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Capitolo 55

"Evans, dai Evans fermati!" piagnucolò James, continuando a inseguire una Lily più infuriata che mai. Se la ragazza aveva sperato in una serata piacevole e rilassante beh, si era decisamente illusa. Tra Piton e i suoi discorsi strampalati e Potter che continuava a perseguitarla, stava decisamente per dare di matto e colui che a breve ci avrebbe rimesso la pelle o per lo meno qualche arto, sarebbe stato proprio il malandrino in questione che, nonostante lei gli avesse espressamente detto di girarle alla larga, si ostinava a perseguitarla.

Ormai erano dieci minuti abbondanti che cercava di sfuggirgli ma lui, non aveva voluto sentir ragione, continuando a seguirla senza permetterle di averla vinta e nonostante fosse quasi sul punto delle lacrime a causa dello stress, da una parte, anche se in minima parte, ammirava il suo coraggio e la sua tenacia nel non voler mai demordere ma dall'altra parte, l'avrebbe tanto voluto schiantare e nascondere in uno sgabuzzino per mettere fine a quel supplizio.

"Cosa vuoi Potter?" Gli chiese infine, esausta, fermandosi di botto. Si trovavano ancora alla festa, ma era stanca e voleva andarsene. Non aveva più voglia di ascoltare i discorsi di Lumacorno, di condividere il suo stesso spazio vitale con Potter, di sentire lo sguardo pungente di Severus puntato sulla schiena e di sentire i bisbigli degli altri studenti sul suo conto e su ciò che avevano visto a inizio serata. Sapeva che quello sarebbe stato un pettegolezzo bello ghiotto per la scolaresca e tutto ciò, non aiutava i suoi poveri nervi. Voleva semplicemente andare a letto e dimenticare quella serata da incubo. Hermione sembrava felice insieme a Black, pur quanto le sembrasse assurdo e di conseguenza non si sentiva poi così tanto in colpa a lasciarla nelle sue mani per poter tornare nella sua amata sala comune e poi in dormitorio, anche se non aveva la ben che minima voglia di sorbirsi le domande delle amiche.

Sospirò affranta, lanciando un'occhiataccia obliqua a Potter. Ormai era vicina alla porta dell'ufficio, le bastava fare ancora alcuni passi, abbassare la maniglia e uscire finalmente da quell'inferno per mettere fine a quella serata orribile. Il professore tanto era impegnato altrove, quindi non se ne sarebbe accorto mentre Hermione, come già aveva dedotto, era in compagnia di Black ed era felice ed era certa che se la sarebbe cavata alla grande. Ma il problema era Potter, sempre e comunque quel dannato ragazzo dai capelli neri sparati ovunque e gli occhi di un caldo color nocciola, che la trafiggevano da parte a parte, che non aveva la ben che minima intenzione di demordere e lasciarla andare e purtroppo, non poteva nemmeno accusarlo di averle rovinato la serata perché in fin dei conti, se ne era stato decisamente tranquillo, se non considerava il fatto che si era voluto calare nei panni del principe azzurro senza che lei glielo avesse chiesto.

"Finalmente ti sei decisa a rispondermi." James si fermò a una decina di passi da lei, rivolgendole un mezzo sorriso, ma la rossa sbuffò irritata, guardandolo adesso accigliata.

"Ti ripeto, cosa vuoi Potter?" Mormorò a denti stretti, sentendo la pazienza scarseggiare. Voleva solamente abbandonare quell'ufficio e tornarsene a letto senza voltarsi indietro. Si era pentita amaramente di aver partecipato, per non parlare del fatto che in quello stupido abito di Alice si sentiva terribilmente a disagio. Non le piaceva indossare abiti frivoli, non che Alice fosse una ragazza frivola, ma in quanto al gusto nel vestirsi, era lontana anni luce da lei ed era per quello che aveva cercato di opporsi fino all'ultimo minuto e tutto l'insieme, non faceva altro che aumentare il suo disagio.

"Sapere come stai e dove stai andando." Le chiese serio, facendola sbuffare nuovamente.

"Non ti riguarda, smettila di seguirmi ovunque." Gli rispose acida, forse fin troppa acida a tal punto che per un momento, si sentì quasi in colpa.

"Non ti lascerò andare via così, da sola. Perché sei così testarda? Volendo potremmo un po' parlare... Sai, potrebbe farti sentire meglio." Le disse James con un sospiro pesante, avvicinandosi di qualche passo. La rossa gli rivolse uno sguardo indecifrabile, come se avesse appena ascoltato le parole di un pazzo.

Potter le aveva veramente fatto quel discorso oppure il suo cervello stava perdendo i colpi? Dallo sguardo serio del ragazzo capì però che non si era sognata proprio un bel niente. Faceva sul serio...Ma lei, non era assolutamente in grado di affrontare una cosa del genere, soprattutto se con Potter. Per quella sera ne aveva decisamente abbastanza.

"Prima cosa, non ho bisogno della balia. Chi vuoi che mi prenda per i corridoi di Hogwarts? Seconda cosa... Non ho assolutamente voglia di parlare, anche perché non ho niente da dire." Borbottò a disagio, spostando il peso del corpo da un piede all'altro. Non parlava mai così tanto con Potter, se poteva evitarlo ma quella sera, si stava decisamente superando e stava provando una sensazione strana, a lei estranea. Solitamente lo insultava perché si comportava da idiota, non sprecava con lui il suo tempo per fare discorsi seri, anche perché non era certa che fosse in grado di farne.

"Perché per una volta, invece di fare sempre di testa tua, non mi dai ascolto e metti da parte l'orgoglio? Sai anche tu che non tutte le persone di questo castello sono affidabili...E per il resto, non sai affatto mentire. Te lo leggo negli occhi che hai bisogno di sfogarti ma ovviamente, non lo farai, non con me per lo meno." Le rispose a denti stretti e un tono di voce amaro che le fece distogliere lo sguardo. "Non tutte le persone di questo castello sono affidabili..." Come dargli torto, si trovò a pensare mesta la ragazza. A quanto pareva, uno fra i tanti, era anche il suo ex migliore amico. Colui per il quale aveva dato tutto e lottato tanto, colui che alla fine l'aveva pugnalata nel peggiore dei modi.

"Lo so Potter. Ma so difendermi e..." Iniziò però a ribattere imperterrita, non riuscendo a mettere da parte l'orgoglio ma James, la interruppe quasi subito.

"Evans, per Godric, so benissimo che sai difenderti alla grande... Ma girare di notte da sola per i corridoi di Hogwarts non è sicuro. Se trovi cattive compagnie in gruppo in giro per i corridoi, potrebbero farti del male. te contro magari tre o quattro persone giocherebbe decisamente a tuo svantaggio, pur quanto brava tu possa essere, e so che lo sei. Mettiti in testa che le punizioni e togliere punti non sono la soluzione a ogni problema. A certe persone non gliene può fregar di meno di certe stupidaggini." Le disse duramente, fissandola da dietro gli occhiali con sguardo penetrante, facendola sentire una bambina capricciosa. Colpita e affondata. Purtroppo si trovava costretta a dover dare nuovamente ragione a Potter e la cosa, non le piaceva affatto.

"E allora cosa dovrei fare, di grazia! Sono stanca, arrabbiata e stufa di stare a questa festa, che si è rivelata uno schifo. Non voglio fingere di divertirmi quando in realtà preferirei di gran lunga leggere un bel libro davanti al camino." Sbottò a quel punto esasperata, sfogandosi all'improvviso e facendogli improvvisamente corrucciare le sopracciglia. Forse nessuno dei due si era aspettato quella reazione ma James, in cuor suo, apprezzò.

"Bene, ti accompagno, bastava dirlo." Le rispose il ragazzo con un mezzo sorriso. Lily però sgranò gli occhi, guardandolo stupita.

"Cosa? No! Tu resti qua Potter, non ci faremo vedere mentre andiamo anche via insieme e poi...Non voglio compagnia. Ormai fai parte del Lumaclub, goditi la festa e non pensare a me." Era sorpresa, a disagio, ma da una parte gli era anche grata e non ne capiva il perché.

"Ma pure io sono stanco e voglio andarmene a letto. Non ho motivo e voglia di restare qua. Andiamo Evans, mica ti mangio." Le sorrise divertito, osservando compiaciuto le sue guance assumere un colorito più roseo.

"E lasci solo Balck? Non girate sempre in coppia?" Cercò disperatamente di trovare qualche altra scusa da rifilargli, ma Potter sogghignò.

"Sirius è in compagnia di Hermione e torneranno in sala comune sicuramente insieme. Quindi in questo caso credo che sopravviverà anche senza la mia magnifica presenza. E in ogni caso ricordati ciò che ti ho detto...Non ti lascerò andare da sola in giro per i corridoi del castello in piena notte." Lily roteò gli occhi, sbuffando. Cielo, che narcisista...Com'era possibile che una sola persona fosse così vanitosa, testarda e sicura di sé allo stesso tempo? E inoltre, erano appena le undici.

"Sei...O non so nemmeno quale insulto rivolgerti Potter. Andiamo, ma non rompermi le scatole e cerca di stare zitto." Sbuffò scocciata, guardandosi intorno guardinga. Sperò vivamente che nessuno li vedesse uscire insieme perché sinceramente, non era certa che avrebbe sopportato anche insinuazioni poco caste sul loro conto. Solo il pensiero la faceva vergognare terribilmente. Ma James le sorrise vittorioso, affrettandosi a seguirla mentre lei apriva la porta e la richiudeva quasi subito nel disperato tentativo di sbattergliela in faccia.

"Non camminarmi così vicino." Sbuffò Lily dopo poco, vedendo Potter camminarle a fianco. fin troppo vicino per i suoi gusti. Le loro mani quasi si sfioravano, nuovamente, e il calore emanato dal corpo di James era quasi palpabile da quella distanza. Il ragazzo però roteò gli occhi, lanciandole un'occhiataccia.

"Ma perché devi essere sempre così scontrosa con me?" Le chiese crucciato e quella, era una domanda seria. Riconosceva di aver commesso molti errori con lei e soprattutto, sapeva che ce l'aveva ancora con lui per l'evento di mocciosus... Strinse le labbra con disgusto solo a pensarlo, ma doveva anche capire che non era colpa sua se quell'insulso invertebrato si era comportato in modo così vile e disgustoso nei suoi confronti.Prima, alla festa, avevano iniziato a parlare, prima che Lumacorno li interrompesse e la ragazza qualcosa gli aveva accennato però, quella non era una scusante per il suo comportamento sempre così aggressivo. In fin dei conti, al momento non stava facendo niente di male anzi, cercava in ogni modo di essere gentile e premuroso nei suoi confronti, cercando di dimostrarle che a lei ci teneva seriamente quindi non capiva perché doveva fare così. Lily si sentì nuovamente a disagio, sbuffando sonoramente.

"Perché sei tu, Potter." Tagliò corto, facendolo irritare maggiormente. Quando si comportava in quel modo, sembrava veramente una bambina di cinque anni.

"E questa dovrebbe essere una risposta?"La rimbeccò piccato, scrutando il suo profilo illuminato dalla luce della luna. Tra quindici giorni ci sarebbe stata la luna piena e di conseguenza la trasformazione di Remus. In quelle notti il suo pensiero andava anche e soprattutto a Lily. Se quella testona si fosse resa conto di qualcosa e magari fosse stata di ronda, sicuramente avrebbe fatto qualche sciocchezza, come per esempio voler capire cosa stesse succedendo esponendosi e mettendo in serio pericolo la sua vita. Ovviamente nelle notti di luna piena sperava caldamente che non fosse il turno di ronda dei grifondoro, uno perché trovare una giustificazione sarebbe stato difficile e due, perché per l'appunto non voleva lasciarla sola appena finita la ronda, con il rischio che non tornasse in dormitorio o che sentisse qualcosa. Il povero Remus non era in grado di controllarsi e riconoscere le persone in simili circostanze e se si fosse trovato faccia a faccia con lei... L'avrebbe potuta uccidere o peggio ancora, infettare con la sua stessa maledizione. Al solo pensiero tremava e il peggio, era che Piton sapeva tutto. Strinse i denti, cercando di non pensare anche a quel problema.

"Sì Potter." Sbuffò lei.

"No Evans." La rimbeccò lui.

"Ma perché sei così fastidioso?" Gli rispose frustrata, sbuffando pesantemente. Erano finalmente vicini alla sala comune, in quel modo si sarebbe potuta liberare di lì a breve di lui ma ovviamente, quell'idiota, le si parò davanti facendola strillare ed arretrare.

"Ma sei forse pazzo oltre ad essere terribilmente stupido?" Gli gridò contro con il cuore in gola, scrutandolo furiosa. Cielo, che nervi che le faceva venire. Diversi quadri, di fronte a quel baccano, brontolarono irritati.

"Ma perché non possiamo semplicemente parlare? Per Godric Evans, voglio solamente parlarti, mica mangiarti. Perché devi essere sempre così prevenuta, a prescindere, nei miei confronti? Non è giusto." Sbottò frustrato, osservandola esasperato. Davvero, possibile che dovesse essere sempre così testarda ed orgogliosa? Non poteva semplicemente passare un po' di tempo con lui, tranquillamente, senza fare la pazza squinternata insultandolo senza motivo? Ma cosa doveva fare con lei? La ragazza sbuffò, spostando poi lo sguardo dal suo volto. Gli spezzoni della conversazione con Piton di poco prima le tornarono in mente, così come le sue parole...Tra loro due gli argomenti di principale portata erano sempre stati i malandrini e in particolar modo Potter. Potter e le sue manie, Potter e la sua stupidaggine, Potter e la sua arroganza, Potter...Potter...Potter. Sempre ed esclusivamente lui. Nel tempo aveva così imparato ad insultarlo e a non sopportarlo che ormai le veniva quasi naturale essere scorbutica, acida o pungente con lui. Non era certa di riuscire a comportarsi diversamente nei suoi confronti... Ma senza capirne a fondo il perché, un po' si sentiva in colpa perché in quel momento Potter non stava facendo niente di male, le sembrava insolitamente serio, come se davvero si stesse preoccupando per lei e volesse parlarle senza fare l'idiota.

"Senti, siamo vicini alla sala comune... Perché non entriamo e parliamo un po'? Per favore, non mi sembra di chiederti il mondo. Un po' del tuo tempo, prima di andare a letto." La supplicò, passandosi una mano tra i capelli fino a scompigliarli ancora di più. La rossa sospirò, indecisa sul da farsi. Fuori nel corridoio faceva decisamente freddo e quello stupido vestito che le aveva dato Alice, si trovò nuovamente a pensare, non la copriva di certo abbastanza e non voleva di certo ammalarsi restandosene impalata in mezzo al corridoio. Se proprio doveva, alla fine, scambiare qualche parola in più con Potter per quella sera non l'avrebbe uccisa. Al massimo avrebbe pensato a come disintossicarsi l'indomani se l'esperienza si fosse rivelata più traumatica del previsto...ma comunque, solamente perché stava per acconsentire, ciò non avrebbe cambiato assolutamente niente. Dargli una piccolissima possibilità di parlare, non significava niente di niente.

"E va bene Potter, ma non farci l'abitudine." Sospirò infine, dirigendosi verso il ritratto della signora grassa ormai a pochi metri da loro.James, quasi non credendo alle sue orecchie, sorrise esultante, con il cuore che gli scoppiava di gioia, seguendola a pochi passi da lei come per timore che potesse scomparire da un momento all'altro. Per molti sarebbe potuta sembrare una scemenza, ma per lui significava davvero tanto. In una sola sera era riuscito a tenerla per mano e anche a convincerla a parlargli come due persone civili, cosa mai accaduta prima d'allora. E ciò era incoraggiante perché se proprio non avesse voluto, avrebbe già trovato il modo per liberarsi di lui in qualche modo... Magari schiantandolo o ferendolo fisicamente in qualche altro modo mentre invece, seppur scocciata e a disagio, era rimasta, decidendo di dargli una possibilità.

"Civetta." Il buco del ritratto dietro la signora grassa si aprì, cogliendo James impreparato, che stava ancora pensando a Lily e alla varie teorie che si era creato nella sua mente contorta. Adesso che finalmente a breve ci avrebbe parlato, si sentiva leggermente in ansia. Cosa le avrebbe detto per iniziare la conversazione? Non voleva fare brutta figura, facendole credere che fosse un emerito imbecille come già, purtroppo, pensava. Lily nel frattempo si strofinò le braccia con vigore, sentendosi immediatamente più a suo agio. La sala comune era vuota, calda e accogliente e la brace del camino illuminava la stanza e al tempo stesso la riscaldava.

"Potevi dirmi che avevi freddo, ti avrei prestato la mia giacca." James si sentì un emerito idiota, per l'appunto, sentendosi ancora più stupido dopo aver pronunciato quella frase ad alta voce. Cielo, Lily indossava un abito leggerissimo, ci avrebbe dovuto pensare subito che avrebbe potuto provare freddo e da bravo gentiluomo, le avrebbe dovuto dare la sua giacca a prescindere. Invece non l'aveva fatto. La rossa lo guardò sorpresa, scuotendo poi le spalle.

"Non sarebbe stato necessario, non è poi così freddo." Mormorò a disagio, andandosi a sedere sul divano più vicino al camino. Aveva detto una bugia, ma non voleva assolutamente ammettere che in realtà si, era quasi congelata... Ma al tempo stesso non voleva nemmeno ringraziare ulteriormente Potter, anche se si era dimostrato... Carino? Il ragazzo preferì non contraddirla, sapendo che era già sospeso sul filo di un rasoio.Una parola sbagliata e la Evans l'avrebbe letteralmente mandato all'inferno. Decise quindi di sedersi vicino a lei, anche se non troppo attaccato, in modo da lasciarle il suo spazio per non metterla ulteriormente a disagio, in quanto le sembrava una statua di gesso. Cielo, tra loro due non c'era mai stata tutta quella confidenza e adesso, gli sembrava quasi un sogno. Se ci fosse stato Sirius, gli avrebbe chiesto di dargli un pizzicotto per constatare se fosse un sogno o la realtà.

"Ti va di parlare un po'? Puoi chiedermi tutto quello che vuoi... Sai, per dimostrarti che non ho solamente aspetti negativi." Cercò di iniziare il discorso, passandosi nuovamente una mano tra i capelli per l'emozione. Lily però emise una specie di grugnito, guardandolo accigliata. Che situazione bizzarra... Inoltre cosa poteva mai chiedere a Potter? Una lampadina però le illuminò il cervello, facendole uscire la domanda di bocca quasi senza pensarci.

"Cosa significano i vostri soprannomi?" Gli chiese a bruciapelo, studiando ogni sua minima reazione. James si irrigidì, colto evidentemente alla sprovvista, per poi stringere la mascella. Maledetto Piton, era certo che dietro ci fosse il suo zampino... Avrebbe pagato sacchi d'oro per scoprire cosa diavolo le aveva detto a quella stupida festa, anche se era certo che in qualche modo avesse provato a raggirarla per metterla ulteriormente contro di loro, contro di lui. Quel maledetto idiota sapeva la verità, e in parte era colpa sua e di Sirius, ma lui non faceva altro che sfruttare la situazione a suo favore. Se avesse svelato la verità a qualcuno, lo avrebbe ucciso, ma per Remus sarebbe stata la fine, l'avrebbe rovinato. Ma Remus a parte... Non capiva che mettendo la pulce nell'orecchio a Lily, la metteva in grave pericolo? Se avesse iniziato a sospettare qualcosa, sarebbe voluta andare fino in fondo e prima o poi l'avrebbe scoperto. Tremò nuovamente al solo pensiero... Per lui l'incolumità di quella ragazza tanto bella quanto testarda, valeva più di tutto l'oro del mondo e per questo odiava ancora di più Piton. Quello stupido idiota, per cercare di fare un torto a loro, ignorava totalmente tutti gli altri pericoli che avrebbe potuto provocare e non riusciva a tollerare che per tutti quegli anni Lily gli fosse stata amica... Lui non la meritava, per niente.

"I nostri soprannomi?" Le chiese infine, cercando di rilassarsi per risultare tranquillo e a suo agio, inarcando anche le sopracciglia. Ingollò il groppo amaro e iniziò a inscenare la solita recita, sperando di risultare credibile.

"Si Potter, i vostri soprannomi. Sono decisamente bizzarri... Soprattutto Lunastorta. Da dove derivano?" Le chiese sospettosa, continuando a scrutarlo torva. Le sembrava di vederlo in difficoltà e la cosa non le piaceva. James la scrutò in silenzio per alcuni istanti, cercando di ragionare velocemente per trovare una bugia particolarmente convincente. La Evans era molto intelligente e attenta ai dettagli, non poteva fare passi falsi con lei. E soprattutto, pensò con un moto di rabbia e odio, ci aveva indovinato. Piton le aveva detto sicuramente qualcosa.

"Sono davvero delle sciocchezze, con tutto quello che potresti chiedermi..." Le rispose, facendole assottigliare lo sguardo.

"Mi hai chiesto di parlare, no? Bene, eccoci qua. Voglio partire da questo... O è forse un segreto?" Gli chiese spinosa. Perfetto, pensò James.

"No, certo che no. Ma sono davvero delle sciocchezze, soprannomi inventati da ragazzini." Borbottò, sapendo di aver già perso in partenza. Lily non avrebbe demorso nemmeno se l'avesse pregata e pagata, ne era certo.

"E allora perché ci giri tanto intorno? Potter, non ho tempo da perdere, sei tu che mi hai detto..." Iniziò a dire spazientita, ma James la fermò.

"Codaliscia è Peter. Gli abbiamo dato quel soprannome perché adora mangiare ed è pigrissimo. Se potesse, dormirebbe e mangerebbe a giornate. Insomma, ci fa pensare a una vita da topo...Mangiano, dormono e non hanno preoccupazioni. Non sarebbe fantastica una vita così?. Lo so che è stupido, ma te l'ho detto... Sono soprannomi che ci siamo dati da ragazzini. Codaliscia in sé ci è venuto spontaneo, proprio perché ci ha fatto pensare ad un topo." Lily inarcò un sopracciglio, scettica. Se quella era la verità... Beh si, era decisamente stupido.

"Felpato è Sirius. Ci abbiamo pensato parecchio al suo soprannome, ma infine l'abbiamo soprannominato così perché la sua risata assomiglia a un latrato, per questo spesso gli do del cane per prenderlo in giro, e quando agisce alla spalle riesce quasi sempre a prendere alla sprovvista perché ha un passo diciamo...Felpato." Lily inarcò anche l'altro sopracciglio, soppesando le sue parole. A lei Black sembrava una specie di troll molto, molto rumoroso e soprattutto fastidioso ma se Potter diceva che era silenzioso... Che prove aveva lei per contraddirlo?

"Lunastorta invece è Remus, per l'appunto. Diciamo che abbiamo preso spunto dal vostro ehm...Problema mensile femminile. Ha un carattere così vulnerabile che non potevamo trovargli soprannome migliore. A volte sembra una mamma premurosa, altre invece sembra una donna isterica in quel periodo del mese. Senza offesa ovviamente, sia chiaro... Non volevo insinuare niente nei tuoi confronti." Quella fu una spiegazione abbastanza stupida ed improvvisata, ma la faccia sbigottita della Evans non aveva prezzo. Aveva davvero uno sguardo indecifrabile... Tra lo sconcertato, la sorpresa e forse anche imbarazzo misto ad offesa. Davvero il soprannome che più le suscitava curiosità e dubbi aveva origini così stupide e osava dire... Imbarazzante per Remus?

"Ti prego non fare quella faccia, io ti avevo avvertita..." Balbettò in imbarazzo, continuando a guardare la faccia sconvolta della rossa davanti a sé. Non aveva il coraggio di dirglielo, perché non voleva farle credere che la stesse prendendo in giro, ma quella sera era davvero fantastica.Lo era sempre, ma quella sera sembrava una vera e propria dea, ma cercò di trattenersi perché non voleva allontanarla, non ora che le sembrava concentrata ed interessata alle sue parole.

"Sicuro Potter? Voglio dire, tutto qua? Ma poi aspetta... E il tuo soprannome? Comunque si... Sono davvero assurdi." Lily era sempre più stupita e a quel punto doveva ammetterlo, curiosa. Possibile che non ci fosse niente di losco dietro? Magari quella era davvero la verità e Piton ne aveva tirata fuori un'altra delle sue per cercare di continuare la battaglia contro Potter. Ma in ogni caso, non le aveva ancora detto del suo soprannome e restò ancora più sorpresa nel vederlo arrossire.

"Beh si, te l'ho detto...Non per forza tutto ciò che ci diciamo o facciamo noi malandrini, deve essere qualcosa di letale o illegale.Mentre per il mio soprannome...Sfiora davvero il ridicolo, non è che possiamo evitare, mh?" Borbottò in imbarazzo. Se solo avesse desistito, per una volta... Sapeva da cosa prendere spunto per darle una spiegazione sensata, ma si vergognava terribilmente ma ovviamente, era una battaglia persa. La Evans sarebbe arrivata fino in fondo a tutti i costi.

"Oh non se ne parla proprio Potter, adesso tu sputi il rospo." Sogghignò, compiaciuta nel vedere Potter imbarazzato. Chissà cosa nascondeva dietro quel soprannome così insolito. Davvero,non aveva mai sentito soprannomi tanto assurdi, dovevano davvero averci pensato a lungo. Ecco cosa facevano al posto di studiare, pensò sarcasticamente nel mentre che aspettava una risposta. James sbuffò sonoramente, prima di guardarla sconfitto. Se voleva passare un po' di tempo con lei, doveva assecondarla, anche se gli dispiaceva mentirle. Ma gli aveva chiesto proprio un argomento spinoso, il più spinoso di tutti, del quale non poteva assolutamente rivelarle la verità... Per l'incolumità di troppe persone, inclusa la sua.

"E va bene... Diciamo che quando avevo circa nove o dieci anni, insomma prima di ricevere la lettere per Hogwarts, mi invaghii di una bambina della mia età e possiamo dire che quella fu la mia prima ragazzina, mh? Solo che un bel giorno si mise di mezzo un altro stupido bambinetto, che la faceva ridere e divertire perché sapeva fare alcuni trucchi di magia con le carte babbane e insomma... Lei piantò me per quel mostriciattolo! Ti rendi conto, Evans? E pensare che aveva un vero e proprio mago come fidanzatino. Ma insomma... Quando l'ho raccontato a Sirius, quel brutto cagnaccio, ha riso fino alle lacrime e da lì in poi ha iniziato a chiamarmi ramoso, paragonandomi a un cervo, perché secondo lui ero stato cornificato. Ma ti rendi conto? Ero solamente un bambino... Bell'amico, si." Borbottò oltraggiato. Quella storia comunque era vera, era successa davvero. Il soprannome non derivava da quello ma comunque le battute da parte di Sirius non erano mancate. Quell'infame di un cagnaccio pulcioso. Chissà cosa stava combinando al lumaclub. Un po' lo invidiava, perché gli sarebbe piaciuto dare un po' fastidio a Mocciousus...Ma poi ci ripensò, perché era con Lily, finalmente. E niente al momento poteva essere migliore e più importante. E quando quest'ultima scoppiò a ridere di gusto, non riuscì a non sorridere a sua volta. Seppur lo stesse decisamente prendendo in giro, era bello vederla ridere per merito suo, per una volta, piuttosto che vederla furiosa e infuriata come un avvincino.

"Oddio Potter, questa me la segnerò! Per una volta, riconosco l'ingegnosità di Black." Commentò Lily tra una risata e l'altra, riscaldata dalla brace del camino e dalla smorfia divertita del giovane seduto accanto a lei.

"Attenta a quello che gli dici, potresti notevolmente aumentare il suo già smisurato ego." Sogghignò James, facendola improvvisamente impallidire. Era piacevole stare in compagnia della Evans, vederla ridere e scherzare. Era bella lei, non era soltanto il prefetto Evans, studiosa, diligente e rispettosa delle regole. Doveva soltanto lasciarsi andare e sentirsi a suo agio e doveva capire, che con lui poteva fare tutto ciò. Con lui poteva lasciarsi andare, poteva essere sé stessa, anche quando faceva la studiosa acida, o quando aveva voglia di ridere fino alle lacrime. Per lui era sempre bellissima, lo sarebbe sempre stata e poteva essere semplicemente Lily, in tutte le sue sfaccettature, perché le sarebbe sempre rimasto accanto. Avrebbe tanto voluto che questo lo capisse anche lei...Il prima possibile.

"Per Godric, credo che a quel punto lo avvelenerei." Sussurrò agghiacciata, ma al tempo stesso allettata. Poi gli avrebbe dato l'antidoto, volendo...Ma giusto per provare, magari un veleno sperimentale, perché no. Ma Potter spense ogni sua fantasia scuotendo il capo con un sorrisino.

"Non è tremendo come credi. E' esuberante, ma è un amico leale e sincero, come lo sono io." Le spiegò pazientemente, senza voler risultare pesante o sulla difensiva nei confronti del suo migliore amico. Lily però lo guardò improvvisamente torva, per niente convinta da quelle parole. Per lei Black era insopportabile, come Potter del resto, anche se in quel momento si stava rivelando... Carino? Fece una smorfia, come turbata da quei pensieri positivi nei suoi confronti. Non poteva essere...Se si comportava stranamente bene, doveva esserci qualcosa sotto. Forse, doveva farsi perdonare qualcosa di grosso e cercava di addolcirla. Strinse gli occhi a fessura, sulla difensiva. Mai fidarsi di Potter, mai.

"E' adorabile infatti, proprio un cucciolo da sbaciucchiare e coccolare." Gli rispose sarcastica, spostandosi una ciocca vermiglia dietro l'orecchio. James l'osservò con un lieve sospiro, consapevole che l'ascia di guerra era ancora ben lontano il giorno in cui sarebbe stata sepolta.

"Posso chiamarti Lily?" Le chiese a bruciapelo, facendole sgranare gli occhi per la sorpresa. Entrambi sentirono il cuore aumentare di qualche battito. Per James pronunciare il suo nome ad alta voce, davanti a lei, guardandola negli occhi, fu una specie di sogno. Per Lily invece, fu una strana novità... Nemmeno poi così sgradevole. Il suo nome, pronunciato dalle labbra di Potter, non le era sembrato poi così sgraziato come aveva sempre immaginato...Non le dispiacque, dovette con sua sorpresa ammettere. Ma a lui cosa doveva rispondere? Non gli stava dando fin troppa confidenza, in una sola sera oltretutto?

"Lo hai appena fatto..."Gli rispose a disagio, deglutendo. Lo osservò negli occhi, vedendo le sue sopracciglia aggrottarsi per poi guardarla dubbioso e indeciso.

"Si, ma non mi hai detto se posso farlo sempre. Insomma, che male c'è?"Le chiese ancora accigliato. "Tu puoi chiamarmi James, ne sarei felice." Aggiunse, studiando le sue reazioni. Lily tentennò a disagio, non sapendo come comportarsi e cosa rispondergli. Non era certa di volerlo insomma... Quello era Potter, l'insopportabile e presuntuoso Potter. Solo perché quella sera stava facendo il carino e si stava comportando insolitamente bene, ciò non significava che da un giorno all'altro lei fosse disposta a dargli tutte quelle confidenze.

"Potter è...Troppo confidenziale, non sono sicura che sia il caso."Borbottò arrossendo, distogliendo lo sguardo per non vedere la delusione attraversare il suo sguardo.

"Mi spieghi perché ti ostini così tanto a non volermi dare la possibilità di mostrarmi per chi sono davvero? Sei rimasta attaccata alla visione del James Potter undicenne. Ma sono cambiato, continuo a fare scherzi e a fare lo stupido, è vero. Ma non sono cattivo... Da come mi dipingi, sembra che io sia un mostro."Sospirò, guardandola finalmente negli occhi. Lily si morse il labbro nervosamente, guardandola accigliata. Ormai c'erano... Era forse il caso di essere sincera con lui? Cosa poteva esserci di così sbagliato?

"Potter...Il fatto è che i tuoi, i vostri, non sono solamente scherzi. Voi pensate di scherzare, ma non vi rendete conto che... Che spesso le persone si sentono ferite e umiliate da quello che gli fate. Solo perché voi li trovate divertenti, ciò non significa che anche chi li subisce pensi la stessa cosa. Siete esagerati in tutto quello che fate, fate di tutto per essere sempre al centro dell'attenzione e pretendete che ogni ragazza di questa scuola cada ai vostri piedi come se foste degli dei scesi in terra. Siete presuntuosi ed arroganti e prendete di mira le persone, anche quando ve lo potreste evitare. Parlo al plurale, perché tu e Black siete uguali, ma questo vale per te, Potter. Hai perseguitato Piton fin dal primo anno, quando ancora non aveva fatto niente, quando ancora eravamo bambini, Potter! Non gli hai mai dato pace, e la stessa cosa l'hai fatta con me, perché ero la sua migliore amica. Sei tu che mi hai spinta a non sopportarti e ora pretendi che io cambi idea su di te da un giorno all'altro, quando sei te che ti sei reso insopportabile, hai fatto tutto da solo e adesso non puoi incolparmi di essere io quella cattiva." Parlò senza prendere un attimo di tregua, liberandosi finalmente di quel peso con voce rabbiosa e frustrata. James annuì mestamente, sentendosi un idiota. Forse lui e Sirius esageravano davvero, forse la Evans aveva ragione... Però su Piton non poteva essere totalmente d'accordo.

"Hai ragione su tutto, lo ammetto. Spesso esageriamo, spesso non ci rendiamo conto che ciò che facciamo è troppo...Troppo esagerato, però credimi, non lo facciamo con cattiverai e in quanto a Piton, non posso essere d'accordo con te. Abbiamo sempre visto la piega che stava prendendo, il modo in cui si comportava e atteggiava. Sirius è cresciuto in una famiglia orribile, circondato da maghi oscuri. Ha visto le peggior cose... E' in grado di riconoscere il male nelle persone e lo so che questo ti ferirà, perché tu gli volevi bene e forse, nonostante tutto, gliene vuoi ancora... Ma in lui non abbiamo mai visto niente di buono. Abbiamo sempre visto la sua attrazione per le arti oscure e i suoi comportamenti viscidi così, come abbiamo sempre visto che voi due siete troppo diversi. È Vero, a volte potevamo evitare alcune cose, ma anche lui non si è mai risparmiato. Hai la minima idea degli incantesimi che ha inventato? E non negarlo...Cosa avete in comune? Di cosa parlavate quando eravate insieme? Quali argomenti in comune avevate?" Le rispose duramente, facendole distogliere lo sguardo davanti a quella cruda verità.

Cosa avevano in comune lei e Piton? Niente. Come poteva dirgli che gli unici argomenti in comune che avevano erano lo studio e...Lui e i malandrini? Si erano semplicemente trovati... Entrambi soli, piccoli e spaesati e da quando erano bambini, alla fine non si erano più lasciati. Erano cresciuti insieme e tutto era venuto spontaneo, spingendola a legarsi a lui in modo profondo e sincero. Non lo aveva mai amato, però per lei era stato davvero una delle persone più importanti della sua vita e perderlo in quel modo... L'aveva distrutta. Per questo motivo non poteva darla vinta a Potter. Dopo tutto, se loro non l'avessero sempre provocato, lui non sarebbe andato a dargli fastidio. Era dilaniata a metà...Perché non poteva dargli ragione ma non poteva nemmeno dargli torto e riguardo agli incantesimi...Deglutì un groppo amaro. Certo che li conosceva...E anche se li conosceva eppure, non era riuscita in alcun modo ad impedirgli di crearli.

"Potter, non cercare di addossargli tutta la colpa. Ho già fatto i conti con la realtà di come stanno le cose, ma non posso adesso scaricargli addosso tutta la colpa. Va bene,lui non vi è mai piaciuto, si è dimostrato per quello che è e ha scelto la sua strada, pur quanto orribile che sia. Ma voi trovavate ogni scusa per insultarlo e umiliarlo. Gli avete fatto scherzi orribili in questi anni, anche quando non faceva niente, solamente per il gusto di divertirvi e fargli un torto. Vi divertivate ad appenderlo a testa in giù davanti a tutti, a sabotargli i compiti e le pozioni, a fargli sparire i suoi effetti personali, a deriderlo per il suo aspetto fisico e a lanciargli frecciatine crudeli. Siete stati spietati con lui, e lo siete ancora. Anche a me non piacciono tante persone, ma le ignoro, Potter. Ero la sua migliore amica, credevo nella nostra amicizia ed è normale che io abbia sempre cercato di difenderlo. Tu avresti fatto lo stesso per Black, non negarlo." Gli rispose aspra, incrociando la braccia al petto. Era sicuramente tardi, ma la stanchezza non la sentivano minimamente, tanto erano presi da quella discussione.

James si passò una mano tra i capelli, combattuto sul cosa dirle. Lily era già sulla difensiva, lo vedeva dalla sua espressione e lui, non voleva rovinare tutto, non voleva allontanarla. Ma non si era nemmeno immaginato così quella chiacchierata. Aveva sperato di parlare di cose leggere, di farla ridere, magari di chiederle qual fosse il suo colore e il suo gusto di gelato preferito, di chiederle che musica ascoltasse e quale fosse un hobby che le piaceva svolgere, oltre allo studio e alla lettura, ovviamente. Insomma, cose semplici ma interessanti...Magari che avevano pure in comune. Invece, erano finiti in un vicolo cieco, a parlare dei soliti argomenti pesanti...Ma con un sospiro, si rese conto che per avvicinarsi a Lily, dovevano prima chiarire tante cose. Se voleva in qualche modo far si che lei si fidasse, doveva darle prova che lui non era il mostro cattivo che credeva. Lily non era come tutte le altre...Non era frivola e superflua come le più delle sue coetanee. Non poteva pretendere di sedersi sul divano e, considerando il loro rapporto difficile,mettersi a chiacchierare amabilmente come se niente fosse. Certo, gli sarebbe piaciuto, ma sapeva che non era possibile.

"Il fatto è che...Io non lo sopporto, non posso farci niente! Ho sempre trovato disgustoso il modo in cui ti stava accanto, il modo in cui ti guardava, il modo in cui si interessava così tanto alle arti oscure. Accidenti Lily...Ha inventato il Sectusempra! Quell'incantesimo potrebbe ucciderla una persona, non è una cosina da niente. Inoltre ho sempre visto le persone che frequenta, che considera amiche e sono persone disgustose e poi...Poi vedevo te. E lo so che lo troverai inconcepibile, ma non so spiegartelo, Evans. Vi vedevo insieme e lo trovavo insopportabile perché tu sei così diversa. Sei forte, sei onesta, lotti per ciò che è giusto e sei... Sei tu, sei speciale. Tu sei la luce e lui è l'oscurità e quando vi vedevo insieme, avevo paura che lui con la sua ombra ti avvolgesse e ti trasformasse come lui. Mi disgustavano i suoi atteggiamenti nei tuoi confronti, perché è sempre stato un vigliacco. Quando i suoi amichetti ti insultavano, lui abbassava la testa e non diceva niente, perché non aveva il coraggio di affrontarli, non aveva il coraggio di difenderti, di schierarsi dalla tua parte mentre tu...Hai sempre imbastito delle guerre per difenderlo, non ti sei mai tirata indietro e hai sempre dimostrato quanto, nonostante tutto, gli volessi bene. Non sono mai riuscito a sopportarlo e soprattutto... Non riuscivo a sopportare che lui riuscisse a convincerti ad odiarmi. So che mi sono comportato male, che ho esagerato, che continuerò ad esagerare senza nemmeno accorgermene, ma io non sono cattivo.

Non offenderei mai una persona per le sue origini, darei la mia stessa vita per le persone che amo, affronterei anche un amico, per difendere un altro mio amico, se il primo fosse nel torto.Ma questo tu non l'hai mai visto o forse, non l'hai mai voluto vedere. Hai sempre e solo voluto vedere il James Potter cattivo che se la prendeva con il povero Severus Piton, che alla fine si è dimostrato per chi è veramente. Ti sei schierata a prescindere dalla sua parte, senza provare a capire se in realtà lui non fosse poi così buono come volevi credere ad ogni costo e attaccandoti alle sue parole, hai imparato ad odiarmi e continui a farlo tutt'ora, ti ostini a non voler conoscere l'altro aspetto di me perché hai paura. Hai paura di poter scoprire che in me ci sono degli aspetti positivi, che potrebbero spingerti a cambiare idea su di me e questo, non riesci ad accettarlo. Per te sarebbe una ferita profonda al tuo orgoglio, arrivare ad ammette che forse, James Potter potrebbe non essere poi così male come hai sempre creduto. Ma sai,Evans, a volte l'orgoglio va anche messo da parte... E potresti non pentirtene affatto." Quella confessione lo fece sentire incredibilmente più libero, più leggero,mentre Lily spalancò gli occhi stupefatta. Sentiva il cuore batterle nel petto, impazzito, mentre il cervello cercava di assimilare tutte quelle parole.

Si sentiva dilaniata a metà, senza riuscire a dire qualcosa di serio, di sensato. Cosa poteva dirgli, dopo una confessione del genere? Perché Potter l'aveva così tanto a cuore? Perché? Ma soprattutto... Gli aveva detto così tante cose, così tante cose tutte insieme che le girava quasi la testa e il problema, il problema era che ancora una volta, aveva maledettamente ragione Potter. Lei vedeva solamente i suoi aspetti negativi, era sempre stata solidale con Piton a prescindere, perché suo amico e non riusciva ad accettare l'idea che Potter potesse essere diverso da come l'aveva sempre dipinto.

"Lily..."La ragazza chiuse gli occhi a sentir pronunciare il suo nome dalle labbra di Potter, nuovamente. Le sembrava che l'avesse pronunciato con dolcezza, come se chiamarla per nome lo rendesse appagato e felice. E quando riaprì gli occhi, con un sussultò lo trovò molto più vicino a lei, mentre la guardava serio.

"Lily.... Adesso sei arrabbiata con me?" Le chiese piano, continuando a trafiggerla con quello sguardo caldo e profondo, che la fece rabbrividire. Si sentiva confusa e improvvisamente accaldata ma no, non era arrabbiata. Scosse il capo, debolmente, improvvisamente ammaliata dalle sue parole. Perché improvvisamente si sentiva così svuotata da ogni energia e rapita dalle sue parole? Cosa gli stava facendo Potter?

"Allora adesso guardami negli occhi e se davvero mi odi, dimmelo. Dimmi che mi odi nel vero senso della parola, che ti disgusto, che sono una persona orribile. Dimmi che mi odi perché sono crudele...Se davvero mi odi... dimmelo, Lily." Mormorò con il cuore in gola, avvicinandosi ancora di più a lei. Si rese conto di averla profondamente scossa, colpita con le sue parole, così come vide i suoi occhi sgranarsi ancora di più.

Lily lo guardò, come non l'aveva mai guardato prima. Dirgli che lo odiava...Lo odiava davvero? Quante volte gli aveva detto, dopo infinite sfuriate, di odiarlo? Infinite volte per l'appunto. Ma lo odiava davvero? Eppure l'aveva già detto tante volte, non sarebbe dovuto essere difficile dirlo, e invece quelle parole non le uscivano di bocca, non ce la faceva a pronunciarle. Sentì qualcosa in lei spezzarsi e si sentì in colpa, tremendamente in colpa... Perché improvvisamente anche lei si rese conto di tutte le cattiverie che aveva riversato su Potter. Ad ogni parola che le rivolgeva, ad ogni sorriso, ad ogni minimo gesto... Anche lei l'aveva sempre attaccato, spesso senza motivo, giusto per il gusto di farlo, perché quello era Potter e Potter, andava insultato a prescindere, da come aveva imparato a fare. Piton l'aveva intossicata, le sue stesse migliori amiche le avevano più volte fatto notare quanto spesso e volentieri fosse esagerata nei suoi confronti ma lei, aveva sempre continuato, imperterrita. E in quel momento si sentì in colpa, molto in colpa, ma non riusciva ad emettere un singolo suono e nel frattempo, vedeva Potter avvicinarsi al suo volto, mentre la guardava intensamente negli occhi. Sentiva il suo respiro caldo solleticarle piacevolmente il volto e sentì il tocco caldo ma delicato della sua mano stringerle leggermente la sua, facendola rabbrividire. Per una volta, era rimasta senza parole, incapace di parlare e impalata sul posto. Vedeva le sue labbra avvicinarsi e il suo sguardo intenso bruciarle l'anima. Era talmente vicino che era consapevole che di lì a poco, se non si fosse spostata, James Potter l'avrebbe baciata eppure, continuava a non spostarsi.

"Vedi, forse non mi odi davvero, testona orgogliosa che non sei altro." Mormorò James a qualche centimetro dalle sue labbra, sorridendole leggermente e facendola arrossire. Il cuore le batteva furiosamente nel petto e si sentiva una perfetta idiota, perché continuava a fissarlo ammaliata senza dargli una risposta, ma il ragazzo non sembrava disturbato o sorpreso da quella reazione non esattamente da Lily Evans, La rossa improvvisamente sentì l'impellente desiderio di avvicinarsi ancora di più a lui, di sentire meglio quel calore che la mano di Potter, calda e rassicurante, le infondeva nel corpo. Si stupì dei suoi stessi pensieri, forse se ne sarebbe pentita, ma improvvisamente desiderava ardentemente sentire la consistenza di quella labbra sulle sue e arrossì ancora di più. Senza che nemmeno se ne rendesse davvero conto, si spinse leggermente verso di lui, facendogli allargare gli occhi per la sorpresa e aumentare il battito del cuore. I loro nasi si sfiorarono, provocando ad entrambi brividi che non avevano niente a che fare con il freddo e i loro respiri si fusero insieme ma quando entrambi chiusero gli occhi, avvicinandosi fino ad annullare quasi del tutto le distanze tra di loro. il buco del ritratto si aprì.

Hermione e Sirius fecero il loro ingresso in sala comune, sorridendo rilassati. Avevano passato una piacevole serata insieme, condividendo molto delle loro vite e la riccia si era sentita incredibilmente più leggera, ma a un certo punto, si erano resi conto dell'ora incredibilmente tarda e avevano deciso di tornare in sala comune. Di James e Lily non avevano trovata traccia ed entrambi avevano tratto la conclusione che se ne fossero già andati ma ciò che si trovarono davanti, una volta varcato il buco del ritratto, li fece trasalire entrambi per lo shock...

-Ragazzi sono tornataaaaaaa! Eccomi qua, non potete immaginare quanto ne sia felice ❤❤❤! Se ho fatto questa lunga assenza è stato solamente per rileggere, correggere e migliorare la storia e spero vivamente di esserci riuscita. Vi consiglio di ridarle una lettura perché alcuni capitoli li ho cambiati veramente tanto, riscrivendoli quasi da capo, per renderli più fluidi, corretti e completi e devo dire che adesso sono soddisfatta dell'opera 😉. D'ora in avanti tornerò a scrivere nuovi capitoli, cercando di pubblicare ogni volta che potrò e che avrò capitoli pronti e corretti. Ma avevo veramente bisogno di rifare mente locale e dare una correzione a questa storia, che ne aveva decisamente bisogno 🤣. Nel frattempo vi lascio a questo capitolo, che è bello sostanzioso 😉, nella speranza che vi piaccia e che mi faccia perdonare per la lunga assenza. Fatemi sapere nei commenti ❤😙. Un bacio immenso, sono tornata, a presto ❤.-

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