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Capitolo 71

"Doveva andare diversamente, Piton. Per colpa tua guarda a cosa siamo ridotti." La voce glaciale e furiosa di Nott raggiunse le orecchie del compagno, seduto sul bordo del suo letto a sfogliare un vecchio libro di arti oscure. Quest'ultimo, pallido e ormai privo di qualsiasi sentimento, se non odio e rancore nei confronti di chiunque, si voltò con una lentezza esasperante. Il suo sguardo, nero come la pece, incrociò quello del compagno, in piedi dietro di lui. La sua occhiata gelida e priva di umanità fu in grado di placare momentaneamente anche la furia del serpeverde.

"Dimmi qualcosa che non mi hai già detto, Nott. Sii creativo." Sibilò Severus lentamente, mentre un moto di puro disprezzo gli risaliva le viscere. Nessun sentimento positivo aveva più senso di esistere nella sua anima dopo la perdita definitiva di Lily. La vedeva per i corridoi, sentiva la sua voce, vedeva i suoi sorrisi mentre parlava con le amiche e soprattutto, sentiva i pettegolezzi che gli dilaniavano il cuore in brandelli strazianti. Chiunque parlava di lei e Potter...Ormai era di dominio pubblico il fatto che sarebbero andati alla festa di halloween insieme e lui non avrebbe retto il dolore di vederli come una coppia. Non avrebbe partecipato a quella maledetta festa per imporsi quell'ulteriore martirio. Non avrebbe mai accettato e sopportato di vedere Lily felice con Potter, per Potter. Lei gli aveva detto di stare lontano dalla sua vita, di non immischiarsi...Ma come poteva? Lui prima o poi l'avrebbe fatta soffrire, perché lui non l'avrebbe mai capita veramente, non sarebbe mai stato alla sua altezza e soprattutto...Non avrebbe mai potuto amarla come...Come l'amava lui. Il solo pensiero gli fece contorcere lo stomaco fino a fargli desiderare di vomitare quel poco che aveva mangiato negli ultimi giorni.

"Lo trovi divertente, Piton? Mio padre è furioso, per non parlare di quello di Mcnair. Con quello che è successo potremmo giocarci il nostro futuro, il nostro posto tra le schiere dell'oscuro signore, il sommo onore che potremmo mai ricevere in tutta la nostra vita. Forse tu non hai abbastanza spina dorsale ma io, Piton, io voglio diventare grande, voglio servirlo e onorarlo perché sono abbastanza ambizioso da sperare di diventare, un giorno, uno dei suoi uomini più fedeli." Sibilò Nott, rosso in faccia per la rabbia che cercava faticosamente di reprimere.

"Sai qual è la differenza tra me e voi, Nott?" Sibilò Severus gelido, mentre Nott osservava in silenzio gli occhi del compagno, due pozze nere petrolio, scurirsi ulteriormente fino a mettere i brividi.

"Io sono molto intelligente, anche da capire che per ottenere successo si deve agire nell'ombra, senza destare il benché minimo sospetto mentre voi...Siete così stupidi, disorganizzati e scontati che basta poco e niente per mettervi fuori gioco. Mcnair, così impulsivo e stupido da lanciare una maledizione senza perdono tra le mura di Hogwarts. E voi, così patetici e scontati da aggredire in branco una mocciosa sotto gli occhi di tutti, dando spettacolo e imbastendo un duello come degli scimmioni ammaestrati. Speravate seriamente di passarla liscia? Ho fatto quello che potevo, ma non è bastato. Prendi atto delle tue azioni e sii più furbo, Nott, se ci tieni tanto al tuo prezioso futuro." Sibilò insidioso e letale, facendo incassare il colpo al ragazzo alto ma smilzo che lo fissava rosso in faccia a causa dell'umiliazione subita.

"Sicuro di aver fatto il possibile? Oppure, la sgualdrina dai capelli rossi è riuscita ancora una volta a zittirti?" Sibilò dopo poco Nott, provocatorio. Severus lo fulminò con lo sguardo, mentre un'ira cieca si insinuò in lui desiderosa di attaccare, distruggere Nott fino a ridurlo in brandelli. Nessuno poteva parlare invano di Lily, tanto meno un involucro viscido ed insignificante tanto quanto lo era Nott. In passato non l'aveva difesa e solamente adesso capiva quanto avesse sbagliato e quanto Lily dovesse averne sofferto. Ma nonostante ormai lei lo odiasse, lui avrebbe continuato a lottare con le unghie e con i denti per la sua incolumità e il suo rispetto.

"Non osare parlare di lei in quel modo, Nott. O vuoi che ti ricordi che tu, in confronto a me, sei disarmato?" Ringhiò, con il volto pallido distorto dall'ira, faccia a faccia con Nott, che strinse i pugni cercando di non mostrare segni di debolezza.

"Non ne avresti il coraggio, Piton. Le tue sono parole vuote, prive di fondamenta. Guardati...Chiuso in questa stanza a piagnucolare per una mezzosangue che alla fine ha scelto Potter a te. Era abbastanza scontato, non credi? I soldi e la fama fanno gola a chiunque alla fine, anche a chi sembra la più puritana e decisa tra tutte e Potter, pur quanto sia un emerito imbecille, ha tutto ciò che una donna potrebbe desiderare.Cosa che non si può dire altrettanto di te." Gli rispose maligno, lasciando che la bile gli bruciasse lo stomaco. Ma Lily non era come le altre, a lei non interessavano né i soldi né la fama perché se così fosse stato non sarebbe stata sua amica per cinque anni, fino a quando lui non aveva rovinato tutto. Ma se Lily non era interessata né ai soldi né alla fama, significava che aveva trovato qualcosa di positivo in Potter e ciò era molto peggio.

"Non sai niente di Lily e non devo dare spiegazioni a te, Nott. Ma ti avverto...Se le viene torto anche un solo capello, magicamente un po' di veleno potrebbe cadere nella brocca d'acqua che tieni sul tuo comodino e ti giuro, Nott, che ti lascerei morire agonizzante, godendomi ogni istante del tuo supplizio. Sei talmente idiota che nessuno sospetterebbe di me e su questo, ti assicuro che non scherzo. Spero di essere stato sufficientemente chiaro, perché non te lo ripeterò di nuovo. Quindi, tieni a mente, che se succedesse qualcosa a lei, ciò che succede a lei accadrebbe anche ai responsabili, ma in modo molto più amplificato e doloroso." Sibilò minaccioso, mentre Nott al suo fianco impallidiva di fronte alla sua gelida minaccia,consapevole che quella volta non erano parole prive di fondamenta. Piton faceva sul serio...

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"Lily dobbiamo cercare un vestito per la festa e cielo, grazie per l'invito, è una vita che voglio partecipare a una delle festicciole di Lumacorno." Nel dormitorio femminile del sesto anno Marlene non faceva che frugare nel suo immenso armadio parlando a raffica. Da quando Lily e Hermione avevano invitato le amiche, quello era l'argomento principale.

"Marl', hai decine e decine di vestiti, è impossibile che tu non ne abbia uno da indossare." Lily inarcò un sopracciglio, mentre l'amica continuava a cercare come una forsennata scartando uno dopo uno tutti gli abiti che possedeva.

"Ma sono vecchi Lils, non vanno bene! E tu? Andrai alla festa accompagnata da James Potter, per Merlino! Ti serve un abito adeguato. Vero ragazze?" Strillò Marlene sconvolta, facendo alzare gli occhi al cielo alla rossa e ridacchiare le altre ragazze.

"Ne sceglierò uno che già ho, ne ho alcuni carini e inoltre è solamente una festa di halloween, non una festa di gala. Tu con chi andrai al ballo, visto che sei così smaniosa di acquistare un abito nuovo di zecca?" Chiese Lily quasi noncurante, evitando di tradire emozioni che le si sarebbero potute ritorcere contro. Non era di certo scema, sentiva su di sé le occhiate furbe delle amiche e sentiva i pettegolezzi in giro per il castello, per non parlare delle occhiate gelose di parecchie ragazzine più piccole, ma anche sue coetanee, che avrebbero dato un braccio pur di essere loro ad accompagnare James Potter al ballo. Ma lei si sentiva stranamente tranquilla a riguardo. Aveva preso la sua decisione ed era intenzionata a dargli quella benedetta possibilità che Potter smaniava da anni, andasse come andasse. Perché doveva sentirsi ansiosa, esaltata o quant'altro? Era solamente un ragazzo, che fosse Potter poco cambiava.

"Non ho un accompagnatore, ed è questo il bello delle feste! Perché avere un accompagnatore quando posso trovarlo direttamente alla festa? Magari ci saranno personaggi famosi ed ex studenti più grandi, qualcuno di interessante con cui passare la serata e non le solite facce viste e riviste." Ammiccò, con gli occhi che le luccicavano di aspettative.

"Io andrò con Frank, tu Lily andrai con James, Herm' andrà con Sirius che prima o poi diventerà il suo fidanzato, Marl' cercherà un accompagnatore sul posto e voi...Lene e Mary?" Chiese Alice furbamente, spostando lo sguardo sulle due amiche restanti.

"Io Andrò con Roger, il capitano di quidditch di Corvonero." Rispose Emmeline con un sorriso, ricevendo gli sguardi ammirati delle compagne. Il corvonero era decisamente un bel ragazzo, molto bello. Molto molto bello. Effettivamente faceva a gara con James e Sirius, ma passava in secondo piano perché decisamente più discreto e signorile rispetto ai due malandrini. La sua bellezza fisica era nota a chiunque, ma il fascino interiore era solamente per pochi, andava riconosciuto.

"Bel colpo, non c'è che dire." Commentò Marlene civettuola, sollevando le risatine delle compagne.

"Roger è un bellissimo ragazzo, oltre ad essere estremamente gentile, galante ed intelligente. Non è per niente noioso, come in tanti pensano. Ha poco a che vedere con la maggior parte dei nostri coetanei. E' un vero signore, sembra quasi provenire da un'altra epoca. Quando mi ha invitata a stento ci credevo." Spiegò la bella bionda con un luccichio nello sguardo che lasciava poco all'immaginazione.

"Direi che qualcuno qua ha una bella cotta però su, non fare la finta modesta Em'. Con la tua classe come avrebbe potuto non notarti uno come Roger?" Sogghignò Alice maliziosa.

"Si si Emmeline è una gran figa ed era scontato che Roger la invitasse ma...Manchi tu Mary! Hai un accompagnatore?" Chiese Marlene curiosa, rivolgendosi all'ultima ragazza, rimasta in silenzio come un topolino, nella vana speranza che le amiche non le facessero quella fatidica domanda. La bruna lanciò uno sguardo di puro panico a Hermione, l'unica amica con la quale si era confidata. Sapeva cosa dire, ma se le amiche avessero insistito? Non era pronta a dirlo.

"Io...Sì, ho un accompagnatore. Ma voglio che sia una sorpresa." Ammise, arrossendo sulle guance e lasciando le amiche a guardarla sorprese e a quel punto incuriosite più che mai.

"Dai Mary, non puoi tenerci sulle spine per ancora tre giorni!" Squittì Marlene scandalizzata dall'alto del suo letto a baldacchino.

"Un accompagnatore misterioso? Wow, intrigante. Ma per lo meno dacci un indizio." Si aggiunse Lily alla conversazione, profondamente incuriosita. Aveva sempre sospettato che Mary avesse una cotta per qualcuno, ma l'amica aveva sempre smentito.

"Assolutamente no, deve essere una sorpresa!" Sorrise Mary, cercando di mantenere la calma. Le ragazze sembravano entusiaste ed interessate e sotto sotto si sentiva in colpa a non essere sincera con loro. Perché con Hermione non si era fatta problemi a confidarsi e con loro era così restia? Avevano tutte quanti caratteri completamente differenti tra loro, ma erano amiche strette, si volevano tutte bene e si conoscevano dal primo anno. Si erano sempre dette tutto, nel bene o nel male. Era giusto farglielo scoprire in quel modo per paura di essere giudicata? E se si fossero sentite offese o tradite? Hermione le mimò un stai tranquilla con le labbra, che le fece capire che ne avrebbero parlato a quattrocchi.

"Solamente piccoli indizi. Potresti almeno descriverci il suo aspetto fisico e dirci di che anno è." Provò a convincerla Alice, a sua volta curiosa.

"E' alto, fisico atletico perché gioca a quidditch, capelli corti tagliati a spazzola e occhi verdi. L'anno non ve lo dico, perché vi ho già spifferato fin troppo. Pensiamo piuttosto agli abiti! A me ne serve uno, urgentemente, ed anche a voi!" Squittì la bruna con voce acuta, sentendo su di sé gli sguardi delle ragazze, in particolar modo quello intenso di Lily. Quest'ultima di fronte alla sua descrizione aveva spalancato leggermente gli occhi mentre uno strano sospetto si era insinuato in lei. Non poteva sapere se aveva ragione oppure no ma se il suo sospetto avesse avuto conferma, avrebbe decisamente voluto delle spiegazioni da parte dell'amica.

"Mi sono venuti in mente decine si ragazzi, ma potrei sbagliarmi su tutti. In ogni caso sembra una vera e propria bomba sexy...Bel colpo Mary. Non vedo l'ora di scoprire chi è." Ghignò Mary, facendo arrossire la brunetta, che dentro di sé si sentì ulteriormente in colpa.

"Ragazze, dobbiamo andare ad Hogsmeade venerdì! Ci serve un bel vestito nuovo a tutte, anche a te Lily, fattene una ragione! Ti proibisco di andare alla festa con James Potter indossando un vestito vecchio ed insulso. Devi valorizzare al mille per cento la tua bellezza." Dichiarò Marlene convinta, prendendo in mano le redini.

"Ben detto! Pure a me non farà male un po' di shopping. Pur quanto Frank sia abituato al mio essere maschiaccio, vedere ogni tanto il mio aspetto femminile sicuramente gli farebbe piacere. Abbiamo tutte un accompagnatore, uno più figo e sexy dell'altro e di conseguenza serve un abito nuovo di zecca soprattutto a chi...Molto presto si fidanzerà." Sorrise Alice sotto i baffi, rivolgendosi infine ad Hermione, che arrossì violentemente sentendo tutti gli sguardi puntati su di sé.

Ancora quella storia.

Era più facile che si fidanzasse con la piovra gigante piuttosto che con Sirius e inoltre lei non voleva fidanzarsi con lui. Insomma, erano solamente amici, niente di più. Ultimamente non aveva visto Sirius in atteggiamenti particolarmente intimi con altre ragazze, cosa che effettivamente le aveva fatto piacere ma...C'era sempre un ma. Il fatto che Sirius non avesse amoreggiato con tizie a caso davanti a chiunque non significava che lontano da occhi indiscreti non avesse una o più ragazze con le quali intrattenersi. E dopo tutto a lei non doveva interessare...La invitava solo in amicizia. Probabilmente l'apprezzava come persona e come amica, cosa non da poco, e la invitava per quello. Ma sicuramente non aveva nessun altro interesse nei suoi confronti. Doveva smetterla di farsi condizionare da quei discorsi frivoli che le amiche tiravano fuori per punzecchiarla e fare due risate.

"Sciocchezze Alice, io e Sirius siamo solamente buoni amici. Non è nel mio interesse trovare un fidanzato." Rispose asciutta, cercando di mantenere un certo contegno.

"Black è un idiota, ma non ha mai invitato due volte di seguito la stessa ragazza ad un evento pubblico anzi, lui non ha mai invitato nessuna ragazza a prescindere. Solitamente sono loro a correre da lui. Per via del suo sproporzionato ego, ha sempre ritenuto che fosse un gesto inappropriato per un Dio onnipotente della bellezza come lui abbassarsi ad invitare una qualsiasi ragazza, quando loro sarebbero corse da lui senza bisogno di scomodarsi." Spiegò Lily, arricciando il naso in una smorfia disgustata.

"Lily ha ragione. Dovrà pur significare qualcosa e poi...È evidente che sotto sotto ti piace." Ghignò Marlene furbamente, arricciandosi i capelli con la bacchetta con fare civettuolo. Hermione deglutì, in difficoltà. A volte le amiche riuscivano ad essere veramente pungenti, insinuandole dubbi ai quali preferiva non darsi una risposta. Su quel lato Harry e Ron erano sempre stati piuttosto ottusi, ma la cosa non le era mai dispiaciuta. Ripensare a loro le procurò una fitta di malinconia e il suo sguardo scattò in direzione del suo baule dove custodiva il suo album dei ricordi. Era strano vivere una vita parallela, le mancavano terribilmente, ma doveva anche ammettere che nonostante tutto non era infelice vent'anni nel passato. Le sue emozioni non facevano che scontrarsi tra di loro.

"Non siate sciocche ragazze, a me non piace Sirius. Quante volte dovrò ripetervelo?" Brontolò Hermione, sperando che le ragazze la finissero una volta per tutte con quella storia. Sirius era un amico, punto. Niente più niente meno.

"Quindi non ti darà fastidio sapere che si sbaciucchiava nel corridoio del terzo piano con la Miller, la bionda di corvonero del quarto anno." Affermò Alice seria, inarcando un sopracciglio. La riccia la guardò, aprendo e chiudendo la bocca ripetute volte, mentre le ragazze spostavano lo sguardo da lei alla moretta. Una sensazione orribile, come se avesse ricevuto un pugno nello stomaco, le procurò una fitta dolorosa all'altezza del cuore. Perché quell'affermazione faceva così male? Perché non poteva esserne semplicemente indifferente? Perché in quel momento stava iniziando ad avere così tanti dubbi?

Sirius le piaceva? Non lo sapeva più...Ma aveva importanza?

"Alice..." Bisbigliò Emmeline accigliata, guardando con rimprovero Alice, facendo calare un silenzio spiacevole nella stanza. La ragazza in questione comprese di aver esagerato e mortificata si rivolse alla riccia, ancora pallida e incapace di risponderle.

"Herm'...Scusa io...Sono affari tuoi e forse ho esagerato." Bisbigliò la moretta, sentendosi tremendamente colpevole di fronte all'espressione palesemente scombussolata dell'amica.

"Non ti preoccupare...Mi ha solamente lasciata momentaneamente sorpresa. Ma te l'ho detto...Sirius è un mio amico, la sua vita privata non mi riguarda. E' libero di baciare tutte le ragazze che vuole, non me ne può fregar di meno. Mi sembra solamente strano che non abbia invitato lei al ballo. Non vorrei inimicarmi una perfetta sconosciuta per futili gelosie." Rispose la riccia, forzando un sorriso quasi doloroso. Non le doveva importare, eppure quella notizia le rimbombava in testa come un boomerang, e le faceva male. Molto male. Sirius aveva una ragazza? Magari si intratteneva regolarmente con lei e quest'ultima avrebbe potuto rivendicare dei diritti su di lui? Il solo pensiero le fece venir voglia di vomitare

"Sono voci di corridoio Hermione, non sappiamo se è vero ma in ogni caso...Se ti ha invitata significa che a te ci tiene. Altrimenti conoscendo il tipo, non l'avrebbe mai fatto." Mormorò in risposta Alice, sentendosi veramente in colpa per la sua mancanza di tatto.

"Certo...Ma te l'ho detto, siamo amici. Comunque sono d'accordo per andare venerdì pomeriggio ad Hogsmeade. Lo shopping non è il mio forte, ma un abito nuovo può sempre far comodo." La riccia cercò di troncare il discorso, con un sorriso ancora forzato dipinto sulle labbra e le ragazze, saggiamente, decisero di non insistere oltre. Avevano capito molto più di quello che la riccia ancora non avesse ammesso a sé stessa.

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"Ehi, ridammi subito il mio libro e...Sirius?" Hermione sussultò, trovandosi faccia a faccia con il giovane Black che, incuriosito, teneva tra le mani il libro di fiabe di Beda e il Bardo che la riccia stava attentamente leggendo, comodamente accoccolata sulla poltrona di fronte al camino scoppiettante. Quale miglior soluzione, se non un buon libro, per allontanare pensieri indesiderati. Eppure, quando provi a non pensare al diavolo, ecco che questo spunta ugualmente. Le parole di Alice, inutile negarlo, l'avevano turbata e ritrovarsi faccia a faccia proprio con Sirius l'aveva improvvisamente messa a disagio.

"Non riesci proprio a stare lontana dai libri è? Pure nelle fiabe riesci a trovare qualcosa di interessante. Forse Ramoso ti ha condizionata fin troppo con la storia del mantello." Ghignò il giovane, sedendosi con le gambe accavallate sulle poltrona libera accanto a quella della ragazza. Quest'ultima deglutì, cercando di aprirsi in un sorriso forzato mentre si immergeva in quelle pozze azzurre come il cielo che la stavano guardando con sguardo malandrino. Per Merlino...Cosa le stava succedendo? Perché si sentiva così...Coinvolta? Era una cosa estremamente stupida. Insomma, a lei Sirius non piaceva e non poteva lasciarsi influenzare dalle amiche. Sirius poteva baciare tutte le ragazze che voleva, non doveva interessarle perché lei, santo Godric, aveva una missione ben precisa da portare a termine e non aveva tempo ed energie da sprecare in futili distrazioni come l'amore e un fidanzato. Inoltre, considerando che voleva tornare al più presto dai suoi amici, con i malandrini e le nuove amiche adulti e vivi e vegeti, le sembrava una cosa piuttosto inutile. Perché farsi inutilmente del male? Non aveva già abbastanza grane per conto suo?

"Mhh...Ammetto che James mi ha messo la pulce nell'orecchio, come si suol dire. Vorrei saperne di più, ma non ci sono ancora arrivata. Un libro voglio godermelo per intero anche perché il piacere dell'attesa è sempre emozionante." Spiegò assorta, distogliendo lo sguardo da quello di Sirius per concentrarsi sulle fiamme arancioni scoppiettanti e danzanti all'interno del camino. L'inverno e il freddo le piacevano, perché le trasmettevano pace e serenità. Amava coricarsi sotto le coperte calde, studiare di fronte al camino acceso, indossare morbidi e comodi maglioni e godersi la neve quando iniziava a scendere ricoprendo il suolo con il suo manto candido e soffice. Le piaceva osservare il lago nero ghiacciato, immaginandosi il mondo segreto celato ai loro occhi che si nascondeva nelle sue profondità più oscure e al tempo stesso adorava nascondersi ai tre manici di scopa per bere una burro birra bollente per scrollarsi di dosso il freddo pungente ma soprattutto, amava l'inverno perché equivaleva all'arrivo del Natale, la sua festa preferita in assoluto fin da quand'era bambina.

"Sei pensierosa...Ti spaventa ciò che dobbiamo fare alla festa?" le chiese a un tratto Sirius, facendola trasalire.

Pensierosa? Non esattamente...Non se lo sapeva spiegare. Ma soprattutto non poteva dire a Sirius che tra i suoi tanti pensieri lui ne faceva abbondantemente parte.

"Oh la festa...Beh sì, un po' mi preoccupa. Se qualcosa andasse storto non solo non prenderemmo la pozione, ma finiremmo anche in grossi guai." Rispose mesta, provando effettivamente una fitta di preoccupazione alla bocca dello stomaco. Il tempo stringeva, non avevano un piano e quella pozione per lei era indispensabile.

"Senti Herm', andrà tutto bene. Ho promesso che ti aiuterò ad avere quella pozione, so quanto ci tieni, e ci tengo pure io. Non falliremo, con le buone o con le cattive ti prometto che sabato sera ne usciremo con due fialette di felix in tasca.Farò qualsiasi cosa per aiutarti, te lo giuro, parola di un malandrino. E un malandrino mantiene sempre la parola data. E' una delle nostre regole fondamentali. Se vuoi un giorno te ne elencherò alcune." Le bisbigliò con un sorriso, riuscendo a farla arrossire e sorridere al tempo stesso, pur quanto preoccupata fosse. Sirius riusciva in qualche modo a trasmetterle fiducia e sicurezza ed era...Strano, in fin dei conti. Con Harry e Ron era sempre stato tutto molto diverso. Solitamente era lei ad elaborare i piani per poi applicarli insieme agli amici, con Sirius era diverso. Agivano insieme, come una squadra, arrivando dove l'altro non arrivava. Univano intelligenza a tecnica, e funzionava.

"Ma non abbiamo un piano Sirius...Non possiamo agire a tentoni." Mormorò la ragazza, tornando a guardarlo con cautela. Lei era abituata a programmare tutto, agendo seguendo degli schemi ben precisi e quando non aveva niente a guidarla, si sentiva vulnerabile, esposta a rischi e pericoli. Per Sirius invece sembrava tutto il contrario. Lui agiva seguendo gli istinti, sprezzante del pericolo e privo di vincoli, schemi e cose programmate in anticipo. Erano così diversi, eppure insieme funzionavano.

"A volte i piani sono inutili Herm'. Sprechiamo ore preziose a programmare qualcosa per poi ritrovarci magari all'ultimo secondo a dover cambiare le carte in tavola, cadendo nel panico perché le cose non sono andate secondo i piani. Tutto ciò che sappiamo è che dobbiamo entrare nell'ufficio di Lumacorno e trafugare un po' di pozione. Ciò che dobbiamo fare verrà da sé nell'arco della serata. Quando il grosso tricheco sarà abbastanza brillo da essere distratto, noi andremo nel suo ufficio mentre uno di noi farà la guardia. Posso sempre prendere in prestito il mantello di James oppure tu sei brava con gli incantesimi, nel caso ce ne fosse bisogno non avremmo problemi a nasconderci e se mai ci dovesse scoprire oblivieremo pure lui. Non finiremo nei guai, poco ma sicuro." Le sue parole sconcertarono la riccia, che impallidì leggermente.

"Tu saresti disposto ad obliviare un professore? Sirius, non è un incantesimo con il quale si può giocare. Spero che tu ne sia consapevole." Bisbigliò atterrita. Era vero che lei al suo terzo anno aveva schiantato Piton, ma era successo in circostanze leggermente diverse e ne era valsa la pena, senza contare il fatto che ne era uscito illeso.

"A mali estremi estremi rimedi. Certo, se vengo colto su un misfatto non mi faccio problemi a beccarmi una punizione anzi, è divertente in fin dei conti soprattutto perché di solito James ci finisce insieme a me. Però se tu fossi coinvolta, sarei disposto anche ad obliviare un professore pur di evitarti delle conseguenza parecchio spiacevoli." Ammise seriamente, lasciandola leggermente a bocca aperta ed anche lusingata. Perché Sirius era disposto a tanto per lei? Non era certa che chiederglielo fosse una buona idea ma al tempo stesso, la sua curiosità e la sua lingua lunga non ne potevano più di stare in silenzio.

"Sirius...Perché lo fai? Insomma, cos'ho fatto per meritarmi il tuo aiuto e la tua fiducia a tal punto da rischiare così tanto per me?" Gli chiese infine, sentendo un peso sollevarsi dal suo petto. Temeva la risposta, ma al tempo stesso ne voleva una, qualunque essa fosse. Sirius aggrottò le sopracciglia, pensandoci un po', un tempo che alla riccia parve infinito.

"Potrei farti la stessa domanda Hermione. Tu ci hai aiutati senza quasi pensarci, quando a mala pena ci conoscevi. Qualcosa sarebbe potuto andare storto eppure tu ci hai messo la faccia per noi, per me, per riparare qualcosa che avrei dovuto fare io, senza nemmeno sapere il perché lo stavi facendo. Non so perché tu l'abbia fatto, magari un giorno se vorrai darmi una risposta sarai tu a dirmelo. Ma io voglio aiutarti perché mi va, perché sei una ragazza in gamba e ne vale la pena. Non sei come le altre ragazze...Frivola e sciocca che pensa solamente a quando poter andare ad Hogsmeade per poter comprare l'ultimo vestito. Tu sei molto di più e io...Non sono bravo con le parole, te l'ho già detto ma insomma...Mi va di farlo e basta, sento che è la cosa giusta da fare." Le spiegò brevemente, grattandosi il capo in imbarazzo. Hermione si commosse di fronte a quelle parole e se solo non fossero stati in sala comune, di fronte a tutti, non avrebbe resistito all'impulso di abbracciarlo. Ma adesso, dopo quella confessione, un'ultima domanda, la più spinosa, le bruciava sulla lingua come peperoncino.

"Io...Grazie Sirius, davvero. Non sai quanto le tue parole mi facciano piacere ma, posso farti un'ultima domanda?" Gli chiese in un bisbiglio, deglutendo un fiotto di saliva acida. Il cuore le scalpitava nel petto e a quel punto davvero che temeva la sua risposta ma era una grifondoro e non fargli quella domanda sarebbe stato un gesto vigliacco, cosa non da lei.Ma in fin dei conti, nonostante quello che cercava di ripetersi, una risposta se la meritava. Doveva almeno sapere cosa aspettarsi.

"Puoi chiedermi tutto quello che vuoi, non ho segreti. Via, alcuni ne ho, ma diciamo che a te concedo quasi tutte le domande che vuoi." Ghignò il ragazzo, facendola arrossire ancora di più. O santo Godric, si sentiva sul punto di svenire, ma doveva resistere ancora per alcuni minuti.

"Beh ecco...Io non vorrei risultarti inopportuna, però mi sono giunte delle voci e insomma, non vorrei che si creassero dei malintesi con seguenti litigi. Insomma, mi è giunta voce che ti hanno visto con la Miller di corvonero e se ti frequenti con lei non c'è niente di male, ci mancherebbe altro, però non so come potrebbe reagire nel sapere che andiamo alla festa di halloween insieme anche se...In amicizia." Quelle parole le uscirono di bocca faticosamente, quasi dolorosamente, ma doveva sapere. L'espressione di Sirius fu buffa, quasi comica a dire il vero, finché non scoppiò rumorosamente a ridere, lasciando Hermione frastornata.

"La Miller? O cielo, questa si che è divertente! Dai Herm', secondo te mi frequento con quella gallina? Presumo che le voci siano nate dal momento in cui l'hanno vista saltarmi addosso a mia insaputa. Ammetto di non aver avuto i riflessi abbastanza pronti, mi ha baciato senza che riuscissi ad impedirlo ma il tutto è durato forse dieci secondi in totale. L'ho velocemente liquidata e tanti cari saluti. Per me può diventare verde dall'invidia, non mi riguarda e non deve preoccupare nemmeno te, perché che piaccia o no alla Miller come a qualsiasi altra ragazza, l'unica ragazza degna del mio invito sei tu. Te l'ho già detto...Sei diversa dalle altre e per questo ti ammiro. Non lasciarti influenzare dai pettegolezzi, a volte riescono ancora a sorprendere anche me stesso." Quella confessione a cuor leggero tolse un peso a dir poco enorme dal petto della riccia e ancora una volta, il cuore le schizzò in gola per l'emozione e la felicità. Pur quanto cercasse di impedirselo, quando Sirius le rivolgeva quei complimenti, perché complimenti erano, non riusciva a restare indifferente.

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"Questo vestito mi ingrassa di dieci chili abbondanti." Sbuffò Marlene, uscendo dal camerino con indosso un abitino dorato estremamente carino. Le amiche gemettero disperate, guardandosi tra di loro con esasperazione.

"'Lene, santo cielo, è il quindicesimo vestito che scarti. Ti stanno tutti bene, sei tu che non sei mai soddisfatta." Sibilò Lily, rossa come un peperone. La commessa del negozio lanciava loro sguardi scocciati ogni cinque minuti, adocchiando indispettita la pila di vestiti abbandonati su un tavolinetto fuori dal camerino.

"Ragazze, dobbiamo essere perfette! Questo negozio vende solamente cianfrusaglie. Nella vita non bisogna mai accontentarsi, bisogna sempre puntare al meglio, anche quando si tratta di un abito e qua, almeno per me, non c'è trippa per gatti." Commentò Marlene risoluta mentre la commessa, che l'aveva sentita, l'aveva fulminata con lo sguardo. Hermione pensò che probabilmente le avrebbe bandite dal negozio, forse lanciandogli prima il malocchio.

"Dai, usciamo da qua ragazze. Nella strada accanto c'è un altro negozio." Sospirò Emmeline che, nella foga di dare una mano a Marlene non aveva cercato niente per sé stessa, come le altre ragazze del resto. Uscirono dal negozio senza comprare nulla, sotto le occhiate infuocate della donna di mezza età dietro la cassa, ritrovandosi nella strada principale affollata di studenti eccitati per l'imminente festa di halloween. Il banchetto principale si sarebbe svolto in sala grande mentre il festino privato di Lumacorno sarebbe stato riservato solamente ai partecipanti del lumaclub e ad altri personaggi di spicco invitati dal professore stesso.

"Marlene, dimmi che per lo meno hai un'idea su ciò che vuoi." Sbuffò Alice imbronciata, mentre dentro di sé rivalutava l'opzione di presentarsi vestita da zucca, da fantasma o strega in stile babbana o molto semplicemente con la divisa scolastica o addirittura in divisa da quidditch. Tanto Frank l'amava, e l'avrebbe amata anche in versione zucca, ne era certa. Non era lei che doveva fare colpo.

"Certo che ho le idee chiare Ali! Molto semplicemente nessun abito che ho provato rispecchia tutte quelle qualità. Voglio un abito che non mi ingrassi ma che piuttosto mi faccia sembrare più magra e slanciata. Un abito che mi renda sexy ma non volgare. Deve essere d'impatto, elegante e sensuale. Deve attirare l'attenzione dei ragazzi, ma non perché volgare, ma bensì perché mi rende attraente e affascinante. Insomma, deve essere perfetto." Le amiche la guardarono allibite, scambiandosi poi un'occhiata sconcertata tra di loro. Trovare l'abito giusto sarebbe stata un'impresa.

"Facevi prima a disegnartelo da sola l'abito." Ridacchiò Hermione, smorzando la rassegnazione delle altre ragazze. Lei voleva un abito semplice, che la valorizzasse ma che non avesse nemmeno troppi fronzoli. Non le interessava fare colpo su Sirius, la sua unica intenzione era quella di riuscire a recuperare la pozione.

"Sei sempre geniale Herm', la prossima volta lo farò davvero." Esclamò esaltata la ragazza, felice come se fosse arrivato Natale in anticipo.

"Andiamo ragazze, stiamo perdendo tempo e non possiamo rientrare troppo tardi. La Mcgranitt è particolarmente rigida con gli orari, lo sapete." Le spronò Emmeline, tornando ad incamminarsi verso il negozio che aveva citato.

"COSA? Taglia e cuci costa un rene, per Merlino. Un abito mi costerà minimo cinquanta dollari e vi faccio presente che i miei più di duecento galeoni al mese non mi passano e a loro detta sono già fin troppi." Sbottò Alice di fronte alla grande vetrina del negozio dove, esposti, si trovavano vari abiti ed accessori.

"O andiamo Alice, siamo a fine mese, tra pochi giorni ti invieranno di nuovo il gruzzoletto. Non fare la tirchia, che sei ricca." La rimbeccò Marlene, facendo ridere le amiche e imbronciare Alice. Per Merlino, ecco perché odiava lo shopping. Era costoso ed estenuante e soprattutto, per poterselo permettere, bisognava realmente essere ricchi, soprattutto se si voleva acquistare in negozi di un certo calibro.

Quando entrarono Hermione si guardò intorno incantata, era un negozio che non aveva mai visto nel futuro e che forse, con dispiacere, aveva chiuso. Manichini di modelle e modelli mobili sfoggiavano abiti variegati e lussuosi, uno più bello dell'altro. Effettivamente i costi erano piuttosto elevati ma la riccia, dovendo ringraziare i suoi nuovi genitori, le faceva ancora molto strano definirli tali, non avrebbe avuto grossi problemi a farsi un regalo per una volta tanto. Si erano scambiati molte lettere e aveva avuto modo di scoprire che erano realmente persone adorabili e con lei molto amorevoli e per ciò li avrebbe ringraziati al più presto.

"Adesso si che si ragiona!" Esclamò Marlene esaltata, guardandosi a torno eccitata e bramosa di fare shopping.

"Certo Marl', ma facciamo che ognuna di noi fa un bel giro per il negozio e si sceglie e prova l'abito che le piace. Se stiamo tutto il tempo dietro a te non troveremo niente nemmeno qua." La rimbeccò Emmeline pungente, facendo mettere il broncio all'amica e ridere le altre ragazze. Ma effettivamente, seguendo il consiglio di Emmeline e confrontandosi di tanto in tanto, tutte quante uscirono soddisfatte dal negozio con il portafogli più leggero ma un sorriso stampato in faccia, compresa l'inaccontentabile Marlene.

"Ragazze, facciamoci una sorpresa a vicenda. Vedremo il vestito l'una dell'altra solamente domani sera. Un po' come per l'abito da sposa. Cosa ne pensate?" Propose Marlene cinguettante, dirigendosi verso i tre manici di scopa per una burrobirra calda. Le ragazze dopo aver condiviso l'idea dell'amica andarono ai tre manici di scopa, dove passarono il loro tempo parlando di vari pettegolezzi e chiedendosi come si sarebbero vestiti i ragazzi. Quando alle sei fu l'ora di rientrare, Mary restò in disparte con Hermione.

"Temo che Lily sospetti già che sarà Flint il mio accompagnatore, e non mi è sembrata molto contenta." Bisbigliò la compagna, estremamente preoccupata. Alla fine non avevano più parlato dell'argomento ma di certo non lo avevano messo da parte. Fortunatamente le ragazze non avevano insistito e lei non aveva più accennato al discorso. Il vento freddo smuoveva le fronde degli alberi ed era abbastanza rumoroso da confondere le voci delle ragazze con i rumori che le circondava.

"Se sospetta che sia lui forse è solamente preoccupata. Bisogna capirla Mary...Con quello che le è successo con Piton sicuramente non è fiduciosa nei loro confronti." Cercò di rassicurarla la ragazza, convinta delle sue parole. Come biasimarla...Lei al suo tempo, visto i suoi trascorsi con Malfoy e la sua cricca, era tutto tranne che ben disposta nei confronti delle serpi.

"Probabilmente hai ragione...Ma mi sento in colpa a mantenere il segreto con loro. Forse dovrei dirglielo." Bisbigliò combattuta, sentendo il cuore batterle più velocemente.

"Questa deve essere una tua decisione Mary, io non posso convincerti o costringerti a fare qualcosa della quale non sei sicura." Le rispose la riccia, lasciando Mary nel dubbio. Aveva bisogno di liberarsi del peso che portava dentro, ma temeva che Hermione fraintendesse le sue parole.

"Non lo so Herm'...Mi sento in colpa nei loro confronti. Siamo amiche fin dal primo anno e anche se abbiamo tutte caratteri diversi siamo sempre andate d'accordo e ci siamo sempre confidate tutto. Ho paura che pensino che non ho fiducia in loro, che non mi fidi. E mi sento una codarda perché ho paura di confessare che mi piace Flint. Non capisco perché con te, che ci conosciamo da poche settimane, mi senta così libera di parlare di ogni cosa mentre con loro, che sono sei anni che le conosco, non riesco a fare altrettanto. Non fraintendere Herm', non ti sto giudicando inferiore a loro, è solo che non capisco come in così poco tempo tu sia riuscita ad arrivare a tanto." Hermione le rivolse un sorriso gentile e comprensivo, per niente turbata dalle sue parole.

"Ti è più facile confidarti con me perché sai che non ho motivi per i quali giudicarti. Non lo farei a prescindere, ma sapere che io non ho motivi per essere prevenuta contro i serpeverde ti rende più tranquilla nel confidarti. Non sentirti in colpa, perché avere dei dubbi e delle paure è umano però non devi nemmeno stare male. Se pensi di fare un torto alle ragazze facendoglielo scoprire direttamente alla festa, valuta l'idea di dirglielo adesso. Altrimenti lo scopriranno alla festa e l'indomani gli spiegherai di non averglielo detto per non farle preoccupare." Le consigliò la riccia, vedendo Mary nel dubbio.

"Tu cosa faresti al mio posto? Ti è mai successa una cosa del genere?" Le chiese infine la ragazza. Quella domanda timida ma semplice, persa tra il frusciare del vento che si faceva spazio tra gli alberi ondeggianti ormai privi di foglie che trasmettevano malinconia restando di una bellezza lugubre ma affascinante, fecero fare a Hermione un tuffo nel suo passato, facendole battere maggiormente il cuore.

Il ballo del ceppo tra quelle stesse mura di Hogwarts al suo quarto anno.

L'invito di Viktor Krum e il suo primo bacio.

Il suo aver mantenuto il segreto con Harry e Ron.

Le loro reazioni.

Eccome se c'era passata, ricordò con malinconia ma al tempo stesso dolcezza.

"Oh si...Mi è successo eccome." Rispose sorridendo leggermente, immersa nei ricordi, non notando nemmeno l'espressione stupefatta dell'amica.

"Era un ballo organizzato in un locale babbano, ero invitata insieme ai miei migliori amici, avevamo quattordici anni. Io fui invitata da un ragazzo ma non gli dissi chi era perché non sapevo come avrebbero reagito, lo dissi solamente a Ginny, la mia migliore amica. Loro pensavano che gli avessi detto una bugia, convinti in realtà che non avessi un accompagnatore ma la sera del ballo restarono a dir poco a bocca aperta. Indossavo lo stesso abito che ho indossato per la prima festa di Lumacorno e l'accompagnatore ce lo avevo eccome . Harry restò semplicemente sorpreso, Ron invece si arrabbiò tantissimo perché era un ragazzo più grande di un'altra scuola ma soprattutto perché era geloso. Ma era una situazione diversa e alla fine facemmo pace." Spiegò con un sorriso dolce e malinconico, lasciando Mary a bocca aperta.

"Herm'...Grazie per esserti confidata con me. È la prima volta che racconti nel dettaglio qualcosa del tuo passato." Le rispose Mary, facendola sussultare. Quella constatazione la fece sentire strana perché effettivamente Mary aveva ragione. Aveva sempre cercato di evitare accuratamente di parlare di loro perché molto semplicemente faceva troppo male e, in più, ad essere totalmente onesti temeva di rivelare inaspettatamente qualcosa di scomodo. Vedeva nello sguardo dell'amica la curiosità, il desiderio di poter sapere altro non espresso a parole per non metterla in difficoltà, ma presente. Ma proprio non riusciva a parlare di loro, soprattutto se doveva storpiare i suoi ricordi per mentire alle amiche. Non lo trovava giusto, pensava che fosse uno spregio nei suoi e nei loro confronti e per questo preferiva non parlarne.

"Lo so...Ma non sono ancora pronta per parlare di loro. Perdonami Mary, so che vorreste sapere di più, e vi sono grata perché non insistete, ma non sono ancora in grado di parlarne con altre persone, perché dovrei raccontarne al passato e...Dire ad alta voce che loro non ci sono più lo rende ancora più spaventosamente reale e doloroso." Deglutì la riccia, in parte mentendo e sentendosi in colpa. Tutte quelle bugie, erano così ingiuste. Quanto avrebbe continuato a sopportare la scusa che le diceva a fin di bene e per una buona causa? Non era mai stata una bugiarda e, il fato del destino, aveva voluto che si trovasse a vivere una vita basata su fondamenta di bugie. Doveva tenere duro, ma era così difficile...

"Ti capisco Hermione, e non devi fartene una colpa. Non sei dovuta a parlarne e noi non abbiamo diritto di intaccare i tuoi ricordi con la nostra curiosità. Se mai ne vorrai parlare, sarai tu a decidere come, quando e perché." Le rispose dolcemente, posandole la mano sulla spalla in un gesto di conforto. La riccia la ringraziò con lo sguardo e il ritorno al castello si concluse tranquillamente tra una chiacchiera e l'altra. Mary avrebbe mantenuto il suo accompagnatore misterioso fino all'ultimo, ormai convinta che le amiche avrebbero capito.

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"Ragazze è il momento di iniziare a prepararsi! Non vedo l'ora di mostrarvi la mia scelta." Gridò Marlene eccitata, stringendo tra le braccia la sua busta ben impacchettata che aveva gelosamente custodito nel suo armadio.

"Ma mancano ancora sette ore Marl'! Non farai sul serio." Sbottò Alice incredula, sotto gli sguardi altrettanto spalancati delle altre ragazze. Hermione non faceva altro che pensare a quella sera, ma non per il ballo in sé, bensì per la missione che avevano in serbo lei e Sirius. Per Merlino se era in ansia...Sirius la faceva semplice, ma lei vedeva falle ovunque! Non avevano un piano, benedetto Godric! Lei non aveva mai agito senza un piano e...Si fidava di Sirius, ma per lei era qualcosa di nuovo e ciò la faceva sentire vulnerabile. E se non fosse finita bene? Non ci doveva pensare, lo sapeva, ma era più facile a dirsi che a farsi.

"Ragazze, dobbiamo tutte quante farci la doccia e poi iniziare a farci belle. Non penserete realmente di poterci preparare in sei in due orette scarse, vero? Prendiamoci un'ora a testa e un'ultima ora per i ritocchi." La bruna le guardò tutte con un'espressione shoccata dipinta in faccia, come se avesse detto qualcosa per lei ovvio a un branco di somare che sembrava non volessero proprio capire.

"Una persona normale per fare una doccia impiega al massimo quindici minuti. Per vestirsi dieci e per truccarsi beh...Io non ho alcuna intenzione di truccarmi. Tieni in conto che sono stata anche larga con i tempi." Spiegò Lily scettica, facendo un breve calcolo matematico. Marlene la guardò scandalizzata, cercando appoggio nelle altre ragazze.

"Lily Evans. Tu, questa sera, andrai alla festa con James Potter. Ne sei consapevole?" Sibilò Marlene pericolosamente. La rossa la guardò improvvisamente sulla difensiva, perché conosceva bene quello sguardo. La fissa di marlene per la moda, il makeup e l'essere sempre ben curate era quasi un'ossessione che cercava di inculcare in testa a tutte loro, a lei e ad Alice che erano le meno interessate al mondo femminile, in particolar modo.

"Certo che ne sono consapevole Marl', ma non ho intenzione di sembrare un bijoux per andare ad una festa con Potter. Non rientra nel mio stile e inoltre lo accompagno solamente per accontentarlo e per capire se vale la pena almeno rivolgergli civilmente la parola. In questo modo forse smetterà di darmi il tormento." Sbuffò Lily, cercando di restare indifferente. In realtà un naso lungo ed invisibile le stava crescendo come se fosse diventata la versione femminile di Pinocchio. Aveva invitato Potter perché qualcosa in lei, nelle ultime settimane, si era smosso. Non sapeva cosa fosse, ma le attenzione che le aveva dato le erano sembrate sincere, per non parlare delle sue parole e ciò l'avevano lasciata piacevolmente sorpresa. E si era resa conto che in quegli anni era sempre stata suggestionata da Piton, comportandosi quasi peggio di come si era comportato lui nei confronti del suo ex migliore amico. Eppure, nonostante ciò, lui non l'aveva mai odiata. Forse lui provava davvero dell'affetto sincero nei suoi confronti. Di fronte a ciò deglutì...Potter provava dei sentimenti per lei? Che tipo di sentimenti? Ciò le faceva tremare le gambe come gelatina perché non era in grado di gestire simili situazioni e soprattutto lei non aveva la più remota idea di cosa provasse nei confronti di Potter.

"Oh al diavolo Lily! E' uno dei ragazzi più fighi e popolari della scuola, ci sono ragazze che ucciderebbero per ricevere anche un solo suo saluto e tu, che hai l'immenso culo di avere da parte sua tutte le attenzioni di questo mondo e adesso di andarci pure ad una festa, non rovinerai tutto. Tu questa sera sarai una dea, ti farai vestire, pettinare, truccare e tirare a lucido senza fiatare. Tra te e Hermione non so chi sia la più fortunata quindi, questa sera, tirerete fuori il vostro lato più sexy e femminile. Mi auguro che abbiate scelto un abito adeguato." Ringhiò Marlene ancora più minacciosamente, facendo deglutire entrambe. Più chiara ed esplicita di così non satevve potuta essere, per lo meno senza sfociare nel volgare. E né Lily né tanto meno Hermione trovarono opportuno contraddirla. Fu così che i preparativi iniziarono...

Molte ore dopo, come effettivamente Marlene aveva previsto, le ragazze erano ormai pronte ed erano rimaste tutte sorprese dalle scelte degli abiti l'una dell'altra. Alice, che solitamente era un vero e proprio maschiaccio, aveva osato, lasciando tutte entusiaste, con un bel tubino nero aderente, corto sopra il ginocchio con un leggero spacco e la scollatura a V. I capelli corti e sbarazzini e un po' di mascara e un rossetto rosato sotto insistenza di Marlene avevano completato il trucco. Per le scarpe, ovviamente, aveva invece optato per dei sandali bassi e si era categoricamente rifiutata di indossare qualcosa di più alto e a sua detta scomodo e causa di incidenti imbarazzanti quali cadute dalle scale e via dicendo. Aveva appurato che Frank sarebbe rimasto a bocca aperta a prescindere e che ulteriori fronzoli quindi non le sarebbero serviti. Essendo palese che sarebbe stata irremovibile, alla fine anche la tenace Marlene si era arresa.

La bella e bionda Emmeline aveva raccolto i capelli in una coda alta, lasciando libere alcune ciocche acconciate in delicate e graziose onde. Aveva scelto un elegante vestito color argento in seta e chiffon increspato con un vertiginoso spacco fino a metà coscia e dei sandali con un tacco basso ma elegante intonati al vestito. A Hermione aveva ricordato in modo impressionante Fleur e non c'erano parole per descriverla, perché era una vera e propria meraviglia. Anche lei aveva osato con un trucco più strutturato ma sempre leggero e delicato, in armonia con il suo stile. Le ragazze, scherzando, le avevano detto che il suo accompagnatore lo avrebbero dovuto rianimare per permettergli di accompagnarla al ballo.

Mary invece aveva scelto un abito in seta verde smeraldo, lungo fino ai piedi, con le spalline e una scollatura a V impreziosita da un decoro di cristalli. Le ragazze restarono a dir poco entusiaste di fronte la sua scelta e la riccia le rivolse un sorrisino furbo. Verde e argento, il riferimento era palese. Aveva lisciato i capelli lasciandoli sciolti, e a sua volta aveva leggermente truccato gli occhi. Anche se solitamente si sentiva insicura, quella sera si sentiva per una volta bella e seducente al punto giusto.

Lily, lasciando tutte a dir poco meravigliate, aveva scelto un bellissimo abito bordeaux in pizzo, lungo fino al ginocchio,con una scollatura a barca e le maniche lunghe ma di un pizzo leggero e semi trasparente. Insieme ci aveva abbinato un paio di sandali beige con la zeppa. Marlene, insieme al supporto di Emmeline, le aveva raccolto i lunghi e rossi capelli in una treccia a lisca di pesce morbida, che le incorniciava e valorizzava ogni lineamento del viso. Sotto insistenza di Marlene aveva anche applicato una buona dose di mascara e un leggero velo di rossetto rosso fuoco. Tutte, facendola arrossire e borbottare a disagio, le avevano detto che James Potter quella sera le sarebbe letteralmente caduto ai piedi venerandola come una dea e Marlene era rimasta decisamente soddisfatta dal suo operato.

Hermione si era innamorata di un bellissimo abito color rosa cipria dal corpetto in pizzo con una fascia in seta in vita che lo congiungeva alla gonna di tulle che cadeva sbarazzina fino al ginocchio. Considerando la serata, voleva essere certa di poter essere comoda il più possibile.  Per questo aveva scelto un abito elegante ma non troppo impegnativo. A sua volta aveva lisciato i capelli raccogliendoli in uno chignon basso con alcune ciocche lasciate libere e acconciate in morbide onde. L'avevano convinta ad indossare il mascara e anche un rossetto nude di Emmeline. Alla fine aveva dovuto ammettere di sentirsi bellissima, esattamente come anni prima al ballo del ceppo. E tanti bei e dolci ricordi le erano tornati in mente scaldandole il cuore.

Infine era rimasta la frizzante ed energica Marlene, colei che si era dimostrata la più pretenziosa tra tutte loro. Ma ne era valsa la pena perché, come previsto, aveva lasciato tutte a bocca aperta. Aveva scelto un mini abito con le spalline e il corpetto, che si apriva in una generosa scollatura a V, ricoperto da un tripudio di paillettes d'oro rosa mentre la gonna, in seta, era di un bel rosa cipria che scendeva in morbide balze fin sopra il ginocchio. Era un abito che la rispecchiava in pieno e che soprattutto aveva soddisfatto ogni sua esigenza. Era vistoso e sensuale ma per niente volgare, risaltava le sue curve e rispecchiava il suo carattere frizzante. I tacchi a spillo argentati che aveva scelto per l'occasione completavano la sua opera. Aveva raccolto i capelli, intrecciandoli con in sottile ed elegante nastro dorato, in una morbida treccia laterale e infine aveva applicato una generosa dose di mascara e un gloss luminoso. Un bracciale a fascia in oro rosa in armonia con l'abito e con un paio di orecchini a goccia avevano concluso il look con il botto. Aveva proprio pensato a tutto ed era a dir poco bellissima.

Erano tutte bellissime. Meravigliose e felici, mentre si complimentavano a vicenda e scherzavano tra di loro come tutte le ragazze della loro età avrebbero dovuto fare. Anche Hermione era felice, dopo tanto tempo, e addirittura spensierata. In compagnia delle amiche e in mezzo a quell'atmosfera gioiosa, anche la sua missione si faceva meno spaventosa. Forse non era sola in tutto quel caos e soprattutto...A pochi metri di distanza da lei c'era Sirius ad aspettarla. Quella consapevolezza le fece nascere un improvviso e spontaneo sorriso sulle labbra.

In quel momento era felice. Ed era una felicità sincera, che le nasceva nel cuore e le si irradiava nel petto. Una missione pericolosa l'accompagnava nel percorso che era la sua vita attuale ogni giorno e quella sera, in compagnia di Sirius, avrebbe svolto una missione a dir poco rischiosa, andando contro ogni suo logica e il buon senso eppure, nonostante la paura iniziale, si sentiva serena e al sicuro. Perché non era sola. Non più. C'era Sirius con lei e incredibilmente, di Sirius Black lei si fidava. Sapeva che lui l'avrebbe protetta e aiutata a portare a termine quella missione con uno dei suoi tocchi malandrini. Quella consapevolezza, mentre ascoltava le amiche ridere e scherzare, la fece sorridere ancora di più.

Emmeline

Hermione

Lily

Mary

Alice

Marlene

-Ho dovuto fare una scelta difficile, avevo detto che in questo capitolo ci sarebbe stata la parte della festa ma, causa impegni lavorativi e personali, il tempo che ho da dedicare a wattpad ultimamente è molto limitato e non riesco a scrivere quanto e come vorrei. Per questo, considerando il tempo notevole che è passato dal mio ultimo aggiornamento, ho deciso di pubblicare ugualmente anche se manca la parte della festa che, ovviamente, a questo punto sarà nel prossimo capitolo. Spero possiate capirmi, giuro che mi farò perdonare. Nel frattempo vi piace questo capitolo? E i vestiti che ho scelto per le nostre fanciulle? Fatemi sapere 😎. Nel frattempo vi saluto, sperando di riuscire ad aggiornare il prima possibile ❤❤❤!. -

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