Capitolo 69
Nell'ufficio circolare regnava un silenzio assoluto, mentre i convocati aspettavano che i professori e il preside prendessero parola. Dietro la sua scrivania sedeva Silente, con un'espressione grave che non prometteva niente di buono dipinta sul volto antico e saggio. Alla sua sinistra la Mcgranitt aveva le labbra serrate in una linea rigida e sottile, mentre gli occhi scuri esprimevano tutta la sua indignazione per quanto accaduto. In un angolo della stanza, pallido e sudaticcio, si trovava il professor Lumacorno. Il suo faccione paffuto era contorto in un'espressione indecifrabile. In quanto responsabile della casata dei Serpeverde si trovava molto più emotivamente coinvolto ed in difficoltà rispetto agli altri professori. Vicini alla finestra che affacciava sul prato, a quell'ora immerso nell'oscurità, si trovavano a loro volta il professor Vitiuos e la professoressa Sprite. I quattro responsabili delle case, più il preside e i prefetti erano tutti radunati per tenere la riunione che avrebbe deciso la sentenza finale riguardo ai provvedimenti da prendere in seguito a quanto successo quel giorno.
Lily aspettava in piedi rigida e impaziente che qualcuno prendesse parola. Su di sé sentiva lo sguardo di Severus e mai come in quel momento voleva che giustizia fosse fatta. Il volto di Potter le rimbalzava in testa, così come la promessa che gli aveva fatto. Quella sera avrebbe combattuto per fare giustizia perché se c'era qualcosa che odiava dal più profondo del cuore, quella era la crudeltà gratuita e ciò che era successo andava ben oltre la crudeltà stessa. Non gliene poteva fregar di meno della presenza del suo ex migliore amico e di ciò che probabilmente avrebbe detto. Se ce ne fosse stato il bisogno avrebbe lottato con le unghie e con i denti, a costo di scavalcarlo con le cattive, pur di ottenere ciò che voleva. Non avrebbe permesso che Mcnair ne uscisse illeso.
"Siamo tutti presenti Albus, credo che la riunione possa iniziare se lei è d'accordo." Annunciò la Mcgranitt in tono pratico, incrociando per alcuni istanti lo sguardo di Lily. La ragazza nello sguardo della donna lesse tutto ciò che non era necessario esprimere ad alta voce ma che valeva più di mille parole. Non esisteva professoressa più imparziale di lei ma sapeva perfettamente che voleva, tanto quanto lei e il novanta per cento degli studenti del castello, che i colpevoli pagassero a caro prezzo ciò che era successo. Il preside si alzò dalla sua postazione, guardando seriamente i presenti nella stanza, dagli studenti ai professori. La sua solita aria scherzosa e gioviale in quel frangente era sostituita da uno sguardo serio e carico di rammarico.
"Penso che tutti voi sappiate il motivo per il quale siete stati convocati nel mio ufficio questa sera. Un fatto molto grave ed increscioso si è svolto tra le mura di questo castello, qualcosa che va ben oltre i consueti litigi tra studenti di case rivali. Una maledizione senza perdono è stata scagliata dal Signor Mcnair, studente serpeverde del sesto anno, contro un altro studente grifondoro dello stesso anno, il Signor Minus, che è rimasto illeso grazie al pronto intervento di James Potter che si è contrapposto tra lui e la maledizione. Quest'ultimo, anche se non gravemente, è rimasto ferito ed attualmente si trova ricoverato in infermeria. Tutto ciò è avvenuto in seguito ad una lite che ha vista coinvolta una studentessa tassorosso del secondo anno, presa di mira e derisa da alcuni compagni serpeverde. Quando i compagni grifondoro sono intervenuti in suo aiuto la situazione è degenerata e si è scatenato lo scontro. La magia oscura è penetrata tra le mura di questo castello, e non c'è cosa che più mi tormenti e al tempo stesso preoccupi. Il mio compito è quello di proteggere i miei studenti e ciò che è successo oggi è imperdonabile e ingiustificabile. Ho pensato di risolvere la questione tra le mura di Hogwarts senza coinvolgere il ministero ed è per questo che ho convocato i capo casa e gli studenti che rappresentano le quattro case per prendere una decisione tutti insieme. In qualità di insegnanti e di studenti, trovo giusto che venga presa una decisione collettiva." Spiegò lapidario il preside. Lasciando tutti i presenti avvolti in un silenzio pesante.
"Erano tanti anni che non accadeva niente di tanto grave ad Hogwarts e ciò che è successo oggi deve essere adeguatamente punito per scoraggiare in partenza altre eventuali gesta simili. Per questo motivo abbiamo coinvolto tutti per arrivare ad una decisione il più imparziale ma giusta possibile. I testimoni che hanno assistito all'accaduto sono già stati ascoltati quindi, il quadro della situazione ci è piuttosto chiaro. Ovviamente è stato ascoltato anche il signor Mcnair, in presenza del professor Lumacorno nonché suo capo casa. Quindi, se vuoi parlare per primo Horace, puoi farti avanti." Continuò la Mcgranitt asciutta. Il professore sentendo tutti gli sguardi puntati su di sé estrasse un fazzoletto in seta verde da una delle tasche del mantello per tamponarsi la fronte sudaticcia.
"In qualità di capo casa dei Serpeverde mi sento desolato di fronte a ciò che si è verificato. Sento di aver fallito nel mio ruolo di insegnante e mi chiedo come sia possibile che uno dei miei ragazzi sia arrivato a tanto. Purtroppo il signor Mcnair va punito prendendo dei seri provvedimenti, ma temo che non abbia ancora compreso a pieno la gravità di ciò che ha commesso. Mi sento con le mani legate e non ho idea di quale possa essere la punizione più adeguata per il ragazzo." Ammise desolato, chinando il capo profondamente demoralizzato.
"Non essere troppo severo con te stesso Horace. Ognuno è responsabile delle proprie azioni e tu non hai di certo dato cattivi esempi ai tuoi studenti. Il signor Mcnair ha agito di sua spontanea volontà e per questo va punito." Intervenne il professor Vitious, bonario nei confronti del collega e severo e indignato nei confronti del serpeverde.
"Io propongo che siano i miei studenti a prendere parola per primi. La ragazzina presa di mira appartiene alla mia casata e per questo reputo opportuno che i primi a dare un'opinione siano i suoi compagni." S'intromise severa la professoressa Sprite, facendo annuire con rabbia i due prefetti tassorosso.
"Noi tassorosso siamo quelli sempre presi di mira perché considerati inferiori e deboli in quanto siamo d'animo nobile e gentile. Ma questo è inaccettabile e la nostra compagna è stata aggredita ingiustamente da Malfoy ed altri suoi scagnozzi e niente, niente è servito a farli desistere. L'hanno umiliata senza pietà e se non fosse stato per Potter e i suoi amici non so cosa sarebbe successo. Mi dispiace solamente che per il suo coraggio Potter ci abbia rimesso, ma per questo gli siamo debitori. La nostra compagna al tempo stesso è così spaventata a tal punto da voler cambiare scuola. Tutto questo è ingiusto e meschino e Mcnair e gli altri responsabili non possono passarla liscia con una banale punizione come pulire la stanza dei trofei o svolgere qualche compito nella foresta proibita. Vogliamo che sia fatta giustizia, per lei e per chi, come Potter, è rimasto ferito. Non esiste che la magia oscura divaghi indisturbata per il castello. Come hanno agito una volta sono certo che non esiterebbe a farlo nuovamente. Meritano tutti quanti di essere puniti." Si sfogò rabbioso il prefetto, mentre la sua compagna annuiva a sua volta arrabbiata ed indignata.
"Allora cosa proponete di fare?" Chiese pacato Silente, guardando i presenti uno per uno senza lasciar trasparire alcuna emozione.
"Io propongo l'espulsione per Mcnair e la limitazione dell'uso della magia per gli altri aggressori per un periodo da stabilire." La freddezza con la quale Lily parlò lasciò i presenti in silenzio. Ma soprattutto la sua proposta, così drastica, lasciò molto a cui pensare. Tutti sapevano cosa comportasse un'espulsione ed era una decisione che non poteva essere presa alla leggera.
"Le azioni di Mcnair sono ingiustificabili, ma trovo che l'espulsione sia una scelta eccessivamente drastica." La voce tagliente di Severus fece ribollire il sangue nelle vene di Lily che, pallida di rabbia e con gli occhi fiammeggianti per il disgusto, si voltò a fissarlo con improvviso disprezzo.
"I tuoi disaccordi con Potter non possono influire sul giudizio finale di Mcnair. Ha utilizzato consapevolmente una maledizione senza perdono su uno studente. Poteva andare molto peggio e questo lo sai. Se fosse stato maggiorenne l'avrebbero potuto processare e condannare ad Azkaban." Lo affrontò a denti stretti, osservando il suo sguardo rabbuiarsi.
"Voglio solamente puntualizzare che l'espulsione forse potrebbe essere un passo fin troppo drastico. Conosco Mcnair, è un ragazzo impulsivo che ha alcuni problemi nel gestire la rabbia e credo che per questo abbia bisogno d'aiuto...L'espulsione potrebbe aggravare il suo problema. Potremmo quindi trovare una punizione adeguata ma più moderata, dandogli una seconda possibilità. Potter sono certo che tornerà in perfetta salute, forse sei tu quella ad essere più coinvolta di quanto voglia ammettere." Ribadì Piton, pallido di rabbia nei confronti di Potter. O se lo odiava...Nemmeno immaginava quanto. Mcnair aveva agito in modo sconsiderato ma su una cosa era sincero: non gli dispiaceva affatto che fosse stato maledetto. Lily avvampò, livida di rabbia, mentre i presenti osservavano la scena fiutando il pericolo.
"Non osare fare insinuazioni prive di fondamenta, Piton! Io sto agendo nel modo più imparziale possibile. Siamo già costantemente minacciati dall'esterno dalle forze oscure, Hogwarts è l'unico posto sicuro che abbiamo e trovo inaccettabile che qualcuno porti la magia oscura anche tra le mura di questo castello. Mcnair ha agito di sua spontanea volontà e sono certa che non si sia minimamente pentito per questo. Quindi, trovo che l'espulsione da Hogwarts sia la punizione che merita. Inoltre se veramente ha i problemi che hai appena citato, credo che sia opportuno che venga aiutato da chi di competenza. Non può di certo rappresentare un pericolo per gli studenti del castello andando a giro a lanciare maledizione senza perdono." Sibilò furiosa, diventando rossa quanto i suoi capelli. I presenti borbottarono e annuirono tra loro, valutando le due proposte.
"La Signorina Evans è stata molto chiara, Signor Piton. Ma visto che siete le due case principalmente coinvolte, lei cosa proporrebbe al posto dell'espulsione?" Chiese Silente serio, aspettando che Piton, ancora pallido d'ira rispondesse. Lily strinse i denti con rabbia, chiedendosi a cosa diavolo stesse pensando Silente. Ci aveva pensato a lungo e alla fine era arrivata alla conclusione che l'espulsione fosse la pena più giusta. Mcnair era un elemento pericoloso, non era l'unico tra quelle mura, ma visto che almeno con uno si era presentata l'occasione di farlo fuori, tanto valeva approfittarne. Possibile che Silente avesse in mente altro?
"Come ho già detto, Signor preside, Mcnair ha terribilmente sbagliato, ma potrebbe essere aiutato. Lui e gli altri responsabili potrebbero rendersi utili alla scuola svolgendo compiti solitamente affidati al custode e al guardiacaccia. Per un periodo potrebbero essere limitati nell'uso della magia, con questo concordo con il prefetto Evans, soprattutto Mcnair. Ma nel complesso potrebbe seguire una specie di percorso di riabilitazione." Propose il serpeverde mellifluo, ricevendo sguardi scontenti e carichi di rabbia da parte degli altri compagni. Pure i quadri presenti nell'ufficio sembravano essere in disaccordo con il serpeverde.
"Io mi associo al prefetto Evans! Quelle punizioni vengono affidate ai ragazzi del primo anno quando vengono scoperti fuori dai letti oltre l'ora del coprifuoco. Non è una pena equa per uno che ha scagliato una maledizione senza perdono e per qualcuno che ha aggredito ed umiliato una bambina. Mcnair è un elemento pericoloso e se ha bisogno di aiuto psicologico, che venga seguito da dei medimaghi al di fuori delle mura di questo castello." Tuonò il prefetto corvonero all'improvviso, contraddicendo le parole di Piton.
"Vero! La proposta di Lily è una pena giusta, ed è già tanto che non venga denunciato al ministero. Mcnair deve essere espulso e gli altri colpevoli puniti severamente." Si infervorò il secondo prefetto di corvonero, mentre Lily si sentiva profondamente soddisfatta per la solidarietà che stava ricevendo.
"Nemmeno Potter è uno stinco di Santo eppure trovo che non sia mai stato punito tanto severamente. In quanto all'umiliare le persone, è molto abile a sua volta. Questo mi fa pensare che ci sia una maggiore solidarietà nei confronti dei grifondoro." Ribadì Severus, livido di rabbia. Se non avesse trovato un modo per migliorare la situazione, le cose si sarebbero messe male. I suoi compagni avevano fatto parecchia insistenza per far si che lui riuscisse a migliorare la situazione ma purtroppo, sembrava che tutto stesse andando a suo sfavore e se quelle conseguenze fossero state approvate, non sarebbero state di certo ben accette.
"Vedi? Come tuo solito sai mettere in mezzo sempre e solo Potter! Lui non ha mai utilizzato la magia oscura ed è sempre stato abbondantemente punito, per non parlare delle centinaia di punti sottratti da me in primis per ogni azione sbagliata." Ringhiò Lily furiosa, fulminando il suo ex migliore amico con uno sguardo carico di puro odio. Quella stava diventando una battaglia personale e lei non avrebbe accettato di perderla. Voleva Mcnair fuori da quel castello, costasse quello che costasse.
"Basta così! Abbiamo abbastanza elementi per decidere. Trovo sia il caso che la decisione finale venga presa dal preside dopo esserci confrontati tra noi professori senza ulteriori ed inutili battibecchi. Non esistono favoreggiamenti signor Piton e credo che come persone mature quali dovreste essere, lei e il signor Potter dovreste mettere da parte il reciproco astio, soprattutto in questi periodi bui nei quali dovremmo restare tutti uniti. Aspettate fuori ragazzi." Tuonò lapidaria la professoressa Mcgranitt, mettendo fine alla lite in corso. Lily strinse i denti, consapevole che non avrebbe potuto aggiungere altro. Sperava quindi nel buon senso della Mcgranitt, del preside e degli altri professori. Piton invece arrossì lievemente per le parole della professoressa, consapevole di aver ottenuto ulteriori punti a suo svantaggio per colpa di quell'emerito cretino. Ma una cosa era certa: lui odiava Potter più di qualsiasi persona al mondo e mai e poi mai ci sarebbe stata una possibile riappacificazione. In fila indiana uscirono dalla stanza circolare, scambiandosi sguardi carichi di significati tra di loro e quando furono nuovamente nell'ingresso, Lily andò a sedere in una nicchia il più lontano possibile da Piton, cercando di sbollire la sua rabbia e la sua profonda delusione nei confronti di colui che per tanti anni aveva considerato amico credendo di conoscerlo come le sue tasche. Si era solamente illusa e lui non faceva altro che confermarle quanto si fosse sbagliata sul suo conto. Seriamente il rancore che provava per Potter offuscava la sua razionalità? Non si rendeva conto della gravità di ciò che era successo? A meno che...Una terribile verità le mozzò il respiro. A meno che a lui non gliene fregasse e non fosse addirittura d'accordo su quanto accaduto. Sempre più stava diventando come loro...Un mostro. Strinse i pugni con foga, sentendo gli occhi inumidirsi.
"Ehy Lily, sei stata grande prima. Ammetto che non avrei avuto il coraggio di proporlo." La voce del prefetto di corvonero riscosse bruscamente la grifondoro che, ancora turbata, si limitò a scrollare le spalle con noncuranza.
"È ciò che si merita per quello che ha fatto. Silente è già stato fin troppo buono a non coinvolgere il ministero." Borbottò in risposta.
"Beh, credo che non voglia creare altre chiacchiere e scalpore. Insomma, con tutto quello che succede già là fuori ci manca solamente che si diffonda la voce che ad Hogwarts gli studenti si scagliano maledizioni senza perdono. Sarebbe terribile...I genitori inizierebbero a protestare e vorrebbero far cambiare scuola ai propri figli, infangando il buon nome di Hogwarts. Per questo immagino che voglia risolvere da solo il problema, sperando che non si ripeta mai più." Ribadì saggiamente il compagno, sedendosi vicino a lei. Lily gli fece spazio, pensierosa.
"Silente ha un modo tutto suo di ragionare. Sa quello che fa e sono certa che lui avesse già preso la sua decisione ancor prima di indire la riunione. Spero solamente che faccia la scelta migliore. Ha il brutto vizio di vedere il buono in chiunque." Sospirò nervosa, torturandosi una ciocca di capelli. I minuti passavano e i professori ancora non si erano fatti vivi e lei, non ne poteva più di aspettare.
"Ma insomma Lily...Non hai paura che possano farti del male? Se Mcnair sarà veramente espulso e Piton gli dirà che tu hai proposto la sua espulsione, loro vorranno vendicarsi. Non credi?" Le sussurrò preoccupato, guardandosi alle spalle per accertarsi che il serpeverde non sentisse. Lily ridusse gli occhi a due fessure, stringendo i pugni con forza.
"Che vengano! Io non ho paura di loro e nel caso mi provocassero, saprei come difendermi. Non farti spaventare da loro. La paura li rende forti, gli dà il potere e la possibilità di controllarci e questo non glielo dobbiamo permettere. Io voglio che il bene e la giustizia vincano e non mi farò ostacolare da nessuno" Gli rispose decisa, lasciandolo leggermente a bocca aperta come una specie di luccio.
"Vi ammiro, sai? Siete così coraggiosi voi grifondoro. Vorrei tanto avere anche un decimo del vostro coraggio e della vostra forza. Non vi tirate mai indietro e siete sempre pronti a combattere per difendere la causa giusta. Mi dispiace che James ci abbia rimesso...Saremmo dovuti intervenire in di più." Commentò rammaricato il corvonero e imbarazzato per la codardia di non essere intervenuto.
"Non dovremmo etichettarci in base alla casa alla quale apparteniamo, ma piuttosto in base alle scelte che facciamo e a chi decidiamo di essere. Ovviamente ognuno di noi eccelle in determinate caratteristiche che il cappello parlante ha riconosciuto in noi assegnandoci alla casa secondo lui più adatta alla nostra personalità. Ma credimi, un corvonero può essere coraggioso tanto quanto un grifondoro come un grifondoro può essere intelligente tanto quanto un corvonero e via dicendo." Gli rispose di rimando, facendolo sorridere incoraggiato.
"Prego, la vostra attenzione. La decisione finale è stata presa e messa per scritto quindi, vi chiedo di seguirmi nuovamente nell'ufficio del preside." L'arrivo tempestivo della Mcgranitt pose fine a tutti i discorsi e a Lily fece schizzare il cuore nel petto. Il momento della verità era finalmente giunto. Non ne poteva più di stare a sedere lì fuori in attesa sentendo gli sguardi puntati addosso e l'irrefrenabile voglia di picchiare qualcuno. Il suo ex migliore amico per precisione. Non riusciva a darsi per vinta, a mettersi il cuore in pace. Le parole piene di astio e di rancore di prima avevano fatto scattare in lei qualcosa. Doveva parlargli, capire una volta per tutte cosa stava succedendo a Severus. Niente sarebbe mai potuto tornare come prima ma forse, poteva ancora esserci un barlume di speranza in lui. Era davvero il caso che lei gli voltasse definitivamente la spalle lasciandolo in balia del suo destino senza nemmeno aver provato un'ultima volta a chiedere, a capire?
Ti ha chiamata sporca mezzosangue. Abbandonarlo a sé stesso sarebbe il minimo sindacale. Gli sussurrò maligna la vocina della sua coscienza, stringendole il cuore in una morsa dolorosa. Era vero, purtroppo...Ma erano stati amici per tanti lunghi anni. Provare un'ultima volta, cercare almeno di capire se Piton poteva avere ancora una speranza di non diventare come quei mostri dei suoi compagni, sentiva che era la cosa giusta da fare per mettersi l'animo in pace una volta per tutte.
Seguirono nuovamente la vicepreside su per le scale a chiocciola che portavano nello studio circolare del preside, pieno zeppo di oggettini strani che Lily non aveva mai visto in vita sua. Probabilmente erano invenzioni del preside stesso. Ma quello non era il momento di pensarci e quando tutti in fila indiana furono entrati nella stanza, trovandosi al cospetto di Silente e dei professori, il silenziò calò nuovamente su di loro. Il più teso di tutti, scoccandogli un'occhiata fugace, si rese conto Lily che era Piton. Cosa c'era sotto che non andava? Come mai sembrava così preoccupato? Un dubbio si insinuò in lei, facendola leggermente preoccupare.
"Bene ragazzi, la decisione è stata presa e firmata da noi professori più ovviamente il preside. Ciò che è scritto su questo foglio ormai è deciso e per quindi impossibile da mettere in discussione." Annunciò la professoressa Mcgranitt seria, guardando i presenti negli occhi uno per uno.
"Credo che debba leggere lei, preside." Mormorò Lumacorno funereo. Se Lumacorno era così teso significava che le cose non erano andate particolarmente bene, secondo il punto di vista di Lily.
"Sicuro di non voler leggere tu, Horace? Dopo tutto sei il responsabile dei serpeverde." Gli rispose accigliata la Mcgranitt. Ma l'uomo scosse il capo, pallido come un cencio.
"Io dovrò già pensare al resto...Lascio la lettura del documento al preside." Mormorò debolmente, sudato e seduto su uno sgabello accanto alla scrivania di Silente.
"In quanto accaduto e dopo aver ascoltato e valutato ogni proposta riportata in questa stanza, abbiamo deciso che il signor Mcnair sarà espulso dalla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Non sarà valutato dal winzegamot minorile e non gli verrà tolta la bacchetta. Potrà continuare i suoi studi in un altra scuola magica, a patto che venga accettata la sua iscrizione ma in quanto ad Hogwarts, non ci potrà mai più mettere piede. I suoi genitori sono già stati avvisati, domattina alle prime luci dell'alba abbandonerà per sempre questa mura. In quanto agli altri studenti coinvolti nell'aggressione della signorina Magritte, saranno invece puniti con un mese di reclusione nei sotterranei. Potranno uscire solamente per le lezioni e per i pasti. Saranno sempre scortati da un insegnante e per tutto il periodo della punizione potranno utilizzare la bacchetta solamente a lezione. Dopo la fine di quest'ultime le loro bacchette saranno confiscate fino al giorno seguente. Ci assicureremo che niente di ciò che è accaduto oggi si ripeta mai più." Spiegò Silente in modo grave, facendo piombare il silenzio nella stanza. Lily sentì un moto di giustizia e di trionfo scaldarle il petto e se solamente non fosse stato di pessimo gusto, si sarebbe lasciata andare ad un sorriso a trentadue denti.
"Potete andare ragazzi. Spero nella vostra massima discrezione." Concluse la Mcgranitt perentoria, senza lasciar trapelare la minima emozione.
"Wow...La Mcgranitt incute sempre timore ma questa sera si è superata. Giustizia è stata fatta! Non sei felice Lily?" Erano usciti dall'ufficio e il prefetto di tassorosso non aveva mai smesso di parlare, costringendo Lily a prestargli attenzione.
"Molto felice. Ma si sta facendo piuttosto tardi e io sono veramente stanca." Gli rispose con un sorriso tirato. Il suo obiettivo era un altro, non poteva perdere tempo con lui.
"Oh certo, hai ragione. Un'ultima cosa...Hai visto la faccia furiosa di Piton?" Le chiese divertito il ragazzo, aggiustandosi nel frattempo la spilla da prefetto sulla divisa.
"Certo. Ma adesso se non ti dispiace..." Mormorò a denti stretti, scrutando la figura magra del suo ex migliore amico allontanarsi a grandi passi. Il suo obiettivo era proprio lui e doveva raggiungerlo prima che raggiungesse i sotterranei.
"Oh...certo Lily. Buonanotte." Mormorò il ragazzo a disagio capendo di aver toccato forse un tasto dolente. La ragazza gli rivolse un cenno della mano e corse nella direzione in cui era sparito Severus. Il cuore le batteva nel petto come impazzito, forse per la corsa o forse per l'agitazione. Sapeva che era tardi, era quasi mezzanotte, la riunione era durata ore e l'indomani mattina avrebbe avuto lezione ma ormai era in ballo e non poteva rimandare. I suoi passi rimbombavano nel corridoio silenzioso e buio, esclusi i lievi fasci di luce lunare proiettati dalle finestre. Severus sembrava essere scomparso e con un groppo in gola si chiese se non fosse arrivata troppo tardi...
"Perché mi stai seguendo?" Quella voce bassa e fredda la fece frenare di colpo sul posto, mentre mille brividi le scendevano lungo la schiena.
"Perché ti sei nascosto? Puoi anche annullare l'incantesimo Severus." Gli rispose asciutta, guardandosi attorno improvvisamente sospettosa.
"Perspicace Lily. Mi sono accorto di essere seguito, ma non credevo fossi tu e per questo volevo scoprire chi avesse avuto la brillante idea di seguirmi in piena notte per i corridoi del castello." Le rispose glaciale, annullando l'incantesimo con un colpo di bacchetta. I due ex migliori amici si trovarono faccia a faccia a due metri di distanza l'uno dall'altro, semi nascosti nell'oscurità.
"Voglio parlarti. Mi devi delle risposte." Andrò dritta al sodo, cercando di scorgere in quelle pozze nere una scintilla di vitalità. Ma il volto pallido di Severus era una maschera indecifrabile. Non un solo sentimento traspariva dal suo viso. Quest'ultimo strinse la mascella, provando un sentimento di rabbia e preoccupazione ribollirgli nello stomaco.
"Non dovresti stare qua a quest'ora di notte, da sola. Torna nella tua torre, hai già combinato abbastanza danni per Potter." Sibilò Severus a denti stretti, facendo scivolare un brivido freddo nello stomaco della ragazza.
"Io non me ne vado da nessuna parte, so difendermi! Tu, piuttosto, cosa stai nascondendo? In questo castello sta accadendo qualcosa di oscuro, non sono stupida, nessuno di noi lo è! E sicuramente tu sai di cosa sto parlando eppure...Fai finta di niente. Ormai non ti riconosco più, perché questo tuo atteggiamento dimostra che sempre più stai diventando come i tuoi cari amici Serpeverde. Odi davvero così tanto Potter a tal punto da giustificare una maledizione senza perdono?" Chiese Lily arrabbiata e delusa al tempo stesso, vomitando addosso al suo ex migliore amico tutte quelle accuse cariche di risentimento.
"Lily...Non sai di cosa stai parlando e ti consiglio di lasciar perdere. Quello che è successo è grave, ma potevamo trovare un'alternativa. Tu...Non ti rendi conto. Da quando hai smesso di parlarmi ti sei lasciata influenzare da Potter. Ha sempre cercato di metterci gli uni contro gli altri e alla fine ce l'ha fatta, ne sarà felice immagino. Ma tu sei più intelligente di lui...Molto più intelligente. Per questo non devi lasciarti ingannare da quell'arrogante presuntuoso. Possiamo rimediare Lily...Possiamo tornare ad essere amici come una volta, quando eravamo felici, insieme." Quelle parole trafissero Lily come mille lame taglienti e roventi, facendole contorcere lo stomaco per l'immensa tristezza che l'aveva appena investita con la forza di un uragano. Era stata felice con Severus...Ma niente sarebbe mai potuto tornare come prima. Ormai avevano preso strade diverse e Severus continuava a mentirle giocando il suo jolly preferito per distrarla: Potter. Ma non funzionava con lei, non più.
"Parli sempre solo ed esclusivamente di Potter, Severus. Dovresti iniziare a guardare oltre, come sto cercando di fare io. E niente potrà mai tornare come prima perché tu hai scelto la tua strada, che non coincide affatto con la mia e questo mi rattrista. Ma tu continui a mentire insabbiando chissà quali fatti oscuri che commettono i tuoi amici, dimostrandoti oscuro e cattivo tanto quanto loro. Pure io ho cercato di incolpare Potter per il nostro litigio fino all'ultimo ma alla fine ho guardato in faccia la realtà. La colpa è tua, delle scelte che hai fatto, delle compagnie che ti sei scelto e di ciò che desideri diventare. Non hai bisogno di una piccola sudicia mezzosangue nella tua vita." Sibilò gelida, mentre il cuore di Piton si contraeva dolorosamente nel petto. Quelle parole, pronunciate da Lily, erano peggio di una pugnalata. Scavavano lentamente e dolorosamente, allargando millimetro per millimetro una ferita che non si sarebbe mai rimarginata.
"Ti ho chiesto scusa Lily...Non ero in me in quel momento. Ero furioso, umiliato ancora una volta da Potter e i suoi viscidi compari. Tutti guardavano e ridevano di me, aspettando bramosi la mossa successiva di quel codardo che da solo, senza la spalla di Black su cui fare affidamento, non muoverebbe nemmeno un dito. E quando tu sei intervenuta, per l'ennesima volta, mi sono sentito ancora più insulso ed umiliato e ho detto le peggiori cattiverie che mi sono venute in mente. Ma non le pensavo davvero Lily, te lo giuro. Tu per me sei importante...Lo sei sempre stata e sempre lo sarai." Sussurrò il ragazzo, cercando di scorgere un barlume di perdono negli occhi verdi più belli che avesse mai visto. Ma in quello sguardo leggeva solamente dolore e delusione...Lily non era mai stata incline al perdono, lo sapeva bene. E non avrebbe fatto un'eccezione di certo per lui, colui che dopo Petunia, che l'aveva rinnegata come sorella per essere una strega, l'aveva ferita e delusa di più al mondo.
"Smettila di cercare giustificazioni...Avresti potuto dirmi qualsiasi altra cosa, e avrei capito. Ma tu mi hai etichettata con quell'orribile insulto che usano tutti coloro che sostengono il fantomatico signore oscuro, colui che vuole sterminare e sottomettere i mezzosangue e i nati babbani. Quelli come me. E se mi hai definita in quel modo è perché sotto sotto lo pensavi realmente e tutt'ora appoggi quegli ideali. Quindi non prendiamoci più in giro Severus...Io e te non potremo mai più essere amici. Hai rovinato tutto decidendo di farti sopraffare dalla tua indole oscura. Sei tu quello che forse non si rende conto di ciò che sta commettendo, non io. La mia vita privata non ti deve interessare...So badare a me stessa. E Potter non è terribile come credevo per dare ragione a te. Per lo meno, ha i miei stessi ideali." Sussurrò, guardando con tristezza gli occhi neri del suo ex migliore amico che ormai le erano diventati estranei. In sua presenza non sentiva più calore e conforto, ma solamente tanto gelo e disagio.
Severus trasalì, sbarrando lo sguardo con orrore mentre gli ultimi cocci del suo cuore si frantumavano i minuscoli granelli di polvere. Quelle parole ebbero il potere di risucchiargli l'anima e fargli ribollire la gelosia nel sangue come lava appena eruttata. Potter, un nome una condanna. Si era preso tutto nel tempo, riuscendo a fregargli ogni cosa di sotto al naso fin dal primo anno. Era diventato famoso facendo lo stupido e grazie al suo cognome rinomato le ragazze avevano iniziato a smaniare per lui e i ragazzi avevano iniziato ad ammirarlo e invidiarlo nella speranza di potergli almeno assomigliare. Poi era diventato il famoso campione e capitano di quidditch aumentando di conseguenza il suo già sconfinato ego, la sua arroganza e la sua stupidità. Per colpa sua era sempre stato lo sfigato serpeverde preda dei peggiori scherzi dei malandrini. Nessuno aveva mai apprezzato la sua intelligenza e soprattutto la sua innata dote per le pozioni. Anzi, per questo era stato più volte preso di mira sempre a causa di Potter che gli aveva affibbiato i nomignoli più stupidi e patetici del mondo. Ma per lo meno per tutto quel tempo aveva avuto Lily al suo fianco a sorreggerlo ma adesso...Potter era riuscito a prendersi pure lei. Ce l'aveva fatta a strappargli l'ultimo brandello di felicità che gli restava. Quell'essere era la rovina della sua vita...Quello stupido ragazzino viziato, rispetto a lui, aveva ottenuto tutto dalla vita. Una bella famiglia, ogni suo desiderio e capriccio realizzati, abiti nuovi di zecca sempre alla moda, un gruppo di amici affiatati che per lui avrebbero dato la vita, la popolarità, le ragazze e pure il suo sogno di giocare a quidditch diventando un campione e una volta finita Hogwarts, grazie a paparino si sarebbe sicuramente trovato anche un bel posto assicurato al ministero. Lui invece non poteva vantare niente di tutto ciò. La sua famiglia era povera, suo padre era un alcolizzato che lo picchiava e sua madre, che cercava di arrangiarsi il minimo indispensabile per sopravvivere, era sempre più magra, sciupata e depressa. Lui non poteva permettersi abiti nuovi e alla moda e non poteva tanto meno contare su un portafoglio pieno zeppo di galeoni per invitare le ragazze ad Hogsmeade e una volta fuori da Hogwarts, i primi tempi si sarebbe sicuramente dovuto arrangiare per cercare lavoro. Lui poteva contare solamente sul suo cervello e fino a qualche tempo prima anche su Lily. Ma adesso lei non lo voleva più nella sua vita e Potter, che aveva già tutto, per capriccio aveva deciso di prendersi pure lei e la cosa peggiore era che ci stava riuscendo. Aveva fatto l'impossibile per tenerla lontana da lui e c'era riuscito bene, era sempre stata la sua rivincita, perché almeno una cosa che Potter voleva ad ogni costo senza riuscire ad ottenerla, lui riusciva ad averla senza il minimo sforzo e sapeva quanto questo lo facesse infuriare. Ma adesso aveva perso anche quella battaglia perché la sua dolce Lily più si allontanava da lui più si avvicinava a quel maiale di James Potter.
Doveva fare qualcosa, qualsiasi cosa per impedirlo. Non sapeva ancora come e quando, ma qualcosa doveva pur fare. Lily non poteva finire tra le braccia di Potter. Non lo avrebbe mai sopportato, non se lo sarebbe mai perdonato. La sua vita non avrebbe più avuto un senso, in quanto a quel punto avrebbe saputo di averla persa per sempre.
"Ti farà del male Lily. Non fidarti di lui, si comporterà come ha sempre fatto con qualsiasi altra ragazza prima di te. Non ne vale la pena. Inoltre, dai una seconda possibilità a lui e non provi nemmeno a darne una a me che sono il tuo migliore amico? Non mi perdonerò mai per quello che ti ho detto, ma voglio che tu sappia che per me sarai sempre la persona più importante della mia vita. Non me ne frega nulla del tuo sangue, del tuo cognome, da dove vieni e di chi sei parente. A me interessa solamente di te e noi possiamo capirci con uno sguardo, lo sai. Noi siamo simili...Tu non hai niente a che vedere con Potter." La ragazza di fronte a quelle parole strinse la mandibola con forza, cercando di tenere a freno le sue emozioni. Dio, quanto lo odiava quando si comportava in quel modo. Stava facendo il solito teatrino marciando sull'argomento Potter cercando di manipolarla a suo favore. Ma quella volta non ce l'avrebbe fatta, perché era lei a dover badare a sé stessa e la sua coscienza le aveva suggerito di dare una possibilità a James Potter. A Severus invece non doveva un bel niente, tanto meno delle spiegazioni.
"Non posso darti una seconda possibilità Severus, perché non nutro più alcun tipo di fiducia verso di te. Eri il mio migliore amico, la mia spalla, una delle persone delle quali mi fidavo di più, la persona alla quale avrei affidato la mia stessa vita. Ma tu...Tu mi hai distrutta, ancor più di Petunia. Lei mi ha rinnegata come sorella per ciò che sono, dimostrandosi un'invidiosa che evidentemente non mi ha mai veramente voluto bene. Altrimenti mi avrebbe accettata anche se sono una strega. Ma tu, che mi hai fatto scoprire questo mondo e mi hai aiutata ad accettarmi, alla fine mi hai pugnalata alle spalle. Mi hai fatta sentire una nullità, mi hai umiliata e mi sono sentita tradita e ferita da te come mai prima d'allora in vita mia. Tu, il mio migliore amico, mi hai etichettata come una bestia. Mi hai discriminata e disprezzata come quei viscidi dei tuoi amici serpeverde aspiranti mangiamorte e hai distrutto ogni cosa cercando di riversare, come al solito, la colpa su altre persone. E anche stasera eccoti qua con l'ennesima conferma...La tua vita ruota tutta intorno al tuo odio per Potter. Ho sperato, per un momento, che tu non lo tirassi in ballo per dimostrarmi che forse a me davvero ci tenevi ma ancora una volta mi sono sbagliata. Tu vorresti una seconda opportunità solamente per potermi esibire come una specie di trofeo per fare un torto al famoso James Potter che tanto odi e che mi hai convinta ad odiare a mia volta. Ma ti sbagli anzi, mi sbagliavo. Io non odio James Potter e questa è la prima possibilità che gli do perché rispetto a te, mi sono resa conto che lui non lo conosco per niente. In questi anni ho visto solamente quello che ho voluto vedere ma d'ora in avanti...Le cose cambieranno. Tu hai iniziato a percorrere la tua strada, io la mia. Evidentemente non era destino che restassero congiunte e anche se è doloroso, questo è un addio Severus. Se mai un giorno ci troveremo faccia a faccia in battaglia sappi che sarò pronta a lottare fino all'ultimo mio respiro per la liberazione di questo mondo dalle forze oscure." Severus boccheggiò, sentendo il petto esplodere in mille frammenti di lame affilate. No...Quello non poteva essere un addio. Lily aveva frainteso tutto, tutto! Non poteva perderla per sempre...Non sarebbe sopravvissuto a quell'addio. E mai, mai e poi mai avrebbe torto un capello a Lily in un eventuale guerra. Sarebbe morto per lei ma purtroppo a questo lei non avrebbe mai creduto eppure era la verità...Avrebbe dato la vita per sapere in salvo la sua. Il suo cervello si rifiutava di metabolizzare quelle parole uscite dalla bocca di Lily.
"Io voglio solamente proteggerti da lui! Non sono io quello che vuole esporti come un trofeo, semmai è lui che punta a quello scopo. Non ti ha mai avuta e adesso ci sta provando in tutti i modi possibili e inimmaginabili e ti prego Lily...Non cedere alle sue parole. Hai visto come si è sempre comportato in questi anni con le ragazze. Le ha usate, sfruttate e poi lasciate a piangere sole e deluse in un angolo del castello. Non posso permettere che ti succeda la stessa cosa! Io veglierò su di te Lily, sempre, che tu lo voglia oppure no. Non permetterò a Potter di rovinarti la vita. Non merita te come persona né tanto meno la tua purezza." Lily avvampò, provando una rabbia cieca farsi spazio in lei e senza che riuscisse a impedirselo si avvicinò a Severus con la mano sollevata e mentre quest'ultimo la guardava incredulo, lei lasciò andare uno schiaffo secco e doloroso contro la guancia pallida del suo ex migliore amico.
"Non osare mai più Piton...Mai più. Oltre a darmi della sporca mezzosangue adesso credi che sia pure una sgualdrina che si concede al primo che passa? Pensi che sia una povera e ingenua ragazzina che ha bisogno della protezione maschile per salvaguardare la sua virtù? Non devo dare simili spiegazioni a te anzi, a te non devo spiegare proprio un bel niente ma di certo, stai tranquillo, non è mia intenzione riscaldare il letto di Potter come tu pensi che io potrei fare da un giorno all'altro. Già questa era una seconda possibilità...Ti ho messo alla prova, mi sono illusa che tu la superassi ma come potrai ben capire, hai fallito. Non intrometterti mai più. Se proverai in qualsiasi modo a sabotare la mia vita e quella di coloro che mi sono vicini, ti giuro che l'espulsione di quel viscido di Mcnair sarà l'ultimo dei tuoi problemi. E a proposito...Salutalo e auguragli tanti cari auguri di buona vita da parte mia." Sputò gelida, lanciandogli un ultimo sguardo carico di delusione e disprezzo.
Severus tacque, toccandosi la guancia arrossata e dolorante senza riuscire ad aggiungere nemmeno una sillaba. Sembrava che il tempo si fosse fermato, come se le lancette dell'orologio avessero inspiegabilmente deciso di non scandire più il tempo. In quel corridoio spoglio e tetro regnava un silenzio quasi surreale, invaso solamente dalle figure di Lily Evans e Severus Piton. Nero e verde si guardarono un'ultima volta, il primo distrutto, il secondo carico di sentimenti rabbiosi e feriti mescolati tra di loro.
Ma in quel frangente l'ultimo filo che li teneva uniti sembrò distruggersi definitivamente ed entrambi, all'unisono, sentirono qualcosa in loro spezzarsi. Lily lo guardò un'ultima volta prima di girarsi e correre via, mentre una lacrima solitaria le solcava la guancia pallida come un piccolo rigagnolo pronto a straripare. I singhiozzi minacciavano di sfuggirle dalle labbra, mentre le lacrime copiose avevano già intrapreso il loro corso non appena era fuggita da quel corridoio senza più voltarsi. I ricordi erano troppo forti, pensare a Severus era troppo doloroso. Aveva agito nel modo migliore per sé stessa...Ma faceva incredibilmente male perché mentre gli diceva addio l'immagine di una bambina dai lunghi capelli rossi e gli occhi verdi e di un bambino dagli impenetrabili e all'epoca innocenti e sinceri occhi neri di dieci anni distesi su un prato di margherite mentre si promettevano amicizia eterna, le era tornata prepotentemente in mente facendole contorcere le viscere. Ma quei due bambini ormai erano cresciuti e avevano scelto le loro strade e purtroppo, non tutte le promesse che si fanno da bambini si possono mantenere poi da grandi.
Severus restò per alcuni minuti in silenzio, impalato nella stessa posizione in cui Lily l'aveva lasciato nel bel mezzo del corridoio. L'aveva osservata, impotente, correre via lontana da lui, lontana dai ricordi felici passati insieme che erano troppo dolorosi da ricordare. E insieme a sé si era portata via la sua anima e il suo cuore. L'aveva persa per sempre. Ancora una volta aveva sbagliato con lei e non sarebbe servito a niente rincorrerla, pregarla di ascoltarlo, cercare di convincerla perché con lei non funzionava. Ma a quel punto, distrutto e completamente svuotato, si chiese cosa dovesse farne della sua vita.
Lily era stata la sua luce, colei che lo aveva guidato attraverso l'oscurità ma adesso che lei non c'era più, che aveva deciso di lasciare la sua mano e privarlo del suo calore, la luce era scomparsa e le tenebre erano tutto ciò che gli restava per non restare completamente solo. Lily non lo avrebbe mai perdonato e lui non avrebbe mai perdonato sé stesso. Ma Potter, che era la rovina della sua vita, in qualche modo l'avrebbe pagata. E anche se Lily gli aveva detto di non intromettersi più nella sua vita lui non poteva farle una promessa del genere. Perché anche se lei lo avrebbe odiato, lui l'avrebbe fatto per lei. E avere il suo odio era sempre meglio che non avere niente...
-Capitolo finitooooo! Sono soddisfatta del risultato e abbastanza del tempo che ho impiegato per scriverlo tra università, lavoro ecc! Non so se tutti sarete d'accordo su com'è finita tra Lily e Severus al momento però, a tutto c'è un perché e farli riappacificare adesso non avrebbe senso. Al tempo stesso volevo che ci fosse un confronto tra loro due e questo mi è sembrato il momento migliore. Nel prossimo capitolo ci sarà finalmente quella benedetta festa di halloween eeeeeeeeeee....TENETEVI PRONTI 😁😁😁! Tanti colpi di scena e forse anche d'infarti 🤪😂. Voi fatemi sapere giù nei commenti nel frattempo. Bacioniiiii ❤😘.-
-Ricordo l'iniziativa del gruppo whatsapp. Il gruppo è già stato creato e si è creato un bel rapporto con alcune di voi e io non potrei esserne più felice 🤩! Quindi se altri di voi volessero aggiungersi, non esitate a scrivermi! Non avete nessun tipo di obbligo e potete scrivere quando volete, se volete e condividere tutto quello che volete e parlare di qualsiasi cosa. Il gruppo non è nato per parlare solo ed esclusivamente di wattpad ma bensì per interagire tra di noi e tenerci in contatto stringendo anche nuove amicizie ❤. Baci grandi a tutti.-
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro