Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 52

"Potter ci stanno guardando tutti." Sibilò Lily, tremendamente imbarazzata. Più che al Lumaclub le sembrava di essere in un tribunale, circondata da pettegoli, guardoni, avvocati e giudici, con gli occhi di tutti puntati spudoratamente addosso. James invece sorrise sornione ad alcuni presenti, perfettamente a suo agio e incurante dei bisbigli meravigliati dei compagni.

Con il pollice descrisse alcuni ghirigori sul dorso della mano di Lily, certo che quel momento se lo sarebbe ricordato per sempre perché, con un lieve sorriso amaro, sapeva che per quel gesto la Evans gliela avrebbe fatta pagare cara eppure... Seppur in imbarazzo, ancora non aveva fatto niente per liberarsi dalla sua stretta. Volendo, avrebbe potuto farlo facilmente, ma non l'aveva ancora fatto e nemmeno ci stava provando. La cosa gli fece brillare il cuore di una piccola punta di speranza, ma non voleva illudersi facilmente come un ragazzino del primo anno. Lui era James Potter e lei, era Lily Evans e quando si trattava di loro due insieme, niente poteva essere prevedibile o scontato. Erano come una bomba ad orologeria che, se innescata, era in grado di esplodere da un momento all'altro. Erano sempre sull'orlo del precipizio eppure, nonostante tutto ciò, continuava a bramarla come l'ossigeno.

"Non vedo dove sia il problema." Le fece l'occhiolino, tornando il solito James burlone, spavaldo e senza pensieri, almeno all'apparenza. I demoni, se li portava dentro, perché non gli piaceva mostrare i suoi problemi, le sue incertezze e le sue paure al mondo esterno. Non voleva mostrare a Lily quanto ogni suo rifiuto fosse una piccola scheggia di vetro affilava che graffiava il suo cuore e tutto ciò, per orgoglio. Soffriva, ma avrebbe ugualmente conquistato Lily Evans, ad ogni costo.

La ragazza sbuffò spazientita ed esasperata, mentre sentiva su di sé lo sguardo bruciante di Severus e di tante altre persone, mentre alcuni bisbigli le arrivavano ovattati, confondendola. Era forse impazzita? Lei era furiosa con quell'idiota di Potter eppure si faceva tenere per mano da lui e gli lasciava anche fare il simpaticone, come se lo fosse.

"Il problema è che tu mi stai tenendo per mano." Gli rispose infatti aspra, osservando truce le loro mani intrecciate. Hermione e Sirius erano già scomparsi, così come Lumacorno. Probabilmente il professore li aveva trascinati con sé per mostragli tutta la sua collezione di fotografie, autografi ecc ecc dei suoi vecchi studenti talentuosi diventati persone importanti grazie al suo ipotetico aiuto. Discorsi che aveva sentito e risentito ma che ogni volta il professore non si stancava mai di ripetere, con orgoglio, ai nuovi arrivati. Per il momento Potter se l'era scampata perché appiccicato a lei come una ventosa.

"Seriamente Evans, è una sensazione così spiacevole tenermi per mano?" Le chiese James, inarcando le sopracciglia e incamminandosi verso il tavolo del buffet e delle bevande con Lily al seguito, che aggrottò le sopracciglia davanti a quella domanda. Era di Potter che si stava parlando ma... La sensazione non era poi così sgradevole. Quel pensiero la imbarazzò, perché non era normale, eppure era la verità. La sua mano era calda, estremamente calda, ma morbida al tatto, parecchio più grande della sua e... Al tempo stesso rassicurante. Ed era assurdo, perché Potter era tutto tranne che rassicurante eppure, tenerlo per mano la faceva sentire protetta. Erano pensieri per lei osceni e credette davvero di essere impazzita, ma la sua mente ragionava per conto suo.

"Sei troppo caldo, Potter. Tu non sei normale." Bofonchiò Lily, distogliendo lo sguardo e sperando che la lasciasse andare. Adesso sembrava davvero che avessero un appuntamento e ciò era preoccupante. Non poteva permettere che si diffondessero strane voci per i corridoi. James sorrise divertito, guardandola attentamente.

"Sei arrossita Evans e comunque, non è una risposta." Le disse, riempiendo due piattini con tramezzini, focaccine e altri stuzzichini vari.

"E invece è una risposta e adesso lasciami."mormorò a disagio, evitando accuratamente lo sguardo meravigliato dei curiosi che li circondavano.Quella situazione era alquanto assurda e anormale. Ma James, ovviamente, si intestardì stringendo maggiormente la presa sulla mano della ragazza.

"No che non lo è. Non ti lascerò finché non mi dirai perché vuoi starmi lontana ad ogni costo." La rossa si morse il labbro, guardandolo in tralice. Cielo, quanto era testardo e insistente. Ma cosa doveva fare con lui? Aveva sperato di poter passare una serata piacevole e divertente, non di ritrovarsi Potter appiccicato addosso e dovergli spiegare perché voleva tenerlo alla larga, come se già non lo sapesse.La sua testaccia dura era invasa dal deserto, dal nulla, completamente vuota.Se da qualche parte aveva un cervello, poverino, doveva essersi suicidato da solo dopo aver scoperto chi era il suo proprietario. Non potevano esserci altre spiegazioni.

"Per i soliti motivi che ormai dovresti sapere a memoria, Potter! In ogni caso sarei venuta al Lumaclub per divertirmi, non per dover affrontare simili conversazioni con te." Sbuffò irritata, cercando di tagliare corto. Non aveva voglia di tornare nuovamente a litigare e Improvvisamente aveva iniziato a sentirsi a disagio e troppo esposta. Maledetta Alice che l'aveva convinta ad indossare quello stupido abito e maledetto Potter, che continuava a tenerla per mano... Li stavano davvero guardando tutti e sembravano realmente una coppia. Con un groppo amaro, riconobbe a malincuore che l'indomani quel pettegolezzo sarebbe stato sulla bocca di tutti e smentirlo sarebbe stato assai difficile.

La rigida Lily Evans ha ceduto al "fascino" del famoso James Potter? Evans e Potter fidanzati?

Cielo, che orrore. Deglutì, cercando una via d'uscita per sfuggirgli, ma sembrava che non ce ne fosse nemmeno l'ombra.

"Continui a non rispondermi, Evans. Vuoi mangiare?" Sogghignò James, nel frattempo porgendole il piattino ricolmo di cibo. Lily sbuffò, lanciando un'occhiataccia a lui e un'occhiata sospettosa al piatto che Potter continuava a sventolarle insistentemente sotto al naso.

"Tranquilla, a meno che gli elfi domestici non lo abbiano avvelenato, io non gli ho fatto niente di male a questi tramezzini e stuzzichini. Voglio solamente essere gentile." Le sorrise sornione, lasciandola interdetta. Le luci nella stanza si abbassarono, rendendo l'atmosfera tranquilla e rilassante. Gli studenti chiacchieravano e mangiavano allegramente e Lily,continuava a guardare il giovane davanti a lei, tenendolo per mano, senza sapere cosa fare perché quando si trattava di Potter,non poteva mai sapere cosa sarebbe successo ma soprattutto, in simili circostanze, non sapeva come comportarsi con lui. Era abituata al Potter idiota che si divertiva a fare scherzi e dispetti infantili insieme ai malandrini e a lei che di conseguenza, ogni sacrosanta volta lo puniva e insultava pesantemente. Ma quando si rivolgeva a lei in quel modo, cosa poteva dire o fare? Era giusto insultarlo? Un briciolo della sua coscienza le suggerì che no, non era giusto.

"Perché vuoi essere gentile con me, Potter? Non faccio niente per meritarmi la tua gentilezza." La domanda le sfuggì spontanea dalle labbra, ma James le sorrise e non esitò a risponderle.

"Non c'è un vero perché, Evans, o almeno credo. Ma mi va di farlo e basta e quando mi va di fare una cosa, la faccio senza pensarci troppo a lungo." Quella risposta la lasciò in silenzio e pensierosa. Potter era così diverso da lei. Lui non si faceva i suoi stessi problemi esistenziali, non basava la sua vita su schemi ben precisi e su decisioni prese dopo lunghe riflessioni. Non si alzava la mattina e iniziava ad organizzare la giornata ora per ora per riuscire a fare tutto. Non si faceva problemi nel fare o nel dire qualcosa. Potter era Potter... Nella sua arroganza, nel suo essere egocentrico e pieno di ego, nella sua stupidaggine, il suo opposto praticamente... Eppure era ammirato, apprezzato e ben voluto da tutti. Lei sembrava essere una delle poche pecore nere che non seguiva quel gregge, ma proprio non riusciva a capire. Le sembrava così stupido e pieno di sé, così arrogante e presuntuoso... Possibile che ci fosse altro in Potter?

"Sei strano, Potter." Gli rispose infine, e lo pensava davvero. Pensava davvero che quel ragazzo occhialuto dai capelli sempre spettinati e completamente fuori di testa fosse strano. Strano e pieno di incognite. Il ragazzo però sorrise, per niente offeso o turbato dalla sue parole.

"Non è una novità. Però non mi hai ancora risposto e ti ho detto che non ti lascerò la mano finché non mi darai una risposta soddisfacente... Sto iniziando a credere che il tuo rimandare sia una scusa per continuare a tenermi per mano, ma a me va benissimo così è, sia chiaro." Le sorrise divertito. Erano ancora davanti al tavolo del cibo, anche se alla fine Lily si era decisa ad accettare il piatto da Potter. Era piuttosto affamata e aveva deciso di correre il rischio e alla fine il cibo le era sembrato più che commestibile, cosa che l'aveva tranquillizzata. Ma ripetendolo, quando si trattava di Potter, era meglio non fidarsi troppo.Poteva averlo drogato, poteva averci messo delle gocce di filtro d'amore o qualsiasi altra sostanza che l'avrebbe mandata fuori di testa e fatto compiere gesta per le quali avrebbe poi desiderato obliviarsi o direttamente morire.

"Perché fai lo stupido Potter! Ti diverti a farmi arrabbiare e a dare il tormento alle persone senza motivo, perché magari ti stai annoiando. Hai un ego smisurato e adori stare al centro dell'attenzione perché ti credi migliore di chiunque altro. Ma il mondo non gira intorno a te e dovresti capire che non puoi fare delle persone ciò che vuoi solamente perché un giorno ti svegli e ti va di dare il tormento a qualcuno per passare il tempo o perché, molto semplicemente, non ti stanno simpatiche. Molti di quelli che tu e i tuoi amici chiamate scherzi, in realtà sono vere e proprie cattiverie e umiliazioni. E' divertente e appagante appendere le persone a testa in giù ed umiliarle davanti ad altri studenti? Oppure è necessario e divertente interrompere ogni sacrosanta lezione con qualche stupidaggine? E' maturo, al sesto anno, divertirsi a collezionare punizioni e a far uscire fuori di testa i professori? Potrei continuare ancora a lungo, ma se solo tu ci riflettessi un po' sopra capiresti che le mie non sono parole a vuoto. Prova a metterti nei panni di quelle persone alle quali fai i tuoi così detti scherzi e chiediti come ti sentiresti se un giorno fossi tu o i tuoi amici a subirli. E per favore, non tirare fuori la solita scusa: "Il più delle volte se le vanno a cercare", perché non è ugualmente giustificabile. Se tu fossi maturo ignoreresti le provocazioni ma invece no, al minimo gesto che tu reputi un torto verso te stesso o i tuoi amici, subito architetti qualche piano subdolo e non è giusto, non lo è affatto. Dovreste crescere, e smetterla di credervi i padroni di Hogwarts." Gli rispose infine, liberandosi da quel peso. Vide James annuire pensieroso e passarsi una mano tra i capelli, mentre la guardava con un'espressione seria e indecifrabile. Per un momento le parve che avesse stretto ancora più forte la sua mano, come a chiederle di non lasciarlo andare, e lei aveva ricambiato. Ma forse era la sua impressione, forse...

"Evans...Non posso darti tutti i torti, ma non posso darti nemmeno ragione perché..."

"Oh Lily cara, signor Potter! Vi stavamo cercando." Ancora una volta il professor Lumacorno apparve all'improvviso alle loro spalle, facendoli sobbalzare. James, per lo spavento, si rovesciò le patatine addosso scatenando una grossa risata che assomigliava tanto a un latrato. Sirius. Gli lanciò uno sguardo furente, inarcando le sopracciglia quando lo vide sorridente ancora accanto a Hermione, a sua volta sorridente ed apparentemente a suo agio. Ma la faccia che fece Sirius, quando vide le loro mani intrecciate, fu talmente esilarante da farlo scoppiare a ridere.

"Riccioli d'oro, ho per caso le allucinazioni?" Chiese Sirius a Hermione, facendole roteare gli occhi. Il giovane rampollo Black le aveva affibbiato quel soprannome poco prima, casualmente, durante uno dei tanti discorsi che il professor Lumacorno gli aveva elencato e adesso sembrava non volerlo accantonare.

"No Sirius, vedi quello che stiamo vedendo tutti noi e ti prego, non chiamarmi riccioli d'oro... E' orribile." Si lamentò esasperata, lanciando un'occhiata confusa a Lily. Cielo, in quell'epoca non capiva veramente più niente. Cosa si erano persi nell'arco di mezzora? Non appena arrivati e ancora prima, sembrava che Lily volesse ammazzare quello che poi sarebbe diventato suo marito mentre al momento, si stavano tenendo per mano e James era ancora vivo. La cosa la rendeva felice, però al tempo stesso la lasciava basita. Inoltre, come mai tutte le affibbiavano strani soprannomi che nel futuro non aveva mai ricevuto? Pian piano si stava abituando a sentirsi chiamare Herm', e nemmeno le dispiaceva, però non poteva dire lo stesso di riccioli d'oro...

"O Santo Godric... Non può succedere davvero... Potrei seriamente andare in banca rotta." Sussurrò sconvolto, parlando tra sé e sé. I presenti lo guardarono stralunati, mentre Lily sbuffò irritata. Black aveva il potere, come Poter, di farla uscire di testa. Chissà a quale diavoleria si stava riferendo e sinceramente...Preferiva non saperlo, ed era indubbiamente meglio così. Se avesse scoperto tutte le scommesse tra Sirius e i loro amici su lei e James, probabilmente avrebbe fatto una strage, avrebbe subito un crollo nervoso, sarebbe stata rinchiusa in un reparto psichiatrico e infine, trasferita ad Azkaban per il resto dei suoi giorni e tutto ciò,sempre per colpa di Potter.

"Black, per caso anche il tuo ultimo neurone ha deciso di fare le valigie?" Le chiese sarcastica, con un sopracciglio inarcato. Il professor Lumacorno ridacchiò, leggermente perplesso.

"Su cari ragazzi, siamo a una festa, divertitevi. Ma se mi permette, signor Potter, vorrei portarla con me per mostrarle alcune cose che la signorina Granger e il signor Black hanno visto poco fa. Sono certa che le signorine saranno felici di fare qualche chiacchiera tra donne. Seguitemi giovanotti." Lily sorrise esultante, mentre James lo guardò sconvolto e Sirius gemette esasperato.

"Ma professore, è proprio necessario? Io e la Evans stavamo..." Provò a implorare James, sperando nel buon cuore del professore. Cielo, non poteva rovinare tutto, non ora che stavano parlando civilmente mentre si tenevano per mano. Le stava per dare una risposta, si stavano finalmente confrontando senza litigare ed insultarsi...Non poteva arrivare quel mappamondo di Lumacorno a rovinare tutto.

"Non si preoccupi professore, sono certa che Potter appezzerà la sua collezione di fotografie, autografi, e le storie avvincenti che le precedono. Inoltre sono certa che pure Black sarà interessato ad approfondire l'argomento." Gongolò la rossa, beccandosi un'occhiata furente da parte di Sirius e una da cane bastonato da parte di James. Hermione invece scosse il capo divertita. Le era sembrato strano che fosse tutto così semplice, bello e romantico...

"Oh bene, allora coraggio ragazzi. Sono sicuro che le vostre meravigliose accompagnatrici saranno qua ad aspettarvi non appena tornerete." Sorrise soddisfatto il professore trascinandosi dietro i due ragazzi che sconfortati, non ebbero il tempo di ribattere. James lasciò a malincuore la mano calda e delicata di Lily, in quanto sapeva che ormai la magia era stata spezzata. Se avesse riprovato a prenderla per mano, probabilmente di spezzato si sarebbe trovato la sua di mano. Sirius invece imprecò sotto voce, sbuffando irritato. Stava facendo una pessima figura con la Granger e Sirius Black, non poteva fare una brutta figura, non con una ragazza oltre tutto. Non aveva nemmeno avuto tempo di passare un po' di tempo con lei per parlarle, la serata era ancora lunga, ma di quel passo...Non poteva permettere che quel pinguino di un professore logorroico lo tenesse tra le sue grinfie per ore per mostrargli la sua intera collezione di fotografie.Ma per cosa li aveva scambiati gli studenti...Per dei souvenir?

"Lily, devi dirmi qualcosa?" Hermione osservava l'amica con un sorrisino stampato in faccia e la rossa, a quella domanda. raggiunse la tonalità dei suoi capelli.

"Ti prego Herm', è già abbastanza imbarazzante di per sé, non girare anche tu il coltello nella piaga. Domani sarà un incubo, ne sono certa." Piagnucolò Lily, facendo invece ridacchiare Hermione divertita. Doveva riconoscere che la festa era molto carina e ben organizzata. Non si poteva negare che il professor Lumacorno avesse stile, ma la riccia si sentiva un po' delusa dal fatto che il suo accompagnatore fosse chissà dove invece che con lei. Si sforzava di non pensare alla loro uscita come ad un appuntamento, ma le veniva difficile e si sentiva delusa perché nel profondo del suo cuore, avrebbe voluto passare un po' di tempo con lui. Ma forse si era semplicemente creata troppi castelli in aria o forse, stava impazzendo pure lei. Quello era Sirius,il padrino di Harry, per Godric.

"Lily" Una voce bassa e maschile le fece voltare di scatto e sia Hermione che Lily riconobbero immediatamente quella voce, ancora prima di vedere a chi appartenesse...

- Eccomi qua con il nuovo capitoloooo! Scusatemi tanto per le mie assenze nel pubblicare i capitoli nelle mie storie, ma è un po' un periodaccio perché sono incasinata e scrivere, richiede tanto tempo, impegno e dedizione, visto che ci tengo a pubblicare qualcosa che mi soddisfi a pieno però, siccome non voglio annoiarvi, eccomi qua :D! Spero che il capitolo vi piaccia e soprattutto...Ma quanto saranno adorabili Lily e James? Soprattutto Lily che per ora, vorrebbe spennarlo come una gallina e annegarlo nel lago nero :'). La dolcezza, proprio XD. La voce che ha chiamato Lily credo che sia abbastanza scontato capire a chi appartenga...Ma in ogni caso, lo leggerete e scoprirete nel prossimo capitolo ;). Un bacione enorme a tuttiiii, spero di riuscire a pubblicare prima di Natale <3.-

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro