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Capitolo 36

"Chi è quella ragazza riccia?" Chiese Sirius, allungando il collo per osservare meglio i ragazzini in fila.

"Riccia quale?" Chiese scioccamente Peter, riemergendo dal suo mondo incantato.

"Quella in fila, coda" Rispose Sirius, scostandosi dal volto attraente i capelli neri e ondulati e osservando ancora meglio, quella che effettivamente era Hermione.

"Quale fila?" Sirius sbuffò esasperato di fronte alla domanda, che sarebbe dovuta essere una risposta, dell'amico malandrino. Peter era da sempre il più maldestro e impacciato del gruppo. Non che gli altri malandrini non gli volessero bene, ma se non ci fossero stati Sirius, James e Remus, Peter sarebbe stato in balia dei serpeverde e di chiunque si fosse voluto approfittare di lui, tanto era maldestro e con la testa tra le zucche.

"Attiva quelle rotelle che hai nella zucca, Peter! Sto parlando dei ragazzini in fila che aspettano di essere smistati." Sbottò Sirius, un po' troppo ad alta voce.

Remus gli lanciò un'occhiataccia ammonitrice e sibilò sotto voce

"Smettetela voi due, Silente sta per parlare." Li ammonì, seduto di fronte a Sirius e accanto a James, che era momentaneamente con la testa altrove. Da una parte pensava a Lily, come sempre, dall'altra ripensava a tutti gli avvenimenti della giornata e a quell'assurdo incontro che avevano fatto con quella nuova ragazza sconosciuta, Hermione, adesso in fila per sottoporsi allo smistamento.

"Su moony, non comportarti da prefetto perfetto, sei noioso quando lo fai, considerando che nemmeno lo sei." Lo rimbeccò Sirius. Remus alzò gli occhi al cielo, esasperato dal comportamento infantile dell'amico già a partire dalla prima sera. Se non ci fossero stati i suoi migliori amici, non aveva idea di come avrebbe fatto. Erano la sua famiglia, coloro che l'avevano salvato dal baratro, dagli abissi più oscuri ma era anche vero che se non ci fosse stato lui a dare un po' di ordine, in quel gruppo sarebbe regnato il più completo caos che poi, regnava ugualmente.

"E allora non tormentare Peter già a partire dalla prima sera." Gli rispose l'amico, che da sempre cercava di tenere a bada le lingue lunghe degli amici e i loro comportamenti fin troppo esuberanti e caotici.

"Non è colpa mia se non intende." Si difese Il moro.

"Non è colpa mia se non ti spieghi bene." Borbottò Peter.

"Ho semplicemente chiesto chi è la ragazza riccia in fila. L'unica fila che tu possa vedere al momento in sala grande, coda. Sono stato chiarissimo." Sbuffò Sirius, consapevole di aver fatto una domanda ovvia che Peter, come suo solito, non aveva compreso.

James, attirato dal bisticciare dei suoi amici, si voltò verso di loro incuriosito, distraendosi momentaneamente dal pensiero fisso di Lily.

"Che succede felpato?" Chiese curioso. Remus alzò nuovamente gli occhi al cielo, conscio che se fosse intervenuto pure James, quella sarebbe stata la fine. Peter si imbronciò ancora di più e Sirius, per ultimo, disse

"Ho semplicemente chiesto chi fosse quella ragazza riccia in fila e Peter, non ha inteso un par di bolidi." Spiegò sbrigativo. James inarcò un sopracciglio scettico, capendo immediatamente a chi si riferisse.

"Non mi dire che hai già prefissato la tua nuova preda Sir', è solamente la prima sera. Comunque si chiama Hermione. E' nuova e deve frequentare il sesto anno, ha detto di aver studiato a casa fino ad ora." Scherzò James, con un sorrisetto malandrino stampato sul viso. Era risaputo che i malandrini, soprattutto James e Sirius fossero i bellocci della scuola, quelli che facevano infinite stragi di cuori tra le ragazze e forse forse, anche tra alcuni ragazzi. Tra felpato e ramoso non si poteva dire chi fosse il più ambito tra i due, ma era comunque evidente che quello che si divertiva a conquistare il maggior numero di donzelle fosse il giovane Black. James gli faceva sicuramente concorrenza, ma tutti, e proprio tutti, quindi professori e fantasmi compresi sapevano che il ragazzo aveva come chiodo fisso Lily Evans, l'unica ragazza che l'aveva sempre rifiutato e continuava a farlo, da ben cinque anni e quello, sarebbe stato il sesto, ne erano tutti certi. Il perché non si fosse ancora arreso non lo sapeva nessuno, sotto sotto forse nemmeno Sirius e gli altri malandrini. Ci poteva anche stare che si fosse, per qualche assurda ragione, innamorato della bella rossa ma se quest'ultima lo odiava, e odiava tutti i malandrini, ovviamente escluso Remus, ma in particolar modo James, piuttosto che auto lesionarsi si sarebbe potuto arrendere e ognuno per la sua strada e invece no, non dava segno di voler demordere nel suo disperato e fin'ora vano piano di conquista.

Forse odiare era un parolone, ma diciamo che Lily era intollerante alla loro presenza. L'unico malandrino con il quale convinceva in pace e riteneva pure un buon amico era Remus. James e Sirius invece proprio non riusciva a tollerarli, in quanto entrambi irrispettosi, pieni di ego, infinitamente stupidi e assillanti e tante altre caratteristiche davvero poco carine da elencare, ovviamente secondo il suo punto di vista. Peter era innocuo, o così credeva, sempre nascosto nell'ombra degli amici ma visto che trotterellava dietro a Potter e Black e sembrava venerarli come degli dei, nel mazzo ci finiva pure lui. 

Lily, attratta come una calamita dalla voce, sempre a sua detta, fastidiosa di Sirius, si voltò nella loro direzione per fulminarli con lo sguardo. Fino a pochi minuti prima aveva allegramente parlato con le sue migliori amiche, cercando di seppellire lo strano sentimento che aveva provato sul treno, tra una risata e l'altra. Ma adesso, che il preside stava per parlare e per rispetto bisognava mantenere il silenzio, non poteva assolutamente sopportare e tollerare i comportamenti sguaiati dei malandrini che poi, che soprannome assurdo e ridicolo che si erano scelti.

"Black, chiudi quel becco, si sente solo te." Sibilò furiosa. Le amiche della ragazza si guardarono esasperate, sapendo che quello sarebbe stato l'inizio di un sesto, lungo anno, dominato prevalentemente dalle sfuriate di Lily contro i malandrini e soprattutto, contro James... Anche se Sirius era quasi alla pari.

"Ti sono mancato Evans? E' sempre un piacere rivederti." Ghignò l'affascinante Black. James gli lanciò un'occhiataccia, che l'amico non vide. Lily sbuffò irritata, incenerendolo con lo sguardo.

"Se non ti rivedessi più sarebbe la mia fortuna. Ma visto che sono costretta a farlo, almeno vedi di tacere quando Silente sta per parlare." Gli rispose stizzita, sentendo lo sguardo di Potter perforarla da parte a parte.

"La Evans ha ragione Sirry, non essere fastidioso." Sogghignò James dall'altra parte del tavolo. Lily gli lanciò un'occhiata di sbieco, restando per un momento senza parole. Che avesse già dimenticato il loro litigio sul treno? Non che fosse stato il primo, visto che litigavano ogni sacrosanto giorno, ma quello le era sembrato diverso eppure...Adesso eccolo lì, il solito Potter. Quello che la buttava sempre sullo scherzo e che non esitava a stuzzicarla. Non riusciva proprio a comprenderlo... Sempre che fosse possibile capire cosa passasse per la nocciolina bacata che aveva al posto del cervello, quell'idiota. James la buttava sul ridere, per trovare almeno una scusa per rivolgerle la parola ma ogni volta che vedeva quello sguardo freddo nei suoi confronti, un piccolo pezzo del suo cuore si frantumava. Era così bella, così fiera e coraggiosa...Era così Lily Evans... E lei lo odiava? Sarebbe mai riuscito a farle cambiare idea? Il litigio sul treno l'aveva segnato più del solito, ma non voleva mostrarsi debole. Lui era pur sempre James Potter!

"Non fare il guastafeste schierandoti dalla parte del pomodoro acido, Jamie. Stavo soltanto cercando di capire chi fosse quella deliziosa fanciulla in fila." Sogghignò Felpato, facendo quasi strozzare Peter con la sua stessa saliva, impallidire James e sgranare gli occhi alle amiche della rossina, che guardarono quest'ultima allarmate.

Lily avvampò di rabbia, diventando dello stesso colore dei suoi capelli. Si sapeva che tra i due non scorreva buon sangue, ma quando era troppo era troppo.

"venti punti in meno a grifondoro, Black. Non ti affatturo solamente perché siamo in sala grande e Silente sta per parlare ma stai certo, che questa non me la dimentico. Inoltre ricordati che sei un maiale." Sibilò furiosa, incenerendolo con lo sguardo. Per un momento Sirius si pentì, quasi, delle sue parole. Una Evans arrabbiata, poteva essere veramente pericolosa. James guardò l'amico in modo eloquente e il discorso cadde lì, anche se Lily continuava a schiumare rabbia. Dannati malandrini, dannato Balck, dannato Potter e dannati Black e Potter, che agivano sempre in coppia formando, insieme, una miscela corrosiva ed esplosiva, potenzialmente letale.

I presenti nelle vicinanze borbottarono scontenti, lamentandosi di come anche quell'anno, grifondoro avrebbe perso un'infinità di punti a causa della stupida faida tra il prefetto Lily Evans e la banda dei malandrini. Sirius sbuffò scocciato, scoccandole un'occhiataccia.

"Permalosa e pure scorbutica. Che brutti gusti che hai Jamie." Borbottò il ragazzo, rivolgendosi in contemporanea a Lily e James. 

"Li odio." borbottò la rossina, rivolgendosi a sua volta alle sue migliore amiche.

"Prova a lasciarli perdere, Lils." Le consigliò cautamente Emmeline. Sapevano quanto l'amica fosse sensibile all'argomento. Quella era una vera e propria sfida tra lei e quella banda di smidollati. Chiedere a Lily di smetterla di riprendere, che era un eufemismo, i malandrini era come chiedere a un vampiro di iniziare a mangiare solo ed esclusivamente lattuga. Impossibile. Una luce pericolosa brillò negli occhi smeraldo della giovane grifondoro che dopo pochi istanti rispose 

"Mai, se lo possono scordare. Gli starò con il fiato sul collo e non m'importa di quanti punti sarò costretta a togliere a grifondoro per farli rigare dritto. Prima o poi quegli scellerati la finiranno di fare i gradassi e i tiranni di Hogwarts." Sbottò inviperita, scoccando un'occhiata truce ai quattro ragazzi poco distanti da loro.

 Sirius stava ammiccando verso una ragazzina del terzo anno che, con gli occhi a cuoricino e le gote arrossate, lo guardava sognante. Disgustoso, pensò Lily. 

Potter invece si stava passando distrattamente la mano tra i capelli, attirando su di sé le occhiatine furtive di altre ragazze. Ancora più disgustoso, constatò la rossa. Non era possibile che trovasse il modo di pavoneggiarsi sempre e comunque. 

Peter invece stava sgranocchiando alcune cioccorane rimaste dal viaggio in treno. Possibile che mangiasse sempre? Era un pozzo senza fine. 

Remus, invece, stava seduto composto rivolto in direzione della tavola dei professori, aspettando che il preside iniziasse a parlare. Lily tirò un sospiro di sollievo. Quel ragazzo era un raggio di speranza in quel gruppo di screanzati e di fatti, erano buoni amici.

 Non capiva però come mai Silente non avesse scelto lui come prefetto e avesse piuttosto preferito assegnare il ruolo a quell'irresponsabile di Potter. Doveva essere una sorta di maledizione... Più non lo voleva tra i piedi, più questo gli ronzava d'intorno con qualsiasi scusa, più o meno valida che fosse.

Nel frattempo le amiche di Lily si erano guardate sconfortate, sapendo che anche quell'anno, la coppa delle case l'avrebbero vista con il cannocchiale. I malandrini avevano sempre fatto perdere un sacco di punti a grifondoro ma mai quanti da quando Lily era diventata prefetto. Una volta era arrivata a togliere a grifondoro centocinquanta punti in un solo giorno, per punire James, Sirius e Peter per uno scherzo di pessimo gusto che avevano fatto a un serpeverde del sesto anno. Remus si era risparmiato la bravata perché ricoverato in infermeria per una brutta influenza. Quell'episodio aveva suscitato una specie di rivolta e indignazione sia tra i grifodoro che tra James e Lily. Il moro, a sua volta prefetto, per fare dispetto a Lily aveva ridato tutti i punti alla casata e più la ragazza si infuriava e li toglieva, più lui ne aggiungeva. Alla fine Lily, furibonda e sull'orlo dell'esaurimento, si era limitata a togliergli dieci punti a testa, ponendo così fine a quella sfuriata. 

Non sapeva però che una volta che se ne era andata, schiumante di rabbia, James aveva assegnato venti punti a testa a sé stesso e ai due amici, stampandosi un ghigno malandrino sul volto. Se la ragazza l'avesse mai scoperto, era certo che quella volta l'avrebbe trucidato perché se c'era una cosa che Lily Evans odiava, era proprio infrangere il regolamento. Non si potevano assegnare o togliere punti a caso e James lo sapeva benissimo. Inoltre non era giusto abusare del potere da prefetto o caposcuola. Il loro compito era quello di far regnare l'ordine, non di fare i citrulli per il castello trasmettendo un pessimo esempio. Se Lily avesse deluso i professori e perso la spilla da prefetto, non se lo sarebbe mai perdonato. Ma soprattutto, avrebbe seriamente ucciso il responsabile di tale abominio, se la colpa non fosse stata solo ed esclusivamente sua, cosa alquanto improbabile.

"Ti prego Lily, cerca di non esagerare, potremmo seriamente vincere la coppa delle case, quest'anno." Piagnucolò Alice. La ragazza era da sempre molto sportiva e competitiva e vincere la coppa delle case e del quiddicth rappresentava per lei una vera e propria soddisfazione personale infatti, faceva parte della squadra del grifondoro, giocando nel ruolo di cacciatrice. James, ovviamente, ne era diventato il capitano a pieno titolo. Nessuno era più bravo di lui a giocare a quidditch, ed era questione ben nota a tutti, come se fosse possibile non saperlo, visto che non passava più di mezzora senza giocherellare con il suo boccino d'oro porta fortuna per i corridoi e i prati del castello. Si diceva che quello fosse il primo boccino che aveva catturato, durante la prima partita che aveva vinto durante il suo secondo anno. Grifondoro contro Serpeverde. Il giovane Potter aveva catturato il boccino dopo appena quindici minuti dall'inizio della partita, tempo che aveva lasciato tutti quanti a bocca aperta. Tutti, tranne lui, che pretendeva molto di più da sé stesso, in quanto era consapevole di avere tutte le capacità per poter battere ogni record infatti, nel corso degli anni si era migliorato sempre di più, fino a riuscire ad individuare il boccino dopo al massimo pochi minuti.

"Alice ha ragione Lils, più gli dai corda e più loro si divertiranno a farti uscire fuori di testa, prova ad ignorarli." Disse anche Mary, facendo sbuffare Lily. 

"Ignorarli e fargli distruggere il castello? Se li ignoro penseranno che io mi sia arresa e che abbia deciso di lasciargli campo libero, ma con me se lo possono scordare. Questa è guerra aperta, Potter ormai lo sa. Li lascerò stare quando dimostreranno di non essere più ragazzini di dodici anni e di essere finalmente cresciuti, quindi mai." Lily incrociò le braccia sotto il seno con cipiglio corrucciato e le amiche non riuscirono ad aggiungere altro perché Silente iniziò il suo discorso di ben venuto...

- Ciao a tutti ragazziiii, eccomi qua con un nuovo capitolo, finalmente più lungo rispetto a tutti gli altri pubblicati fin'ora ma vi avverto, chiedere a me di fare capitoli lunghi, è molto, molto pericoloso XD. Ma ve ne accorgerete proseguendo a leggere la storia :D XD. In ogni caso fatemi sapere la vostra, bacioni e a presto. <3 <3 <3-

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