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Quel pomeriggio Kuroo si presentò agli allenamenti in anticipo, in quanto capitano era stato convocato dall'allenatore Nekomata per alcune precisazioni riguardo il programma da seguire per quell'anno e riguardo ai nuovi iscritti del club di pallavolo.

Kuroo era sollevato nel sapere che anche quell'anno ci sarebbero stati nuovi membri, e sopratutto sperava in qualche ragazzo particolarmente abile nella pallavolo.

-Ti dirò i ragazzi di quest'anno mi sembrano tutti validi elementi. Sono quattro quelli nuovi, e solo uno di loro non ha mai giocato a pallavolo.- Gli spiegò Nekomata col suo solito sorriso divertito stampato sulle labbra.

Al capitano, in un primo momento, preoccupò questa lacuna del ragazzo nuovo, ma si disse anche che non sarebbe stato un grandissimo problema cominciare ad insegnargli le basi della pallavolo.

"Dopotutto in tre anni riuscirà ad apprendere abbastanza". Si disse tra sé e sé Kuroo.

Intanto, sempre nella scuola, Kenma si trascinava un po' svogliatamente nella palestra per gli allenamenti. Quel giorno, in particolare, non aveva troppa voglia di giocare, avrebbe preferito di gran lunga completare definitivamente il videogioco che tanto lo attirava.

Scese al piano terra dirigendosi verso il cortile della scuola, e non poté non notare un ragazzo alto, molto alto, difronte a lui, con un'aria alquanto smarrita.
Kenma lo osservò attentamente, si domandò cosa stesse facendo in mezzo al corridoio e perché sembrava essersi perso.
Poi notò la borsa leggermente aperta dalla quale fuoriusciva una maglietta rossa. Kenma capì che si trattava della divisa della squadra di pallavolo della Nekoma, e che quel ragazzo era un nuovo iscritto.

Si avvicinò al giovane e, senza nemmeno pensarci, gli disse: -Se stai cercando la palestra per l'allenamento di oggi, seguimi.-

Il ragazzo alto, inizialmente non aveva notato Kenma, quando lo vide gli sorrise annuendo.

-Come facevi a sapere che sono del club di pallavolo?- Gli domandò seguendolo. - E tu, fai parte del club? Come ti chiami?-

Kenma socchiuse gli occhi lasciando trapelare un sospiro silenzioso dalle proprie labbra.

"Troppe domande."

-Di che anno sei?- Chiese il ragazzo non avendo ottenuto risposta alle domande precedenti.

Kenma a quel punto capì che se non gli avesse risposto, il ragazzo non avrebbe mai smesso con l'interrogatorio.

-Sono del secondo anno, mi chiamo Kenma.- Replicò il biondo accelerando gradualmente il passo per raggiungere il più veloce possibile la palestra.

-Piacere di conoscerti Kenma. Io mi chiamo Lev Haiba, e sono del primo anno.- Gli rispose carico di energie il più piccolo.

Kenma si limitò a guardarlo e non rispose più, erano ormai arrivati in palestra quando Lev stava per riprendere con le domande.
Il biondo entrò seguito sempre dal più giovane, il quale salutò i presenti e il coach con un enorme euforia.

Intanto, Kenma si andò a rifugiare nello spogliatoio. Voleva assolutamente cambiarsi prima dell'arrivo di Lev.
Il nuovo arrivato era troppo entusiasta, troppo curioso, e Kenma era stupito da tutta questa gioia per un primo allenamento.
Indossò i pantaloncini della tuta e si sfilò la camicia della divisa scolastica.

-Allora Kenma? Hai già fatto amicizia col novellino?-

Il biondo sobbalzò nell'udire all'improvviso la voce di Kuroo. Non l'aveva sentito entrare nello spogliatoio, e siccome dava le spalle alla porta non l'aveva nemmeno potuto vedere.
Si affrettò nell'indossare la maglietta della tuta e leggermente rosso in viso rispose.

-Di... Di cosa stai parlando?- Kenma abbassò di poco lo sguardo.

-Non sentirti in imbarazzo, ti ho visto poco fa con Lev.- Gli rispose Kuroo avvicinandosi.

Il corvino aveva notato nuovamente il rossore, seppur lieve, sul volto rotondo di Kenma. L'aveva collegato all'amicizia che aveva appena stretto con Lev, non ad un altro motivo.

-Non è come pensi, Kuroo. Io e lui non siamo amici, l'ho conosciuto qualche minuto fa.- Spiegò Kenma rimettendo a posto la camicia e i pantaloni della divisa nella borsa.

Kuroo era ora accanto a Kenma, il ragazzo era ancora vestito con l'uniforme e doveva cambiarsi. I due erano soliti sedersi in posti vicini e aspettarsi, ma quel giorno Kenma voleva correre via da lì.

Il corvino si tolse la camicia rivelando il suo fisico perfettamente tonico e in forma. Kenma ebbe la reazione istintiva di distogliere lo sguardo dall'amico, era una reazione che ultimamente spesso gli capitava di avere e se ne era accorto. Eppure non riusciva a guardare il corpo del ragazzo più grande senza sentirsi in imbarazzo.
Nemmeno lui ne capiva il motivo.

-Mi stai ascoltando?- Gli domandò Kuroo risvegliando Kenma dai propri pensieri.

Il più piccolo non stava prestando attenzione alle parole dell'amico che nel frattempo si era avvicinato al volto di Kenma guardandolo negli occhi.

-Oggi sei proprio distratto, sicuro di stare bene?- Gli chiese Kuroo cominciando a preoccuparsi.

-Si! Cioè... va tutto bene.- Kenma si accorse di aver risposto troppo velocemente e con troppa energia alla domanda del corvino.

Kuroo lo osservò qualche secondo per poi sorridere.

-Bene. Perché sai, mi servirà il tuo aiuto.-

Kenma si chiese a cosa si riferisse il ragazzo più grande.

-Beh... Siccome Lev non è molto bravo nella pallavolo, diciamo che non ci ha mai giocato, non ha mai fatto nessun tipo di allenamento, volevo chiedere a te, che sei l'alzatore titolare della squadra di aiutarlo.- Spiegò Kuroo indossando finalmente la maglietta.

-Perché io?- Chiese Kenma, provando un certo odio per la situazione che si sarebbe venuta a creare di lì a breve.

-Perché tu sei il giocatore che più di tutti deve trovare la giusta sintonia con gli altri. In più credo che tu sia il migliore nel dare consigli ai giocatori, sia durante che prima di una partita. Sei la nostra mente. Ricordatelo.- E dette queste parole Kuroo e Kenma uscirono dalla palestra.

-Vedrai che andrà tutto bene. Lev ha delle doti naturali per la pallavolo, la sua altezza può diventare un nostro punto a favore, e combinato con la tua bravura e la tua fermezza sarete invincibili.- Continuò Kuroo convinto di questo pensiero. -Te lo chiedo perché sei l'unico per me, in grado di farlo.-

Kenma arrossì nuovamente, ma questa volta Kuroo non lo notò, altri membri della squadra gli erano venuti incontro per parlargli. Il biondo si ritrovò nuovamente in quella situazione di imbarazzo cui non riusciva dare spiegazione.

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