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Capitolo 35

Centinaia e centinaia di candele fluttuanti galleggiavano su un soffitto stellato che per magia, rifletteva il cielo esterno. Hermione sorrise, ricordando quella sua prima sera nel castello che, in tempi reali, sarebbe avvenuta molti anni dopo. Aveva letto storia di Hogwarts non appena aveva avuto la possibilità di procurarsi materiale sul mondo magico e in pochi giorni, lo aveva letto e imparato a memoria. Si rese conto che già al tempo, ancor prima di fare lo smistamento, molto probabilmente sapeva più cose lei sul castello e il mondo magico che qualsiasi altro studente degli ultimi anni. Ma dovette anche riconoscere a sé stessa che in quel periodo era stata davvero una gran smorfiosetta, saccente e irritante e che se non fosse stato per Harry e Ron, probabilmente non sarebbe mai cambiata, restando con l'arroganza e la presunzione di essere sempre migliore degli altri non rendendosi così conto di ferire e  allontanare le persone. Ma scacciò dalla mente l'immagine dei suoi migliori amici, perché in quel momento ciò a cui doveva pensare era ben altro.

Nella sala si sentivano centinaia di voci parlottare, ridere, scherzare e raccontare spezzoni delle vacanze appena trascorse. Ma un tavolo in particolare era più rumoroso degli altri e la riccia, con un lieve sorriso, fu certa che si trattasse del tavolo di Grifondoro. Il suo sguardo fu però catturato dal tavolo dei Professori, in fondo alla sala, rialzato su un soppalco maestoso. Cercò con lo sguardo il preside e in un attimo lo individuò. Silente, seduto su uno scranno intagliato, osservava gli studenti con un sorriso benevolo inciso sul volto già segnato dalla vecchiaia e gli occhi chiari scintillanti dietro le lenti a mezza luna posate sul naso adunco. Hermione sentì una stranissima sensazione allo stomaco. Quello era silente, ma era più giovane, meno segnato dalle rughe e dalla fatica. La barba e i capelli, tanti fili argentati, non erano ancora lunghi come nel futuro, ma già al tempo, indubbiamente, vestiva in modo stravagante. Per un folle istante le parve di sentire il suo sguardo penetrante trafiggerla da parte a parte ma probabilmente, era solamente la sua impressione. Silente sapeva sempre tutto, ma possibile che sapesse già anche di lei?

Per un momento cercò tra i professori facce conosciute e con sollievo vide che la maggior parte li conosceva già. Lì per lì fu certa di trovare anche quello che lei conosceva come il professor Piton, arcigno e severo seduto accanto alla professoressa Mcgranitt a discutere dell'imminente smistamento e delle future lezioni ma come un fulmine a ciel sereno, comprese che al tempo lei e Piton erano coetanei e perciò, il futuro professore, era ancora seduto al tavolo dei serpeverde come studente. Al suo posto vide un omone in carne dalla pelata imminente e lucida e dei grossi e folti baffi a spazzola che lo facevano assomigliare a un grosso tricheco, le sembrò molto buffo e dall'aspetto, anche molto cordiale e benevolo nei confronti degli studenti. Si ricordò che nel vagone, durante il viaggio, Emmeline e le altre ragazze le avevano accennato i nomi dei professori e tra quelli a lei sconosciuti vi era un certo Horace Lumacorno che dalla descrizione poteva benissimo associarlo all'omone che stava osservando. 

Quante cose che ancora non sapeva e soprattutto, tornando nel passato, se fosse riuscita nella sua missione, non aveva ancora idea di quante vite umane avrebbe salvato e quante catastrofi avrebbe evitato. Ma restava sempre il dilemma di che fine avessero fatto tutti i suoi conoscenti del futuro... Al tempo ancora non esistevano, era quindi lei un'eccezione tornata indietro nel tempo oppure, si trovavano in una vita parallela, dove il tempo continuava a scorrere vent'anni nel futuro mentre lei viveva indisturbata vent'anni nel passato? Quello si che era un grande mistero al quale sperava di dare una risposta, insieme all'aiuto del preside. Ma le faceva anche paura. Se veramente fosse stato così, se i suoi migliori amici fossero davvero esistiti in una vita parallela, lei come avrebbe fatto? 

Silente si alzò in piedi in tutta la sua statura, sorridendo benevolo ai vecchi e nuovi alunni. Con lo sguardo passò a rassegna tutte e quattro le lunghe tavolate e alla riccia, sembrò di vederlo strizzare l'occhio all'ultimo tavolo in fondo alla sala, quello di Grifondoro, ma forse era stata solo una sua impressione. Il chiacchericcio si spense quasi immediatamente, lasciando così la possibilità al preside di parlare indisturbato. Hermione sapeva che Silente avrebbe fatto il suo solito discorso di benvenuto prima dell'inizio dello smistamento e infatti concentrò la sua attenzione su di lui, mentre i ragazzini dietro di lei si guardavano attorno spaesati e intimoriti. Hermione sentiva tanti sguardi puntati su di lei, che guardavano curiosi i nuovi arrivati ma giustamente, la loro curiosità era attratta maggiormente dalla sua presenza.Il suo piano di non dare nell'occhio si stava lentamente frantumando. Senza che lei potesse sentirli, alcuni stavano già sussurrando, tra di loro, chiedendosi chi fosse quella ragazza riccia dall'aspetto già così sicuro di sé e troppo grande per essere del primo anno...

- Ciao a tuttiiii, sto scrivendo nuovi capitoli per avvantaggiarmi e ho deciso di scriverne di più lunghi come per le altre mie storie. Questi ormai li lascio come sono, così come alcuni, oltre questo, che avevo già scritto tempo fa. Ma i prossimi che scriverò saranno sicuramente molto più lunghi e consistenti... Mi sono resa conto che non ha molto senso fare un'infinità di capitoli corti e spezzati quando posso farne tranquillamente di meno ma più completi ed esaurienti. Quindi, oltre ai miei mille discorsi contorti, spero che la storia vi piaccia! Vi mando un bacione enorme, vi ringrazio per seguirmi, votarmi e i possibili commenti annessi e vi ricordo, se vi facesse piacere, di passare a leggere le altre mie due storie. A prestooo <3 <3 <3 -

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