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Capitolo 65

"Ragazze io vado, Silente mi aspetta." Annunciò Hermione in dormitorio, rivolgendosi alle amiche. Si era già cambiata, indossando il mantello pesante per proteggersi dal freddo che aleggiava nei corridoi del castello e si era armata della sua fedele bacchetta che, quella sera, sarebbe stata la sua più grande alleata. Al pensiero un brivido freddo le scese lungo la schiena, facendole venire la pelle d'oca.Forse non aveva mai avuto tanta paura in vita sua e questo perché di sua spontanea volontà non aveva mai compiuto un'azione  tanto pericolosa ed illegale al tempo stesso. Di lì a breve avrebbe infranto centinaia e centinaia di regole del regolamento scolastico ma soprattutto, avrebbe infranto la legge, quella vera, quella dettata dal ministero. Un altro tremito la scosse impercettibilmente da capo a piedi.

"Va bene Herm', mai fai attenzione." Le rispose Marlene premurosa, sistemandosi i lunghi capelli ricci davanti all'enorme specchio appeso da Emmeline sulla parete di fronte ai letti a baldacchino alcuni anni addietro, dopo le continue lamentele e bisticci su quanto fosse piccolo lo specchio del bagno e su chi ci stesse troppo e chi troppo poco. Per accontentare tutte, avevano estratto a sorte chi avrebbe dovuto acquistarne uno più grande da appendere in dormitorio e per l'appunto, era stata sorteggiata Emmeline.

"Hai con te l'invito di Silente? I prefetti di turno se ti trovassero fuori dal dormitorio dopo l'ora del coprifuoco potrebbero punirti, ma se gli mostri un avviso firmato dal preside puoi stare tranquilla. Punire uno studente fuori dal proprio dormitorio oltre l'ora del coprifuoco, se autorizzato da un insegnante o dal preside stesso, va contro il regolamento scolastico." Le disse Lily per la centesima volta, in modo professionale, assumendo in modo impeccabile il suo ruolo di prefetto.

"tranquilla Lily, l'ho messo nella tasca del mantello dieci minuti fa. Non so dirvi quanto ci metterò quindi non preoccupatevi di aspettarmi sveglie." Rispose con un sorriso affettuoso.

"Sei sicura Herm' che tu debba andare dal preside? Non è che magari devi incontrare di nascosto qualche bel fustacchiotto? Per esempio, fammi pensare...Sirius?" Sogghignò sotto i baffi Mary, facendola avvampare come una torcia umana. O per bacco, quella battutina pungente oltre a metterla in imbarazzo celava anche una profonda verità, anche se non nel senso che intendeva lei, ovviamente. Se solo avessero saputo...

"Oh per favore Mary, Herm' non farebbe mai una cosa del genere. Soprattutto non per uno stupido come Black. Non è vero?" Borbottò Lily scettica, inarcando un sopracciglio in direzione della compagna.

"certo che no, non infrangerei mai il regolamento scolastico. E inoltre basta con questa storia, tra me e Sirius non c'è assolutamente niente. Solamente perché siamo andati alla festa di Lumacorno insieme questo non implica che tra noi due debba esserci qualcosa." Borbottò imbarazzata, fissandosi le punte della scarpe. Quando parlava di Sirius si sentiva sempre in soggezione, in quanto non si era ancora del tutto abituata ad avere a che fare con una sua versione adolescenziale. per lei Sirius era ancora il padrino di Harry. Colui che anche se per troppo poco tempo era stato un adulto sul quale fare riferimento. Un amico, una persona fidata, un innocente morto ingiustamente che non aveva avuto modo di riscattarsi in quella che per lui era stata una vita troppo breve, troppo ingiusta e tormentata. Per questo le risultava sempre strano vederlo in una versione adolescenziale, nell'apice della sua bellezza, ancora felice e spensierato in compagnia degli amici. Era strano ma al tempo stesso bellissimo vedere nei suoi occhi quella luce malandrina sprizzante di gioia e voglia di vivere che nel futuro, dopo la morte di James e la sua lunga prigionia, era scomparsa.

"Certo certo, come vuoi. In ogni caso potreste essere la coppia del secolo. L'affascinante Sirius Black, uno dei ragazzi più ambiti di Hogwarts, gran rubacuori, finalmente in coppia fissa con l'affascinante, intelligentissima ed intraprendete nuova ragazza, sprezzante del pericolo, Hermione Granger. Wow...Sarebbe pazzesco." La punzecchiò anche Alice, distesa comodamente sul suo letto.

"Cielo che schifo! Ti prego Herm', non farti influenzare. Tra lui e Potter non so chi sia peggio." Lily arricciò il naso infastidita, recuperando dal suo comodino uno dei suoi romanzi babbani preferiti. Aveva bisogno di distrarsi e la lettura era sempre la soluzione migliore. Voleva evitare Potter come la peste ma puntualmente, era costretta o a vederlo o a pensare a lui.Ma d'altronde non poteva farci molto...Condividevano la stessa sala comune, lo stesso tavolo e avevano praticamente tutte le lezioni in comune. Certo, poteva limitare al minimo i rapporti umani con lui, provando a fingere che non esistesse ma considerando che quando non finiva in punizione o non spariva per fare non voleva sapere cosa dovevano pure condividere le ronde insieme, doveva accettare di non avere scappatoie. 

Non sapeva più cosa provava nei suoi confronti. Indubbiamente non lo sopportava, ma aveva dovuto ammettere a sé stessa che nemmeno lo odiava. Purtroppo Potter aveva ragione e quella nuova consapevolezza aveva stravolto tutte le sue carte. Ciò che era successo in sala comune l'aveva a dir poco terrorizzata, portandola a credere di essere uscita fuori di senno. Lo aveva quasi baciato, senza ritirarsi né tanto meno contro la sua volontà e tutto ciò per lei era inconcepibile, inaccettabile...Per lei Potter non era mai stato niente, se non quello stupido pallone gonfiato che come unico obiettivo nella vita sembrava avere il solo desiderio di mostrarsi migliore degli altri, diventare un campione di quidditch e...Essere un perfetto idiota senza cervello. Questo per lei era sempre stato e all'improvviso, ogni sua certezza era andata in fumo. Da quando aveva troncato il suo rapporto con Severus, ferita ancora aperta, tutto era andato in fumo...Ma nonostante tutto, si voleva convincere che in quel momento non fosse stata completamente lucida ma questo, il suo subconscio lo sapeva, perché aveva paura di farsi ulteriori domande e arrivare a darsi risposte diverse da quelle che si era sempre data durante quegli anni e delle quali ormai si era fermamente convinta.

"Fatevi pure tutti i film mentali che volete, ma lasciatela andare. Se vuole arrivare puntuale sarà meglio che si sbrighi visto che mancano dieci minuti." Intervenne Emmeline divertita, che fino a quel momento si era goduta la scena in silenzio. Hermione le lanciò un'occhiata riconoscente, guardando a ruota le lancette dell'orologio che le fecero sgranare gli occhi. Era terribilmente in ritardo per l'appuntamento e considerando la missione che c'era in ballo, se già a cose normali odiava essere in ritardo, quella sera non poteva proprio permetterselo a maggior ragioni.

"O cielo ragazze, devo veramente andare. Non preoccupatevi per me." Squittì velocemente, controllando un'ultima volta di avere tutto quello che le serviva e dopo un ultimo saluto veloce, corse fuori dalla sala comune alla velocità di un fulmine. Una volta fuori, nel corridoio, lanciò finalmente un sospiro di sollievo. Forse poteva sempre recuperare il tempo perso e non arrivare eccessivamente in ritardo. 

"Passeggiatina notturna, cara? Attenta a quello scorbutico del custode, non vorrei che ti beccassi una brutta punizione." La voce della signora grassa la fece sobbalzare. Accidenti, non pure lei tra i piedi a farle perdere tempo, proprio quella sera che aveva una missione più che urgente da sbrigare.

"Oh, ehm...In realtà il professor Silente mi aspetta nel suo ufficio." Le rispose vaga, sperando di salutarla il prima possibile. Santo Godric, era maledettamente tardi. TARDI e quella parola nel suo vocabolario non sarebbe mai dovuta esistere.

"Voi giovani siete proprio dei pessimi bugiardi. Sono secoli che sorveglio l'entrata del dormitorio dei Grifondoro e credimi cara ragazza, di studenti ne ho visti a volontà e di bugie ne ho sentite altrettante. Ma fingerò di crederti, anche se immagino che dovrò aspettarti sveglia." L'ammonì severamente, facendola arrossire sulle gote. Colpita e affondata.

"Mi dispiace, ma è una cosa urgente." Sospirò Hermione, osservando la signora grassa annuire scettica.

"E va bene, vai. Ma presta attenzione." La mise in guardia con tono materno. La riccia le rivolse un sorriso grato e la salutò un'ultima volta, affrettandosi a raggiungere la nicchia pochi metri più avanti dove, poche ore prima, avevano deciso di darsi appuntamento.

"Ragazzi ci siete? Ho avuto un piccolo contrattempo." Mormorò, sentendosi incredibilmente stupida a parlare apparentemente con il nulla più assoluto. Magari non erano ancora arrivati, forse si era agitata fin troppo. D'altronde, sera erano invisibili e silenziosi e non si palesavano, non poteva di certo appellare il mantello per scovarli. Tecnicamente lei non doveva sapere niente della sua esistenza.

"Finalmente, pensavamo che tu ci avessi ripensato." Mormorò James sollevato, facendola sobbalzare. La voce le era arrivata alla sua destra, cogliendola di sorpresa. La sua speranza di non essere arrivata in ritardo sfumò nell'aria come una nuvoletta di fumo, mettendola terribilmente in imbarazzo.

"Mi dispiace ragazzi, ma ho perso tempo a dare spiegazioni e mi ha pure trattenuta la signora grassa. Dove sei James?" Bisbigliò, guardando alle sue spalle per cercare di cogliere anche un minimo spostamento d'aria. Ma niente.

"Qua sotto e accanto a me, c'è il caro vecchio Sirius." La testa di James apparve all'improvviso parecchi centimetri sopra la sua spalla, facendola trasalire. Cielo, aveva visto quella scena un'infinità di volte ma senza aspettarselo, era da prendere un colpo. La testa galleggiante del moro, che sembrava stesse fluttuando nel vuoto, le rivolse un sorrisetto divertito mentre lei, in tutta risposta, lo fissò a bocca aperta, sommersa da mille ricordi legati al passato. 

"Accidenti, ti trovi veramente sotto un mantello dell'invisibilità? Sono rarissimi, dove l'hai trovato?" Gli domandò quasi immediatamente dopo essersi ripresa, sperando di ottenere delle risposte. D'altronde anche se era a conoscenza della sua esistenza, per ovvi motivi non aveva mai saputo tutta la storia e se c'era una cosa che amava fare, era scoprire sempre qualcosa di nuovo.

"Prima raggiungiamo l'aula di incantesimi, poi ti daremo tutte le risposte che vuoi. Ma mi raccomando, acqua in bocca. Sei la prima persona oltre a noi malandrini che scopre che ne possiedo uno e deve assolutamente restare un segreto." Si raccomandò James, facendole segno di raggiungerli. La riccia si avvicinò emozionata, sfiorando con mano tremante il tessuto argenteo la cui consistenza sembrava acqua e con profondo affetto, per un istante, si sentì nuovamente a casa. Le sembrava di essere tornata nel futuro, al fianco di Harry e Ron in una delle loro tante avventure. Ma in realtà si trovava nel passato e per assurdo, proprio in compagnia dei rispettivi futuri padre e padrino del suo migliore amico, per compiere forse la follia più grande ed illegale che avesse mai fatto in vita sua.

"Ecco, vieni. Controlliamo di essere ben coperti.Dei piedi vaganti potrebbero destare alcuni sospetti, non credete?" scherzò James, permettendo ad Hermione di mettersi sotto il mantello tra lui e Sirius. Quest'ultimo salutò la riccia con un occhiolino furbo, che lei ricambiò con un sorriso sincero, pur arrossendo leggermente sulle gote ripensando ai discorsi frivoli fatti dalle amiche pochi minuti prima. Aveva ragione Lily...Non doveva assolutamente lasciarsi influenzare.

"Lo sai che è veramente scomodo, ramoso, camminare qua sotto?" Brontolò Sirius, piegandosi leggermente per evitare che restassero scoperti.

"Smettila di lamentarti per ogni cosa, stupido sacco di pulci. Raggiungiamo l'aula di incantesimi e chiudiamoci lì dentro, dobbiamo mettere a punto gli ultimi dettagli del piano e dare ad Hermione delle spiegazioni." Lo rimbeccò James, facendo alzare gli occhi al cielo alla riccia. Quei due erano veramente incorreggibili, anche nei momenti più critici, dove la serietà sarebbe dovuta essere messa al primo posto.

"Sei più acido di un limone Jamie. Stai andando in menopausa?" Lo rimbeccò Sirius a sua volta, facendo quasi strozzare la riccia con la sua stessa saliva.

"Ragazzi!" Sibilò imbarazzata, dando una spintarella a James per indicargli la porta dell'aula.

"Molto spiritoso Sir'." battibeccò James.

"Oh spicciatevi voi due, avrete tutto il tempo di battibeccare nei giorni a venire." Li riprese la riccia, spingendoli nell'aula deserta chiudendosi la porta alle spalle, sigillandola. 

"Finalmente!" Esalò Sirius, togliendo il mantello per stiracchiarsi la schiena.

"Eccoci qua finalmente. Adesso che siamo soli, a meno che voi due non continuiate a bisticciare come due vecchie zitelle, dobbiamo fare una bella chiacchierata." Li zittì la riccia divertita, appoggiandosi ad un banco per stare più comoda.

"Va bene signorina, ai suoi ordini." Sogghignò Sirius, scrutandola con una scintilla divertita negli occhi chiari.

"Da dove iniziamo? Dalle cose serie o da quelle meno serie?" Chiese James, sedendosi sopra un banco senza tante cerimonie.

"Io partirei da quelle meno serie, perché per arrivare a quelle serie dobbiamo prima spiegare due cosucce ad Hermione, presumo." Propose Sirius, raggiungendo James.

"Perfetto, da dove vogliamo iniziare allora?" Domandò quest'ultimo tranquillo, rivolgendosi alla riccia.

"parlami del mantello, mi sembra veramente un oggetto raro e prezioso. Ne ho sentito parlare, ma non avrei mai pensato di riuscire a vederne uno in vita mia." Chiese curiosa, bramosa di ricevere delle risposte.

"E' un cimelio di famiglia che ci tramandiamo da padre in figlio da generazioni. Dietro a questo mantello c'è una leggenda assurda, una favola, che se non conosci si intitola la storia dei tre fratelli. Si trova sul libro di Beda e il Bardo, un libro di fiabe per bambini. Ma è una storia talmente assurda che non può essere reale nemmeno nel mondo magico. Sembra che i primi ad esserne entrati in possesso siano stati tre fratelli, in particolare uno dei tre, discendenti di un'antica famiglia purosangue, i Peverell. E a quanto pare noi Potter siamo loro lontani parenti ed è per questo che di secolo in secolo è finito nelle nostre mani. E' un oggetto veramente fantastico ed utile, che penso abbiano comprato sborsando fior e fior di quattrini lasciandolo poi in eredità, sul quale è stata creata una favola per bambini per rendere il tutto più intrigante. A me l'ha regalato mio padre il giorno del mio undicesimo compleanno e da allora lo porto sempre con me. Questo gioiellino è uno dei segreti più grandi che custodiamo gelosamente noi malandrini, perché ci ha permesso di mettere in atto i nostri scherzi migliori. Ritieniti quindi onorata per esserne venuta a conoscenza." Le spiegò James fiero, lasciandola a bocca aperta. Cavolo, mai avrebbe creduto che dietro potesse esserci addirittura una leggenda, una favola presente in un libro per bambini. Non ne era assolutamente a conoscenza e a questo, avrebbe decisamente dovuto porre rimedio. Adesso, più che mai, era bramosa di ottenere delle nuove informazioni.

"Mi sembra veramente una storia interessante. Non ne sapevo niente, ma approfondirò sicuramente l'argomento." Rispose infatti, facendo ridere Sirius sotto i baffi.

"Non ne dubitavo. Su questo lato sei la Evans due ma per fortuna, rispetto a lei, non sei una psicopatica e soprattutto, sei decisamente molto più simpatica e di buona compagnia rispetto a lei." A quelle parole, pronunciate da Sirius, Hermione avvampò per l'ennesima volta. Doveva per caso interpretarlo come un complimento?

"Ehi! Lily non è una psicopatica e poi...La sua compagnia è piacevole." La difese James, lanciando un'occhiataccia all'amico.

"Oh certo. La sua compagnia è piacevole quando non cerca di ucciderci, di picchiarci o non ci insulta e maledice finché non spariamo dalla sua vista. Quindi mai mio caro ramoso. " Gli fece notare Sirius annoiato, arricciando le labbra. La Evans era una di quelle donne che proprio non riusciva a capire. Non che le altre donne fossero facili da decifrare, ma lei era proprio il caso più critico che conoscesse. Era estremamente orgogliosa e secondo lui anche estremamente stupida, sotto alcuni punti di vista. Si circondava di reietti umani, tipo Piton, che non esitavano un secondo a pugnalarla alle spalle e respingeva per degli stupidi pregiudizi dettati dall'orgoglio, chi invece non le avrebbe mai fatto del male, pur di non mettere da parte l'orgoglio. Non riusciva proprio a comprendere quel suo strano e stupido modo di fare. Era proprio vero che l'intelligenza e il massimo dei voti non erano tutto nella vita, secondo il suo punto di vista.

"Se vuoi piacere a Lily, James, devi trovare una via di mezzo tra quello che vuole lei e quello che vuoi tu." Si intromise Hermione in modo pratico, rivolta a James. Non era sicura che fosse il momento giusto per parlarne, ma visto che erano entrati nell'argomento... Voleva seriamente aiutarlo, ma certamente gli sbuffi in sottofondo di Sirius non aiutavano. Sapeva che l'astio tra i due era reciproco, ma di certo nessuno dei due sapeva che un giorno, nemmeno troppo lontano, qull'astio si sarebbe decisamente volatilizzato.

"Io...Ecco...Riguardo a questo, non avrei dovuto origliare la vostra conversazione però alla fine ascoltare il suo sfogo mi ha fatto aprire gli occhi su tanti errori che ho compiuto in questi anni nei suoi confronti, soprattutto sul lato sentimentale, diciamo. Ho cambiato tante di quelle ragazze per farla ingelosire e indispettire e ammetto anche per vendicarmi dei suoi rifiuti che adesso, a ripensare come mi sono comportato con tutte quelle ragazze che ho solamente usato, potrei insultarmi da solo. Ho capito solamente adesso di aver agito nel modo più sbagliato e stupido di questo mondo e vorrei rimediare, anche perché non ne vado nemmeno fiero. Sono consapevole di aver ferito molte ragazze per puro egoismo mio personale. e questo non mi fa onore" Confessò scuro in viso, sentendo i sensi di colpa risalirgli lungo lo stomaco. In quegli anni era stato veramente troppo immaturo sotto alcuni aspetti e non poteva meravigliarsi e compatirsi se adesso Lily aveva una visione totalmente negativa di lui. Inoltre non era veramente giusto che altre persone ci avessero rimesso per il suo egoismo e desiderio di vendicarsi dei molti rifiuti ricevuti e meritati.

"Se Lily vi avesse scoperti penso proprio che non sarebbe andata a finire per niente bene, sei stato un incosciente. Ma se è servito ad aprirti gli occhi in fin dei conti hai corso un rischio giustificato. Il fatto che tu abbia capito i tuoi sbagli è già un grosso passo avanti e io, per rassicurarti, ci tengo a dirti che lei non ti odia. E non odia nemmeno te Sirius. Molto semplicemente non le piacciono alcuni vostri comportamenti e per questo è sempre pronta al peggio e non intende abbassare l'ascia da guerra. Purtroppo l'influenza negativa di Piton, più tutto quello che comunque gli avete combinato in questi anni, quando erano migliori amici, non ha di certo aiutato. Ma puoi sempre rimediare, dimostrandole che sei maturato. Questo però significa che se davvero ci tieni a metterti in buona luce davanti ai suoi occhi, devi realmente mostrare alcuni cambiamenti, sotto alcuni aspetti." Gli rispose tranquilla, notando però Sirius irrigidirsi sul posto, improvvisamente scuro in volto.

"Mio fratello non può cambiare per la Evans! Se non sa apprezzarlo in tutte le sue sfaccettature, andando oltre al nostro spirito da malandrini la colpa è solamente sua.Quel viscido di Piton è sempre stato invidioso di noi e ha sempre cercato di metterci più persone possibili contro e la Evans, ci è cascata in pieno. Noi non abbiamo mai preso di mira degli innocenti. Ci siamo sempre impegnata a farla pagare a chi si approfittava e si approfitta dei più deboli e tra questi, c'è sempre stato anche Piton. Poco importa se quando gli facevamo i nostri scherzi aveva appena fatto qualcosa di sbagliato oppure no. Già solamente il fatto che esiste è sbagliato," Si infervorò Sirius, mostrando tutta la sua avversione per la piega che stava prendendo il discorso.

"Ma il punto è proprio questo, Sirius. Lily non ha mai avuto modo di conoscere James per la persona che è veramente perché fin'ora lui le ha mostrato solamente l'aspetto malandrino, dandole l'immagine di essere solamente un ragazzino immaturo e dispettoso. Non ha mai avuto modo di conoscere il lato sensibile di James, ciò che va oltre l'apparenza e il suo spirito ribelle. Ed è proprio questo che James deve fare...Deve dimostrarle che in lui c'è molto di più, che lui non è solamente un ragazzino immaturo che si diverte a fare scherzi e dispetti. Ci vorrà pazienza, ma Lily alla fine lo capirà ed imparerà ad apprezzarvi, superando i pregiudizi suoi e quelli che le ha inculcato in testa Piton. Però dovete riconoscere che a volte avete esagerato per il puro gusto di farlo.Nemmeno a me piace Piton, ma a volte l'arma migliore è l'indifferenza" Spiegò pazientemente la riccia, ridando una speranza a James e lasciando Sirius in silenzio. Non era molto convinto che l'arma migliore fosse l'indifferenza, visto che affatturarlo e tormentarlo gli dava molta più soddisfazione ma forse, se si fosse applicato per ragionare in modo brillante come la riccia, le avrebbe potuto dare ragione. Ma al momento preferiva continuare a vederla sotto il suo punto di vista.

"Quindi mi stai dicendo che Lily non mi sopporta perché di me le ho sempre e solamente fatto vedere il mio aspetto ribelle e sfrontato e mai quello sensibile?" Chiese il moro titubante. Possibile che si racchiudesse tutto in un concetto così semplice? possibile che Hermione, in poche settimane, fosse riuscita a sciogliere un enigma che lui si portava dietro da anni? davvero la risposta era così semplice e lui così stupido da non esserci mai arrivato prima?

"Beh in parte si...Poi logicamente anche alcuni tuoi comportamenti decisamente esagerati non hanno aiutato, ma il suo astio è dovuto principalmente a quello che ti ho appena detto. Se modificherai alcuni tuoi comportamenti e le dimostrerai che non sei solamente Potter combina guai, le cose non potranno che migliorare." Aggiunse dolcemente.

"Tu...Mi aiuterai?" Le chiese James timoroso, con gli occhi che brillavano di una nuova speranza. Hermione gli rivolse un piccolo sorriso, annuendo affettuosamente.

"Fantastico, scenetta molto commovente! Adesso possiamo tornare al piano originale?" Sputò Sirius acidamente, distogliendo lo sguardo dalla riccia e il suo migliore amico, sentendo una spiacevole fitta allo stomaco. Quel discorso non gli era piaciuto, per niente. Forse Hermione aveva ragione, ma non accettava che James fosse disposto addirittura a cambiare senza pensarci due volte, per compiacere la Evans. A lui i cambiamenti non piacevano e non erano mai piaciuti, perché portavano sempre guai. E se James fosse cambiato...Aveva paura che il loro rapporto non sarebbe più stato lo stesso e il solo pensiero lo terrorizzava. James era il suo migliore amico, suo fratello e non voleva rischiare di perderlo, di restare indietro per cedere il suo posto alla Evans. Anche solamente pensarci gli faceva contorcere le budella.

"Cosa ti succede Sir'?" Gli chiese James sorpreso, accorgendosi del suo tono di voce carico d'astio.

"Nulla, ramoso. Proprio nulla. Possiamo pensare al piano o hai intenzione di continuare a parlare della Evans ancora a lungo?" Aggiunse scorbutico, non intenzionato a parlare delle sue paure pubblicamente. Un po' per orgoglio, un po' perché arrabbiato e un po' perché non voleva sembrare una femminuccia di fronte al suo migliore amico e soprattutto di fronte ad Hermione.

"Non prendermi in giro, Sir'! Cosa c'è che non va?" Insistette James, scendendo dal banco per mettersi di fronte all'amico. Quest'ultimo sbuffò, spostando lo sguardo su di lui. Sentiva le parole spingere sulla punta della lingua, desiderose di uscire.

"Me lo chiedi pure ramoso? Mi sembra evidente." Lo apostrofò Sirius, sempre più aspro. Se proprio voleva la verità, anche se c'era Hermione presente, lo avrebbe accontentato.

"Ragazzi calmatevi, per favore." Intervenne la riccia, inutilmente, in quanto fu bellamente ignorata da entrambi.

"No che non lo è! Cosa ti è preso all'improvviso? E' Lily il problema?" Gli chiese James incredulo. Sapeva che al suo migliore amico Lily non piaceva, e aveva le sue buone ragioni, ma niente di irrisolvibile alla fine. Sapeva quanto lui ci tenesse e adesso che forse aveva uno straccio di possibilità di dare una svolta al loro rapporto, lui reagiva in quel modo.

"Non ci arrivi proprio ramoso? Quella non farà altro che farti soffrire e nel caso non ti facesse soffrire e aprisse gli occhi, ti chiederebbe di scegliere tra lei e noi malandrini...Tra lei e me. Ho già perso un fratello James, non voglio perdere anche te, non per una donna. Tu sei mio fratello, noi siamo la tua famiglia. Ce lo siamo giurati fin dal primo anno. Hermione ha ragione, per piacerle devi cambiare e i cambiamenti non portano mai belle conseguenze eppure, per te non sembra un problema arrivare addirittura a cambiare te stesso per compiacere i suoi capricci." Sbottò tutto insieme, lasciando l'amico di stucco.

"E' questo il tuo problema Sirius? Credi davvero che vi volterei le spalle? Credi davvero che volterei le spalle a te, che sei mio fratello, il mio migliore amico, una delle persone più importanti della mia vita? Se le cose tra me e Lily un giorno dovessero funzionare non le permetterei mai di chiedermi di scegliere tra lei e voi. Tutto questo è assurdo ed impensabile. Siamo partiti tutti quanti con il piede sbagliato Sir', ma possiamo sempre risolvere. Non ci credo che tu pensi realmente che io potrei voltarti le spalle se qualcuno me lo chiedesse. Inoltre non ho intenzione di cambiare me stesso, ma solamente alcuni comportamenti esagerati e ormai troppo immaturi. Con questo non sto dicendo che smetterò di fare scherzi insieme a te e agli altri o che non farò più battute stupide o che improvvisamente diventerò un bravo ed innocuo studente che rispetta le stupide regole del regolamento scolastico perché questo, sarebbe impossibile oltre a non essere ciò che voglio. Ma ci sono dei piccoli cambiamenti che posso tranquillamente fare senza che influiscano in modo significativo sul James che sono sempre stato e che sempre sarò." Gli rispose duramente, sentendo una fitta di delusione all'altezza del petto. Poteva in parte comprendere le paure di Sirius...Ma dall'altra parte lo deludeva il fatto che lui gli desse così poca fiducia.

"Adesso dici così ma se poi tu e lei iniziaste veramente ad uscire insieme come fai ad essere certo che non proverebbe a cambiarti radicalmente? Mi fido di te, ma non di lei, che ti piaccia oppure no e questo lo sai. Ho sentito dire che le persone per amore a volte sono disposte a tutto. E io ho paura che lei possa prendere il mio posto, che tu mi metta in secondo piano per accontentarla" Ammise Sirius, chinando lo sguardo sotto il peso dello sguardo deluso che vide apparire sul volto dei suo migliore amico. Forse aveva esagerato e forse, era stato lui quella volta a ferirlo, sputandogli letteralmente in faccia quanta poca fiducia avesse di lui in quel caso. Si sentiva patetico, anche perché stava facendo quella scenetta ridicola davanti ad Hermione e lui odiava mostrare il suo lato debole, ma quelli erano i suoi sentimenti, le sue più grandi paure. Non voleva perdere James, non voleva dividerlo con la Evans. Non voleva accettare che lui fosse disposto a sacrificare il loro tempo insieme per una donna perché sapeva come funzionavano i fidanzamenti, lo vedeva con Frank. Ogni minuto libero lo sfruttava per stare con Alice e di fatti lo vedevano quasi solo ed esclusivamente la sera in dormitorio. Era uno dei principali motivi per il quale non si era mai aggiunto ai malandrini. Se non fosse stato per Alice forse i malandrini invece che quattro sarebbero stati cinque. Ormai non potevano dirlo, ma indubbiamente Frank stando con Alice era cambiato molto negli anni, era evidente ed innegabile. E lui non voleva che questo accadesse anche con James. Egoisticamente sperava che la Evans continuasse a rifiutarlo, almeno finché fossero stati ad Hogwarts. Ma quel desiderio, al tempo stesso, lo faceva sentire un vero e proprio schifo. Era un pessimo amico, nel vero senso della parola. Forse non meritava nemmeno di essere un malandrino, considerando che preferiva il suo egoismo alla felicità di suo fratello. 

"Ti stai facendo troppi film mentali Sirius, considerando che per ora Lily mi evita come se fossi la peste. In ogni caso mi ferisce sapere che sotto questo punto di vista nutri così poca fiducia nei miei confronti. Se pensi realmente che sarei disposto a cambiare fino al punto da metterti in secondo piano ti sbagli alla grande. Sareste entrambi importanti allo stesso modo, ma con ruoli differenti. Tu per me sei un fratello e nel mio modo di vedere il mondo, un fratello non è secondo a nessuno, nemmeno a Lily. Amare una persona ed essere disposti a dei cambiamenti per renderla felice non è un crimine, ma non ti sto parlando di cambiamenti drastici. La mia vita un po' cambierebbe, ma non cambierebbe il nostro rapporto Sir'. Ti fai troppi problemi. So quali sono le tue paure, ma devi fidarti di me e devi anche accettare il fatto che stiamo crescendo. Il prossimo anno diventeremo maggiorenni e presto, dovremo affrontare il mondo e quello che c'è là fuori. Le nostre vite cambieranno e dovremo accettare i cambiamenti ma una cosa te la posso assicurare. Da parte mia non cambierà mai l'affetto che provo per voi malandrini, soprattutto l'affetto che provo per te, che sei per l'appunto mio fratello e con questo voglio dirti che se tra me e Lily le cose andranno a buon fine, io voglio che il nostro rapporto prosegua anche fuori da Hogwarts, perché per me lei è la donna che vorrei avere al mio fianco per il resto della mia vita e sinceramente vorrei che tu, che sei il mio migliore amico e mio fratello, mi appoggiassi in questa mia scelta e mi dessi il tuo supporto, piuttosto che pensare che arriverei al punto di voltarti le spalle per lei. Se tu domani mi dicessi che ti sei innamorato e che vuoi fare sul serio con una ragazza, io ti appoggerei e sarei felice per te. Le cose da dire sarebbero tante, ma adesso non c'è tempo e sinceramente spero che le più importanti tu le abbia capite." Il discorso accalorato e anche estremamente serio e maturo di James fece piombare il silenzio nella stanza. Il suo tono di voce era stato tagliente, intriso anche di una punta di amarezza che non era sfuggita né a Sirius né tanto meno a Hermione. Quest'ultima però si sentì improvvisamente a disagio, fuori luogo in quella conversazione così intima. Ma soprattutto, si sentì anche in colpa perché tra tutto quello di cui avrebbero potuto parlare, considerando anche il motivo per il quale si erano incontrati, aveva ben pensato di tirare in ballo proprio il discorso Lily, mettendo in difficoltà i due amici ma anche sé stessa e quello, non era per niente il momento ideale. Ma prima che la situazione precipitasse, doveva farli tornare sui loro passi.

"Senti Sir', ne riparleremo con calma. Adesso pensiamo a portare a termine questo piano per toglierci dai piedi una volta per tutte quella piaga di Piton. Se si dimenticherà una volta per tutte del segreto di Remus, potremo finalmente stare molto più tranquilli. Non mi va di litigare con te, oltre tutto se non ce n'è bisogno." Sospirò James, dopo alcuni minuti di silenzio durante i quali Sirius aveva incassato le sue parole senza il coraggio di ribattere. Le parola di suo fratello lo avevano trafitto come lame taglienti, perché sapeva quanto avesse ragione. Ancora una volta si era sentito sbattere in faccia, anche se indirettamente, quanto lui fosse ancora immaturo. James stava crescendo e involontariamente stava già cambiando, trasformandosi in un uomo. Lui invece, si ostinava a voler restare il ragazzino che ormai iniziava a non essere più, cercando di rimandare il più a lungo possibile la vita da adulto che lo aspettava. Crescere lo spaventava, perché il futuro era un grosso punto interrogativo e personalmente, sarebbe voluto restare per sempre adolescente, frequentare per sempre Hogwarts, che era stata la sua prima vera casa, e condividere la camera di James a casa dei Potter. Ma dentro di sè sapeva che ciò era impossibile e di fatti, ne era spaventato a morte.

"Ragazzi...Mi dispiace, non volevo arrivare a farvi litigare. Non era il momento giusto per parlarne, visto che siamo tutti quanti anche piuttosto nervosi ed agitati. Sono davvero mortificata e vi supplico di non litigare per causa mia, perché il vostro è un rapporto unico e sono certa che niente e nessuno potrà mai intaccarlo. Prendiamo un bel respiro e calmiamoci tutti quanti." Mormorò la riccia, cercando di risanare il danno ormai fatto.

"Non è colpa tua Herm'...Sono io ad avere esagerato. Chiudiamo questo argomento e torniamo al piano. Il tempo passa e noi non possiamo lasciarcelo sfuggire. Dobbiamo risolvere questo problema una volta per tutte." Borbottò improvvisamente Sirius, continuando ad evitare lo sguardo di James che per tutto il tempo lo aveva seguito nella speranza di capire cosa frullasse nella sua testa. In quel momento si sentiva veramente impotente perché odiava litigare con Sirius, soprattutto perché sapeva com'era fatto e sapeva che si sarebbe chiuso in sé stesso tenendo le sue paure per sé, piuttosto che parlarne e risolvere tranquillamente il giorno seguente. Dopo la delusione iniziale aveva capito le più grandi paure del suo migliore amico e aveva captato i suoi sensi di colpa. Era sicuro che in quel momento si sentisse un pessimo amico e una pessima persona in generale, cosa che non era per niente vera. Ma purtroppo non potevano perdere ulteriore tempo. Anche se non gli piaceva nemmeno pensarlo, Sirius avrebbe dovuto aspettare. Prima dovevano portare a termine il piano e non era nemmeno giusto che Hermione, che si era proposta di rischiare così tanto per loro, finisse in mezzo a simili discussioni e oltretutto si sentisse pure in colpa.

"Tranquilla Herm', è tutto apposto. Io e Sirius non abbiamo litigato, ne riparleremo con calma quando ci sarà occasione. Non hai motivo di sentirti in colpa. Per noi stai già facendo fin troppo e a proposito di questo...Sicura di volerlo ancora fare? Mi sembra giusto chiedertelo." Intervenne James seriamente, guardando Hermione negli occhi.

"Non mi tirerò indietro. Ho dato la mia parola e sono pronta. Tutto andrà secondo i piani e potremo finalmente tirare un sospiro di sollievo. Questa situazione non aiuta di certo a mantenere gli animi tranquilli." Gli rispose convinta, spostando lo sguardo dall'uno all'altro.

"Sei un angelo caduto dal cielo, seriamente. Hai un vero spirito malandrino, sappilo." Le disse Sirius furbamente, facendola arrossire. Si era calmato dopo lo sfogo improvviso ma il senso di colpa ancora non se ne era andato. Si sentiva veramente un pessimo amico e il ricordo dello sguardo deluso di James gli faceva accartocciare lo stomaco dolorosamente. Voleva togliersi Piton di torno in modo da potersi prendere del tempo per pensare e per capire come chiedere scusa a suo fratello. Sapeva che non era arrabbiato e che aveva capito le sue paure, ma era consapevole di averlo ferito, di aver esagerato e di essersi comportato lui da bambino capriccioso. James non era di sua proprietà e aveva ragione...Troppo presto sarebbero diventati adulti e le loro vite sarebbero cambiate. Lui e James non avrebbero più potuto passare ventiquattrore su ventiquattro insieme e vivere a spese dei signori Potter, pur quanto lo considerassero un vero e proprio figlio e lui dei veri e propri genitori. Una volta fuori da Hogwarts avrebbero dovuto trovarsi un lavoro, diventare adulti, affrontare i problemi che incombevano sul mondo magico e forse al tempo stesso costruirsi una famiglia. Il solo pensiero lo terrorizzava, ma quel momento sarebbe arrivato e volente o nolente doveva accettarlo.

"Non dovete ringraziarmi ragazzi, so quello che faccio e sono sempre più convinta che andrà tutto per il meglio. Adesso dobbiamo solamente mettere a punto come trovarlo e come agire. Prima risolviamo e meglio è. Io alle ragazze ho detto che sarei dovuta andare da Silente ma per risultare credibile non posso rientrare eccessivamente tardi. Con un po' di fortuna quando torneremo saranno già addormentate ma non voglio destare sospetti." Spiegò la riccia leggermente nervosa, ripensando alle amiche. 

"Beh su questo noi siamo tranquilli. Peter e Remus dormiranno come angioletti fino a domani mattina mentre Frank, è abituato alle nostre uscite notturne." Sogghignò James, facendo insospettire la riccia.

"Come mai siete così tranquilli? E cosa significa che dormiranno come angioletti fino a domani mattina?" Chiese apra, spostando sospettosa lo sguardo dall'uno all'altro.

"Diciamo che mentre tu oggi sicuramente ti sei dedicata con anima e corpo al ripasso, cosa per la quale ti siamo estremamente grati, noi potremmo esserci intrufolati nell'ufficio di Lumacorno per sgraffignare un po' di pozione soporifera." Le spiegò Sirius divertito, osservando la sua espressione improvvisamente sconvolta.

"COSA? Li avete drogati? Per tutti i folletti, è illegale somministrare a degli studenti pozioni non sottoscritte per scopo medico da un medimago o dall'infermiera scolastica. Potrebbero esserci degli effetti collaterali. Sono i vostri migliori amici." Squittì scandalizzata, portandosi una mano alla bocca. James e Sirius si scambiarono per la prima volta uno sguardo veloce e perplesso.

"Non esageriamo, non li abbiamo drogati. Dormiranno solamente qualche ora in più a loro insaputa e noi avremo modo di agire indisturbati senza far insospettire e preoccupare nessuno. A Remus non potevamo spiegare il nostro piano per ovvie ragioni e Peter, se l'avesse saputo avrebbe voluto partecipare ma sinceramente, non ci sarebbe stato di grande aiuto e non per cattiveria ma l'abbiamo dovuto lasciar fuori. Non avremmo potuto dirglielo apertamente perché si sarebbe sentito escluso, ci avrebbe messo il muso e fatti sentire in colpa e avrebbe iniziato con le sue solite paranoie.L'abbiamo quindi fatto per una giusta causa." Si difese James.

"Questa scena è  decisamente comica, sapete. Davvero Herm' ti preoccupi per un po' di pozione soporifera considerando quello che stiamo per fare? Dai, staranno benone. Otto gocce a testa...Forse a Peter ne ho messo per sbaglio nove...Oh insomma, domattina si sveglieranno felici, contenti e riposati come dei fiorellini e l'importante è questo. Noi dobbiamo solamente risolvere questo piccolo problemuccio e poi sarà tutto risolto una volta per tutte." Aggiunse Sirius sereno, lasciando Hermione sempre più dubbiosa. Avrebbe voluto fare altre mille domande ma non c'era veramente tempo. Voleva fidarsi di quei due disgraziati e sperare che non avessero avvelenato gli amici. Ma poi, pensando alle parole di Sirius, si sentì incredibilmente stupida perché il ragazzo non aveva poi tutti i torti. La pozione soporifera era decisamente più innocua rispetto ad un incantesimo di memoria. Sospirò sconfitta, lanciando un'occhiata significativa ai compagni.

"E va bene, lasciamo perdere questo argomento che è meglio. Non mi avete ancora detto come faremo a trovarlo." Ovviamente sapeva come avrebbero fatto, ma voleva gustarsi la scena al cento per cento. I due ragazzi si guardarono nuovamente, questa volta un po' più a lungo, anche se alla fine fu Sirius a distogliere lo sguardo per primo.

"Ecco la fatidica domanda, quella che ti porterà a scoprire il nostro più grande segreto, una nostra creazione. Un vero e proprio gioiellino che insieme al mantello dell'invisibilità ci rende invincibili. Stai per scoprire il successo di noi malandrini. Ce l'hai Sir'?" Iniziò a parlare James tutto fiero, rivolgendosi poi all'amico che annuì indicando la tasca del mantello.

"Ecco qua che felpato e ramoso, mancano gli altri due, sono fieri di mostrarti la mappa del malandrino." Spiegò Sirius, estraendo dalla tasca una pergamena ripiegata con cura. Hermione sentì un altro brivido scenderle lungo la spina dorsale, ricordando tutte le volte che aveva visto quella mappa in mano ad Harry nel futuro. Un'altra piacevole sensazione di calore familiare le riscaldò lo stomaco. Lontani ma incredibilmente vicini...Ecco come li sentiva.

"La mappa del malandrino?" Chiese, osservando falsamente sorpresa la mappa ripiegata. Cavolo, com'era difficile fingere così tanto.

"Ben detto! È una nostra creazione, una mappa dell'intero castello che come particolarità...Preparati...mostra tutte le persone presenti nel castello e cosa stanno facendo e dove si trovano nel preciso istante in cui guardi la mappa." Finì di spiegarle James fiero, con gli occhi scintillanti di una luce malandrina. La riccia li fissò ugualmente affascinata. Poteva sembrare una sciocchezza, ma in realtà creare una mappa del genere doveva avergli portato via molto tempo e anche molto ingegno. Erano stati bravissimi, considerando che la mappa non aveva mai smesso di funzionare nemmeno a distanza di vent'anni. 

"L'avete creata voi? Wow...siete stati bravissimi! Come avete fatto?" Gli chiese ammirata, sperando di ricevere delle risposte. Conoscere l'oggetto ma non la storia che lo precedeva, non le era mai piaciuto. Come per il mantello, aveva sempre il costante bisogno di ricevere delle risposte e delle informazioni.

"L'idea principale è venuta a me e a Sirius, ma per la realizzazione dobbiamo ringraziare Remus che ha trovato tutti gli incantesimi giusti per farla funzionare. E' lui il genio del gruppo. Io, Sirius e Peter ci siamo limitati ad aiutarlo a mettere a punto il disegno della pianta e a dare tutte le varie idee creative. Ma per il grosso dobbiamo ringraziare Il caro vecchio Lunastorta. In ogni caso non potremmo essere più fieri di così della nostra creazione. E' il nostro gioiellino." Spiegò James con occhi scintillanti di orgoglio.

"E' veramente fantastica...Mi state quindi dicendo che grazie a questa mappa riusciremo a trovare Piton senza alcuna difficoltà?" Lo sapeva benissimo, ma era estremamente affascinante farselo spiegare da loro.

"Esattamente! Adesso ti mostreremo come. Questa è stata idea nostra." Aggiunse Sirius, prima di pronunciare "Giuro solennemente di non avere buone intenzioni." La mappa iniziò a prendere forma, mentre linee e cunicoli si disegnavano per magia sulla pergamena aperta sopra il banco dove fino a poco prima erano seduti i due ragazzi. "Se non pronunciamo questa frase la mappa non sembrerà altro che una pergamena bianca. E' una specie di parola d'ordine e quando abbiamo finito di consultarla basta dire fatto il misfatto. In questo modo la mappa tornerà a sembrare una pergamena e non c'è il rischio che qualcuno al di fuori di noi la legga."

"Guarda, questi siamo noi tre." Le indicò James, quando la mappa fu completa. La riccia sorrise, ancora ammirata,osservando i tre cartellini riportanti i loro nomi e per un momento, ripensò a quando quei tre cartellini riportavano il suo nome e quelli di Harry e Ron.

"Fantastico! E quello è Silente, nel suo ufficio, che fa su e giù." Mormorò sbalordita, indicando l'ufficio del preside.

"Ben detto, lo fa spesso. E questo...Eccolo qua, è il caro vecchio Mocciosus. Sta perlustrando il quinto piano, da solo. L'altro prefetto è al secondo." Sogghignò Sirius, mostrando alla riccia e a James il cartellino del Serpeverde camminare lentamente qualche piano superiore per ogni tanto fermarsi a controllare le aule.

"Bene, noi ci troviamo al terzo, quindi per ora possiamo stare tranquilli. Ma non possiamo restare qua a lungo, perché Diggory sta salendo e noi dobbiamo aprire la porta. Possiamo stare tranquilli e nasconderci sotto il mantello, ma dobbiamo anche tenere d'occhio la mappa. Sono le undici, tra circa mezzora la ronda finirà, a meno che Piton e Diggory non vogliano appartarsi da qualche parte, ma ne dubito. Sarebbe piuttosto disgustoso dover aspettare che finiscano di fare le loro porcherie." mormorò James, facendo fare una smorfia di disgusto a Sirius e una scandalizzata alla riccia. O cielo, ci mancava che iniziassero a parlare di certe cose...Anche se infine sarebbe stato meglio che vederli litigare.

"Uhm bene...Secondo me è meglio aspettare la fine della ronda, quando Piton tornerà verso i sotterranei da solo." Mormorò la riccia, cambiando discorso per sicurezza. 

"Ottima idea. Io allora propongo di avvicinarci. Nel frattempo potremmo fargli qualche scherzo per mettergli paura. Se siamo invisibili, può pensare che sia stato Pix." Propose Sirius con un ghigno malandrino dipinto sul volto.

"Scordatevelo! Non c'è tempo per gli scherzi questa notte. Facciamo quello che dobbiamo fare, assicuriamoci che tutto vada bene e poi torniamo di filato in dormitorio." Sibilò Hermione, scoccando a Sirius un'occhiata di fuoco.

"Sblocca la porta Herm', Diggory sta arrivando. Presto, sotto il mantello." Sibilò James, mentre la riccia si affrettava a sbloccare la serratura. Pochi minuti dopo essersi nascosti in silenzio sotto il mantello, la porta si aprì e il viso in penombra della Diggory fece capolino nella stanza. Dopo aver scrutato ogni angolo per alcuni secondi, soffermandosi un po' di più nel punto dove erano nascosti loro tre, si richiuse la porta alle spalle per proseguire la perlustrazione, facendo tirare un sospiro di sollievo alla riccia.

"Sirius ti si vede un pezzetto di scarpa. Tra poco ci scopre! Per fortuna deve aver creduto che fosse un'ombra." Sibilò James a bassa voce, per essere certo che se ne fosse andata.

"Non l'ho fatto apposta, e in ogni caso se ne sta andando. Cosa facciamo?" Sibilò Sirius in risposta.

"Tenete controllata la mappa. Quando sarà abbastanza lontana usciremo di qua e andremo in contro a Piton. Avete controllato anche Gazza?" Si intromise la riccia, temendo che iniziassero nuovamente a battibeccare.

"Gazza è fortunatamente nel suo ufficio. Piton è al quarto piano adesso." Le rispose James, mostrandole la mappa.

"Non potevamo nasconderci nella stanza delle necessità, nel nostro studio?" Borbottò Sirius, facendo sussultare la riccia. 

"Troppo lontana dai sotterranei Sir'. Qua siamo a una via di mezzo. Poi ti spiegheremo cos'è Herm'. Non la conosce quasi nessuno, ma in pratica è una stanza nascosta che si trova al settimo piano e che appare solamente a chi ha bisogno di qualcosa nel momento esatto in cui passa davanti al punto in cui si trova. Io e Sirius l'abbiamo trovata per caso al terzo anno. Stavamo scappando da un serpeverde del settimo anno al quale avevamo fatto esplodere un calamaio in faccia mentre baciava la sua brutta fidanzata e diciamo che non la presa molto bene. Per evitare che ci uccidesse, iniziammo a correre fino ad arrivare al settimo piano, dove abbiamo trovato uno sgabuzzino in cui nasconderci. Ma quando siamo usciti ci siamo resi conto che quello sgabuzzino non c'era mai stato. Da lì abbiamo iniziato ad indagare e abbiamo scoperto l'esistenza della stanza delle necessità." Le spiegò brevemente James, lasciandola a bocca aperta. Quella storia le ricordava molto quella raccontata da Fred e George. Ma quello che più l'aveva colpita...Realmente avevano anche uno studio tutto loro? Quanti segreti nascondevano?

"Pss, guardate! Diggory e Piton si sono appena incontrati al primo piano. Credo stiano per salutarsi." Mormorò Sirius frettolosamente, indicando la mappa. 

"Accidenti! Ma hanno volato? Presto, dobbiamo correre." Sibilò James, rivolto ai due, mentre Hermione sentiva il cuore schizzarle in gola. C'erano, mancava incredibilmente poco.

"E il mantello?" Chiese Sirius.

"Togliamocelo, quello ci rallenterebbe troppo! Tanto se hanno finito la ronda non corriamo rischi. Voi controllate solamente che Gazza resti nel suo ufficio. E controllate anche Pix." Si affrettò a rispondere la riccia, correndo in direzione della porta seguita a ruota dai due ragazzi.

"Gazza è nel suo ufficio e Pix si sta divertendo sulla torre di astronomia. Sembra che Piton e Diggory stiano parlando amabilmente." Sibilò Sirius, osservando la mappa mentre continuavano a correre.

"Stanno facendo rapporto, questo significa che guadagniamo circa cinque minuti buoni, se riempiranno anche il modulo da consegnare firmato. Siamo in tempo." Mormorò James continuando a correre. Fortunatamente erano abbastanza vicini, mancavano due rampe di scale e due corridoi e sarebbero arrivati. Hermione era già quasi senza fiato e personalmente, quello le serviva se voleva evocare un incantesimo potente come quello che era intenzionata a fare.

"Rallentate, sento le loro voci. Presto, prendi di nuovo il mantello Sir'." Mormorò James, smettendo di correre. Lui, rispetto a Hermione e Sirius, grazie agli allenamenti di quidditch, non aveva quasi per niente il fiatone. Sirius invece si teneva un fianco, sbuffando di tanto in tanto e la riccia cercava di riprendere fiato, dilatando dolorosamente i polmoni in fiamme. Cielo, forse avrebbe dovuto iniziare a fare attività fisica.

"Bene Piton, per me abbiamo finito. Ti auguro una buona serata." lo voce tranquilla del prefetto di Tassorosso raggiunse i tre ragazzi, mettendoli sugli attenti.

"Ricambio." La voce gelida di Piton li raggiunse a sua volta, facendo accelerare il battito cardiaco alla riccia. Cielo...Mancava così poco.

"Controlla la mappa Sir'. Sei pronta Herm'?" Mormorò James, guardando i due ragazzi. Entrambi annuirono. Nell'aria aleggiava molta più serietà rispetto a prima e in silenzio, di nuovo sotto il mantello, iniziarono a seguire Piton a distanza, evitando di fare anche il minimo rumore. Il serpeverde, silenzioso come un rettile, con il mantello nero che frusciava ad ogni passo, camminava a passo svelto verso i sotterranei con i tre ragazzi alle calcagna. 

"tra quanto agiamo?" Mormorò Sirius pianissimo.

"Quando saremo di fronte all'aula di pozioni. Io lo schianto e insieme lo trasciniamo nell'aula. Herm' farà l'incantesimo, poi lo riporteremo nel corridoio e lo faremo svegliare." Si organizzò velocemente James, facendo annuire gli amici. Il freddo pungente che aleggiava nei sotterranei, rendendoli umidi e tetri, li fece rabbrividire non appena iniziarono a scendere le scale. Con un brivido, alla riccia venne pensato che quel freddo gelido ricordava tanto quello emanato dai dissennatori. Era così tetro da metterle i brividi. Non vedeva l'ora che tutto fosse finito e l'unica cosa a tranquillizzarla era la presenza di James e Sirius.

"Eccoci...Alcuni passi e sono pronto." Mormorò James, prendendo la bacchetta dalla tasca del mantello.

"Non sbagliare mira ramoso." Gli strizzò l'occhio Sirius.

"Io non sbaglio mai felpato...STUPEFICIUM!" Gridò James, dopo un ultimo occhiolino rivolto all'amico. Successe tutto nell'arco di pochi secondi, senza che Piton avesse nemmeno il tempo di voltarsi. La potenza dell'incantesimo lo colpì nella schiena, facendolo volare alcuni metri più avanti dove con un tonfo, cadde a terra svenuto.

"Cielo, era necessario fare un incantesimo così forte?" Sibilò la riccia, preoccupata. Ci mancava solamente che subisse dei danni alla testa ancor prima che lei facesse l'incantesimo.

"Diciamo che avevo qualcosa di cui vendicarmi. Mi sono già trattenuto abbastanza, credimi. Coraggio Sir', aiutami a trascinarlo nell'aula di pozioni." Commentò James senza tante cerimonie mentre la riccia, per niente convinta, andava ad aprire la porta dell'aula.

"Cielo, che schifo. Ricordami di disinfettarmi le mani una volta finito. Toccarlo è la cosa più disgustosa che io abbia mai fatto in vita mia." Borbottò Sirius schifato, afferrando il serpeverde per le gambe senza tante cerimonie mentre James non si preoccupava minimamente della testa che strusciava sul pavimento ad ogni passo.

"Per Godric, pesa quanto un sacco di patate." Bofonchiò Sirius una volta dentro la stanza, lasciandogli cadere le gambe senza tante cerimonie.

"Ci credo, è svenuto. Fate attenzione alla testa." mormorò la riccia, avvicinandosi al corpo esanime del serpeverde. Sirius gli tirò alcuni calcetti per assicurarsi che fosse svenuto, sotto lo sguardo di disapprovazione della ragazza.

"Era proprio necessario?" lo rimbeccò con un'occhiataccia.

"Picchiargli la testa nel muro mi sembrava esagerato, pur quanto non mi dispiacerebbe affatto farlo." Sogghignò il malandrino, facendole alzare gli occhi al soffitto. Non c'era proprio speranza.

"Coraggio ragazzi...Non perdiamo altro tempo. Sei pronta Herm'?" Intervenne James, teso. Hermione sentì il cuore pompare più sangue mentre la mano gelida strinse convulsamente la bacchetta. Eccolo il momento tanto atteso e al tempo stesso temuto, ma doveva farlo.

"Sono pronta ragazzi...Al tuo tre James."Mormorò Hermione, rivolgendosi al moro, che annuì. Aspettare ancora sarebbe stato totalmente inutile. Voleva agire una volta per tutte.

"Uno...Due...Tre." La riccia si concentrò sulla magia che sentiva pulsare attraverso le sue vene fin nella mano che stringeva la bacchetta ed estraniandosi da tutto ciò che la circondava, si concentrò solo ed esclusivamente su Piton ancora afflosciato a terra, pensando nitidamente a ciò che voleva che si dimenticasse. Doveva dimenticarsi del segreto di Remus...Non avrebbe mai più dovuto associare il ragazzo al lupo mannaro nel quale si trasformava ad ogni luna piena. Doveva dimenticare ciò che Sirius gli aveva fatto scoprire una volta per tutte per non avere più niente a disposizione per ricattarli.

"OBLIVION" L'incantesimo le uscì dalle labbra nitido e sicuro. Il braccio le tremò, pervaso dalla potente scarica di magia che si riversò nella baccatta dalla quale, fuoriuscì una potente scia blu che avvolse il corpo di Piton, trasformandosi poco dopo in una nebbiolina luminosa che sempre più andò ad intensificarsi finché, dopo un ultimo bagliore di luce accecante, scomparve completamente.

"Per Godric...E' stato incredibile. Ha funzionato?" Domandò Sirius a bocca aperta rivolgendosi alla riccia. Quest'ultima, sfinita dalla potenza dell'incantesimo e dalla tensione accumulata, cercò una sedia sulla quale sedersi per riprendere un po' fiato. 

"Sì, ha funzionato...Il libro sul quale ho ripassato ha spiegato l'incantesimo fase per fase ed è successo tutto quello che riportava. Deve aver funzionato sicuramente." Esalò stancamente, prendendo una boccata di ossigeno per tranquillizzarsi.

"Sei stata incredibile Herm'! Ti senti bene? Se vuoi posso farti apparire un po' d'acqua. L'incantesimo è stato potentissimo, sembri esausta." Si preoccupò James in modo premuroso, che fece sorridere la riccia dolcemente. Il suo lato sensibile le ricordava ancora di più il suo dolce Harry dal cuore d'oro. Ecco in parte da chi aveva preso. Era un mix perfetto tra James e Lily e più li imparava a conoscere, più ritrovava in Harry le qualità dell'uno e dell'altro.

"Sto bene ragazzi, ho solamente bisogno di riposarmi ma prima, dobbiamo finire di occuparci di Piton. portiamolo fuori e risvegliamolo, dobbiamo fargli credere che sia stato Pix a fargli uno scherzo o qualcosa del genere. E' bene che non abbia vuoti di memoria." Mormorò, alzandosi in piedi velocemente anche se prontamente, fu affiancata da Sirius.

"Ci pensiamo noi, tu hai già fatto fin troppo." La fermò immediatamente il ragazzo, sbarrandole la strada.

"Sir' ha ragione. Stai buona che qua finiamo noi." Aggiunse James, avvicinandosi al corpo esanime di Severus con una smorfia.

"Ragazzi sto bene! Sono solamente un po' stanca, non moribonda." protestò la riccia, cercando di aggirare Sirius per rendersi ancora utile. Apprezzava la loro premura, ma non voleva fare la parte della donzella in difficoltà per così poco.

"Questo lo sappiamo, ma lasciaci l'onore di maltrattarlo un'ultima volta prima che si svegli. Ce lo meritiamo. Posso prenderlo a sberle?" Chiese Sirius speranzoso, ricevendo un'occhiataccia severa da parte di Hermione.

"No non puoi Sirius. Muoviamoci e torniamo in dormitorio, voglio chiudere questa faccenda una volta per tutte." Sospirò la ragazza, passandosi una mano sugli occhi stanchi. Non aveva mai desiderato così tanto dormire e in quel momento, il suo desiderio più grande, era quello di raggiungere il suo caldo e morbido letto a baldacchino per riposarsi e recuperare un po' di energie. Tra poche ore si sarebbe dovuta comunque svegliare per andare realmente da Silente e di certo, non poteva presentarsi come uno zombie.

"Peccato, sarà per la prossima volta." Borbottò Sirius imbronciato, riuscendo a strappare alla riccia un sorrisetto divertito. I due ragazzi riuscirono nuovamente a trasportare il corpo fuori dalla stanza senza tante cerimonie e facendolo sicuramente apposta, Sirius fece in modo che Piton sbattesse la testa contro il gambo di un banco, facendo alzare gli occhi al cielo alla riccia.

"presto, sotto il mantello. Dobbiamo sbrigarci." Mormorò Hermione, mentre James si affrettò a recuperarlo, nascondendo sé stesso e gli amici sotto quest'ultimo.

"Fate silenzio assoluto, adesso lo sveglio. Aspettiamo che si riprenda e poi andiamocene, perché odio questo posto." Bisbigliò James, mentre gli amici concordarono con lui. Pochi secondi dopo, eseguì l'incantesimo e quasi immediatamente, Piton iniziò ad aprire gli occhi, ancora disteso a terra.

"Ma cosa diavolo..." Mormorò con voce roca, tirandosi su a sedere faticosamente, scrutando nell'ombra con gli occhi neri come la pece. I tre ragazzi si guardarono in silenzio, ben attenti a non far rumore nemmeno respirando. Si erano ritratti in fretta, ma non volevano di certo correre rischi.

"Piton che diavolo ci fai steso per terra?" Un'improvvisa voce maschile li fece sobbalzare e sgranare gli occhi, portandoli a guardarsi tra di loro con espressioni spavntate.

"Nott? Cosa ci fai nei corridoi a quest'ora?" Chiese Piton asciutto, provando ad alzarsi a fatica. Nott gli porse la mano, afferrandolo per un braccio per aiutarlo a rimettersi in piedi.

"Hai per caso intenzione di punirmi?" Gli chiese sogghignando "Ho un incontro di piacere con la Diggory, mi aspetta nel bagno dei prefetti. Non so se ci siamo capiti." Spiegò con un sorrisetto malizioso, che fece spalancare ancora di più gli occhi ai tre grifondoro.

"Fai quello che ti pare, ma stai attento a Gazza. Io vado a letto." Grugnì Piton scuotendo la testa, mentre il compagno annuiva compiaciuto.

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"Cielo, che essere viscido e disgustoso." Mormorò Hermione, afflosciandosi su una poltrona davanti alla brace morente del camino. Finalmente erano tornati in sala comune, a quell'ora deserta. L'orologio segnava l'una di notte. Il cammino di ritorno fortunatamente era stato tranquillo e quasi silenzioso. Tutti e tre troppo esausti per aver voglia di chiacchierare.

"Hai capito tu la Diggory..." Borbottò a sua volta Sirius, ancora sconvolto da quella scoperta.

"Tresca tra quei due a parte...Vi rendete conto che ci è andata bene per alcuni minuti? Potevamo imbatterci in Nott. Avremmo dovuto obliviare pure lui." Mormorò James stancamente, sedendosi sul divano accanto a Sirius.

"Non ci voglio più pensare ragazzi...L'incantesimo sembra aver funzionato alla perfezione. Piton è vivo e vegeto e al massimo si sveglierà con un po' di mal di testa. Niente che non possa risolvere con una pozione antidolorifica." Mormorò la riccia, sentendo gli occhi farsi pesanti.

"Tu ti senti bene Herm'? Sei stata grandiosa, sappilo. Non potremmo esserti più grati di così. Hai fatto veramente fin troppo per noi e il rischio che hai corso per salvarci le chiappe...Beh, grazie davvero di tutto." Le disse Sirius impacciato, gongolando da un piede all'altro. La riccia gli rivolse un sorriso affettuoso.

"Sto bene, non preoccupatevi per me. Era la cosa più giusta che potessi fare. Un abbraccio di gruppo per la riuscita del piano prima di andare a letto?" Propose con un sorriso caloroso.

"Vada per l'abbraccio di gruppo." Annuì James, aiutandola ad alzarsi.

Si strinsero in un abbraccio caldo per quello che parve un tempo interminabile e Hermione, dopo tanto tempo, si sentì veramente felice. Felice come non lo era da troppo tempo, da quando aveva saluto per l'ultima volta Harry e Ron. Così felice da sentirsi a casa e da desiderare che quell'abbraccio forte e caloroso non finisse più.

"A Hermione e alla sua genialità." Disse James all'improvviso.

"A Hermione, alla riuscita del piano, e ad altre mille avventure come queste." Si unì Sirius, facendola arrossire.

"A noi, ragazzi." Mormorò la riccia. Era certa che da quella sera in poi, il loro rapporto sarebbe cambiato per sempre, ovviamente in meglio.

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Quando finalmente toccò il suo caldo e morbido letto, dopo essersi cambiata velocemente, prima di cadere tra le braccia di Morfeo con il sorriso sulle labbra, mormorò...

"Buona notte Harry, buona notte Ron. Un giorno ci rivedremo." Dopo quella frase mormorata, si voltò di lato e si addormentò profondamente.

-Ragazzi sono tornataaaaa! Anche se in ritardo... BUON ANNO NUOVO! Come spiegato nell'avviso precedente purtroppo il capitolo vero e proprio mi si era per errore completamente cancellato cosa che mi ha costretta a ripartire da zero. Ma finalmente ce l'ho fatta a tornare 😁! Il capitolo è lunghissimo e spero di cuore che vi piaccia. Vi ringrazio tantissimo per le stelline e i commenti adorabili che mi lasciate, perché ogni volta mi rendete felicissima. Tengo tantissimo a questa storia e ci metto anima e corpo per scrivere dei capitoli soddisfacenti. Ma soprattutto, ci tengo veramente tanto a rendere felici e soddisfatti voi, cercando di migliorarmi giorno dopo giorno ❤. Detto questo, spero che vi sia tutto chiaro. Il cervello di Piton non è stato fritto e io vi lascio alle quasi 1000 parole 😎. Buona lettura e un bacione grandissimo a tutti quanti. Se qualcosa non vi fosse chiaro, fate pure domande ❤-

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