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Capitolo 67

"Voglio tornare a letto..."Mormorò quella mattina Alice, rivolta alle ragazze sedute in sala grande per la colazione. Il suo colorito pallido e le occhiaie scure sotto gli occhi indicavano una persona che aveva dormito poco e niente e che c'era il rischio che crollasse addormentata da un momento all'altro dentro il suo piatto.

"Potevi rientrare prima in dormitorio, piuttosto che stare fino a tardi in sala comune con Frank a fare i piccioncini. State insieme dal terzo anno! Com'è possibile che dopo tutto questo tempo abbiate ancora voglia di tante smancerie?" Chiese Lily scettica, sorseggiando del caffè e leggendo al tempo stesso la gazzetta del profeta con le sopracciglia aggrottate.

"Uffa Lily. Quando ti innamorerai poi me lo saprai ridire."Borbottò assonnata la diretta interessata, sbadigliando sonoramente con una mano davanti alla bocca.

"Quindi mai." Mormorò Lily a denti stretti, facendo alzare gli occhi al cielo alle amiche compresa Hermione che, in silenzio, aveva assistito divertita a quello scambio di battute. Se solo avesse conosciuto il suo destino...Doveva decisamente iniziare ad aiutare James, come gli aveva promesso. Era passata una settimana esatta da quando aveva cancellato la memoria a Piton, che fortunatamente sembrava star bene e finalmente non rappresentava più un pericolo. Una settimana da quando aveva parlato con il professor Silente e le aveva assegnato quel compito così importante. Una settimana da quando aveva parlato con Sirius sentendosi più vicina a lui di quanto mai avrebbe immaginato. Quindi era stata una settimana piuttosto intensa, a partire dal fatto che c'era stata la luna piena e che quella notte l'aveva passata quasi insonne, svegliandosi continuamente a insaputa delle amiche per sbirciare fuori dalla finestra e vedere se avesse scorto, da lì, qualcosa di sospetto. Come ad esempio un lupo mannaro correre per il parco del castello in compagnia di un cervo, un grosso cane e un piccolo topo. Avrebbe tanto voluto sapere di più a riguardo, su come si organizzavano, su quello che facevano ecc ecc ma purtroppo, almeno al momento, sapeva che era impossibile e in fin dei conti, forse, era meglio che non sapesse perché a dirla tutta, non voleva rischiare l'infarto. L'unica cosa nella quale sperava era che sapessero quello che facevano e che stessero attenti. Ma oltre a quello, aveva dovuto pensare soprattutto alle parole del preside per cercare di capire cosa le avesse voluto dire. Il compito che le aveva assegnato era decisamente difficile e purtroppo, con suo estremo disappunto, non sapeva nemmeno da dove iniziare e più ci pensava, più non trovava nemmeno uno straccio di idea. Aveva osservato Lumacorno in quella settimana, tenendolo d'occhio senza risultare sospetta o inopportuna ma purtroppo, non aveva scoperto granché. Il professore svolgeva le sue consuete lezioni, pranzava e cenava come tutti in sala grande e poi si chiudeva nel suo ufficio per svolgere i suoi incarichi di docente. Di tanto in tanto si recava nelle serre di erbologia per recuperare preziosi ingredienti per le sue pozioni, e da Madama Chips per rifornirle le scorte e al massimo si concedeva una passeggiata prima del crepuscolo se non faceva troppo freddo. Ma per il resto, Lumacorno conduceva una vita piuttosto monotona e ripetitiva e ciò non le aveva fatto scoprire niente di interessante che avrebbe potuto sfruttare a suo vantaggio. Era quindi punto a capo, senza sapere cosa fare e da dove partire per portare a termine quel compito. Non voleva mandarla per le lunghe ma purtroppo si stava rivelando essere un'impresa per niente facile. Eppure se Silente glielo aveva affidato era perché si fidava di lei. Lei era Hermione Granger, per diamine. La strega più brillante della sua età, che non aveva mai fallito in niente e per Godric, mai e poi mai avrebbe potuto fallire in un compito così importante affidatole dal preside in persona.Niente era impossibile e lei avrebbe trovato una maledetta soluzione e fato del destino, quella mattina avrebbero avuto due ore di lezione con lui.

"Muoviamoci ragazze, si sta facendo tardi."Annunciò Emmeline finendo di legare i suoi lunghissimi capelli biondi in una bella coda alta.

"Brutte notizie Lily?" Chiese Hermione all'amica, affiancandola. Le ragazze si erano tutte quante alzate e anche se con calma, si stavano dirigendo a lezione per arrivare in anticipo, con Alice di sottofondo che piagnucolava implorando altro caffè e Mary che la rimproverava dicendole che a cose normali era già fin troppo iperattiva e di conseguenza non poteva bere altro caffè perché di quel passo non avrebbe dormito nemmeno quella notte. Emmeline invece stava ripetendo gli ingredienti di una pozione a Marlene e di conseguenza Lily e Hermione erano rimaste qualche metro indietro.

"Le solite cose Herm'. Sparizioni, morti anomale tra i babbani che mandano in confusione le forze dell'ordine e nel panico i civili, convinti che nell'aria o negli acquedotti ci sia un nuovo e sconosciuto veleno che non lascia traccia ma che è in grado di uccidere in breve tempo senza lasciare possibilità di scampo. Crolli, incendi e tutta una serie di avvertimenti, chiamiamoli così, da parte di Lord Voldemort e i suoi mangiamorte. Sono molto preoccupata, non lo nego." Spiegò Lily con amarezza e un grosso groppo in gola. Non era giusto, pensava ogni giorno. Persone innocenti morivano in continuazione per mano di criminali solamente perché non maghi oppure a loro detta non sufficientemente maghi e streghe, solamente perché non purosangue e lei, che avrebbe tanto voluto fare qualcosa, non poteva fare niente. Pur quanto non si sentisse tale, doveva ammettere che su carta era ancora una ragazzina che pur quanto intelligente fosse, non aveva alcuna esperienza in campo di combattimento e in una guerra non sapeva nemmeno se sarebbe stata in grado di sopravvivere. Tutto ciò era terribilmente sbagliato, terribilmente inumano. Il male non sarebbe dovuto esistere e lei, come i suoi amici e coetanei, non avrebbe dovuto pensare a guerre e maghi oscuri da sconfiggere. Ma molto tristemente, quella era cruda realtà. E ciò che la spaventava a morte era il fatto che i suoi genitori e in fondo anche Petunia, erano soli e senza protezione, continuamente esposti al pericolo di morte perché babbani. Odiava quella situazione, odiava Lord Voldemort, odiava non poter far niente ma soprattutto, odiava tutti coloro che condividevano i suoi ideali e in particolar modo i mangiamortorte, soprattutto quelli che aspiravano a diventarlo. Quel pensiero le bruciava dentro come veleno e un moto di rabbia la investiva come un fiume in piena ogni volta che ci pensava. Il viso di Piton le veniva in mente ogni volta e altrettante volte la rabbia si impossessava di lei. Lui era uno di loro e lei, non l'avrebbe mai perdonato. Aveva sofferto, aveva pianto e si era disperata ma alla fine, non le dispiaceva nemmeno più così tanto che l'avesse insultata perché in quel modo aveva finalmente dimostrato chi era realmente e si era così liberata della sua presenza tossica e insana. Lei, che lottava per la luce e per il bene, non poteva essere la migliore amica di una persona che desiderava tutto il suo contrario.

"Tutto questo è terribile...Io vorrei tanto andare là fuori per sconfiggerli ma mi rendo conto che ora come ora sarebbe impossibile. Anche se alcuni mangiamorte vengono catturati o uccisi, Voldemort sembra ugualmente inarrestabile." Bisbigliò Hermione con un groppo in gola. Più che mai voleva riuscire nella sua missione perché quell'abominio doveva essere fermato e lei che sapeva, insieme a Silente, come Voldemort poteva essere fermato...Doveva muoversi. Quel ricordo, che sembrava essere di vitale importanza, doveva essere suo al più presto.

"Pure io vorrei fare la stessa cosa. Ma poi ci penso e mi chiedo: come potrebbero dei semplici ragazzini sconfiggere Voldemort e i suoi mangiamorte, se nemmeno orde di auror formati ed esperti ci riescono? Non penso bastino dei semplici incantesimi imparati ad Hogwarts per mettere fuori gioco quel mostro. Eppure, non può essere invincibile, pure lui è un essere umano." Mormorò Lily sotto voce per non rischiare di essere sentita da nessuno oltre a Hermione. Parlare di Voldemort in pubblico non era prudente, considerando che non sapeva di chi ci si potesse fidare e di chi no. Hermione però all'ultima affermazione sospirò tetramente, per niente convinta delle parole dell'amica. Che Voldemort fosse un essere umano, ci contava molto poco. Considerando quello che le aveva detto il preside e ciò che comunque era, era convinta che quell'assassino la sua umanità l'avesse già persa molto tempo addietro. Forse non era nemmeno mai stato umano. Ma questo Lily non lo poteva sapere e lei, non glielo poteva di certo dire.

"Lo spero Lily...Questo regime di terrore prima o poi deve finire. Non è giusto che persone innocenti muoiano ogni giorno per ideali assurdi e malati. Un giorno vinceremo questa guerra, ne sono sicura. Non dobbiamo arrenderci." Mormorò Hermione, forse più a sé stessa che a Lily. Ritrovarsi di fronte alla porta aperta dell'aula le fece zittire. Gli studenti stavano già lentamente arrivando e le ragazze erano tra le prime. Ovviamente pozioni era con i serpeverde e la riccia, si era chiesta fin dall'inizio se fosse una specie di tradizione accoppiare le due case per quella materia in particolare.

"Possiamo pure separarci, tanto appena arriveranno gli altri dovremo dividerci a coppie." Mormorò Mary, arrossendo lievemente. Hermione la guardò di soppiatto, con un dubbio che continuava a crescere in lei. Aveva la sensazione che la ragazza avesse una cotta per il suo compagno serpeverde, che non voleva ammettere per timore di essere giudicata vista la rivalità tra case e visto ciò che era successo a Lily con Piton, che per tanti anni erano sembrati essere l'eccezione e la dimostrazione vivente che se solo avessero voluto, grifondoro e serpeverde sarebbero potuti andare d'accordo. Sembrava che le amiche non se ne fossero accorte ma lei, attenta ai minimi dettagli com'era, ci aveva fatto caso eccome. Mary era una ragazza tranquilla e abbastanza timida di indole ma quando l'algido, silenzioso e misterioso cercatore della squadra di quidditch di serpeverde in qualsiasi circostanza le era vicino la sua timidezza triplicava, così come il rossore sulle guance e il suo modo di fare impacciato.

"Per Godric, non me lo ricordate. Avere a che fare con Potter è una specie di tortura. Farlo stare zitto è quasi impossibile e per colpa sua corro sempre il rischio di distrarmi. Speravo che Lumacorno cambiasse idea. Se per colpa sua una delle mie pozione venisse sbagliata, giuro che lo farei a fettine." Sbuffò Lily irritata, attorcigliandosi nervosamente una ciocca di capelli rosso sangue intorno al dito. Potter la rendeva nervosa, Potter era una persecuzione. Potter ultimamente la mandava in confusione ma soprattutto, dopo quella sera in sala comune dove l'aveva quasi baciato, le aveva aperto una crepa nel suo schema di idee e ragionamenti a dir poco perfetti. Ancora non riusciva a darsi spiegazioni e da quella volta aveva cercato in ogni modo di evitare di ritrovarsi da sola con lui, anche se purtroppo le ronde non se le poteva evitare. Ma in fin dei conti avevano deciso o, per meglio dire, lei aveva ordinato di dividersi i compiti. Lei da una parte e lui da un'altra, giusto per far prima, aveva tagliato corto. Potter aveva brontolato e si era impuntato ma alla fine aveva dovuto cedere. Quello che però Lily non sapeva era che il ragazzo durante le ronde vegliava costantemente su di lei tramite la mappa del malandrino e, soprattutto, riusciva a scovare immediatamente i trasgressori senza dover faticare a girare tutto il castello.

"Beh, io sono con Peter, Lily. Dì quello che ti pare, ma in confronto James è di gran lunga più capace di lui e io che già di mio non sono una cima in questa materia, in coppia con lui mi tocca faticare il triplo. Le uniche che non si possono lamentare oserei dire che sono Alice, Emmeline e Herm'." Si lamentò Marlene e a quel punto, nemmeno Lily poté contraddirla. Dopo tutto se già Potter era impegnativo e lei che era una delle migliori studentesse di pozioni nonostante ciò un po' faticava a dover collaborare con lui, non poteva biasimare la povera Marlene che doveva vedersela con Minus che non sapeva nemmeno quale fosse il verso dritto del calderone.

"Su ragazze, prendiamo posto. È appena entrato Lumacorno e a sentire dal fracasso che proviene da fuori, stanno arrivando pure i nostri aiutanti." Mormorò Emmeline ironica, riferendosi alle grida animalesche provenienti dal corridoio.

"Bene cornuto! Sono entrato prima io, mi devi cinque galeoni e una burrobirra alla prossima uscita ad Hogsmeade." Trillò Sirius soddisfatto, entrando per primo in aula, seguito a ruota da un James indignato.

"COSA? noi non abbiamo mai fatto questa scommessa! Sei un brutto sacco di pulci tirchio e spilla soldi." Si indignò James, sotto gli sguardi stralunati e rassegnati dei compagni e dello stesso Lumacorno.

"Ma cosa ho fatto di male nella mia vita?" Mormorò Lily sconfortata, prendendosi la testa tra le mani per pura disperazione.

"L'ho appena deciso io infatti." Sogghignò Sirius malandrino, rivolgendo un sorriso mozzafiato a Hermione a qualche banco di distanza. La riccia, di fronte a quel sorriso, si sentì avvampare e sentì il suo cuore perdere qualche battito. Cielo, l'avrebbe uccisa, ne era certa. Dopo essersi sentita così tanto vicina e in sintonia con lui, la sua presenza la mandava ancora di più in confusione. Sapeva che era sbagliato, ma Sirius Black era una specie di calamita.

"Ehm, bene cari ragazzi, perché non prendete posto? La lezione sta per cominciare e le vostre compagne vi stavano aspettando." Li incitò il professore bonario, cercando di non far degenerare la situazione.

"Come no, per me potrebbe pure tornarsene a letto." Bofonchiò Lily sotto voce, cercando di ignorare l'espressione indecifrabile da perfetto imbecille che le stava rivolgendo Potter. A volte era seriamente inquietante. Cosa voleva da lei? Sembrava che il suo interesse fosse sincero ma...Lo era davvero o era uno dei suoi soliti scherzi idioti? Ma in fin denti conti a lei cosa gliene doveva fregare? Parlava di Potter, no? e a lei di quello che interessava a Potter non doveva interessare, nemmeno se nel mezzo c'era lei.

"Buongiorno Evans." Il sorriso smagliante di James accecò la rossa che, rassegnata, gli rivolse una specie di smorfia a mo' di saluto. Ormai, suo malgrado, si era abituata ad averlo accanto durante le ore di pozioni. Era un vero e proprio inferno, in quanto non faceva che parlare parlare e ancora parlare, piuttosto che rendersi utile. Ma finché ciò non influiva sui suoi risultati, poteva anche sforzarsi di sopportarlo cercando di ignorare la sua rumorosa esistenza.

"Potter, siediti e taci." Mormorò la rossa, prendendo il suo libro da dentro la borsa, una pergamena e una piuma con una boccetta nera d'inchiostro. La sua presenza l'aveva già messa a disagio e per Godric e tutti i fondatori di Hogwarts, non riusciva a capirne il motivo. Lei non si sentiva mai a disagio quindi, per quale diavolo di motivo con Potter non valeva la stessa cosa?

"Anche se ti dicessi che ti ho portato una tazza fumante di caffè?" Le sorrise sereno, prendendo diligentemente posto al suo fianco. Lily si voltò a fissarlo sbigottita, credendo di avere un alieno seduto al suo fianco.

"Mi hai portato...Del caffè, Potter?" Chiese basita, osservandolo attentamente.

"Certo, visto che so che ti piace." Le rispose tranquillamente il ragazzo, guardandola con un sorriso mozzafiato dipinto sulle labbra.

"E tu come lo sai?" Non riuscì a trattenersi Lily, seriamente sorpresa. Lei amava il caffè, era decisamente il suo salva vita mattutino, ma non credeva che Potter conoscesse i suoi gusti.

"Sto sempre attento ai dettagli, ricordati che sono un cercatore. So che ti piace il caffè così come so che preferisci il pollo al tacchino e che il tuo dolce preferito è quello alle mele. So che anche a te piace giocare con i tuoi capelli quando sei distratta e immersa nei tuoi pensieri e che a volte resti con le sopracciglia aggrottate per meditare su qualcosa che non ti quadra. So tante cose, anche se tu non ci vuoi credere." Le rispose seriamente, lasciandola ancora più meravigliata. Il punto era che Potter aveva azzeccato ogni cosa e lei, ancora una volta, si sentiva strana. In quel momento, per assurdo, non lo stava trovando sgradevole ma piuttosto lo stava osservando come non aveva mai fatto prima di allora. Si sentiva strana, per Godric. Cosa le stava facendo Potter? Stava pensando che in fin dei conti era bello e cielo...Le aveva portato del caffè, a lezione, lasciandola piacevolmente sorpresa. Stava perdendo il lume della ragione, non c'era altra spiegazione.

"Quindi mi osservi quando non me ne accorgo?" Gli chiese dubbiosa, lanciando uno sguardo alla cattedra. Lumacorno era sparito nel suo ufficio per recuperare delle pozioni che si era dimenticato e nel mentre gli studenti si erano dati alla pazza gioia senza ritegno.

"Mmh fammi pensare, sì." Le rispose divertito, sentendo il cuore esplodergli nel petto. Per Salazar...Seriamente Lily Evans gli stava rivolgendo la parola senza insultarlo? Oltretutto prima dell'inizio di una lezione...Era forse un'allucinazione? Magari Sirius quella mattina gli aveva drogato il succo di zucca.

"Perché lo fai? Insomma Potter...Penso di essere stata decisamente ben chiara con te in questi anni." Gli rispose accigliata, continuando ad osservarlo intensamente.

"Lo faccio perché mi piace e perché voglio farti cambiare idea su di me. E continuerò a farlo finché non ce la farò." Le rispose convinto, avvicinandosi a lei per spostarle alcuni capelli dalla bocca. Entrambi trattennero il fiato per quella vicinanza improvvisa e soprattutto pubblica e per un momento James si maledì, guardandola incerto. Aveva forse osato troppo? Ma Lily, seppur deglutendo, non si scansò in modo brusco né tanto meno lo insultò pesantemente. Sì limitò a restare in silenzio, ancora sorpresa da quel gesto così naturale.

"Devo sempre darti il tuo caffè." Le ricordò James sorridente, recuperando dalla borsa una tazza sigillata che Lily osservò silenziosa. Ma cosa stava facendo? Da quando dava quella confidenza a Potter e gli permetteva così tanto? Oltretutto in pubblico. Era pur vero che i compagni in quel momento sembravano un branco di asini alla riscossa e di certo avevano di meglio da fare che stare a guarda lei e Potter ma...La situazione era ugualmente compromettente.

"Devo fidarmi, Potter?" Chiese improvvisamente sospettosa, notando un ghigno divertito espandersi sul viso del ragazzo.

"Giuro che nessuno ci ha messo mano oltre a me,oltretutto sotto l'attenta supervisione di Remus. Ho preso la tazza, ci ho versato dentro il caffè e l'ho sigillata con un incantesimo riscaldante per non farlo raffreddare."Le spiegò entusiasta, così entusiasta che a Lily sfuggì un piccolo sorriso divertito. Era combattuta ma...Dovette ammettere che rifiutare, ferendolo quando aveva cercato di essere gentile nei suoi confronti, le sarebbe dispiaciuto. Non era da lei essere cattiva senza motivo. E inoltre...Era pur sempre caffè e il caffè, non si rifiuta mai.

"Beh...Se la metti così, penso di doverti stranamente ringraziare." Mormorò piano, facendo allargare il suo sorriso felice.

"Ma non farti strane idee Potter. Accetto solamente perché è caffè e perché in questo modo spero starai buono per il resto della lezione." Aggiunse subito dopo, sorridendo da dietro il bicchiere mentre mandava giù un sorso caldo del suo contenuto.

"Facciamo che starò zitto per i primi dieci minuti Evans." Ghignò James in tutta risposta, facendole alzare gli occhi al cielo.

"Potter, te lo rovescio in testa il caffè." Mormorò Lily in risposta.

"Solamente perché speri che così te ne porti un altro." Ghignò sfacciato, sentendosi incredibilmente felice. Per Godric, stava seriamente e tranquillamente parlando con Lily. Stavano tipo...Scherzando? E lei non sembrava furiosa e sul punto di ucciderlo.

"Mi venisse un colpo...Quello è seriamente il mio migliore amico?" Sussurrò Sirius sconvolto, rivolgendosi a un'Hermione confusa e ancora impegnata a disporre ordinatamente sul banco l'occorrente per pozioni. La riccia inarcò un sopracciglio, seguendo il suo sguardo.

"Direi di sì, Sirius." Gli rispose divertita.

"E quella accanto è seriamente Lily Evans?" Sussurrò Sirius ancora più sconvolto.

"Non credo che Lily abbia un clone. Quindi direi di sì, Sirius." Commentò Hermione senza capire, guardando prima Sirius e poi i due ragazzi che stavano...Per Godric, stavano parlando! Spalancò gli occhi sconvolta.

"Ci sei arrivata è! Per Godric, stanno parlando. Ti rendi conto? Per le mutande di Merlino, il mondo sta per finire. Io non posso morire così giovane, la mia inestimabile bellezza non può andare sprecata in questo modo." Strepitò Sirius sconvolto, facendo ridere la riccia mentre alzava gli occhi al cielo. Beh...Quella giornata non era iniziata poi così male.

Lumacorno fece finalmente ritorno nell'aula, facendo fluttuare dolcemente nell'aria diversi calderoni fumanti di colori diversi e dopo alcuni minuti impiegati per calmare gli studenti, schioccò allegramente le mani per dare inizio alla lezione.

"Bene miei cari ragazzi, mi scuso per l'inconveniente. La lezione sta per iniziare e, come ben vedrete, ho portato diversi calderoni contenenti delle pozioncine molto interessanti da mostrarvi. Voglio che qualcuno di voi le sappia riconoscere e ne spieghi le proprietà e in seguito, voglio che ogni coppia, seguendo le indicazioni del libro, ne riproduca una a scelta. Dieci minuti prima della fine della lezione ho una sorpresa da dirvi che sono certo vi entusiasmerà." Annunciò il professore allegramente, rivolgendo un sorriso ai suoi studenti preferiti, certo che non lo avrebbero deluso. La classe si avvicinò alla cattedra e Hermione, ovviamente, non esitò un attimo a far scattare in alto la mano.

"Ma certo, signora Granger, non avevo dubbi su di lei. Sa dire alla classe che pozioni sono?" Chiese allegro il professore, indicando platealmente i calderoni. La riccia gli rivolse un sorriso luminoso, consapevole che mettersi sempre in buona luce con lui era decisamente un buon metodo per ingraziarselo, pur quanto quel termine non le piacesse.

"Nel primo calderone c'è l'amortentia. È il filtro d'amore più potente che esista al mondo. Non produce vero amore, ma spinge chi la beve a provare una fortissima infatuazione nei confronti di chi gliela somministra. Per ognuno di noi ha un odore diverso in base a ciò che ci attrae maggiormente. Se presa per tempi prolungati e in dosi massicce, a lungo andare può provocare un'intossicazione irreparabile nell'organismo del mal capitato.

Nel calderone accanto invece c'è il distillato della morte vivente. E' un pozione potentissima che se preparata alla perfezione assume una colorazione cristallina, uguale a quella dell'acqua. Questo fattore può ingannare le persone e di fatti bisogna fare molta attenzione perché questa è in realtà una pozione soporifera talmente potente che ha la qualità di far sprofondare le persone in un sonno profondo simile alla morte. Se presa nelle dosi sbagliati può realmente causare la morte di una persona, diventando un potente veleno.

Nell'ultimo calderone invece c'è il veritaserum. E' la così detta verità liquida. Alcune gocce di veritaserum costringono la persona alla quale è stata somministrata a rivelare ogni suo segreto e viene per l'appunto utilizzata principalmente dagli auror durante gli interrogatori ufficiali. La sua somministrazione in ogni caso è strettamente controllata dal ministero e il suo uso è proibito per uso comune." Hermione snocciolò tutte quelle informazioni con estrema sicurezza, guardando soddisfatta le espressioni da ebeti della maggior parte dei compagni tra i quali, James e Sirius, che la fissavano a bocca aperta con il rischio di farla scoppiare a ridere. Lily e le amiche la guardavano sorridendo, ammirate, mentre alcuni serpeverde la guardavano con sufficienza ed astio tra i quali era presente Piton che con il suo sguardo nero e gelido la fissava intensamente dal fondo dell'aula. Hermione ricambiò brevemente quello sguardo, distogliendo però velocemente il suo. La sua era un'altra di quelle presenze che la facevano sentire a disagio. Piton proprio non le piaceva e se già da adulto e in veste di professore l'aveva trovato sgradevole, stava avendo conferma che la versione adolescenziale era forse anche peggio.

"Complimenti signorina Granger, complimenti! Per questa sua eccellente ed esauriente spiegazione assegno trenta punti a grifondoro. Se continua di questo passo tra una decina di anni non escludo che, se le interessasse, potrebbe fare richiesta per diventare professoressa." Squittì Lumacorno fiero, facendo arrossire la riccia e rallegrare i grifondoro.

"Ma...C'è pur sempre un ma, miei cari ragazzi. Qua con me ho una pozione molto speciale che ho deciso di lasciare per ultima. E' una pozione molto complicata, che solitamente non viene insegnata ad Hogwarts in quanto richiede un tempo di preparazione molto lungo e c'è il rischio che gli studenti, non resistendo alla tentazione, decidano di rubarne un po' con il rischio di finirne intossicati. Lei signorina sa forse riconoscere anche quest'ultima?" Il tono di voce misterioso e intrigante del professore, mentre estraeva dalla tasca del mantello una piccola ampolla, incuriosì ancor di più gli studenti ma soprattutto, lasciò di stucco la riccia.

Una pozione color dell'oro dondolava dolcemente nell'ampolla davanti ai suoi occhi e improvvisamente, sentì una scarica elettrica attraversarla da capo a piedi.

"La felix felicis...E' fortuna liquida." Sussurrò Hermione sconvolta, mentre il suo cervello azionava gli ingranaggi ancor prima che lei ne prendesse piena consapevolezza.

"Perbacco signorina Granger, lei mi sorprende ogni giorno sempre di più! Questa pozione è veramente poco conosciuta tra gli studenti e non posso che congratularmi ulteriormente con lei. Altri quindici punti a grifondoro, ampiamente meritati." Esalò Lumacorno estasiato, facendo vibrare i folti baffoni color dello zenzero dei quali andava tanto fiero. Ma Hermione, ancora sconvolta, a mala pena lo ascoltò. Le parole di Silente le erano appena tornate in mente e improvvisamente stava facendo due più due. Lei doveva impossessarsi del ricordo di Lumacorno e per averlo, a detta di Silente, a volte serviva avere anche un po' di fortuna e lei...Aveva davanti un'ampolla piena di fortuna liquida. Quella conclusione la rese praticamente euforica anche se fu costretta quasi subito a calmarsi. Conosceva piuttosto bene le caratteristiche della pozione e oltre a sapere che non poteva essere assunta per ogni cosa, sapeva anche che prepararla richiedeva molti mesi e molto impegno in quanto era difficilissima da preparare. Era pur vero che al suo secondo anno aveva realizzato la pozione polisucco con grande successo, se non considerava il fatto che lei si era trasformata in gatto. Ma lì era stato diverso, la preparazione aveva richiesto un mese di tempo e nel frattempo, insieme ad Harry e Ron, si era data da fare per scoprire altre informazioni riguardo all'erede di serpeverde. Ma adesso, nel passato, non poteva permettersi di aspettare mesi per preparare una pozione così impegnativa e complessa. Quel ricordo doveva essere suo il prima possibile e lei, aveva bisogno di un piano.

"Bene ragazzi, adesso che la vostra compagna vi ha egregiamente illustrato le pozioni qua presenti, voglio che a coppie ne scegliate una da riprodurre. A fine lezione vi dirò ciò che ho in mente per voi, vi lascio momentaneamente sulle spine perché se ve lo dicessi subito so per certo che non fareste più nulla per il resto della lezione. Quindi su su, tutti a lavoro." Esclamò Lumacorno, invitando gli studenti a tornare alle loro postazioni.

"Accidenti Herm', come fai ad essere così intelligente? Va bene studiare, ero già abituato alla Evans ma tu...Sai ogni cosa possibile ed inimmaginabile." Disse Sirius sbigottito, prendendo posto accanto alla riccia che arrossì nuovamente.

"Beh ecco...Mi piace studiare sempre cose nuove ogni volta che ne ho la possibilità. Non ho ancora avuto modo di leggere quel libro di fiabe di cui mi ha parlato James, per esempio. E non vedo l'ora di recuperarlo in biblioteca. Ma adesso credo sia il caso di iniziare a creare una di queste pozioni. Tu quale vorresti fare?" Mormorò la riccia concentrata, aprendo il libro e studiando velocemente le pozioni pagina per pagina.

"A me ispira il distillato della morte vivente. Sarebbe fantastico poter addormentare a piacimento tutti gli idioti che popolano questo castello." Esclamò Sirius sognante, facendo ridacchiare la riccia.

"La pozione si può fare non è poi così difficile, ma ricordati che ciò che vorresti fare è illegale." Lo ammonì scherzosamente, ancora impegnata a ragionare febbrilmente al piano da organizzare. Piano che non aveva e che non sapeva, di nuovo, nemmeno da dove iniziare. In sottofondo, nel frattempo, c'erano Lily e James che bisticciavano.

"Dai Evans, facciamo l'amortentia." Insisteva James, portando Lily sul punto dell'esasperazione.

"Scordatelo Potter, non mi fido a preparare un filtro d'amore in tua compagnia. Inoltre, è una pozione elementare. Prepareremo il veritaserum e con Lumacorno faremo decisamente più bella figura." Sibilava Lily furiosa, cercando di far desistere Potter.

"E' una pozione noiosa Evans. E inoltre è pure brutta a vedersi." Si lagnò James stupidamente.

"Oh molto maturo Potter, seriamente. Il veritaserum, se eseguito correttamente, potrebbe essere messo da parte e utilizzato in futuro, da chi di dovere, per qualcosa di molto importante. Non faremo uno stupido filtro d'amore solamente perché trovi che il colore del veritaserum sia brutto e la preparazione noiosa." Lo rimbeccò inferocita, iniziando a tirare fuori gli ingredienti per preparare la pozione in questione.

"Sei ingiusta Evans, sappilo." Brontolò il ragazzo impermalito e ormai rassegnato. Dopo tutto non aveva molte speranze di far cambiare idea alla compagna. Lei era decisamente molto più dotata di lui in pozioni e se i suoi voti erano schizzati da accettabile ad eccezionale ed era addirittura entrato nel lumaclub, il merito era indubbiamente suo. Quindi, a meno che non volesse preparare la pozione da solo, con il rischio di fallire miseramente, gli toccava rassegnarsi.

"Sono solamente più matura di te, Potter." Gli rispose piccata, accendo il fuoco sotto il calderone con un colpo di bacchetta. Anche quella sarebbe stata una lunga lezione, se lo sentiva.

"Benissimo cari ragazzi, posate pure le bacchette e gli utensili. Ormai le vostre pozioni dovrebbero essere pronte." Trillò Lumacorno un'ora e mezzo dopo. Dai vari calderoni si alzavano colori e vapori diversi in base a ciò che era stato creato ma era evidente che non tutte le pozioni erano andate a buon fine. Hermione e Sirius avevano lavorato egregiamente insieme e di fatti il loro distillato della morte si meritò un bell'eccezionale e un'infinità di complimenti da parte del professore, cosa che accadde anche con il veritaserum di James e Lily anche se quest'ultima aveva preferito lasciare fare al compagno solamente i compiti elementari. Altre pozioni perfette erano state quella di Piton e del suo compagno. Altre invece avevano ottenuto dei buoni risultati senza però entusiasmare più di tanto il professore mentre altre ancora erano state un fallimento totale come ad esempio quella della povera Marlene quasi sull'orlo delle lacrime in compagnia di un rassegnato Peter.

"Sei un buon aiutante Sirius. Se tu ti applicassi maggiormente, invece di passare tutto il tuo tempo a preparare scherzi con James, potresti avere voti molto più alti." Commentò Hermione sorridente, riponendo soddisfatta i suoi ingredienti.

"Forse si, ma è più divertente organizzare scherzi che preparare noiose pozioni. Ogni tanto dovresti prendere qualche punizione pure te, male non ti farebbe." Ghignò il ragazzo, scoppiando a ridere di fronte all'espressione improvvisamente scandalizzata della riccia.

"Assolutamente no! Fate già abbastanza guai voi, io preferisco mantenere la mia reputazione da studentessa modello quale sono. Solamente la scorsa settimana avete fatto perdere sessanta punti a grifondoro. A testa." Gli rispose aspra, facendogli assumere un sorrisino colpevole.

"Lo so lo so, tragico incidente. Staremo più attenti. Ma dopo tutto a cosa servite te, la Evans e il buon caro vecchio Remus se non a salvare la situazione facendoci riguadagnare il triplo dei punti persi?" Sogghignò sfrontato, facendola ridacchiare rassegnata.

"Ragazzi altri cinque minuti di attenzione per favore." Lumacorno richiese l'attenzione della classe con un bel sorriso dipinto sul volto tondo e pieno.

"Bene, volevo annunciarvi la sorpresa che ho per voi miei cari studenti. Come a inizio lezione avrete visto, la signorina Granger è stata così brava da elencarvi anche le proprietà di una delle pozioni più particolari ed affascinanti presenti in questa stanza quest'oggi. La Felix felicis." Iniziò, interrompendosi per dar modo agli studenti di concentrare ulteriormente su di lui la loro attenzione.

"Siccome nutro in voi studenti del sesto anno una certa maturità, ho deciso che prima dell'inizio delle vacanze natalizie vi farò eseguire una pozione a testa, quindi non a coppie, e chi creerà la pozione migliore riceverà in dono da me una fialetta di fortuna liquida. Solamente due studenti fortunati riceveranno questa pozione. Nel vostro caso o un serpeverde o un grifondoro e nel secondo caso un tassorosso o un corvonero. Badate bene, il mio è un dono veramente prezioso e capirete bene che non posso affidare questa pozione nelle mani di chiunque. Chi la riceverà in dono pretendo che ne faccia buon uso e non pensi nemmeno per scherzo di utilizzarla per qualcosa di illegale." Quando finì di parlare, gli studenti restarono a bocca aperta e poco dopo un brusio si sollevò nell'aria mentre quest'ultimi iniziavano a parlottare eccitati tra di loro. Ma la studentessa più incredula era indubbiamente Hermione. Non ci poteva credere...Lei cercava disperatamente un piano per impossessarsi di quella pozione per una questione praticamente di vita o di morte e il professore se ne saltava fuori che a Natale ne avrebbe regalata una fiala a due studenti meritevoli. Se non fossero mancati ancora due mesi, sarebbe stato il colpo di fortuna, nel vero senso della parola, più grosso del mondo in quanto lei aveva tutte le possibilità del mondo per impossessarsi di quella pozione. Ma lei non aveva tutto quel tempo prezioso da perdere e inoltre, si creava un ulteriore problema. Non poteva rischiare che di lì a due mesi un eventuale serperverde entrasse in possesso di una di quelle due fiale. Il suo primo pensiero andò immediatamente a Piton. Era un pozionista abilissimo e a sua volta aveva altissime possibilità di vincere quella fiala ma lei, non poteva permettere che proprio lui, futuro mangiamorte, ne entrasse in possesso. Solo Merlino poteva sapere cosa ne avrebbe potuto fare. Uno dei suoi primi pensieri, andò a Lily...

"Professore, lei ha mai preso questa pozione in vita sua?" Chiese Alice curiosa, attirando a sua volta l'attenzione dei compagni.

"Oh beh, diciamo che quando ero molto più giovane l'ho presa due volte a distanza di parecchi anni per due occasioni molto speciali. Ne ho una mia scorta personale ma questo, furbacchioni che non siete altro, non dovreste saperlo. Quindi discorso chiuso e acqua in bocca." Ridacchiò il professore, mentre la campanella suonava la fine dell'ora.

"Ah, volevo annunciare ai ragazzi che fanno parte del lumaclub che la prossima settimana, per la serata di Halloween, sto organizzando una festa molto speciale nel mio ufficio e che ovviamente siete invitati. Potete portare con voi un accompagnatore o un'accompagnatrice." Concluse entusiasta.

Se solo avesse trovato un piano, quella sarebbe potuta essere un'occasione perfetta per recuperare la Felix e recuperare il ricordo di Lumacorno, pensò Hermione assorta.

- Ragazzi eccomi qua con un nuovo capitolooooo! Chiedo veramente scusa per le mie lunghe assenze, ma scrivere è impegnativo e io ho veramente tanti impegni. Scrivo un pezzettino ogni giorno ma a volte ci sono quei giorni che più di due righe non riesco a buttare giù e purtroppo il tempo passa troppo velocemente 😤. In ogni caso sono tornata e ringrazio tutti coloro che hanno letto, votato e lasciato bellissimi commenti 😍. Spero il capitolo vi piaccia, fatemi sapere giù nei commenti ❤. Bacioni a tutti 😘❤.-

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