2. La ragazza dai capelli rossi
~ROGAN~
Qualcuno ha sospirato... o ha emesso un gemito, non saprei. Non ci faccio molto caso: ogni tanto sentiamo dei rumori provenire dal bosco. Ci serve il Gaver, penso che dovremmo andare a cercarlo. Il Gaver è un pacco di armi che ogni anno viene portato sul Noem: è stato nascosto da qualche parte e se lo troviamo possiamo usare quello che contiene. Ci risulterebbe molto utile...
Probabilmente andremo in cerca delle armi quando gli dei sceglieranno il destino di Unn: non credo che sopravvivrà ancora a lungo. È distesa accanto al fuoco, ha i capelli arricciati come un cavatappi, di un rosso quasi arancione che le coprono il volto. La sua criniera dal colore vivace e intenso spicca a causa del colore blu notte della lunga tunica con lo scollo a buco di serratura, chiuso sul davanti con una spilla fatta di ossa. Sopra questa, porta l'hangerock, una tunica di lana dello stesso colore, fissata con dei fermagli uguali all'altra.
Un altro sospiro, un altro gemito. Il corpo della ragazza distesa si è mosso come scosso da un singhiozzo. Le mie gambe si muovono come se non riuscissi a controllarle, si precipitano su lei. La macchina nel mio petto sembra voler uscire dalla gabbia tanto si agita ed un brivido percorre la mia schiena.
"Si sta svegliando! Muovetevi, venite!"
Le palpebre della ragazza hanno rivelato degli occhi verdi, profondi e pieni di domande.
Non oso immaginare come si sentirà adesso: confusa, stanca, affamata...
"Ake, prendi della neve e mettila a sciogliere!" Ordina Hauk.
Nella mia mente si alternano vari pensieri, che fanno tutti da cornice a quello che mi turba di più: si fiderà mai di noi?
L'agitazione tra di noi è fin troppo evidente. Ake fa un passo a destra, uno a sinistra, sembra voler chiedermi qualcosa, ma poi si volta, mi dà le spalle... mi guardo intorno e vedo una figura candida con una chioma nera come il mare di notte: "Lykke, tu prendi il coniglio e mettilo sul fuoco." Dico riportando lo sguardo sulla ragazza ai miei piedi che sta rinvenendo.
"Dove... cosa è success-" Chiede lei con un filo di voce.
"Nulla..." Sussurro. "Cerca di..."
Non so nemmeno io cosa sto tentando di dirle: dovrebbe alzarsi? Non muoversi? Bere? Fare qualcosa o solo cercare di riaddormentarsi? Non ne ho la minima idea, non ho mai visto qualcuno svegliarsi dopo dieci giorni.
"Andrà tutto bene" è l'unico pensiero che riesco a pronunciare, ma so che è una bugia... davvero potrebbe andare tutto bene?
***
Unn è ancora molto scossa, anche se ha mangiato e bevuto... in questo momento la invidio, almeno lei adesso sta dormendo, almeno lei non sa ancora nulla, almeno lei non si deve guardare indietro ogni tre passi che fa... Abbiamo deciso che domani le racconteremo cosa è successo mentre era svenuta, ma oggi deve pensare a riprendersi; probabilmente non ha idea che riposarsi qua è un lusso che non ci possiamo permettere, ma purtroppo per lei lo scoprirà presto...
I pini vanno diventando sempre più vicini gli uni agli altri e il suolo sembra essersi trasformato in una superficie senza vita: ghiaccio, ghiaccio e ancora ghiaccio, nessun muschio, nemmeno un misero ciuffo d'erba. Faccio attenzione a dove e come metto i piedi: scivolare e fratturarsi un braccio è un attimo. Imito Hauk, cerco di camminare dove cammina lui, ma dubito che sappia cosa sta facendo: scommetto che come me mette i piedi dove meglio gli capita, sperando di non ruzzolare a terra.
Unn ha –giustamente- finito gli avanzi, quindi io e Hauk ci siamo offerti di andare a caccia. Di solito abbiamo cacciato a est, nella direzione della spiaggia, ma oggi stiamo provando a nord: magari siamo fortunati e riusciamo a portare agli altri qualcosa.
Seguo la figura massiccia e bionda davanti a me.
"Shhh" mi intima lui. "Credo di aver visto qualcosa muoversi." Dice camminando più silenziosamente possibile.
La vedo anch'io: a una ventina di metri c'è una lepre che si nasconde dietro un albero; è parecchio distante, troppo; accantono l'utopia della cena.
"Credi di riuscir-"
"Stai zitto, Rogan!"
Thor è già stato gentile a farcela trovare, catturarla sta a noi.
Raggiungo il ragazzo davanti a me: non sbatte le palpebre, lo sguardo fisso sulla lepre, un'espressione quasi innaturale sul suo volto. Con la coda dell'occhio vedo il suo braccio sinistro alzarsi, lui fa qualche passo verso sinistra e il ghiacciolo sotto le suole scricchiola per il peso del ragazzo. Si sposta velocemente in avanti e poi scaglia il legno. Un sibilo lacera il silenzio, ma la pace torna a regnare quando la lancia si pianta nel collo dell'animale. Hauk ha davvero colpito quell'animale? Sapevo fosse bravo in tutto, ma mai avrei scommesso che sarebbe riuscito a prendere quella lepre.
"Cos'erano, venti metri?! Come hai fatto? Tu non sei normale..."
Per tutta risposta sorride, soddisfatto della preda che è riuscito ad uccidere.
Camminiamo più velocemente che possiamo e arriviamo alla carcassa: tutt'attorno a lei una macchia di sangue si fa strada sul suolo ghiacciato, tingendolo di un rosso intenso. Hauk afferra il morbido manto della bestia e la solleva raggiante. Un fiotto di sangue scorre sul suo braccio, imbrattandogli la manica del braccio destro.
"Tienimela ferma." Mi dice avvicinandomi l'animale.
"Ehm..."
"Dai chi se ne frega se ti sporchi?"
Allungo le mani e prendo la lepre per la pancia. Sento il suo calore, che a breve sparirà, le sue membra diventeranno più dire del ferro.
Hauk estrae il legno dalla bestiola e un rivolo rosso, come una cascata, fuoriesce dalla ferita fatale e si infrange sulle mie scarpe.
"Bravo!" Gli dico tirandogli una pacca sulla spalla. "Se non ci fossi tu saremmo morti di fame già da un pezzo... grazie mille, Hauk, per essere venuto con noi."
"Figuriamoci, sai come la penso su Koll..." Mi risponde lui incamminandosi verso il nostro accampamento e riprendendosi il suo trofeo.
"E a proposito di lui" Prosegue. "Dovremmo prepararci..."
"Perché?" Domando.
"Beh, adesso che Unn è sveglia possiamo anche andare in cerca del Gaver e prima o poi incontreremo Koll, ma almeno potremo difenderci..." si fa scuro in volto. "Ma se lo trova lui, credo vorrà concludere quello che ha iniziato."
Mi fermo. O i miei piedi lo fanno, perché non è quello che vorrei. Se lui e la sua cerchia si impossessassero delle armi allora sarebbero forti... molto più forti di noi... a quel punto sarebbe la fine... la mia fine.
***
Il cielo è plumbeo e minaccia neve, molta di più di quella che è caduta l'altro giorno. Fa freddo; il terreno è coperto di una bianca brina che riflette la luce del sole e sui rami dei pini si sono formate delle sottili stalattiti trasparenti. Il vento soffia nel senso opposto oggi. Il fuoco potrebbe spegnarsi da un momento all'altro, ma sono sicuro che riusciremmo a riaccenderlo. Non credo più che sia sicuro stare qui, dovremmo spostarci... forse verso il torrente che passa a un kilometro da dove abbiamo catturato la lepre... mi pare di ricordare che in quella zona ci siano più alberi e più massi: saremmo protetti, sarei protetto.
"Allora" dice Ake rivolto a Unn. "Qual è l'ultima cosa che ti ricordi?"
"Ehm..." Mormora lei chiudendo gli occhi nel tentativo di ricordare e alzando una mano per afferrarsi delicatamente una ciocca di capelli color carota: mi ricordo di questa sua abitudine, a Nirn non ci frequentavamo molto, ma le rare volte con cui ci ho parlato al porto per comprarle il pesce che suo padre portava a casa, era sempre con la mano destra a rigirarsi tra le dita quella ciocca di capelli.
"Allora: mi ricordo di essermi svegliata... mi sono vestita... ho fatto colazione con del formaggio e... del latte, sì del latte, e poi mia madre mi ha accompagnato alla barca... poi ci hanno perquisito e hanno trovato addosso a qualcuno un coltello... aspetta" dice studiandoci uno a uno. "Eri tu quella del coltello! Perché hai provato a portare un'arma, sapevi che ci avrebbero controllato!"
"Beh..." Dice a sua difesa la ragazza con i capelli neri incrociando le gambe. "Pensavo che... che magari non mi avrebbero beccato...".
Mi ero dimenticato che aveva cercato di portare il coltello su Noem... sembra sia accaduto mille anni fa.
Siamo tutti seduti attorno al debole fuoco, nel tentativo di scaldarci.
"Comunque..." continua Unn. "Poi ci hanno fatti salire e siamo partiti verso l'ora di pranzo. A metà viaggio ci hanno fatto mangiare dello stoccafisso, era stoccafisso, no?"
"Sì sì" le do io come risposta guardandola con fare interrogativo. Non ricordo il sapore del mio ultimo vero pasto... questo posto mi sta facendo dimenticare, mi sta cambiando... tutto d'un tratto mi torna in mente la frase che un ragazzo che conoscevo mi aveva detto qualche anno fa, prima che partisse per Noem: "Non cambierò mai chi sono." Si chiamava Idkahy e l'isola l'ha preso... dicono che si sia suicidato buttandosi in mare qualche giorno prima di tornare a casa... voci vanno raccontando che diceva di non essere più quello di prima, altri che era impazzito... so per certo solamente che non voglio fare la sua fine. Ce la farò a tornare tutto intero, ce la posso fare... ce la devo fare.
"E poi siamo arrivati verso metà pomeriggio mi pare."
"Sì, giusto. Fin qui ricordi tutto." Dice Ake.
"L'ultima cosa che mi ricordo è che ci stavamo buttando in mare per scendere dalla barca... poi ho un vuoto." Conclude Unn.
"Sì da lì in poi non sai cos'è successo perché sei svenuta... hai sbattuto la testa contro uno scoglio." Aggiunge Lykke.
"Cosa?" Domanda Unn.
"Hai sbattuto la testa contro uno... scoglio." Ripete la ragazza dai capelli corvini.
"Ma davvero?! Ho sbattuto la testa contro uno scoglio?! Ma come si fa?!" Unn si è protesa verso il fuoco.
"Non credo che sia svenuta..." osserva Hauk. "Ehm... qualcos'altro... non so magari è... no, okay non saprei... ma non credo sia svenuta."
"Ma certo che è svenuta, che altro altrimenti?" Ribatto.
"L'importante è che lei sia viva, non se è svenuta o... qualcos'altro." Fa Ake.
"Hai Thor dalla tua parte, Unn" interviene Lykke: lo sguardo perso tra le fiamme, la bocca semi aperta. "Dovresti esserne grata." Dice con voce calma.
Rimaniamo in silenzio un po', ad ascoltare il fuoco crepitare e spruzzare scintille incandescenti tutt'intorno, finché la ragazza con i capelli color fuoco ci domanda: "Scusate, posso chiedervi cos'è successo da quando ho perso i sensi?"
Ci lanciamo delle occhiate come per dirci: "dovei dirlo io?" oppure: "no no, spiegale tutto tu".
"Prego" Dice Ake alla fine facendomi un cenno con il capo.
"Infatti Rogan, racconta!" Aggiunge Lykke piegando la bocca in un sorriso che rivela una fossetta e alzando un sopracciglio.
Le rispondo increspando le labbra e scuotendo leggermente la testa.
"Okay... preparati, Unn, perché ci metterò un bel po' di tempo a spiegarti che è successo negli ultimi dieci giorni."
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro