Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 42

"Terribile...Davvero terribile. Quindi alla fine Voldemort è tornato, ma la popolazione magica in buona parte non ci ha creduto perché il ministero ha messo tutto a tacere..." Mormorò Silente, tornando ad osservare pensieroso la ragazza riccia davanti a lui che lo stava osservando stancamente. Per lei rivivere quei momenti doveva essere doloroso, ma era necessario che li riportasse a galla, se volevano elaborare un piano futuro. Aveva capito che se quella ragazza era lì era per cambiare il futuro e ricevere il suo aiuto. Era logico che una ragazzina di circa sedici anni riuscisse a fare tutto da sola. Lui l'avrebbe dovuta aiutare.

"Esatto, professor Silente e qua... Inizia il quinto e ultimo anno che ho vissuto nel mio tempo, prima che decidessi di tornare nel passato." Mormorò a sua volta. Si sentiva la gola secca e il cervello sfinito. Non sapeva da quante ore stesse  parlando, ma sicuramente tante. Il preside, come se le avesse letto nel pensiero, le offrì un bicchiere d'acqua fatto apparire dal nulla che la riccia accettò di buon grado, dando sollievo alla gola asciutta.

"E' mezzanotte passata, ma se non ti dispiace vorrei arrivare alla fine di questa storia. Così nei prossimi giorni potremo discuterne con calma." Commentò l'uomo. Hermione fu d'accordo con lui, non sarebbe stata in grado di riprendere il discorso un altro giorno. Anche se era stanca, avrebbe affrontato anche la storia di quell'ultimo e travagliato anno che aveva passato vent'anni nel futuro.

Gli raccontò ogni cosa. Di come lui avesse evitato Harry per tutto l'anno scolastico, di quando Harry si ritrovò ad affrontare i dissennatori dovendoli respingere davanti agli occhi del cugino babbano e di come quel gesto, se non fosse stato per il preside che convinse il giudice a convocare un'udienza disciplinare, gli sarebbe costata l'espulsione dal castello. Gli spiegò del quartier generale a casa di Sirius e di come alla fine Harry avesse vinto l'udienza. Gli spiegò delle cattiverie scritte negli articoli di giornale sulla gazzetta del profeta, delle difficoltà che dovette affrontare il suo migliore amico e soprattutto, gli raccontò della Umbridge. Gli spiegò che donna crudele fosse e della sua tirannia nei confronti degli studenti. Ci tenne in particolar modo a spiegargli minuziosamente gli incubi di Harry, delle lezioni di occlumanzia  con Piton per bloccare la mente a Voldemort, del salvataggio del signor Weasley e dell'Es, che per una seria di eventi fece diventare la Umbridge la nuova preside di Hogwarts mentre il Silente del tempo fu costretto a darsi alla latitanza e infine, arrivò alla parte conclusiva, quella della lotta al ministero con la conseguente morte di Sirius e la distruzione della profezia, ormai con le lacrime agli occhi.

"Eravamo soli, signore. Ci siamo fatti ingannare da Voldemort e dai suoi mangiamorte. Eravamo dei ragazzini inesperti in balia di maghi oscuri con il chiaro intento di farci del male. Volevano la profezia ed erano disposti a tutti pur di averla. Fummo salvati dai membri dell'ordine della fenice che vennero in nostro soccorso quando pensavamo che per noi non ci fosse più niente da fare. Ma purtroppo, durante lo scontro, Sirius fu ucciso da sua cugina Bellatrix... A Harry non restava più nessuno. Per lui il suo padrino era l'unica persona che aveva potuto riassociare a un genitore dopo tanti anni e ancora una volta, gli era stata strappata via da Voldemort. Lui, gli aveva fatto credere che Sirius fosse in trappola, aveva ordinato ai mangiamorte di andare a recuperare la profezia. Alla fine arrivò Voldemort in persona, che cercò di impossessarsi di Harry, senza riuscirci. Voi combatteste fino all'arrivo dei membri del ministero che videro, finalmente, le prove del ritorno di Voldemort ma quest'ultimo, quando si accorse di essere stato scoperto, si smaterializzò insieme a Bellatrix. Altri mangiamorte invece furono rinchiusi ad Azkaban e ora come ora, non so dirle che fine abbiamo fatto..." Sarebbe potuta scoppiare a piangere da un momento all'altro. Quei ricordi erano estremamente dolorosi per lei, soprattutto perché le facevano ripensare ad Harry e Ron e a quanto le mancassero. Ma si convinse a non piangere pensando che se era lì, era solamente per fare del bene a loro, per modificare il passato in modo da rendergli, in futuro, una vita serena.

"E' veramente un futuro spinoso e articolato. Ma adesso la mia domanda è questa signorina Granger. Perché hai deciso di tornare indietro per cambiare il passato, piuttosto che restare nel vostro presente e provare a sconfiggere il male per poi vivere un futuro sereno?" Le chiese il preside da dietro gli occhialetti a mezza luna. Hermione si era già preparata quella possibile domanda e aveva anche pensato a lungo alla risposta.

"Perché ero stanca di vedere le persone alle quali voglio bene soffrire. La morte di Sirius è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il mio migliore amico aveva perso tutti. Prima i suoi genitori, poi Sirius... Lei non può nemmeno immaginare il dolore e l'angoscia che ho visto nel suo sguardo, professore. E' un sentimento che mi ha straziato il cuore e non riuscivo più ad accettarlo. Certo... Sarei potuta restare nel mio presente e provare a cambiare il futuro. Ma Harry sarebbe rimasto pur sempre orfano e con il dolore per la perdita di Sirius. Aveva già sofferto per l'assenza dei suoi genitori, ma al tempo era solo un bambino... Alla fine, seppur orfano e costretto a vivere una vita infelice con gli zii, non aveva mai provato veramente cosa significasse perdere i propri genitori. Ma con Sirius è stato diverso... L'ha visto morire davanti ai suoi occhi, dopo averlo conosciuto, dopo averci passato il suo tempo insieme arrivando ad associarlo a una specie di padre e soprattutto... Si è incolpato della sua morte ogni singolo giorno, ogni singolo istante, perché ha sempre pensato che lasciandosi ingannare da Voldemort, in qualche modo fosse stato lui stesso ad ucciderlo.Quindi capisce... Quanti amici avremmo dovuto veder morire, prima di vincere quella guerra, sempre se mai l'avremmo vinta? E quanti ne avrei e ne avremmo dovuti veder soffrire?

Per questo ho deciso di tornare nel passato. E' stata una mossa azzardata, pericolosa, nemmeno so cosa mi aspetta... Ma so che voglio cambiare il passato per rendere migliore il futuro. Potevo venire solamente io, che sono una nata babbana. Nessuno può sospettare niente, ho detto di aver sempre studiato a casa e di essere venuta a scuola solamente da quest'anno. Non avrei potuto portare né Harry né Ron con me. Harry è la fotocopia di James, però ha gli occhi di Lily mentre Ron, è evidente che è un Weasley. Sarebbe apparso tutto troppo sospetto... Inoltre entrambi hanno due caratteri molto impulsivi. Probabilmente non sarebbero riusciti a trattenersi, soprattutto alla vista di Minus ed Harry è troppo coinvolto emotivamente, nel complesso." Spiegò la riccia,brevemente. Il preside continuava ad essere pensieroso, camminando avanti e indietro per la stanza.

"Gesto nobile, non c'è che dire... Ma hai pensato, che alcune tue decisioni potrebbero per sempre modificare il futuro?" Le chiese serio, osservandola con i suoi profondi e luminosi occhi azzurri. Hermione tentennò insicura... Non sapeva esattamente cosa rispondere. Certo che ci aveva pensato ma...

"Ovviamente, signore. Starò attenta... Farò in modo che tutto torni secondo il reale svolgimento dei fatti." Gli rispose. Silente però sospirò, decidendosi finalmente a prendere posto davanti alla scrivania, in modo da poter guardare in faccia la ragazza. In quel momento sembrava davvero stanco e preoccupato. Probabilmente Hermione gli aveva aggiunto un bel peso in più da portare avanti...

"Hermione, con il tempo non si può giocare. Tu hai intenzione di stravolgere il passato per rendere migliore il futuro ma ciò implica delle conseguenze. Tu dovrai viverla questa vita e le cose, cambieranno in base alle tue azioni, a ciò che farai e in base ai rapporti di amicizia e chi lo sa, forse amore, che stringerai. Dal momento che hai deciso di tornare indietro, la tua vita futura è scomparsa, lasciando spazio al passato. Tu stai vivendo nel passato, il tuo futuro non esiste più. Sarai tu a riscriverlo, man mano che proseguirai questa avventura. Non puoi seguire un copione che nemmeno conosci, e pretendere che tutto vada secondo i piani che hai in mente... Perché alla fine tu stessa sai poco e niente di ciò che realmente è successo in questo tempo." Le rispose molto seriamente Silente, facendole deglutire un grosso groppo che aveva in gola. Agitazione e paura, ecco cos'era. 

"Quindi lei... Lei mi sta dicendo che al momento i miei amici non esistono? Mi sta dicendo che tornando indietro ho cancellato vent'anni di storia?" Sussurrò spaventata. Cosa diavolo aveva combinato? Non esistevano più Harry, Ron, Ginny e tutte le persone che aveva conosciuto nel suo tempo? Era davvero sola al mondo? E i suoi genitori? Aveva un altro milione di domande da porre al preside. Come avrebbe fatto a dare spiegazioni? Già sapevano che era nata babbana e aveva studiato per cinque anni a casa. Si sarebbero sicuramente aspettati lettere da parte dei suoi genitori e la richiesta di passare le vacanze natalizie e pasquali a casa, per non parlare delle vacanze estive. Cosa si sarebbe inventata?

"Il futuro è nelle tue mani. Stai giocando, capisci? Tu conosci il destino e tu, puoi decidere di modificarlo. Potresti anche decidere di non far mai fidanzare James e Lily e di conseguenza non nascerebbe nessun Harry Potter, per farti un esempio. So cosa stai pensando, ed è l'obiettivo principale di questa missione. Impedire a Voldemort di distruggere il futuro uccidendo tanti innocenti. Ed è ciò che ti aiuterò a fare, ma voglio che tu capisca che durante questo tuo percorso potrebbero cambiare tante cose. Nemmeno tu, esattamente, sai com'è andato il passato. Si potrebbe modificare qualsiasi cosa senza che tu lo sappia, per esempio." Concluse. La riccia socchiuse gli occhi stancamente, cercando di far diminuire il suo battito cardiaco impazzito. 

"L'importante, professore, è che James e Lily si fidanzino e un giorno nasca Harry. Questo non dovrà assolutamente cambiare. Per il resto invece, si vedrà nel tempo." Mormorò la riccia. Lanciò un'occhiata veloce all'orologio, accorgendosi che mancava venti all'una di notte e l'indomani, avrebbe avuto lezione. Di certo non voleva perdersi il primo giorno, rischiando di fare una brutta impressione ai professori, ma sicuramente non voleva nemmeno sembrare uno zombie. Silente parve capirla, perché si alzò in piedi per accompagnarla alla porta.

"Avremo molto di cui discutere nei prossimi giorni, ma per stasera abbiamo già chiacchierato abbastanza. Sei stanca e hai bisogno sia di riposare che di assimilare tutto ciò che ci siamo detti questa sera." Le disse gentilmente, rivolgendole un sorriso benevolo. Hermione gli rivolse a sua volta un breve sorriso riconoscente, ma aveva ancora alcune domande importanti da rivolgergli, prima di andare a letto.

"Se non è troppo, vorrei farle delle ultime domande..." Gli disse, esitando leggermente. Il preside annuì, come se già lo immaginasse. 

"Ho possibilità di scegliere? Voglio dire... Se riusciremo a sconfiggere Voldemort, poi cosa accadrà?" Quella domanda le stava particolarmente a cuore e aveva bisogno che il preside le desse almeno un breve rassicurazione, dicendole di riprendere la discussione con maggiore calma. 

"Immaginavo che me l'avresti chiesto. Ovviamente puoi scegliere, potresti farlo anche adesso, perché no. Non si verificano spesso casi come i tuoi, ma non sei la prima ad aver fatto un simile viaggio nel corso dei millenni. Queste cose non si trovano facilmente nei libri di testo, proprio perché è molto rischioso viaggiare nel tempo e non si può infierire con esso a meno che non si tratti di situazioni estremamente importanti. Se tutti potessero viaggiare nel tempo, anche per cambiare la più piccola delle stupidaggini, sarebbe la fine. Non ci sarebbe più un ordine cronologico, un vero e proprio tempo, si regnerebbe nel caos senza essere in grado di distinguere il presente dai cambiamenti temporali. 

Ma sei fortunata, visto che so risponderti. Hai tre opzioni... La prima, è quella di decidere di annullare questa missione e tornare direttamente nel tuo tempo. Quest'ultimo tornerebbe avanti di vent'anni e tutto tornerebbe alla normalità, quella che hai lasciato quando sei venuta qua.

La seconda possibilità che hai, è quella di cambiare il passato e una volta compiuto il tuo compito, tornare nel tuo futuro, adeguatamente modificato e riprendere da lì la tua vita. Sappi che tu ricorderesti ogni cosa però, di questa avventura. La memoria in quel caso non ti verrebbe modificata... Le persone del passato, non ricorderebbero della tua presenza, mentre tu ricorderesti ogni cosa. E' sicuramente una delle decisioni più difficili ma infine, c'è l'ultima, che ha un certo peso, ma potresti arrivare a valutarla come ipotesi fattibile, non puoi saperlo ora come ora.

Un giorno, compiuta la tua missione, potresti decidere di fermarti in questa dimensione. La tua vita verrebbe cambiata in modo da rendere possibile e logica la tua presenza in questa epoca, ovviamente. Ma non torneresti mai più nel tuo futuro. Lo vedresti evolvere davanti ai tuoi occhi." Le rispose. Hermione sgranò gli occhi incredula... L'ultima opzione era quella che l'aveva sconvolta più di tutte. Restare in quel mondo e non tornare mai più da Harry, Ron e Ginny? Significava, se fosse restata, che lei li avrebbe visti nascere e invece che essere un giorno loro amica, sarebbe potuta essere loro madre? Quel pensiero la sconvolse nel profondo. 

"Professore... Nel futuro ho la mia vita. Compiuta la mia missione non posso restare qua." Mormorò. Le sembrava così ovvio... Il preside però la penetrò ancora una volta con il suo profondo sguardo azzurro. 

"Non è necessario che tu risponda adesso, hai molto tempo per prendere la tua decisione, al momento la tua missione vera e propria non è ancora iniziata. Dormici su, quando sarai riposata, tra qualche giorno, inizieremo a mettere a punto il quadro della situazione... Mi hai dato molte cose a cui pensare e ho anche alcune supposizioni alcune delle quali, molto preoccupanti. Ma prima di allarmarti inutilmente, voglio cercare di fare chiarezza riguardo ad alcune cose. Vai a letto adesso, immagino che tu non abbia bisogno che ti spieghi come raggiungere la sala comune dei grifondoro." le sorrise infine il preside. Hermione si alzò stancamente, lanciando un'ultima occhiata alla stanza circolare del preside prima di dirigersi alla porta accompagnata dal professore. 

"Credo di no, signore. La ringrazio, è stato molto gentile... Mi perdoni per l'ora, si è fatto veramente tardi." Gli sorrise a sua volta.

"Non è un problema, hai fatto benissimo a venire immediatamente da me. Fai attenzione a non incrociare Gazza, potrebbe non essere molto felice di incontrarti a giro per il castello a quest'ora tarda di notte." Le consigliò il preside con una strizzatina d'occhio. La ragazza annuì intimorita, ripensando al vecchio e scorbutico custode del futuro che da quello che aveva capito, non era tanto diverso da quello attuale, solo che più giovane. 

"Certamente professore, farò attenzione. Buona notte." Si congedò, uscendo dall'ufficio del preside dopo un ultimo saluto. Si sentiva più tranquilla, certo. Finalmente si era tolta un enorme peso dal petto ma il preside le aveva ugualmente dato molto a cui pensare ed era certa che non sarebbe stato affatto semplice prendere delle decisioni. 

Ripercorse il cammino al contrario, sovrappensiero. I piedi andavano da soli, ormai conosceva quella strada a memoria. Ma per schiarirsi un po' di più le idee, decise di percorrere la strada più lunga tanto era già tardi, minuto più minuto meno non avrebbe fatto la differenza inoltre, le piaceva percorrere i corridoi vuoti, a quell'ora non ci doveva essere nessuno a giro per il castello ma quel pensiero fu interrotto all'improvviso, quando si trovò in prossimità delle cucine. Un rumore cigolante la fece sobbalzare, facendole salire il cuore in gola. Chi diavolo poteva aggirarsi nel castello a quell'ora di notte? Magari era Gazza, oppure erano gli elfi domestici che stavano per andare a pulire le sale comuni o, ancora peggio, erano studenti mal intenzionati... Doveva pur ricordarsi che il castello brulicava di un nutrito gruppetto di aspiranti mangiamorte che Godric solo sapeva cosa stessero già facendo all'epoca. Si nascose nell'ombra, aspettando che chiunque avesse fatto quel rumore facesse un'altra mossa.

Era buio pesto, a quell'ora le torce erano tutte spente e lì non c'erano finestre che permettevano al chiaro di luna di penetrare nei corridoi bui e deserti. La riccia però riuscì a intravedere un'ombra, sembrava stesse trasportando qualcosa tra le braccia e quella visione le mise ancora più ansia. Avrebbe voluto scoprire di chi si trattava, ma temeva anche di esporsi troppo. Era talmente concentrata sull'ombra che non si accorse di aver incappato in una torcia appesa al muro provocando così un fastidioso scricchiolio.

"C'è qualcuno?" Chiese una voce maschile. La riccia andò nel panico, non riconoscendone lì per lì il proprietario e quando vide che si stava dirigendo nella sua direzione, fece la cosa più sensata e forse stupida che le passò in quel momento per la testa.

"pietrificus totalus!" Esclamò, puntando la bacchetta in direzione del presunto aggressore. La riccia sentì un tonfo sordo e un gemito di dolore. Sapendo che il ragazzo era immobilizzato, si fece coraggio e decise di andare a controllare chi fosse e nel peggiore dei casi, gli avrebbe modificato la memoria. Di certo non poteva correre dei rischi. Si avvicinò piano alla figura distesa a terra, illuminando la zona con la punta della bacchetta e quando arrivò davanti a quest'ultimo, per la sorpresa le sfuggì un gridolino.

"Sirius sei tu? Ma cosa ci facevi nelle cucine?" Squittì spaventata, parlando troppo senza pensare. Ora che ormai l'aveva detto, si rese conto che lei non avrebbe dovuto sapere dove si trovavano le cucine, visto che doveva sembrare una nuova arrivata e Sirius non era di certo uno stupido. Avrebbe dovuto giocare di logica e astuzia. 

"Ma dico io, sei per caso pazza donna? Come minimo hai deturpato per sempre la mia bellezza e inoltre... Cosa ne sai tu delle cucine?" Dal melodrammatico passò al sospettoso e preoccupato, soprattutto al preoccupato. Se avesse spifferato a qualcuno delle cucine, i malandrini lo avrebbero consegnato nelle grinfie di Gazza senza un briciolo di pietà.

"Ti assicuro che sei uguale identico a prima. Inoltre, fammi pensare... Ti ho visto uscire da un quadro che rappresenta del cibo mentre eri carico di dolciumi. Vuoi farmi credere che lì dentro c'è un laboratorio di pozioni?" Gli chiese ironica. Sirius la guardò a bocca aperta...

"Tu mi fai paura. Sei appena arrivata e sembri la reincarnazione della Evans con la piccola, ma giusto microscopica differenza che lei, in cinque anni, non ha mai scoperto dove si trovano le cucine mentre arrivi tu, e la prima sera scopri tutto." Le rispose incredulo. La riccia sbuffò, alzando gli occhi al soffitto... Se solo gli avesse potuto dire la verità.

"Si chiama intuito. Inoltre, non credo che Lily ti abbia mai beccato in simili circostanze..." Gli rispose eloquente.

"Direi di no... Anche perché altrimenti non sarei più qua. Quella pazza fa di tutto per punirci e farci espellere." Borbottò Sirius, ancora sdraiato per terra. Hermione inarcò le sopracciglia scettica, constatando che il giovane Sirius proprio non la poteva sopportare Lily. Chissà se da adulti era cambiato qualcosa, sperò caldamente di si...

"Non credi di esagerare?" Gli chiese infatti, per niente convinta delle sue parole. Sirius sbuffò contrariato.

"Affatto, e presto lo scoprirai anche tu. Da quando è prefetto, Grifondoro ha perso più punti in un anno che in millenni di storia." Le rispose contrariato, ancora sdraiato a terra in una posizione che non doveva essere di gran lunga comoda.

"Dovreste stare più tranquilli allora, da quello che so, siete dei veri scavezza collo. " Il suo spirito da prefetto era tornato a galla e non era riuscita a trattenersi dal fargli una predica. Il giovane Black sogghignò malandrino, guardandola quasi con compassione.

"Dolce donzella appena arrivata, capirai ben presto che non si possono fermare i malandrini. La Evans dovrà farsene una ragione prima o poi, se non vuole diventare ancora più matta ed esaurita di quello che non è già." Hermione lo guardò dubbiosa, non sapendo bene cosa rispondergli.. Avrebbe avuto un gran bel da fare.

"Ma insomma, non capisco. Tu odi Lily, mentre James è... Innamorato di lei...Non è una situazione bizzarra?" Finì per chiedere la riccia, mordicchiandosi il labbro pensierosa. Sirius sbuffò irritato nel sentire quella frase, era terribilmente fastidioso parlare della Evans, ma alla fine con quella ragazza ci si parlava bene, quindi poteva anche sopportare.

"Se vuoi che ti risponda, potresti sciogliere l'incantesimo? Sai, iniziano a farmi male le chiappe, il pavimento non è molto comodo." Brontolò il ragazzo, ancora steso in terra come un baccalà. Hermione arrossì come un peperone, sentendosi incredibilmente sciocca. Prima l'aveva aggredito senza alcun motivo e dopo l'aveva pure lasciato steso in terra come se niente fosse, probabilmente credeva che fosse una pazza.

"Oddio scusami, ti libero immediatamente." Squittì imbarazzata, sciogliendo con un gesto della bacchetta il precedente incantesimo che teneva il ragazzo come congelato. Non si sarebbe mai immaginata di potersi trovare in una situazione del genere, la prima sera di quella strana avventura, con Sirius Black, colui che aveva conosciuto come il padrino del suo migliore amico. Sirius si stiracchiò gli arti, lasciandosi sfuggire qualche smorfia di dolore prima di rialzarsi agilmente. Hermione lo guardò in silenzio, non sapendo cosa fare o dire... Sirius era davvero alto ora che poteva osservarlo così da vicino, molto più alto di lei effettivamente. I lineamenti erano nascosti nell'ombra ma anche così risultavano attraenti e la riccia sentì un profondo moto di tristezza. Nel suo tempo Sirius aveva sofferto per metà della sua vita per poi morire per mano di quella pazza di sua cugina. Quel pensiero non le dava pace, doveva fare qualcosa, alla fine se era tornata indietro di vent'anni un perché c'era e quel perché, era proprio la morte di Sirius che aveva fatto traboccare il vaso.

"Ma dimmi, dove hai imparato a schiantare così bene le persone? Se ho ben capito hai studiato a casa da privati." Le chiese Sirius, distogliendola dal pensiero del suo futuro. Nonostante avesse il fondo schiena dolorante, era davvero interessato a scoprire qualcosa in più su quella ragazza sconosciuta.

"Ho avuto insegnanti molto validi, che mi hanno fatto fare molta pratica. E' merito loro se riesco a padroneggiare bene la magia." Sapeva che chi voleva poteva tranquillamente studiare a casa e in caso si fosse trattato di un nato babbano come lei, tramite dei permessi firmati dal ministro della magia, avrebbe potuto praticare la magia sotto la supervisione di un insegnante qualificato e in un determinato orario firmato e approvato dal ministro. Nel caso fossero andati a controllare, non le avrebbero potuto dire niente, nemmeno il buon caro vecchio Remus, che era il più sospettoso, perspicace e attento del gruppo. Sirius la guardò ammirato...

"Tanto di cappello ai tuoi insegnanti allora. Ma dimmi, come mai hai deciso di iscriverti solamente al sesto anno, qua ad Hogwarts? E' stato così difficile convincere i tuoi genitori?" Le chiese il ragazzo, davvero interessato, continuando a camminare. Hermione aveva iniziato a seguire il ragazzo senza nemmeno pensarci e fare domande, i suoi piedi la guidavano da soli e il ragazzo non sembrava voler fare domande al riguardo.Si sentì leggermente a disagio, sapeva che quella domanda sarebbe arrivata e con Silente, non aveva avuto tempo per crearsi un buon alibi anche a riguardo. Avrebbe dovuto fare tutto da sola, ma pazienza. Era abituata a cavarsela in situazioni ben peggiori, di certo crearsi un buon alibi non sarebbe stata la fine del mondo.

"Vedi, i miei genitori sono babbani e per noi è stato un grande shock scoprire che sono una strega. Non davamo peso agli eventi strani che a volte capitavano in mia presenza, i miei pensavano che fosse solamente un caso. Dopo tutto per i babbani la magia è qualcosa che si legge solamente nei libri e vede nel film, non di certo la normale quotidianità.

Ma nonostante ciò, seppur molto meravigliati, hanno accettato molto bene questa notizia anzi, ne sono rimasti molto affascinati. Il loro entusiasmo però non è bastato a convincerli a farmi iscrivere ad Hogwarts, avevano paura che potesse succedermi qualcosa di brutto e soprattutto, non se la sentivano a soli undici anni, di lasciarmi andare in un posto a loro sconosciuto per così tanto tempo." Sirius la guardò un po' perplesso, ma poi annuì lentamente. D'altronde non tutti, per fortuna, avevano dei genitori che non vedevano l'ora e liberarsi del loro figlio maggiore...Che per punirlo si divertivano a torturarlo e che ogni giorno della sua vita, si ricordavano di sminuirlo e umiliarlo. Sirius Black, la pecora nera di quell'orrenda famiglia purosangue della quale, purtroppo, portava il cognome. 

"Posso capire, di certo deve essere un bel colpo scoprire che la propria adorabile figlioletta è una strega che potrebbe, per dispetto, riempirgli la casa di scarafaggi." Ghignò il ragazzo, mostrando il suo lato malandrino. Hermione lo guardò per un attimo basita e poi, dopo aver assimilato ciò che le aveva detto, scoppiò in una risatina incontrollata. Non si poteva dire che Sirius non fosse divertente, anche se indubbiamente uno scapestrato che si divertiva a far impazzire professori, prefetti e caposcuola e pure i fantasmi.

Un miagolio sinistro li fece sobbalzare e Sirius, teso, bloccò Hermione per un braccio, facendola sussultare spaventata. Pure lei si mise sugli attenti... Quella doveva essere Miss Purr, la gatta di Gazza. Ma quanti anni aveva quel gatto? Il fatto importante comunque era che dovevano allontanarsi da lì il più in fretta possibile.

"Accidenti... Gazza e la sua odiosa gatta, Miss Purr, dobbiamo scappare." Sussurrò Il ragazzo, continuando a stringere il braccio di Hermione, che sentì un brivido percorrerle la schiena.

"Disilludiamoci, così non ci potrà vedere." Mormorò Hermione, trafficando nella tasca del mantello per recuperare la bacchetta. Conosceva bene il custode e seppur più giovane di vent'anni, dubitava che fosse granché diverso da quello che aveva conosciuto lei.

"Buona idea, devo ammettere che sei geniale..." Ammise Sirius, prendendo anche lui la sua bacchetta. Hermione arrossì lievemente, ma per fortuna Sirius non la vide, e insieme si disillusero.

"Potter... Black... Dove siete piccoli mostri? Ci scommetto che siete voi..." Sibilò una voce gracchiante e terribilmente familiare. Hermione trattenne il fiato non appena vide sbucare dall'ombra una figura a quattro zampe dagli occhi gialli, che si guardava attorno annusando l'aria e dietro, l'ombra di un uomo con una piccola gobba già pronunciata e l'aria sinistra.

"Dove sono piccolina? Quelle piccole canaglie... Se li trovo giuro che questa volta trovo il modo di frustarli. Ogni anno la stessa storia... Mi domando cosa abbiamo in mente di architettare quest'anno. Ma non ti preoccupare amorino, quest'anno non gli permetterò di farti trasformare in una gallina o farti torcere un solo pelo in qualsiasi altro modo." La riccia quasi si strozzò, emettendo un versetto che la tradì. La gatta drizzò le orecchie e miagolò nella sua direzione, mentre la riccia si tappava la bocca, ormai troppo tardi. Erano in trappola, se si fossero mossi avrebbero fatto ancora più rumore e Gazza li avrebbe inseguiti incolpando Sirius e James, visto che lei non l'aveva ancora mai vista. 

"AH AH, scovati, brutti delinquenti! State zitti è? Ma tanto adesso vi prendo... Brava tesorino mio." Hermione rabbrividì, quando vide il custode, adesso più vicino e riconoscibile in tutto e per tutto, avvicinarsi a loro con le mani tese in avanti stile mummia e gli occhietti furiosi che si guardavano attorno. Doveva fare qualcosa... Deglutendo, estrasse lentamente la bacchetta e pensando a un incantesimo che non emettesse nessuna luce, fece sbattere violentemente gli scudi di due armature che sapeva essere poco più avanti, alle spalle di Gazza. Gazza si girò di scatto, e la riccia pregò che funzionasse e che Sirius inventasse qualcosa per fuggire da quella situazione...

-Scusateeee se non aggiorno da tempo, ma sto cercando di avvantaggiarmi scrivendo più capitoli possibili perché scrivere il capitolo volta per volta è un ammazzamento 😱😱😱! In ogni caso ne ho già altri pronti e sto continuando a scrivere, scusatemi davvero tanto per la lunga assenza, fatemi sapere nel frattempo come vi sembra la storia ❤! Bacioni grandi 😘❤-

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro