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Capitolo 26

Hermione continuò a scrutare a lungo l'orizzonte aldilà dello spesso vetro del vagone dell'Hogwarts express, seduta accanto al suo baule e circondata dai ricordi e i pensieri che si accavallavano gli uni sopra gli altri. Con i suoi occhi vide l'oscurità calare, inghiottendo nelle tenebre il paesaggio e le valli sempre più incolte che li avvicinavano all'arrivo in stazione. Nel treno le luci si erano già accese da un pezzo, così come si era risvegliato anche il suo appetito, che le faceva brontolare la pancia in protesta, visto che Il pranzo che la signora del carrello, vent'anni più giovane, aveva portato a mezzogiorno era ormai lontano da ore. Avrebbe dato veramente qualsiasi cosa per far si che una volta arrivati in stazione, fosse già tutto sistemato e lei potesse sedersi tranquillamente al tavolo dei Grifondoro, insieme ad Emmeline e le ragazze. Un pensiero tornò nuovamente anche a loro perché da quando si erano salutate, circa un'ora prima, forse meno, forse più, non ne aveva idea, non le aveva più viste passare, quindi non sapeva nemmeno se la nuova amica era riuscita a trovare la futura mamma del suo futuro migliore amico. Sperò vivamente di si, come sperò che andasse tutto bene, perché il senso di colpa per la sua ingratitudine, non l'aveva ancora abbandonata. Per vari motivi il treno aveva avuto dei rallentamenti, altrimenti a quell'ora, forse, sarebbero già arrivati in stazione ma poco cambiava... L'ansia e l'emozione non avevano intenzione di andarsene anzi, forse tendevano ad aumentare.

Come poteva non essere emozionata e anche un pizzico spaventata? Per lei quella era un'avventura che avrebbe potuto per sempre cambiare il corso della sua vita e della storia, si era caricata sulle spalle un peso immenso e soprattutto, avrebbe dovuto rivivere da capo tutte le cose che aveva già vissuto, fingendo per intero. Quella che per lei era come una seconda casa, Hogwarts, avrebbe dovuto far finta di non conoscerla e sinceramente, non aveva la più pallida idea di come avrebbe fatto. Per lei, sarebbe stato veramente assurdo e mai come in quel momento, avrebbe voluto avere qualcuno al suo fianco per potersi confidare e sostenere a vicenda. Nuovamente, si chiese se la sua non fosse stata una mossa azzardata, quella di partire da sola ma poi... Ancora una volta, capì di ragionare in modo egoistico, così. A chi avrebbe potuto chiedere di seguirla in una missione tanto folle, rinunciando alla sua vita? Ad Harry, non avrebbe potuto per ovvi motivi ai quali aveva già pensato. A Ron, nemmeno...Anzi, quel pensiero la fece arrossire terribilmente. Voleva un bene dell'anima a Ron, ma proprio non ci si vedeva a partire con lui, da soli, per affrontare una missione del genere. A chi avrebbe potuto chiedere, quindi... A Ginny? Seriamente le avrebbe potuto chiedere di abbandonare la sua vita, per seguire lei in quella follia? No, non avrebbe potuto. Quindi, con un sospiro triste, si rese conto che avrebbe dovuto accettare l'idea di essere sola al mondo, costretta a vedersela da sola per crearsi una vita in quell'epoca e cambiare le carte in tavole. Per un momento, n modo molto infantile, desiderò rivedere James e Lily perché incredibilmente, in loro compagnia, seppur in ansia per quello che l'aspettava, si era sentita al sicuro.

Ma adesso doveva pensare ad Hogwarts e a ciò che l'aspettava... Da quella sera in poi, avrebbe veramente rifatto tutto per la prima volta. La traversata con Hagrid sopra le acque placide del lago nero, l'entrata in sala grande, lo smistamento... Che forse era la cosa che più la spaventava. Come faceva ad avere la certezza che il cappello parlante la smistasse in Grifondoro? Non poteva esserne certa. Il fatto che in fututo lo fosse stata, non significava niente anche, perché, con il cuore in gola, si ricordò di come il cappello fosse stato indeciso tra lo smistarla in corvonero o in Grifondoro. Solamente dopo un lungo ragionamento era giunto alla conclusione di metterla in Grifondoro e ovviamente lei ne era stata felicissima ma a quel tempo, non le avrebbe gfatto grande differenza, perché non aveva ancora niente da perdere ma adesso, aveva eccome qualcosa da perdere. Era necessario che finisse nuovamente nella casata dei grifoni.

Ne dipendeva tutta la missione e se mal di grazia il cappello non avesse fatto da solo il suo dovere, ci avrebbe pensato lei in qualche modo a convincerlo a smistarla nella casa giusta. Per un momento pensò anche a  come sarebbe stata la sua vita se nel futuro fosse stata smistata in corvonero. Probabilmente non sarebbe mai diventata amica di Harry e Ron e in quel momento, capì quanto sarebbe stata vuota la sua vita senza di loro. Nonostante tutte le volte che aveva rischiato di morire per stare al loro fianco, avrebbe ripetuto altre mille volte quelle esperienze, pur di averli accanto. Ed era inutile, con il pensiero ci tornava in continuazione...I loro volti le venivano in mente e il cuore le si stringeva in una morsa dolorosa. Le mancavano, tanto, troppo. Non aveva la più pallida idea di come avrebbe fatto senza di loro eppure, di nuovo, si rese conto che ce l'avrebbe dovuta fare, che sarebbe dovuta andare avanti anche da sola, perché non avrebbe avuto altra scelta.

Ogni centimetro di quella maestosa struttura le avrebbe ricordato loro e tutto ciò che avevano passato insieme e sarebbe stato difficile, ma non impossibile, perché lei doveva andare avanti, doveva farcela. Era tornata indietro per Harry, per loro e il loro futuro e pur quanto le sarebbero mancati, non poteva arrendersi e farsi sommergere dai ricordi. Conosceva Hogwarts come le sue tasche, ne conosceva i suoi segreti, sapeva come funzionavano le cose al suo interno... Aveva tutte le carte in tavola per farcela. Con un brivido, le venne anche in mente che in quel tempo, il basilisco era ancora in vita...Addormentato, ma pur sempre vivo e presente all'interno della scuola, pronto al risveglio e all'attacco. Con un profondo brivido si chiese se non fosse anche il caso di avvertire silente della vera esistenza di quel mostro e trovare un modo per distruggerlo oppure, concentrarsi su altro. Non credeva che al momento la camera dei segreti rappresentasse un pericolo, però visto il suo salto nel passato, non aveva la più pallida idea di quello che sarebbe potuto succedere. Silente sapeva della sua esistenza, ne era certa, così com'era certa che però non sapesse dov'era situata e cosa vi si trovasse al suo interno quindi, avrebbe dovuto valutare con cura se affrontare anche quell'argomento oppure aspettare o rimandare.

Con una sensazione di gelo, riconobbe che lei sarebbe stata una delle persone a conoscere più segreti sia sul castello che sulle persone che lo abitavano, che le persone stesse che lo bazzicavano già da anni, come per esempio i malandrini stessi. Da una parte era esaltante, ma dall'altra era spaventoso. Era esaltante sapere cose probabilmente sconosciute anche agli stessi malandrini, i ribelli indiscussi della scuola, coloro che avevano inventato la mappa e scoperto un'infinità di segreti che erano stati gelosamente custoditi nel corso dei secoli ma dall'altra, le ricordava ancora una volta l'impresa che aveva imboccato e che ormai non poteva più abbandonare.

Comunque dubitava fortemente che i malandrini fossero arrivati a conoscere l'esistenza della camera dei segreti, per esempio, perché se avessero anche solo creduto che realmente esistesse, probabilmente, avrebbero cercato di entrare al suo interno.Quasi sicuramente pensavano che fosse solo una stupida leggenda per spaventare gli studenti che si tramandava di secolo in secolo. Ma non aveva idea, per esempio, se conoscevano la stanza delle necessità oppure no... sulla mappa non era mai apparsa... Ma forse perché non poteva essere disegnata. Però, si ricordò che quell'ultimo anno, quando avevano fondato l'ES e chiesto consiglio anche a Sirius per trovare un posto adatto dove allenarsi, quest'ultimo non aveva fatto nemmeno il minimo accenno alla stanza delle necessità e se l'avesse conosciuta, non credeva che avrebbe esitato un attimo a suggerirgliela quindi, anche quello, restava un bel mistero al momento.

Tutto l'insieme le sembrava una gran mostro acquattato nell'ombra pronto a tenderle un agguato al primo accenno di debolezza. Sapere tutte quelle cose era sia eccitante che spaventoso perché con sé, portava dei segreti orribili, dei segreti di morte. Morte... Quella parola era come un cubetto di ghiaccio sotto la maglia in una giornata gelata d'inverno. Sapere che tutti quei ragazzi dai visi allegri e felici, in preda ai litigi e agli amori adolescenziali, esattamente come lei, di lì a pochi anni sarebbero quasi tutti morti...Era straziante. Il destino era stato crudele con loro, quello stesso destino che lei era lì per cambiare. Sulle sue spalle gravava il peso di tante vite altrui... In primis quelle di Lily e James, che comportava anche tutto il resto. Conoscere il loro tragico futuro, era una pugnalata al cuore, la stessa pugnalata che non avrebbe esitato a lanciargli Peter alle spalle. Represse un brivido di disgusto, ricordandosi che lei con Minus ci avrebbe dovuto avere a che fare, senza battere ciglio. Si sarebbe dovuta comportare con lui esattamente come con tutti gli altri e anzi, avrebbe dovuto cercare di passare del tempo con lui per capirlo e cercare di evitare ciò che aveva fatto nel futuro. Si sentì male al solo pensiero e nuovamente, pensò ad Harry. Le sembrava assurdo... Se solamente il suo migliore amico avesse saputo cosa avrebbe fatto di lì a breve, probabilmente gli sarebbe venuto un infarto o avrebbe strozzato Minus con le sue stesse mani.

Tirò un respiro profondo, osservando la divisa scolastica ancora priva dello stemma della casata nella quale sarebbe stata smistata, che sarebbe apparso quella sera stessa subito dopo lo smistamento. La guardò con una tale intensità che per un momento credette di poterla incendiare. La missione che aveva deciso di portare a termine era difficile, pericolosa e molto più grande di lei però, ce l'avrebbe fatta, ad ogni costo. Silente l'avrebbe aiutata, lo sapeva, non sarebbe stata sola. E avrebbe vinto, avrebbe cambiato il futuro e tutto sarebbe tornato al posto giusto. Avrebbe salvato tante vite innocenti e una volta compiuto quel lavoro, sarebbe potuta tornare dai suoi migliori amici a viversi una vita felice e armoniosa.

Ce l'avrebbe fatta...Quello stemma sarebbe diventato rosso ed oro. Sarebbe diventata, per la seconda volta nella sua vita, una Grifondoro perché era quello che era. E se ce ne fosse stato bisogno, lo sarebbe diventata anche per la terza volta perché nel suo sangue scorrevano le qualità dei Grifoni e il cappello se ne sarebbe accorto immediatamente.

Avrebbe portato a termine quella missione.

-Nuovo capitolooo! Fatemi sapere se la storia vi piace 😄. Hermione è quasi arrivata ad Hogwarts...😘.-

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