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Capitolo 24

"Non manca molto all'arrivo ad Hogwarts." Commentò Alice dopo alcune ore, durante le quali avevano cambiato argomento, iniziando a parlare di Hogwarts, le lezioni, i professori e tutto ciò che riguardava l'imminente arrivo al castello. Erano tutte cose che Hermione già sapeva perfettamente ma ovviamente si finse sorpresa, attenta ed interessata ad ogni minimo dettaglio che le descrissero e spiegarono. In realtà aveva realmente peso dalle loro labbra ma più che altro, perché era rimasta incredibilmente affascinata dal loro tempo e dai loro racconti. Era bramosa di sapere di più sul loro conto, su ciò che avevano vissuto e su ciò che avrebbe visto e affrontato da quella sera stessa ma soprattutto, era bello vederle giovani e felici, sue coetanee, spensierate e intente a ridere e scherzare. Le parole di Alice però la fecero trasalire, perché il tempo era letteralmente volato e lei, si era completamente dimenticata di non essere più nel suo vagone e di aver abbandonato i suoi effetti personali alla portata di tutti. Il panico la assalì improvvisamente, perché le vennero in mente le foto e la pozione che aveva custodito con cura ma soprattutto, l'album fotografico che aveva iniziato a riempire quel giorno stesso. Era di vitale importanza che nessuno le vedesse perché erano datate vent'anni nel futuro e se qualcuno avesse notato quel piccolo dettaglio, sarebbe stato un bel guaio. Certo, avrebbe potuto farlo passare per un errore, se sorvolava il fatto che nell'album erano presenti foto anche di lei, Harry, Ron e Ginny proprio ad Hogwarts. Quel pensiero la fece rabbrividire come una foglia e per un istante, temette di svenire nuovamente. Era stata una vera e propria incosciente... Sarebbe dovuta prima andare a prendere le sue cose e poi al massimo, tornare dalle ragazze. Seppur a malincuore e con la paura di risultare sgarbata, capì che era giunto il momento di salutarle.

"O cielo, è già passato così tanto tempo? Sarà meglio che io vada a recuperare le mie cose e nel frattempo mi dia una sistemata." Si affrettò a dire, leggermente nervosa. Un nervosismo che le ragazze captarono ma scambiarono per emozione. Di fatti le sorrisero comprensive, lasciandola per alcuni istanti spiazzata.

"Tranquilla Herm', a primo impatto Hogwarts ti lascerà senza fiato, ma ti abituerai subito e in breve tempo la amerai." Le disse Marlene con un gran sorriso stampato in faccia.

"Faremo il tifo per te dal tavolo dei Grifondoro, sento che sarai dei nostri!" Aggiunse Alice eccitata, battendo le mani come una bimba felice.

"Non te ne accorgerai nemmeno, Herm'. Non appena sarai dentro, ti sentirai a casa, fidati." La incoraggiò a sua volta Mary.

"Concordo con tutte loro Herm'. Sono certa che ti troverai benissimo e soprattutto, sono certa che sarai un'ottima Grifondoro e nel caso tu non venissi smistata in Grifondoro, sarai ugualmente dei nostri." Le fece l'occhiolino Emmeline, facendole diventare gli occhi ancora più ludici per l'emozione e la gratitudine nei loro confronti. Lei, una perfetta estranea, era stata accolta a braccia aperte da un gruppo di amiche che si conoscevano e supportavano già da anni, cosa che Calì e Lavanda non avevano mai provato a fare con lei in cinque anni di scuola, lasciandola sempre sola. Non aveva abbastanza parole per ringraziarle come avrebbe voluto, quindi le abbracciò una ad una, sussurrando ad ognuna di loro un grazie commosso. 

"Herm', vuoi che ti si accompagni?" Le chiese Mary premurosa, una volta che gli abbracci furono terminati. La riccia però scosse il capo, guardandole sorridendo, anche se leggermente imbarazzata. Aveva come l'impressione che le ragazze, sotto sotto, temessero che potesse svenirsi nuovamente in giro per il treno e nuovamente, si vergognò terribilmente per la figuraccia fatta davanti a James e Lily. Chissà cosa avevano pensato di lei, i futuri genitori del suo migliore amico...Avrebbe tanto voluto riavere con sé la giratempo che la McGranitt le aveva dato al terzo anno, per poter modificare quella scena imbarazzante. Quel pensiero le sembrò quasi comico, quando ripensò al fatto che con il tempo, ci stava già giocando fin troppo, se così poteva dire.

"Vi ringrazio ragazze, davvero. Ma non preoccupatevi, troverò sicuramente lo scompartimento. Dovete cambiarvi anche voi e il tempo stringe. Magari ci troviamo quando si scende dal treno, tanto non manca molto, vero?" Domandò la riccia. Osservando il cielo sempre più nero, si rese conto che sempre più si stavano avvicinando al castello e l'adrenalina, le schizzò alle stelle. Avrebbe tanto voluto potersi immediatamente sedere al tavolo dei Grifondoro, insieme alla sue nuove amiche, e godersi lo smistamento dei primini e non, dover essere lei a dover affrontare lo smistamento per la seconda volta nella sua vita. E se il cappello parlante l'avesse smistata in un'altra casata? No, impossibile. Doveva scacciare quelle preoccupazioni inutili e concentrarsi sulla sua missione, perché sarebbe andato tutto bene. Doveva crederci, doveva essere così.

"Come preferisci Herm', noi siamo qua e se hai bisogno, non esitare a raggiungerci nell'immediato." Le sorrise Alice, irradiando solarità in tutto lo scompartimento.

"Herm', se non ti dispiace io ti seguo per un breve tratto del percorso. Vorrei cercare Lily, ragazze. E' passato tanto tempo, sto iniziando a preoccuparmi." Ammise Emmeline alcuni istanti dopo, facendo sussultare le presenti. Hermione si sentì immensamente in colpa perché mentre lei si era goduta il viaggio, la madre del suo migliore amico si era isolata chissà dove, senza più dare sue notizie e cosa ancora più grave, lei non ci aveva minimamente pensato.

"Cielo, Lily! Mi dispiace tanto, vi ho distratte e con quello che è successo, non mi sono nemmeno preoccupata di lei, non l'ho nemmeno ringraziata e io..." Farfugliò colpevole, guardando le presenti con rammarico ma Emmeline, la stoppò in partenza, prima che il discorso precipitasse.

"Quando Lily ha un problema, si isola. Ti ho allarmata fin troppo, Hermione. Sicuramente gode di ottima salute, se è questo che ti ha spaventata. Sono preoccupata per la sua reazione, più che altro. Non si era mai comportata così dopo aver litigato con James e vorrei capire cosa le frulla per quella testolina rossa, tutto qua. Presto capirai che è una gran testona, ma per ora non preoccuparti anche di questo, tu non hai nessuna colpa. Pensa a prepararti e a stare tranquilla per lo smistamento. Per il resto, andrà tutto bene." La rincuorò la giovane grifondoro, facendole tirare un leggero sospiro di sollievo. In cuor suo, però, Hermione si sentiva ancora in colpa perché aveva passato metà del viaggio a curiosare tra la vita privata di Lily, senza averne il suo permesso e come ciliegina sulla torta, non si era minimamente resa conto che era scomparsa ormai da ore. L'aveva decisamente fatta abbandonare a sé stessa, visto che le ragazze erano state impegnate dietro a lei. Se si fosse rinvenuta, magari avrebbero cercato e trovato Lily molte ore prima, convincendola a passare almeno parte del viaggio tutte insieme. Ma ancor prima di riuscire ad aggiungere altro, si trovò fuori dal vagone, sul pavimento vibrante, al fianco di Emmeline che le rivolse un sorriso incoraggiante. Gli scompartimenti di fianco erano abbastanza tranquilli tranne uno, che sentiva in lontananza, da quale però proveniva un fracasso assordante che le fece inarcare le sopracciglia. Improvvisamente il suo istinto da prefetto riaffiorò in lei e il desiderio di avvicinarsi per controllare cosa stesse succedendo fu veramente forte ma poi, si rese conto che in quel tempo lei non era il prefetto dei Grifondoro e al momento, non era nemmeno una Grifondoro. Emmeline seguì il suo sguardo, facendo due più due e improvvisamente, alzò gli occhi al soffitto, sbuffando esasperata.

"Non far caso al fracasso che senti. Proviene dallo scompartimento dei malandrini...Godric solo sa cosa combinano in quel vagone, ogni anno, durante il viaggio di andata e di ritorno. Ormai anche i prefetti e i capo scuola hanno perso le speranze, quindi cerca di non farci caso." Le spiegò la bionda, facendola rabbrividire. Quando aveva mentovato i malandrini, la riccia si era sentita strana. Un brivido familiare le era sceso lungo la colonna vertebrale, facendola tremare da testa a piedi. Quello era il tempo dei malandrini... Tutti i malandrini, in carne ed ossa e suoi coetanei. Era realmente tornata indietro di vent'anni... Quello non era un sogno.

"Oh...Certo." Si limitò a rispondere con voce strozzata alla bionda, distogliendo a fatica lo sguardo dalla direzione opposta. Personalmente, non si ricordava nemmeno da che parte era venuta e dove si trovasse il suo scompartimento ma in cuor suo, sperò che fosse il più lontano possibile da quello dei malandrini, perché non era ancora pronta a vederli, pur quanto fosse un pensiero stupido, visto che di lì a breve li avrebbe ugualmente incontrati e conosciuti personalmente.

 "Ti ricordi da che parte sei venuta?" Le chiese Emmeline dolcemente, facendola nuovamente sussultare. 

"Ehm...Destra, mi sembra." Rispose distrattamente. In realtà non ne era affatto sicura, ma voleva allontanarsi da lì il più possibile. La ragazza al suo fianco annuì, iniziando a camminare a fianco della riccia nella direzione indicata.

"Emmeline, dove pensi che sia Lily?" Le chiese la riccia, osservando la ragazza concentrarsi sulle sue parole. Dopo alcuni istanti, le rispose con un mezzo sorriso dipinto sulle labbra, che la lasciò sorpresa.

"Molto probabilmente, è in bagno. Lily quando deve pensare va nei posti dove è certa di trovare meno persone possibili. Ad Hogwarts, nel novantanove per cento dei casi si rifugia in biblioteca e se non è lì, si trova nel bagno di Mirtilla Malcontenta, dove non va praticamente mai nessuno. In questo caso, credo che non abbia grandi scelte oltre al bagno." Hermione la guardò a bocca aperta, completamente sconvolta da quella rivelazione a primo impatto banale ma che per lei, valse più di mille parole, perché ci si rispecchiò in pieno, rivedendo sé stessa. Forse, per pura coincidenza, lei e Lily non erano poi così diverse e una volta che tutto sarebbe stato sistemato, sarebbero davvero potute diventare buone amiche. Doveva avere davvero una faccia stupita, perché Emmeline ridacchiò divertita.

"Lo so, Lily è una ragazza davvero molto particolare ma anche se non lo vuole ammettere, è anche piuttosto prevedibile quando ci si mette. Comunque, il mio sesto senso, mi suggerisce che diventerete buone amiche. Occhio però poi a non isolarvi per fare le vecchie comare tra di voi, è!" La prese in giro, facendola sorridere spontaneamente a sua volta. Nonostante la situazione assurda, si sentiva felice perché in poche ore, era già praticamente riuscita a farsi delle amiche cosa che in cinque anni di istruzione magica, aveva fallito miseramente, escludendo ovviamente Ginny, la sua migliore amica, nonché sua unica amica femmina, se non considerava Luna e il suo carattere così curioso.

"Lo spero di cuore, Emmeline. Siete veramente ragazze adorabili e spero davvero che il cappello parlante mi smisti in Grifondoro, perché vi ho appena conosciute eppure, mi sembra di conoscervi da una vita in più, voglio assolutamente ringraziare Lily come si vede. Ma in ogni caso questo è il mio scompartimento,l'ho appena riconosciuto.Ci vediamo dopo allora? Spero che Lily stia bene." Si affrettò a dire, indicando lo scompartimento alla sua destra che, con un sospiro di sollievo, vide essere ancora vuoto e all'apparenza come lo aveva lasciato lei. Emmeline annuì calorosamente, abbracciandola di slancio prima di salutarla con un bacio sulla guancia.

"Certo che sarai dei nostri, Herm'! Se così non fosse, il cappello parlante dovrà vedersela con me e per Lily, non ti preoccupare. Si sarà sicuramente ripresa. Ci vediamo dopo e ti faccio sapere adesso ti lascio preparare, perché manca sempre meno all'arrivo in stazione." E con quelle ultime parole e un occhiolino, la bionda salutò la riccia per continuare il suo cammino alla ricerca della rossa ma prima che si allontanasse troppo, Hermione sentì il bisogno impellente di farle un'altra domanda

"Emmeline, aspetta!" Gridò, avvicinandosi di fretta alla giovane Grifondoro. La ragazza si voltò sorpresa a guardarla.

"Herm', tutto bene?" Le chiese preoccupata, mentre la riccia annuiva, arrossendo leggermente. Si sentiva veramente invadente a fare quell'ulteriore domanda, ma doveva.

"Io...So che potrò risultare invadente ma...Volevo chiederti se tra Lili e James secondo te cambierà mai niente." Ammise, osservando Emmeline guardarla sorpresa. La bionda stette un po' in silenzio, pensando alle sue parole, prendendosi il tempo per elaborare una risposta.

"Sai...Io ho sempre creduto che quei due testoni starebbero bene insieme, se solo riuscissero a trovare un punto d'incontro dal quale, però, purtroppo sono ancora lontani. James sbaglia in un modo, Lily in un altro e per questo va a finire che litigano di continuo come una vecchia coppia di sposi. Però, qualcosa mi suggerisce che volente o nolente, prima o poi Lily cadrà nelle braccia di James." Sorrise furba, facendo quasi tirare un sospiro di sollievo alla riccia che però, non era ancora tranquilla visto che una domanda ancora più grave, le premeva contro le labbra per uscire.

"Ma...Se nel frattempo uno dei due si innamorasse realmente di un'altra persona?" Chiese a quel punto, con il cuore in gola. Ci aveva pensato spesso a quella cosa, a dire il vero, e ogni volta si era spaventata a morte perché non poteva permettere che accadesse una simile cosa.Se James e Lily non si fossero fidanzati, il suo migliore amico non sarebbe mai nato e se era spaventata da ciò, era perché non sapeva in realtà quanti danni avesse causato la sua intromissione nel tempo. E se anche gli amori fossero cambiati?

"Non credo Herm'. James è stato fidanzato decine di volte, ma per fare dispetto a Lily più che altro. Magari trovava quelle ragazze carine, ma io credo di averlo visto con la solita ragazza di fila per massimo un mese, non di più e quella, poteva ritenersi già una privilegiata. Mentre Lily, non è mai stata granché interessata ai ragazzi, tranne che a un corvonero del sesto anno con il quale è stata insieme per quasi tutto l'anno scolastico del quarto ma che alla fine, ha lasciato perché era diventato insopportabile. In quel periodo James era più pazzo del solito, ma non era realmente innamorata. Certo, gli piaceva e ci stava bene insieme, ma nei suoi occhi non leggevo quella scintilla che ti dà l'amore. Quindi non credo che nessuno dei due si innamorerà mai di qualcun'altro...Perché l'amore ce l'hanno a pochi passi da loro, solo che la diretta interessata lo deve ancora capire." Le spiegò Emmeline, scuotendo la testa tra il divertito e l'esasperato. La riccia si sentì più tranquilla ma in ogni caso, non del tutto...La paura che le cose potessero cambiare, non l'avevano di certo abbandonata...

- Nuovo capitolooo, ho cercato di scriverne altri per non restare indietro, essendo molto impegnata. Infatti scusatemi se vi faccio aspettare un po' prima di pubblicare! Spero che la storia vi piaccia e la troviate interessante, ovviamente i commenti sono sempre ben graditi e per qualsiasi cosa chiedete pure <3 <3 <3! Bacioni grandi a tuttiii, a presto!-

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