Capitolo 5
Erano le cinque di mattina e Hermione si sentiva il cuore in gola. Aveva dormito poco e male per la paura di non riuscire a svegliarsi in tempo e prima degli altri. Doveva essere certa che tutti dormissero per riuscire nel suo piano. Non sarebbe riuscita a dare spiegazioni né tanto meno a compiere il grande passo se avesse guardato nuovamente negli occhi anche un solo membro presente in quella casa.
Quella vocina nella sua testa le aveva dato la scarica decisiva. Lei era una Grifondoro e sarebbe stata smistata in quella casata pure nel passato. Era nel suo DNA, quello era il suo destino e non si sarebbe tirata indietro. Qualunque fosse stato il finale. Ma quel giorno era ancora molto lontano, sempre che ci fosse stato un finale, si trovò costretta a pensare, e di conseguenza non ci avrebbe pensato fino al momento opportuno.
Si alzò lentamente dal letto, stropicciandosi gli occhi per cercare di svegliarsi. Non aveva tempo per fare grandi preparativi, nemmeno la doccia. Sarebbe stato magnifico passare un po' di tempo sotto l'acqua calda per scaricare un po' della tensione accumolata nei giorni ma con una nota amara, si ricordó di n8n avere più tempo a disposizione . Il suo baule era quasi pronto, doveva recuperare gli ultimi effetti personali e le fotografie che aveva stampato, le avrebbe sistemate nell'album una volta sul treno. Sperava di trovare uno scompartimento da condividere in solitudine almeno per quel giorno. Non se la sentiva di avere compagnia, in quanto le sarebbe servito un momento di sfogo.
Nel letto a fianco Ginny dormiva serenamente e quella visione le fece tenerezza. Le sarebbe mancata tanto. Ginny era speciale, diversa dalle altre ragazze, forse la sua vera e unica amica femmina. Non aveva niente a che vedere con quelle galline di Lavanda e Calì. Sperava di ritrovare quello spirito forte e intraprendente in una possibile amica in quello che sarebbe stato il passato che lei non aveva mai vissuto e che sarebbe stato un mondo totalmente estraneo dove se la sarebbe dovuta cavare con le sue uniche forze.
La rossina si rigirò tra le coperte, facendo trasalire Hermione. Non aveva più tempo, doveva agire immediatamente. Sapeva che i signori Weasley si sarebbero svegliati per primi e se non si dava una mossa avrebbe rischiato grosso. Si vestì in fretta cercando di non fare nessun rumore e infine raccolse i suoi ultimi effetti personali. Sistemò con cura le fotografie dentro una scatola e le ripose dentro il baule.Erano talmente tante che avrebbe dovuto fare una selezione di quelle più belle da inserire nell'album, tutte non ci sarebbero mai entrate.
Mancava solo una cosa. La pozione. Con mani tremanti la estrasse delicatamente dal cassetto del suo comodino. L'aveva versata in un ampolla di vetro infrangibile, ne aveva fatta parecchia e quella che non le serviva l'avrebbe portata con sé. Non aveva un colore, era trasparente come l'acqua, in effetti sembrava la copia esatta del distillato della morte vivente, pure la ricetta era simile. C'era solo un enorme differenza tra gli effetti che provocavano le due pozioni, anche se entrambe erano molto complesse da preparare.
Smise di lambiccarsi il cervello su quelle cose quando sentì nuovamente Ginny rigirarsi nel sonno. Se si fosse svegliata sarebbe stata la fine. Decise di fare un ultima cosa prima di andarsene, forse era davvero avventato, ma voleva farlo, ad ogni costo. Molto cautamente si avvicinò all'amica e con estrema lentezza, le diede un piccolo bacio sulla fronte. L'ultimo gesto di affetto che avrebbe potuto ricordare con lei. Sempre lentamente si avvicinò al suo baule e con un colpo di bacchetta lo fece sollevare da terra. Sapeva di non poter fare magie, ma considerando il fatto che era in una casa piena di maghi e che a breve sarebbe scomparsa, tornando indietro di vent'anni, nessuno avrebbe associato quel semplice incantesimo a lei.
Con il cuore pesante si avvicinò alla porta, facendo uscire prima il pesante baule e dopo un ultimo e intenso sguardo alla rossina sussurrò
"Buona fortuna Ginny, sii felice. Prima o poi Harry si accorgerà di te, ti voglio bene. Lo faccio per voi, per il vostro futuro e per quello di Harry." Dopo quelle brevi parole uscì definitivamente, non poteva restare lì un attimo di più. Voleva salutare per un'ultima volta anche i suoi migliori amici.
Doveva essere completamente pazza, ma lasciò in un angolo in penombra il suo baule e iniziò a salire pian piano le scale che portavano alla soffitta, alla stanza dove si trovavano i suoi migliori amici. Non le ci volle molto per raggiungere il suo traguardo e con il cuore in gola, aprì lentamente la porta malconcia della stanzetta e si insinuò dentro, abituando lo sguardo alla penombra.
Harry e Ron dormivano beati su due brande separate, entrambi raggomitolati sotto le coperte. Gli facevano tenerezza, pure Ron con la bocca semi aperta che ogni tanto russava sonoramente, ignaro della sua presenza. Gli sarebbero mancati così tanto...
Harry dormiva beato, con i capelli neri sparsi ovunque e un braccio che penzolava fuori dalle coperte. Gli occhiali tondi erano poggiati sulla comodina di fianco al letto. La riccia sorrise, perché per un momento si ricordò di quando esattamente cinque anni prima, aveva eseguito uno dei suoi primi incantesimi riparando proprio quegli occhiali tondi e al tempo malconci. Erano sull'espresso di Hogwarts, quello stesso treno che tra poche ore avrebbe preso senza di loro, ignari che di lì a pochi mesi sarebbero passati dal non sopportarsi all'essere migliori amici.
Ma ormai quei tempi erano passati e doveva muoversi. Non c'era più tempo... Tra una cosa e l'altra erano già quasi le sei del mattino. Si avvicinò prima ad Harry, stando attenta a non incappare in niente e quando gli fu abbastanza vicina si piegò su di lui per lasciargli un piccolo ma affettuoso bacio sulla guancia. Il moro mugolò qualcosa ed Hermione si ritrasse preoccupata, ma quando borbottò qualcosa nuovamente nel sonno non poté fare a meno di distinguere chiaramente il nome
"Ginny".
Un sorriso enorme le si formò sul volto, sentendo il cuore farle una capovolta. Lo sapeva, lo sapeva che prima o poi quel testone avrebbe iniziato ad aprire gli occhi. Guardò ancora brevemente Harry e poi la sua attenzione fu catturata da Ron. Un lieve rossore le tinse le guance, ma si avvicinò pure a lui e per la prima volta gli passò delicatamente le dita tra i morbidi capelli rossi. Infine gli stampò un delicato bacio sulla guancia e dopo un ultimo sguardo, si avvicinò alla porta.
Indugiò su di essa, cercando le parole giuste da dire come prima con Ginny. Non le ci volle molto.
"Sai Harry, sei un gran testone. Ma ti voglio un bene dell'anima ed è proprio per te che sto facendo tutto ciò. Sono felice che tu stia aprendo gli occhi e non ti preoccupare, Ron se ne farà una ragione, mentre Ginny sarà la ragazza più felice della terra. Abbiamo passato tanti bei momenti insieme, ma adesso dovrete proseguire da soli, perché io sarò impegnata in una missione molto importante. Sono certa che insieme ce la farete. Non cacciatevi nei guai, vi voglio bene. Spero un giorno di potermi riunire a voi..." mormorò dolcemente.
Poi si rivolse a Ron
"Ron, a volte sei imbranato e pasticcione, ma non posso non volerti bene perché con il tuo senso dell'umorismo mi hai sempre fatta sorridere. A volte non ti sei comportato bene con me, abbiamo litigato per la tua testardaggine e non sono stati peridi facili per me, ma l'importante è che alla fine abbiamo sempre risolto. Spero che tu sia sempre felice... Un giorno ci rivedremo, spero." Mormorò rivolta pure a lui.
Aveva finito, poteva andare... Ormai era giunto il suo momento.
"Buona fortuna ragazzi..." Sussurrò, chiudendosi la porta alle spalle...
-Nuovo capitolooo! Commentate e lasciate qualche parere, mi fa sempre tantissimo piacere 😙. Spero Che la storia vi piaccia. A presto ❤❤❤ -
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