Capitolo 54
"Secondo te mio fratello sopravviverà?" Sirius aveva un'aria così contrita dipinta in faccia che a Hermione fece quasi ridere. Finalmente si erano separati da quella marmaglia. Piton se ne era andato via, furente e pallido d'ira. Lily aveva sbraitato contro Sirius e James, minacciandoli di spellarli, cruciarli e tante altre minacce poco gentili per poi andarsene impettita dopo un'ultima occhiata esausta a Hermione. James, molto coraggiosamente, aveva deciso di seguirla, lasciando soli Hermione e un Sirius piuttosto preoccupato per la salute fisica dell'amico.
"Se è sopravvissuto per cinque anni, credo che sopravviverà anche stasera. Lily non è cattiva, è solo che... Ultimamente è molto turbata e stressata." Gli rispose incerta la riccia. Era così strano guardare Sirius negli occhi e parlarci come coetanea, scambiare con lui pareri sulla scuola e sugli amici, essere lì, quella sera, insieme a lui a ridere e scherzare. Era strano perché fino a poche settimane prima, se ancora valeva dire così, per lei Sirius non era altro che il padrino del suo migliore amico e un adulto al quale chiedere consiglio. Il Sirius adolescente invece era così diverso, così imprevedibile... Si trovava bene in sua compagnia, ma al tempo stesso si sentiva inadeguata perché non aveva la più pallida idea di cosa stesse pensando di lei il giovane, che però le sembrava a suo agio. Sirius a quelle parole corrugò le sopracciglia, pensieroso, mentre dal tavolo vicino si affrettava a prendere due piattini con tramezzini e stuzzichini vari, uno dei quali andò ad offrire alla riccia dopo averla invitata ad accomodarsi su un divanetto lontano da occhi indiscreti.
"Credimi, la Evans è sempre esaurita però, scherzi a parte... Ho la sensazione che centri Mocciosus in tutta questa storia." Le disse Sirius dopo essersi accomodato sul divano e aver accavallato le gambe. Hermione si sedette esitante al suo fianco, arrossendo senza particolare motivo al suo fianco.
"Presumo che tu ti riferisca a Piton. Ma perché lo chiamate in quel modo?" Non le sembrava di aver mai sentito nominare quella specie di soprannome, che sicuramente non si riferiva a niente di carino. Sirius sogghignò malandrino, con gli occhi scintillanti di puro divertimento, come se stesse ricordando qualcosa di estremamente divertente.
"Perché quando l'abbiamo conosciuto aveva il moccio al naso e credimi, era uno spettacolo già al tempo rivoltante. Non capisco tante cose della Evans ma quella che capisco meno di tutte, è il perché abbia perso il suo tempo dietro a quell'imbecille per ben cinque anni. L'abbiamo sempre detto e visto con i nostri occhi che Piton non è altro che un moccioso arrogante e presuntuoso immischiato nelle arti oscure insieme ai suoi amichetti. Lui e la Evans sono l'uno l'opposto dell'altro caratterialmente, se non metti in conto l'intelligenza e la media impeccabile in ogni singola materia di questa scuola." Le spiegò il ragazzo con noncuranza, addentando un tramezzino con eleganza. Gesto semplice ma così elegante che fece nuovamente arrossire Hermione. Fortunatamente la stanza si trovava in penombra, evitando così che si notasse il rossore sulle guance. Si sentiva una stupida in preda agli ormoni adolescenziali e si rendeva perfettamente conto di quanto fossero sbagliati simili pensieri rivolti a Sirius ma d'altronde, era così bello...Dopo quell'ulteriore ragionamento, si maledì da sola, cercando di mettere a tacere i suoi pensieri malsani prima di rischiare di fare delle figuracce.
"So cos'è successo e non ci sono giustificazioni a favore di Piton, perché si è comportato in modo orribile nei confronti di Lily. Non so dirti cosa ci abbia trovato in lui, ma è anche vero che in fin dei conti, non si sceglie di chi diventare amici.Forse, si sono semplicemente trovati e da lì in poi, non si sono più lasciati, nonostante le diversità." Sirius si rabbuiò leggermente, vagando con lo sguardo per la stanza. Forse si stava ancora chiedendo se James sarebbe sopravvissuto o forse stava cercando proprio Piton con lo sguardo per lanciargli qualche maledizione contro. Incredibilmente, erano ancora fin troppo tranquilli per i suoi gusti. Avevano fatto troppi pochi scherzi e dato troppo poco noia a Piton e ciò non andava affatto bene. Ma sbuffò, perché era certo che James non ci sarebbe voluto andare giù troppo pesante, proprio per non far infuriare ancora di più la Evans, anche se a quel punto non sapeva nemmeno più se quest'ultima si sarebbe arrabbiata oppure no. Probabilmente si, visto che ogni scusa era buona per punirli.
"Per i miei fratelli darei la vita. Non sto esagerando, né tanto meno voglio fare l'eroe della situazione, ma sto semplicemente dicendo ciò che provo. Se uno di loro si trovasse in pericolo e io fossi nei paraggi, farei di tutto per aiutarlo, dando anche la vita se necessario. Per questo Piton lo considero uno degli esseri più viscidi di questa terra. Non è altro che un viscido e untuoso ragazzino immischiato nella arti oscure che pensa solo e soltanto alla sua pellaccia. Non ha mai mosso un dito per la Evans, credimi. Eppure quella sciocca l'ha sempre seguito, restando cieca davanti all'evidenza, facendosi insultare dai suoi amichetti, insulsi quanto lui, pur di non voltargli le spalle.
Il problema della Evans è che è troppo orgogliosa, troppo testarda e troppo convinta di essere sempre nella ragione per badare ai consigli degli altri. Probabilmente in cuor suo si stava rendendo conto che ciò che dicevamo era veritiero ma lei mai e poi mai, avrebbe ammesso ad alta voce che noi avevamo ragione fin dall'inizio. Mi dispiace per come l'ha trattata, perché ripeto...Per me l'amicizia è sacra a tal punto che darai la vita per i miei amici e nemmeno sognerei mai di fargli del male ed è questo che non concepisco. Piton è un essere spregevole e codardo e la Evans è una testa dura e tra tutti e due, non se ne fa uno sano.
A noi piace fare scherzi, spesso pesanti, ma ci divertiamo senza fare del male a nessuno. Al massimo facciamo qualche scherzetto innocente ma se ce l'abbiamo in particolar modo con quelle serpi viscide, un motivo c'è. Poi i metodi che utilizziamo possono non essere diciamo... Ortodossi, ecco. Però credo che tu abbia capito. Hai già dimostrato di essere una ragazza intelligente. Ciò significa che se ce la prendiamo con Piton, è perché è un essere disgustoso e se la Evans fosse stata meno testarda, forse non avrebbe sofferto così tanto." La riccia assorbì quelle parole come fossero linfa vitale e ci pensò e ripensò fino allo sfinimento. Un groppo doloroso le aveva però ostruito la gola... Peter Minus. Guardando negli occhi chiari di Sirius vi aveva letto la sincerità con cui aveva parlato e la determinazione e convinzione di ciò che aveva affermato e ciò le mozzò il respiro. Lui, James e Remus sarebbero davvero morti per salvare ognuno di loro, Peter incluso mentre quest'ultimo...Di lì a pochi anni non avrebbe esitato un attimo a vendere il suo migliore amico a Voldemort. Un altro moto di rabbia nei confronti di quel ragazzo grassoccio le strinse il cuore. Non era giusto, non era maledettamente giusto e lei avrebbe dovuto fare qualcosa, ma prima doveva rispondere a Sirius.
"Purtroppo Sirius a volte è più facile negare l'evidenza, piuttosto che accettarla e fare i conti con la realtà. Le tue parole sono ammirevoli e le condivido al cento per cento ma evidentemente, non per tutti vale lo stesso discorso. Sicuramente Lily la pensa come te, se fino all'ultimo ha cercato di tenere cucito il loro rapporto, difendendolo a spada tratta e ignorando e smentendo ciò che gli veniva detto contro. Non deve essere stato facile nemmeno per lei. Voglio farti un esempio usando un tuo caro amico, non James perché è troppo scontato ma Peter, per esempio. Se ti dicessero che è un codardo, un vile e che non esiterebbe un attimo a tradirvi se ciò gli consentisse di salvarsi la pelle in una situazione di pericolo... Tu ci crederesti? Magari potrebbero anche esserci dei segnali che ti potrebbero indurre a credere che ciò sia vero ma in ogni caso, a prescindere, tu ci crederesti? Non credo. Molto probabilmente preferiresti prendertela con chi insinua ciò, piuttosto che con lui." Quell'esempio fu cruciale e il cuore iniziò a batterle più forte, soprattutto quando vide Sirius spalancare gli occhi per la sorpresa e osservarla in silenzio per alcuni istanti.
"Beh... Come darti torto. Sicuramente agirei come hai detto tu e per giunta, devo ammettere che di fantasia ne hai molta, però insomma...Continuo a non capirla. Così come non capisco perché voglia continuare ad accanirsi contro mio fratello che per giunta, non capisco nemmeno perché lui vada dietro a quella squinternata. L'argomento è sicuramente difficile ma per curiosità, perché hai preso come esempio proprio Peter?" Hermione deglutì, cercando di non scavarsi la fossa da sola. Ormai aveva lanciato la palla e non poteva ritirarla. Doveva trovare il modo per tastare il terreno.
"Non c'è un motivo in particolare, mi è venuto in mente lui." Iniziò a dire, con il cuore che le martellava nel petto " Però ho notato che parla molto poco e che almeno all'apparenza è molto, molto diverso soprattutto da te e James e quindi mi chiedevo che tipo fosse... Però sia chiaro, non sto insinuando niente di male nei suoi confronti. Era un esempio banalissimo." Concluse il discorso con voce tesa, osservando Sirius aggrottare le sopracciglia e passarsi una mano tra i capelli mentre la guardava meditando sulle sue parole.
"Peter ha un carattere particolare, però è un bravo ragazzo. E' il più sempliciotto del gruppo e spesso io e James cerchiamo di spronarlo a reagire, ma è difficile. Gli vogliamo un bene dell'anima e sia chiaro, darei la mia vita anche per lui. Ma il fatto è che Peter... Tende a vivere nell'ombra e a nascondersi dietro agli altri per il timore di non essere all'altezza e per questo resta oscurato da me, James e Remus. Il capello parlante l'ha assegnato a Grifondoro, ma io lo vedrei meglio a Tassorosso. Mi dispiace dirlo, ma se non ci fossimo io e James a parargli le spalle, Peter sarebbe una preda facile per le serpi. Ci proviamo ogni giorno a farlo reagire, ma niente. Spero che prima o poi si dia una svegliata e inizi a tirare fuori i boccini d'oro." Le spiegò, ammiccando leggermente a fine discorso, riferimento che la fece nuovamente arrossire come un pomodoro, seppur al momento fosse del tutto inappropriato visto il tema delicato che stavano affrontando.
Gli avrebbe tanto voluto dire che il cappello parlante non aveva fatto poi così male ad assegnarlo ai grifondoro, visto che di coraggio per tradire il proprio migliore amico e condannare a morte lui e la sua famiglia ce ne vuole tanto. Ma si trattenne, mordendosi la lingua quasi a sangue. Quel segreto così orribile non l' avrebbero mai scoperto. Lo conoscevano solamente lei e Silente e in qualche modo, avrebbe cambiato il corso degli eventi. Non poteva permettere che Peter li tradisse, non l'avrebbe accettato. Non riusciva proprio a capire il gesto di Peter... Possibile che la sua fosse gelosia covata nel corso degli anni? Eppure sembravano un gruppo così affiatato. Le si stringeva il cuore in una morsa dolorosa a quel pensiero.
"E non credi che lui... Che insomma a volte potrebbe offendersi e magari pensare che voi non gli vogliate abbastanza bene? Non temete che possa sentirsi passato per debole, messo nell'ombra e per questo essere ancora più insicuro?" Quelle domande gli uscirono di bocca difficilmente, perché aveva paura che Sirius si offendesse ed era l'ultima cosa che voleva. Il ragazzo però parve prendere in considerazione le sue parole e pensarci.
"Peter sa che noi gli vogliamo bene e scherziamo, che poi sia un po' permaloso non lo nego, ma non credo che arriverebbe a pensare ciò, o almeno spero. Se scoprissi che crede a cose tanto stupide, lo prenderei a schiaffi in prima persona finché non gli tornerebbe il sala in zucca." Annuì convinto, facendo sospirare Hermione. Le sue teorie iniziavano a prendere forma, purtroppo. Peter era estremamente permaloso e mentre loro pensavano di agire per il suo bene, in realtà facevano tutto l'opposto spingendolo di passo in passo a provare rancore per i suoi migliori amici. Doveva agire al più presto, prima che Peter arrivasse al punto di non ritorno. Non sapeva di preciso quando avesse iniziato ad avvicinarsi a Voldemort. Forse durante l'ultimo anno, o forse dopo la fine della scuola ma in ogni caso era successo, e lei doveva impedire a quelle radici di scavare e radicarsi nel suo cuore fino ad infettarlo irreparabilmente.
"Sono certa che sappiate quello che fate, anche se io se fossi in voi, prenderei in considerazione l'idea di non andarci sempre troppo pesante. Potrebbe davvero offendersi o alcune volte fraintendere." Gli rivolse un sorriso dolce, cercando di addolcire quell'argomento spinoso per passare oltre e incredibilmente, Sirius le rivolse un occhiolino malandrino, che la fece arrossire. Di nuovo. Le piaceva parlare con lui, ma non poteva non chiedersi se lui si stesse annoiando oppure no. visto che per il momento non avevano discusso argomenti particolarmente divertenti e Sirius, non le sembrava esattamente il tipo da stare seduto per ore a parlare di discorsi noiosi e pesanti.
"Lo terrò presente ma in ogni caso, dolce fanciulla... Perché mentre accetti il mio invito a ballare, non mi parli un po' di te? Io ho parlato abbastanza per questa sera." Sogghignò, alzandosi in piedi e porgendo la mano alla riccia per invitarla a seguirlo in pista. Quest'ultima restò come imbambolata, osservando la sua mano tesa e domandandosi se stesse davvero accadendo tutto ciò. Davvero Sirius Black, il futuro padrino del suo migliore amico, dove nel suo tempo aveva circa vent'anni più di lei, l'aveva appena invitata a ballare? Evidentemente si, visto che continuava ad osservarla malandrino con la mano tesa e gli occhi scintillanti di divertimento.
"Mi stai invitando a ballare? Sappi che non sono una gran ballerina." Sorrise imbarazzata. Era vero, aveva appreso qualcosa durante le lezioni impartite dalla Mcgranitt per il ballo del ceppo, riuscendo per lo meno ad aprire le danze con Krum in modo decente, ma non si poteva di certo definire una ballerina provetta. Sirius sogghignò divertito, osservandola con occhi scintillanti di malizia.
"Direi che hai trovato la falla nella mia perfezione, Granger. Mi sono sempre rifiutato di seguire quelle stupide lezioni di valzer che ci faceva seguire quella piattola di mia madre a me e mio fratello quando eravamo piccoli. Le danze più emozionanti che ho fatto, sono state tutte insieme a James nel nostro dormitorio, mentre Remus ci lanciava scarpe per farci smettere e Peter batteva le mani divertito come un bambino di cinque anni." Hermione lo guardò e infine le sfuggì dalle labbra una risata cristallina, che contagiò anche Sirius e insieme, si fiondarono sulla pista da ballo per poi iniziare a dondolare e volteggiare sul posto, ridendo come due idioti e con le menti sgombre dai pensieri. Solo dopo un tempo interminabile si fermarono, Hermione esausta e Sirius per timore di sciupare la sua immacolata bellezza a causa del sudore, asserì spaventato.
"Ma insomma Granger, raccontami qualcosa di te." Le disse Sirius con lo sguardo scintillante, offrendole un bicchiere gelato di succo di zucca che la ragazza accettò di buon grado. Quest'ultima sentì il cuore aumentare i battiti, perché sapeva cosa le avrebbe chiesto e non era certa di essere in grado di parlarne.
"Cosa vuoi sapere esattamente? Non vorrei annoiarti con i soliti discorsi banali." Gli rispose con un lieve sorriso, sorseggiando il suo succo.
"Non mi annoi, non sembri noiosa, sai? Comunque mi incuriosisce sapere perché hai deciso di frequentare Hogwarts solo adesso, che ormai sei al sesto anno. Non ho ben capito com'è andata la storia. E i tuoi amici cosa ne pensano?" Le chiese incuriosito, osservandola negli occhi. Ma l'ombra di profonda tristezza che attraversò lo sguardo ambrato della riccia, gli fece capire che aveva toccato un tasto dolente.
"Prima o poi sapevo che questa domanda sarebbe arrivata... Le ragazze lo sanno da pochi giorni, ma è giunto il momento che lo sappiate anche voi. Per me non è facile parlarne, ma è giusto che anche voi sappiate la verità." Iniziò a spiegare Hermione. Sirius aggrottò le sopracciglia, concentrandosi meglio sulle sue parole. Cosa poteva mai esserle successo di così terribile? Cosa celava quella ragazza sconosciuta?
"I miei genitori sono babbani e nonostante abbiano accettato benissimo il fatto che io sia una strega, hanno sempre avuto paura all'idea di mandarmi in una scuola così lontana e in un mondo completamente diverso da quello babbano. A me è sempre piaciuta l'idea di frequentare Hogwarts ma alla fine, quando ho conosciuto i miei amici mi sono resa conto che studiare a casa non era poi così male, seppur desiderassi ardentemente conoscere di più il mondo magico. Con loro ho passato momenti bellissimi, anni stupendi... Non avrei potuto trovare amici migliori di loro, non sarei potuta essere più felice di così. Ma poi, si sa, la felicità purtroppo sembra essere destinata a non durare per sempre infatti, è successo quello che ha stravolto per sempre la mia vita.Lo scorso Natale avremmo dovuto passare le vacanze tutti insieme, a casa mia. I miei amici sarebbe dovuti venire da me, ma non sono mai arrivati." Sirius sgranò gli occhi, sentendo il cuore perdere qualche battito. La riccia invece deglutì, con gli occhi lucidi e un groppo in gola. Mentire a Sirius le dispiaceva, anche se infine mentiva fino a un certo punto. I suoi amici non c'erano veramente più... A causa della sua scelta, vent'anni di storia erano scomparsi e i suoi amici al momento non esistevano, lei stava vivendo un'altra vita, totalmente diversa da quella che sarebbe poi stata la sua vita futura.
"Come penso tu sappia, nel mondo babbano al posto delle scope ci sono le automobili o i mezzi pubblici, come per esempio gli autobus e i treni. I miei amici sarebbero dovuti venire da me in macchina... Ma non sono mai arrivati, perché sono stati coinvolti in un terribile incidente e nessuno di loro ce l'ha fatta. I miei migliori amici si chiamano Harry, Ron e Ginny... Gli ultimi due sono fratello e sorella e alla guida dell'automobile c'era loro padre. Ricevetti la chiamata da loro madre e per me, fu uno shock." Sussurrò piano, mentre Sirius sentiva una morsa stringergli il petto fino a soffocarlo. Una sensazione straziante gli strinse il cuore dolorosamente, portandolo quasi a piangere. Adesso capiva la sua immensa tristezza... Lui rabbrividiva al solo pensiero di perdere i suoi migliori amici... La sua famiglia. Se avesse perso James, avrebbe perso sé stesso. Cosa poteva dirle? Le parole gli sembravano così banali e scontate in quel caso che l'unica cosa che gli venne in mente, fu quella di sporgersi verso di lei per abbracciarla.
La strinse tra le sue braccia, sentendo il suo corpo caldo irrigidirsi per la sorpresa fino a rilassarsi. Un odore di vaniglia gli invase le narici e i capelli ricci della ragazza gli solleticarono il viso. Hermione spalancò gli occhi per la sorpresa, senza però riuscire a distaccarsi da quell'abbraccio e si lasciò cullare da lui, sentendo l'enorme vuoto nel petto colmarsi almeno per un po' e incredibilmente, ricambiò il gesto stringendolo forte a sé e appoggiando la testa contro il suo petto, caldo e profumato.
"Cielo Hermione...Mi dispiace così tanto." Le sussurrò infine, continuando a cullarla. Erano praticamente due sconosciuti, ma quel gesto era così innocente e sincero che a nessuno dei due importava di cosa avrebbero pensato di lì a breve le persone. Sicuramente li avrebbero scambiati per una coppia, ma in quel momento a Hermione non gliene poteva fregar di meno. Stava così bene...
"Dispiace anche a me... Ma se sono qua, è perché voglio vivere anche per loro. Voglio rendere questo mondo migliore, voglio provarci, voglio che in qualche modo loro possano vivere attraverso i miei occhi, i miei gesti e il mio cuore. Loro non sono morti, loro sono sempre con me. Li sento vicini quando mi sento sola, risento le loro voci quando sento la voragine nel petto aprirsi fino a soffocarmi. Guardo i loro volti sorridenti e mi ricordo i momenti felici passati insieme e mi faccio forza... Mi faccio forza perché so che è quello che loro vorrebbero da me. Sono certa che loro non vorrebbero sapermi sola e infelice. Vorrebbero sicuramente vedermi continuare a vivere e rifarmi degli amici... Sono certa che a loro sareste piaciuti. In ognuno di voi rivedo qualcosa di loro e anche se vi conosco da poco, sento che in ognuno di voi c'è qualcosa di speciale." Gli bisbigliò in risposta. Sirius sorrise dolcemente, accarezzandole la schiena con fare rassicurante.
"Sei una ragazza davvero coraggiosa...Forse la ragazza più coraggiosa che io abbia mai conosciuto fino ad ora. Sono certo che i tuoi amici, ovunque essi siano, sono orgogliosi di te. Io al tuo posto non so se sarei in grado di andare avanti... Non voglio nemmeno pensarci perché credimi, al solo pensiero di perdere James, Remus e Peter...Sento il mondo crollarmi addosso. Se perdessi James, perderei me stesso. Una vita senza di lui non sarebbe più vita per me, sarebbe una tortura e credo che l'unica consolazione sarebbe la morte.Non credo che riuscirei ad andare avanti...Se perdessi il mio migliore amico, perderei tutto. Mi sento un vigliacco e un debole a dire queste cose, perché so che James non vorrebbe mai che io reagissi così, ma non credo che riuscirei a sopravvivere sapendo che lui non c'è più." Le rispose piano, sentendo il groppo in gola stringersi. Hermione, senza che il ragazzo potesse vederla, sentì una lacrima solitaria solcarle il viso. Solo in quel momento capì quanto avesse sofferto Sirius nel futuro e quanto per lui, forse, la morte fosse stata solamente un regalo. Aveva ritrovato Harry... Ma per Sirius una vita senza James era pur sempre una vita a metà e lei, doveva impedire che tutto quel dolore si ripetesse.
"Non ci pensare Sirius, non ci pensare...Andrà tutto bene." Gli rispose piano, continuando a stringerlo a sé. Quel momento così intimo avrebbe sicuramente cambiato le cose, ma non gliene importava per niente. Il suo abbraccio era rassicurante e in quel momento si sentiva bene, bene come forse non lo era mai stata.
-Dopo tanto tempo sono tornata con un nuovo capitolo e credetemi, sono felicissima! Purtroppo per me questi ultimi mesi, ma soprattutto le ultime settimane, hanno rappresentato un capitolo veramente brutto e triste della mia vita. Un periodo che mi ha segnata molto e che non mi ha dato la giusta concentrazione e voglia per scrivere. Ma piano piano, ce la sto facendo a rialzarmi e infatti, eccomi qua, di nuovo tutta per voi <3. So di essere indietro con la pubblicazione ecc ecc, però cercherò di rimettermi in marcia il prima possibile. Sicuramente riguarderò tutta la storia e mi segnerò qualche appunto perché voglio capire meglio come impostarla e cosa scrivere. Non voglio che venga fuori roba dell'altro mondo perché va bene che è una fan fiction, ma non vorrei scrivere della assurdità, visto anche il tema della storia. Non vorrei andare fuori tema e fare un gran casino insomma XD. Siccome la storia è già assai lunga, considerando il fatto che i primi capitoli li scrivevo molto corti, non vorrei arrivare a scrivere 200 capitoli pieni di stupidaggini. Quindi se fossi un po' lenta, scusatemi tantissimo, ma cercherò di fare il possibile per rendere questa storia al meglio delle mie capacità. Bacioni grandissimi a tutti e a prestoooo <3.-
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