Capitolo 31
Hagrid stava facendo una conta veloce dei ragazzini, giusto per assicurarsi che nessuno di loro fosse rimasto indietro e quando fu pronto li invitò a seguirlo. La riccia cercò di avvicinarsi il più possibile a lui, nella speranza di sentire una sensazione di familiarità affettiva almeno con una persona che le ricordava il suo futuro, la vita che aveva abbandonato per tornare vent'anni indietro nel tempo ed intraprendere quella missione folle.
Sapeva che lui al momento non la conosceva e quel pensiero le metteva un po' di tristezza, ma per lo meno poteva aggrapparsi a qualcosa per non dimenticarsi della sua reale provenienza e di tutto ciò che aveva passato in quello stesso castello nel suo futuro, forse perso per sempre. Quel pensiero la terrorizzava, ma doveva tenere duro e stringere i denti per portare a termine la sua missione e non mollare. In qualche modo avrebbe cambiato il futuro, era lì per quello, non poteva fallire e soprattutto,non poteva lasciarsi andare alle paure.
Il suo cervello continuava febbrilmente a rielaborare tutto ciò che avrebbe dovuto fare e ciò non l'aiutava affatto, in quanto non aveva nemmeno affrontato lo smistamento, che sarebbe dovuto essere il suo pensiero principale. Se già il primo giorno si faceva così tanti problemi, non osava immaginare con l'andare avanti nel tempo. Ma le parole di quella ragazzina, di quella Julienne, l'avevano incredibilmente turbata. Sapeva che c'era del vero nelle sue parole e non sapeva spiegarsi come ciò fosse possibile e la cose la inquietava. E se quella bambina avesse rappresentato per lei un problema? Le aveva detto cose che l'avevano fatta ancora di più preoccupare ma la cosa peggiore, era che non poteva pensarci, perché avrebbe perso solamente tempo e al momento non poteva permetterselo.
Ben presto arrivarono sui prati del castello e la fila dei ragazzini iniziò nuovamente a sussurrare e parlottare concitati, indicando il castello che da lì sembrava ancora più imponente. Hermione fu percorsa dai brividi quando alcune folate di vento si abbatterono su di loro. Si sentiva nuovamente a casa, solo che mancava qualcosa, o per meglio dire, qualcuno. Nuove immagini le tornarono in mente e immediatamente si voltò in direzione della foresta proibita, dove sapeva esserci la capanna di Hagrid in quel momento nascosta nel buio della notte, immersa tra i primi, fitti alberi della foresta proibita.
Quante volte aveva percorso quei prati insieme ai suoi migliori amici, quante avventure. Conosceva il castello talmente bene che sarebbe stato difficile fingere di essere appena arrivata. Come avrebbe fatto a fingere di non sapere come raggiungere la sua amata sala comune di grifondoro, o la capanna di Hagrid, o anche solamente le aule? Sarebbe stato quasi impossibile per lei, ma ancora una volta, si sarebbe dovuta costringere a farcela. Prima di tutto doveva mettere la sua missione al primo posto.
"Muoviamoci su, mica ci aspetta a noi il banchetto." Li incitò Hagrid allegramente, facendoli nuovamente camminare. Hermione intuì che Hagrid si era appena contraddetto, in quanto il banchetto sarebbe iniziato proprio dopo il loro arrivo e completo smistamento, ma ovviamente non proferì parola e si incamminò dietro a tutti gli altri.
Strani brividi le facevano formicolare il corpo e si sentiva come dilaniata tra passato e futuro. In un angolo remoto della sua mente continuava a rivivere ciò che già le era capitato in quei prati vent'anni nel futuro ma al tempo stesso, il suo cervello rielaborava le nuove informazioni. Sperò vivamente di abituarsi in fretta e di non fare confusione perché al momento, credeva di impazzire.
Sotto sotto sperava che quella Hogwarts avesse almeno alcune differenze da quella che conosceva lei, giusto per sembrare almeno un po' disorientata perché altrimenti, era certa che prima o poi avrebbe messo qualche gaffe anche lei. Gaffe che però si sarebbe voluta risparmiare.
Tutti quei pensieri l'avevano distratta a sufficienza da non farle notare di essere appena arrivata davanti all'enorme scalinata di marmo che portava all'ingresso principale e quella vista le scaldò il cuore, nonostante sapesse che avrebbe intrapreso quel percorso senza Harry, Ron ,Ginny e tutte le persone alle quali era maggiormente affezionata.
"Ci stiamo quasi, tra poco la professoressa McGranitt ci prenderà con lei e vi porterà in una stanza che sta vicina alla sala grande. Lì ci aspetterete il vostro turno per essere smistati. " Gli spiegò il mezzo gigante. Hermione sentì una scossa elettrica pervaderle la spina dorsale e si guardò a torno per osservare le reazioni dei suoi giovani compagni. I più erano terrorizzati o per lo meno dubbiosi e intimoriti, e lei cercò di fingersi almeno altrettanto tesa ed emozionata. Non che non lo fosse, ma sapendo già a cosa sarebbe andata in contro, era molto più tranquilla di tutti quei ragazzini spaventati a morte messi insieme.
Poteva invece comprendere quest'ultimi, che in realtà erano più grandi di lei, ma scacciò quel pensiero, che erano totalmente ignari di ciò che li aspettava. Era certa che ci fossero anche dei purosangue tra loro, che quindi avrebbero dovuto sapere tutto di Hogwarts, ma aveva letto che per tradizione molte famiglie tendevano a non svelare in cosa consistesse lo smistamento, proprio per immettere i propri figli nel mondo magico affrontando la loro vera prima prova, una prova d'identità.
Un esempio ne era stato Ron, anche se in realtà a lui i gemelli avevano inventato una panzana per terrorizzarlo. Un piccolo sorriso affettuoso le increspò le labbra e ancora una volta, si chiese cosa ne fosse stato del suo mondo. La tappa successiva sarebbe stata parlare con Silente, e anche urgentemente. Aveva molte cose da chiarire e sistemare, prima di integrarsi definitivamente con i suoi futuri compagni... E quel compito si prospettava piuttosto tortuoso da gestire. Era certa che si sarebbe trovata bene con le ragazze, già ne aveva avuto un assaggio. Ma con i ragazzi? Non aveva la più pallida idea di come doversi comportare con loro, soprattutto con Peter. Doveva mettersi in testa che doveva aiutarlo a non passare dalla parte del male, ma quanto sarebbe stato possibile tutto ciò, considerando che era profondamente disgustata da lui e tutto ciò che aveva avuto coraggio di fare?
Già all'ora nel suo cuore bramava il desiderio di unirsi a Voldemort? Oppure, gli scherzi e l'essere sempre messo in secondo piano da James e Sirius, i suoi migliori amici, non l'avevano ancora spinto a prendere in considerazione quella macabra scelta a loro discapito? Rabbrividì pensandoci, sapendo che a pochi metri da lei c'era il passato ignoto al quale da anni cercava di dare un'interpretazione, il quale aveva lasciato una lunga scia di dolore, sangue e questioni irrisolte. Aveva lasciato un mondo da ridimensionare, cambiare e salvare. E quel compito folle in parte spettava a lei...
-Eccomi qua con un nuovo capitolooo! Non aggiorno da tanto lo so, ma ho avuto e ho molto da fare e non sono più riuscita ad avvantaggiarmi con nuovi capitoli 😟! Ma visto che ieri era il mio compleanno, e ho compiuto 20 anni, mi sono voluta fare un piccolo autoregalo cercando in tutti i modi di pubblicare almeno un capitolo ❤❤❤! Spero che la storia vi piaccia, fatemi sapere...Presto aggiornerò pure le altre. Grazie mille, un bacione enorme a tutti 😙😙😙.-
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