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Capitolo 34

La McGranitt uscì dalla stanza così com'era entrata, lasciando gli studenti a bisbigliare concitati tra di loro.

"Mi hanno detto che dovremo affrontare delle creature magiche e in base alle nostre capacità verremo poi assegnati a una delle quattro case,quella che più ci rappresenta." Aveva parlato un ragazzino dai capelli color nocciola, emettendo una vocetta a dir poco spaventata.

"Ma è impossibile, noi non sappiamo fare magie." Gli rispose una ragazzina bionda.

"Io invece so che dovremo rispondere a delle domande che ci faranno i professori di ogni materia." Bisbigliò intimorito un ragazzino biondo.

"Ma io non ho studiato niente...Non so nessun incantesimo." Piagnucolò una ragazzina dai capelli corvini.

Hermione li ascoltava distrattamente, ricordando il suo primo giorno in quello stesso castello, con un piccolo sorriso malinconico. Anche lei si era sentita ansiosa ma, al tempo stesso, eccitata per quella nuova avventura. 

"Ci verrà semplicemente adagiato sul capo il così detto cappello parlante. Sarà lui a decidere in quale casa smistarci, noi non dovremo fare niente." Esclamò a un tratto ad alta voce, zittendo tutti i ragazzini, che la guardarono meravigliati, chi sorpreso, chi sospettoso e chi sollevato.Alla fine la sua parte saccente non aveva resistito alla tentazione, prevalendo sul suo buon senso. Lei doveva passare per la nuova arrivata, non per la guida esperta per quel manipolo di ragazzini al momento più piccoli di lei.

"Come fai ad essere così informata?" Chiese un ragazzino dai capelli di un castano chiarissimo, guardandola sospettoso. Hermione gli lanciò un'occhiata in tralice, sentendo dentro di lei che quel bambino a breve sarebbe diventato un serpeverde con i fiocchi.

"Leggo, mi informo e memorizzo. Non è difficile." Rispose acida. Un po' se ne pentì, d'altronde era solamente un ragazzino, ma la sua precedente esperienza con tipini dal caratterino così arrogante le avevano innescato un campanello d'allarme. Prima si faceva rispettare, e meglio era. 

Non ci fu il tempo per fare altre domande e il ragazzino in questione, seppur fosse leggermente arrossito, non riuscì a dire nient'altro perché la porta della stanza si aprì ed entrò nuovamente la professoressa McGranitt, diffondendo un silenzio di tomba tra i ragazzini intimoriti.

"La cerimonia di smistamento è pronta, seguitemi." Hermione la seguì in silenzio, osservando da vicino la professoressa.

Era molto più giovane, le rughe molto meno evidenti, quasi inesistenti, ma i capelli erano come di consueto raccolti in una stretta crocchia nascosta sotto quello che doveva essere il solito cappello da strega, a punta, che aveva rivisto vent'anni nel futuro, così come il vestito a fantasia scozzese. Il cipiglio però era già severo e Hermione poteva intuire che nell'aria circolava già il terrore diffuso dall'imminente tirannia di Voldemort che avrebbe raggiunto il suo apice quando al suo fianco avrebbe avuto tutta la sua cerchia più stretta di mangiamorte. Le metteva i brividi sapere che tanti di quest'ultimi al momento si trovavano tra quelle mura, ancora innocenti e non ancora spietati criminali assetati di sangue, odio e potere, nonostante già fossero sulla strada che li avrebbe condotti al male e alla loro rovina eterna. 

La McGranitt li stava conducendo a passo svelto lungo il corridoio che ospitava il grande e maestoso portone in legno massiccio dal quale proveniva un allegro vociare, la sala grande, che ospitava le quattro lunghe tavolate affollate di studenti curiosi e vocianti che aspettavano i nuovi studenti, la consueta filastrocca del cappello parlante e soprattutto, l'abbondante banchetto di inizio anno.

Quando giunsero davanti al grande portone i ragazzini capeggiati dalla professoressa, si mossero a disagio sul posto, alcuni bisbigliando tra di loro. A capo, subito dopo la McGranitt, c'era Hermione con il cuore che le batteva forte nel petto e le gote arrossate per l'emozione e la trepidazione. Sentiva la gola secca e in quel momento si rese conto che lei, Hermione Granger, la strega più brillante della sua età... Era rimasta a corto di parole. Una nuova ondata di paura le attanagliò il petto. Aveva il tremendo terrore di svenire nuovamente, come davanti a Lily e James. Temeva di non reggere l'emozione davanti all'intera sala grande e sarebbe veramente stato il colmo per lei. Ma doveva essere forte e non lasciarsi vincere dall'emozione, era una fiera grifondoro ed era lì che sarebbe stata smistata. Per questo, quando la professoressa li invitò ad entrare, prese un respiro profondo e la seguì coraggiosamente, a testa alta. Una vera leonessa non si sarebbe fatta abbattere da niente e da nessuno, figuriamoci da uno smistamento. Il dormitorio femminile di grifondoro del sesto anno poteva già aggiungere un nuovo letto, il suo...

-Nuovo capitoloooo! Sto decidendo come gestire i capitoli, se unirne alcuni per farli più lunghi o lasciarli ormai così come sono e scriverne di più lunghi d'ora in avanti! In ogni caso spero che la storia vi piaccia ❤❤❤. A presto, bacioniii 😙😙😙.-

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