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Capitolo 44

Hermione entrò in punta di piedi  nel dormitorio, trovandolo silenzioso e immerso nella penombra. La flebile luce proveniva solamente dai raggi lunari e dalle poche stelle che illuminavano il cielo, mentre le sue compagne erano profondamente addormentate. Era davvero tardi, e non si stupì che fossero crollate, visto che l'indomani avrebbero anche avuto lezione e lei avrebbe iniziato l'anno con l'aspetto di uno zombie. Si sentì un po' in colpa nei loro confronti, visto che le aveva liquidate in fretta e furia e probabilmente le aveva anche fatte preoccupare. L'indomani si sarebbe dovuta far perdonare, oltre tutto inventando una buona scusa credibile e infine avrebbe dovuto assolutamente iniziare ad organizzarsi per integrarsi con i malandrini, le ragazze, cercare di impedire a Peter di provare rancore verso i suoi migliori amici e far avvicinare Lily a James e in più... La parte fondamentale, più importante e soprattutto difficile... Trovare il modo per liberarsi di Voldemort. L'aiuto di Silente le sarebbe stato di vitale importanza, senza il suo aiuto sarebbe andata ben poco lontana. Di certo il compito che le spettava non era facile anzi, per una ragazza di soli sedici anni era un peso enorme da portare sulle spalle, sola al mondo e senza la possibilità di confidarsi con nessuno. D'ora in avanti la sua vita si sarebbe basata su menzogne e ciò un po' la rattristava. Cosa avrebbe detto ai suoi nuovi amici? Non avrebbe mai ricevuto lettere da parenti, da amici e da nessun'altro. Per le vacanze non avrebbe avuto un posto dove andare e ciò iniziava ad essere un ulteriore problema al quale pensare. Ne avrebbe dovuto parlare con Silente, perché rimandare non era mai una scelta saggia.

Sospirò, spogliandosi per mettersi il pigiama e infine infilarsi sotto le calde coperte del suo letto a baldacchino. Aveva bisogno di dormire qualche ora, se non voleva davvero sembrare uno zombie il primo giorno di lezioni e crollare addormentata sul banco. Avrebbe riordinato i pensieri l'indomani, quando ci avrebbe potuto pensare a mente lucida...

La mattina arrivò presto, fin troppo presto per i gusti di Hermione, che fu svegliata dai primi raggi di sole. Brontolò infastidita, strizzando gli occhi per scacciare la luce fastidiosa e cercare di tornare nel mondo dei vivi. Intorno a sé regnava ancora la quiete, quindi dedusse che forse le sue compagne non erano poi così mattiniere. Le invidiava sotto sotto, lei si svegliava sempre molto presto, volente o nolente, quindi anche quella mattina al primo albeggiare si era svegliata ma da una parte, meglio così, visto che avrebbe avuto tutto il tempo per organizzarsi ed ambientarsi. Chissà seppure Sirius si trovava nelle sue stesse condizioni... Scosse la testa, che gliene fregava in quel momento di Sirius? La cosa positiva dell'alzarsi presto era che per l'appunto, lo meno, poteva utilizzare il bagno per prima...

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"SVEGLIATEVIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!" erano le sette e mezzo inoltrate e tre ragazzi stavano ancora beatamente dormendo senza il minimo ritegno mentre un Remus Lupin, dall'aria indignata, li guardava con un diavolo per capello. Fu solo dopo aver amplificato la sua voce con un bell'incantesimo e aver gridato a pieni polmoni che i tre sobbalzarono nei loro letti svegliandosi di soprassalto.

"Una bombaaaaaa" Strillò Sirius, rotolando giù dal letto

"La partita di quidditch, sono in ritardo, sono in ritardooooo" Farneticò James, restando incastrato nelle coperte nel mentre che cercava di alzarsi per correre a prepararsi per una partita in realtà inesistente.

"I miei dolci, il drago li ha mangiati tutti." Piagnucolò Peter, terrorizzato al solo pensiero.

Remus li guardò a braccia incrociate e sopracciglia inarcate fino all'inverosimile.

"Razza di vagabondi, è tardissimo, dovete lavarvi, vestirvi, prendere i libri, scendere a colazione e andare a lezione! E' il primo giorno di lezione, il primo! E' mai possibile che ogni anno sia la stessa storia?" Gridò Remus arrabbiato, guardando uno ad uno gli amici che, confusi e stralunati lo guardavano come se fosse un pazzo assassino.

"Moony?" Chiese James stupidamente, ancora mezzo incastrato nelle coperte.

"No, sono il suo fantasma." Gli rispose sarcastico, andando ad aprire le tende per far filtrare la luce in quella stanza che era un vero e proprio disastro. Sembrava ci fosse esplosa una bomba. Pure gli elfi erano disperati nel dover pulire quel porcile. Remus faceva del suo meglio per tenere in ordine, ma i suoi sforzi duravano al massimo mezzora. 

"Sei per caso pazzo? Ci hai svegliati di soprassalto!" Strepitò Sirius, rialzandosi a fatica e piuttosto dolorante. Le persone ci stavano prendendo troppo gusto nel farlo cadere a terra ultimamente. Ed era ad Hogwarts da appena due giorni, tra i quali quello appena iniziato.

"Oh scusami tanto principino, se non ti ho svegliato con il bacio del buongiorno e la colazione a letto. Ma sai, dopo aver provato a svegliarvi con le buone per quindici minuti, ricevendo in risposta solamente dei sonori grugniti che si, sembrate dei maiali da tanto che russate, non ho potuto fare altrimenti." Sbottò acido, tornando al suo letto, il più ordinato di tutti, per recuperare la sua borsa e nel frattempo indossare le scarpe e il resto della divisa che ancora non aveva avuto modo di indossare.

"Io avevo paura che il drago mi avesse mangiato i dolci." Ribadì Peter, suscitando un sonoro sbuffo dell'amico.

"Non c'è nessun drago Peter, stavi sognando. Ma adesso,muovetevi! Si sta facendo tardissimo e non possiamo arrivare in ritardo a lezione, Lumacorno ci spellerà vivi, vivi!" Si agitò Remus, terrorizzato alla sola idea di arrivare tardi a lezione, per lo più il primo giorno.

"E ci hai svegliati solo per questo..." Brontolò Sirius, ancora assonnato ma ormai sveglio, andando verso il suo baule per scegliere i vestiti da indossare. Remus lo fulminò, senza degnarlo di una risposta.

"Siamo con i serpeverde...C'è Mocciosus." Mormorò James con sguardo rapito, restando con i calzini e le scarpe per aria.

"Giusto... Niente di meglio per iniziare l'anno..." Rispose Sirius con un ghigno

"Con una nuova punizione." Ghignò a sua volta James

"La prima punizione dell'anno... Mocciosus dovrà sentirsi onorato. Il suo momento di gloria." Mormorò Sirius estasiato. Peter ridacchiò nel suo angolo, nel mentre che indossava goffamente la divisa scolastica.

"Ne varrà la pena." aggiunse James, come se l'idea di essere punito non lo toccasse minimamente.

"NO! Scordatevelo, non ve lo permetterò." Abbaiò Remus, lanciando saette con gli occhi ai due amici che si guardarono sbuffando.

"Sei noioso quando fai così, moony." Brontolò James

"Si tratta di uno scherzo innocente, Rem. Non essere così rigido."Sogghignò Sirius.

"Innocente, innocente? L'ultima volta gli avete fatto esplodere il calderone, avete inondato mezza classe di pozione bollente e spedito metà dei serpeverde in infermeria. Per non parlare di Lily, le sono quasi andati a fuoco i capelli." Sibilò Remus indignato, scrutandoli con sguardo accusatorio. James si mosse a disagio, ricordava benissimo la scena, e con Lily non era stato affatto piacevole il post scherzo... Sirius invece scrollò le spalle come se niente fosse.

"Nessuno se ne sarebbe accorto..." Commentò pigramente, finendo di allacciarsi la cravatta rosso ed oro.

"SIRIUS!" Sbottò Remus, guardandolo severamente, come potrebbe fare un padre. Gli sembravano dei bambini cresciuti quando facevano così, quindi quasi sempre... Ciò però non escludeva che fossero ottimi amici. 

"Dai Rem', un semplice scherzo. Non faremo esplodere niente, andremo sul leggero visto che è il primo giorno, magari non finiremo nemmeno in punizione, promesso." Cercò di persuaderlo James. Effettivamente il primo giorno potevano anche darsi un contegno... Il suo pensiero volò a Lily. Non voleva farsi odiare ancora di più, infatti si morse la lingua per essersi fatto sfuggire quell'idea davanti a Sirius... Ma era più forte di lui. Odiava Piton, soprattutto dopo il trattamento che aveva riservato alla ragazza lo scorso giugno, però sapeva che lei si sarebbe ugualmente arrabbiata. In ogni caso non voleva nemmeno rimangiarsi ciò che aveva detto. 

"E sia. Potremmo fargli finire... Per sbaglio...Un ingrediente sbagliato nella pozione che ci darà da fare Lumacorno. Tanto lui inizia ogni prima lezione affibbiandoci qualche intruglio del giorno da preparare. staremo attenti a non far sospettare di noi."Rispose Sirius annoiato, non del tutto convinto, ma meglio che niente.

"Ragazzi, per favore. Avvelenatevi con la pozione del giorno, vestitevi da ippogrifi, uccidetevi a vicenda se lo credete divertente, ma non fate guai a partire dal primo giorno. E' LOGICO e SCONTATO che la colpa ricadrebbe su di voi e a quel punto, James, Lily sarà la volta buona che ti decapita." Sbottò Remus.

"Così non vale, brutto ricattatore!" Sbottò Sirius. E fu così che la storia continuò ancora a lungo...

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"Cielo, cielo, cielo! La mia bacchetta, Hermione hai visto per caso dov'è finita?" Strillava Marlene concitata, correndo da una parte all'altra della stanza per trovare la sua bacchetta, persa chissà dove la sera prima. La riccia la guardò stralunata, non sapendo cosa risponderle. Cosa ne sapeva lei di come era fatta la sua bacchetta?

"Ehm io... Non mi sembra di aver visto una bacchetta."Rispose confusa.

"Oh Hermione cara, non farci caso. Il primo giorno è sempre così." Sospirò Emmeline, alzando gli occhi al cielo.

"Hai provato a guardare nel baule?" Le chiese Lily, finendo di pettinarsi i lunghissimi e rossi capelli, una volta dopo essersi abbottonata meticolosamente la camicetta e aver indossato la divisa. 

"Non c'è Lils, non c'è!" Piagnucolò la ragazza, rovesciando le lenzuola del suo letto, con ancora mezzo pigiama addosso , per cercare la bacchetta dispersa. 

"Prova a cercare in bagno Lene, di questo passo arriveremo in ritardo." Le disse Alice, finendo anche lei di sistemarsi la divisa. Hermione, che aveva creduto che le compagne fossero ragazze tranquille, si era dovuta ricredere. Le sembravano tutte molto simpatiche, però altro che tranquille, erano degli uragani e l'avevano quasi assordata con le loro grida.

"NO, NO, NO! In ritardo a lezione proprio no."Strillò Lily scandalizzata, cercando con lo sguardo la borsa dei suoi libri, pronta a fuggire da quella stanza nel caso si fosse fatto troppo tardi. 

"Non è nemmeno qua!" Strillò Marlene dal bagno, ormai nel panico più totale. Hermione ebbe un'idea, che se avesse funzionato avrebbe messo fine ai loro problemi.

"Aspettate ragazze, forse so come fare!" Disse ad alta voce, vedendo la diretta interessata catapultarsi fuori dal bagno per sentire cosa aveva intenzione di fare la nuova arrivata.

"Oddio, se riesci a ritrovarla te ne sarò grata per sempre." Squittì, facendo ridacchiare Hermione e restare le altre ragazze immobili e con il fiato sospeso.

"Accio bacchetta di Marlene!" Pronunciò la riccia, agitando la sua bacchetta nel semplice incantesimo di appello. Per un istante ripensò ad Harry e al torneo tre maghi. Quanto si erano esercitati con quell'incantesimo per aiutare Harry ad appellare la sua scopa per sopravvivere alla seconda prova uscendone per lo meno quasi del tutto indenne. 

La bacchetta della ragazza apparve da sotto un cumulo di vestiti abbandonati in fondo al letto e Marlene urlò di gioia, andando ad abbracciare la riccia.

"Oddio Grazie, grazie! Ti sarò debitrice a vita." Strillava al settimo cielo, mentre le altre ragazze tornarono a respirare.

"Grande Hermione, bella mossa!" Si complimentò Lily, ammirata dalla brillante idea della compagna.

"Non è niente di che,mi è venuta l'idea all'improvviso." Sorrise, leggermente imbarazzata. Non era abituata ad avere delle amiche, e ritrovarsene quattro tutte insieme, o per lo meno delle buone candidate per diventarle, era una sensazione per lei nuova e al tempo stesso molto particolare. 

"Meno male Hermione, hai salvato la vita anche a noi." Tirò un sospiro di sollievo Mary, recuperando la sua borsa, e aspettando che Marlene finisse di vestirsi e pettinarsi in fretta e furia. Il tempo stringeva e dovevano ancora andare a fare colazione.

"Lene ci avrebbe tenute segregate in questa stanza anche per il resto dei nostri giorni, se non avesse ritrovato la bacchette." Ammise Emmeline divertita, scuotendo la lunga chioma di capelli biondi che aveva, per poi tirarli su e sistemarli in un elegante chignon sopra la nuca.

"Eccomi ragazze, possiamo andare!" Ansimò Marlene, nel mentre che prendeva la borsa e controllava di avere tutto.

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"Ei Herm', dopo dovrai raccontarci com'è andata ieri sera con Silente, non ti abbiamo sentita tornare." Chiese Marlene, nel mentre che le ragazze si incamminavano verso la sala grande. Per fortuna i corridoi erano ancora affollati di studenti, ciò significava che erano in orario. Hermione trasalì, lì per lì non credendo che si rivolgesse a lei. Herm era un soprannome che nessuno le aveva mai assegnato. L'avevano sempre chiamata Hermione, e non sapeva dire se le piacesse oppure no, però lo trovò un gesto carino e confidenziale. Significava che le compagne erano intenzionate a farla integrare nel loro gruppo. Sorrise, senza mostrare stupore per poco prima.

"Si perdonatemi, ma ho fatto veramente tardi e inoltre... Ho avuto qualche problema con il custode." Rispose, fingendosi amareggiata ed evitando accuratamente di mentovare Sirius.

"O cielo, Gazza è cattivissimo con noi studenti! Non sei finita in punizione vero?" Trattenne il fiato Alice, guardandola preoccupata.

"Se sei in punizione non ti preoccupare Hermione, ci penso io, sono prefetto. Andrò da Gazza e gli spiegherò la situazione, inoltre sono certa che Silente non gli permetterebbe di metterti in punizione." Si unì Lily decisa, mentre anche Emmeline annuiva preoccupata. Gazza era insopportabile quando si trattava di punizioni.

"Vi ringrazio ragazze, ma non vi preoccupate. Sono riuscita a sfuggirgli, però mi sono persa. Silente mi aveva spiegato la strada per tornare in sala comune, ma imbattendomi in lui, mi sono trovata da tutt'altra parte e quindi ho impiegato più tempo perché ho dovuto chiedere informazioni ai quadri." Mentì ancora. Iniziare già a dire bugie le dispiaceva, ma d'altronde non poteva raccontare alle ragazze di Sirius, Lily l'avrebbe prima scorticato vivo e poi punito per un mese di fila, se gli fosse andata bene. 

"Meno male, Gazza è odioso." Ammise Marlene, facendo annuire le altre ragazze.

"Adesso però facciamola concentrare, ne parleremo dopo. Herm', cerca di memorizzare i vari percorsi. Hogwarts è davvero grande e prima impari a destreggiarti,meglio è. Se tu ti ritrovassi da sola, non vorremmo che ti perdessi." Le consigliò Lily con un sorriso dolce dipinto sul bel volto. La riccia le sorrise a sua volta. Se solo la ragazza avesse saputo la verità...Se tutti loro avessero anche solamente sospettato cosa nascondeva dietro quel viso angelico. Però non poteva e non voleva sentirsi in colpa perché alla fine, se era tornata indietro, l'aveva fatto per amore dei suoi amici ma anche e soprattutto per dare una seconda possibilità a loro.

"Certo Lily, ti ringrazio. Siete davvero gentili con me." Il discorso però fu interrotto da una voce bassa e supplicante, che fece sobbalzare Hermione e trattenere il fiato alle altre ragazze. Lily si irrigidì, perdendo immediatamente il sorriso di prima. La riccia invece sentì il cuore batterle all'impazzata nel petto... A breve avrebbe conosciuto un'altra faccia conosciuta. Il professor Piton, al momento suo coetaneo.

"Lily... Ti prego." Sussurrò il ragazzo. Hermione si girò lentamente, insieme alle compagne, restando di stucco nel vedere il suo futuro professore. Un ragazzo magrolino e pallido, dalla pelle olivastra, il naso pronunciato e lunghi capelli trascurati, guardava Lily attraverso due occhi neri come la pece e l'espressione contrita e tremendamente sofferente. Hermione provò emozioni indecifrabili. Lei era abituata al freddo e rigido professor Piton, uomo impassibile e all'apparenza estremamente freddo e privo di emozioni mentre adesso... Si trovava davanti a un ragazzino trascurato, che indossava abiti scoordinati e consunti che sembrava profondamente triste e disperato. Niente a che vedere con il Piton adulto che aveva imparato a conoscere durante i suoi cinque anni di istruzione magica.

Lily chiuse gli occhi, prendendo un respiro profondo per poi rilasciarlo pesantemente, mentre le amiche spostavano lo sguardo da lei e Severus. Hermione restò in silenzio, mentre Piton la guardò leggermente sorpreso, prima di spostare nuovamente lo sguardo su Lily.

"Piton lasciami stare, vai via." Rispose piatta la ragazza, voltandosi a fatica nella direzione opposta. Era così difficile, così doloroso...

"Lily... Non puoi buttare all'aria cinque anni di amicizia per un mio errore. Mi sono già scusato, ho provato a cercarti in ogni modo a mia disposizione, ti ho pregato, implorato, supplicato. Ho commesso un errore orrendo ma ti prego... Sai che sei la persona più importante della mia vita." Le rispose imperterrito, attirando alcuni sguardi su di sé. A quel punto Lily si voltò arrabbiata nella sua direzione, osservandolo quasi con odio.

"La persona più importante della tua vita? Mandare all'aria, io, cinque anni di amicizia? Un errore? Mi stai prendendo in giro, vero? La nostra presunta amicizia l'hai distrutta te molto tempo fa, ancora prima che tu mi rivolgessi quell'insulto spregevole davanti a tutti, ferendomi e umiliandomi. Sai a cosa mi riferisco, so le scelte che hai intrapreso. I tuoi amichetti serpeverde ti hanno fatto il lavaggio del cervello...Oppure, sotto sotto l'hai sempre pensata come loro, ma sei rimasto al mio fianco perché non hai mai trovato di meglio! Noi due la pensiamo diversamente, vogliamo cose diverse. Io non sono di certo disposta ad unirmi a quei mostri che frequenti, come te non sei disposto a tornare sui tuoi passi. Ormai ci sei dentro fino al collo, Severus, e non si torna indietro. Non mi bastano le tue scuse, non mi servono, perché quell'insulto è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, la goccia che mi ha fatto capire cosa sei diventato." Sibilò furiosa, parlando con il fiato corto e le gote arrossate per la rabbia. 

"Lily tu non capisci... Non descrivermi come un mostro, sono ancora il tuo migliore amico. Non farti condizionare da Potter." La supplicò il giovane, storcendo il naso in una smorfia carica di odio nel nominare James. 

"Eri il mio migliore amico, eri. Vedi di capirlo... Lasciami stare, e non mettere in mezzo Potter. In questo caso lui non c'entra niente. Mi sembra di averti sempre difeso da lui, anche l'ultima volta... Quando poi mi hai dimostrato la tua riconoscenza. Andiamo ragazze, vieni Hermione... Lascia perdere." Gli rispose sarcastica, rivolgendosi poi alle ragazze per farle andare via da lì.

"Non voglio perderti Lily..." Sussurrò Severus, guardandola allontanarsi con disperazione...Ma ormai era troppo tardi. Lily sentì quelle ultime parole, così come sentì il suo cuore incrinarsi, sbriciolarsi, cadere a terra e disfarsi in mille schegge di vetro affilato. Era furiosa con lui, lo odiava per ciò che le aveva fatto e non era di certo disposta a perdonarlo. Ma faceva male non averlo più al suo fianco... Faceva male la consapevolezza di doverlo considerare parte dei nemici. L'aveva perso...E ogni volta che ci pensava, era una fitta al cuore.

-Nuovo capitoloooo, fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate! Spero che vi piaccia, un bacione grandissimo ❤❤❤! Le cose si stanno facendo più articolate, finalmente 😉. Aspetto i vostri pareri, miraccomando. A presto ❤❤❤. -

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