Alistar si abbracciarono.
-Scusa, scusa!- si scusó Alice -Per non averti detto niente e per non essermi presentata nella Tana del Coniglio.
-Fa niente.- la rassicurò Alistar -L'importante é che ora é tutto a posto.
Fu commovente. Si staccarono e Alice sfoderò la spada bigralace. La lama argentata risplendeva. Emanava una tale forza che Alistar indietreggiò. Lei la porse ad Alistar: -Ti servirà per uccudere il Ciciarampa. Io non ne ho piú le forze.
Al aveva le lacrime agli occhi. Fu commovente.
-Ora- li interruppe la Regina Rossa -Andate a riposare nelle camere degli ospiti. Domani vi aspetta una giornata intensa. Lizzie, accompagnali.
Dopo aver ubbiditò agli ordini di mia madre, andai in camera mia che era collegata con quella di mia mamma.
Mi cambiai e mi misi la mia vestaglia rossa. Prima di infilarmi nel mio letto rosso a baldacchino, mi sporsi alla finestra. La vista piú bella del mondo: il Paese delle Meraviglie. Mi infilai tra le coperte e mi decisi a prendere sonno.

Sognai mia mamma. Era affacciata sul balcone della sua camera da letto, affiancata da due carte. Urlava, indicando l'esterno: -Liberate il Ciciacià. La scena cambiò. Vidi Kitty. Aveva il braccio intorno al collo di Maddie. Lei zoppicava e si teneva una mano sullo stomaco insanguinato. Kitty era disperata. Erano inseguite da qualcosa, perché correvano. Ma con Maddie in quelle condizioni era davvero difficile. La scena cambiò di nuovo e rividi mia mamma e le due guardie sul balcone. Stavolta però lei urlava qualcos'altro: -Liberate il Ciciarampa!
Poi vidi Alistar disteso a terra, con la faccia incrostata dal sangue. Bunny era sopra di lui, che piangeva, inerme.

Mi svegliai dall'incubo, con la preoccupazione che la causa di tutto ciò era di mia mamma.

ANGOLO AUTRICE:
Ciao raga! Tanti like x Lizzie!!!!

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