Capitolo 16
Le immagini dalla sua mente scomparvero così com'erano arrivate e il suo cervello riconobbe lievi scosse che cercavano di riportarla alla realtà.
"Hermione svegliati, coraggio. Va tutto bene." Stava dicendo Emmeline nel mentre che la scrollava non troppo bruscamente per cercare di farla riprendere.
Tutti gli altri si erano spostati per lasciarle spazio in modo che, quando si sarebbe ripresa, non si sarebbe trovata una marmaglia di persone tutte attorno ad osservarla, come se fosse un raro animale da esposizione.
Hermione mugugnò qualche parola indistinta e poi, con molta fatica e disorientamento, aprì lentamente gli occhi sbattendo più volte le palpebre.
"Bentornata tra noi, dormigliona." Le sorrise Emmeline, sollevata nel vederla riprendersi.
La riccia si guardò attorno confusa, prima di riportare gli occhi sulla ragazza bionda davanti a lei.
"Emmeline?" Esalò debolmente. Sentiva la testa pesante come un macigno e gli arti pesanti.
"Riesci a sederti Hermione?" Le chiese dolcemente Mary, seduta dalla parte opposta. La riccia annuì piano, sentendo nuovamente un dolore fastidioso alla testa. Mossa sbagliata.
Lily la guardava inquieta... Forse doveva dirle qualcosa, alla fine era stata lei, insieme a James, a vederla svenire per poi soccorrerla. Ma non sapeva come comportarsi, le era sembrata quasi spaventata quando li aveva visti, ma forse era stata la sua immaginazione contorta a farglielo pensare. Dopo tutto quella povera ragazza stava male, doveva essere stata una reazione involontaria. Si mosse in soggezione, sentendola presenza di Potter alle sue spalle. Perché quel ragazzo doveva sempre essere di mezzo? Avrebbe finito di rovinarle la poca sanità mentale che le era rimasta.
"Cos'è successo di preciso?" Chiese ancora scombussolata. Ne aveva una mezza idea, ma si vergognava troppo al pensiero di essere crollata così stupidamente davanti a tutti o per meglio dire, davanti a James e Lily. Sentiva la loro presenza, ma non aveva il coraggio di alzare lo sguardo per guardarli negli occhi. Ancora una volta si sentì una codarda, ma la vergogna era troppo cocente al momento.
"Eri molto pallida e a un certo punto, dal racconto di Lily e James, sei svenuta. Loro ti hanno immediatamente soccorsa e portata nel nostro scompartimento. Abbiamo aspettato che tu ti svegliassi, e ne è passato di tempo. Eravamo tutti preoccupati, ma per fortuna stai bene... Forse è stato un calo di zuccheri." Le spiegò Alice, facendole un sorriso bonario.
La riccia arrossì ancora di più per la vergogna e l'umiliazione, adesso poteva capire come doveva essersi sentito Harry al terzo anno quando era svenuto sul treno a causa dei dissennatori.
"O per God... o cielo, scusatemi." Pigolò per l'imbarazzo. Si maledì mentalmente per essersi quasi lasciata sfuggire "Godric". Per loro lei doveva essere una nuova arrivata, non di già la nuova compagna di dormitorio. Ma aveva parlato così piano e durante uno sferragliamento piuttosto forte del treno che, per sua fortuna, nessuno se ne accorse.
"Maledetta ferraglia, dovrebbero controllarlo maggiormente questo treno." Bofonchiò James, cercando di raddrizzarsi gli occhiali che gli si erano storti a causa del treno che l'aveva quasi fatto cadere. Lily nel frattempo aveva riso sotto i baffi. Le sarebbe piaciuto un sacco vedere il grande e tronfio James Potter cadere a gamba all'aria in uno scompartimento pieno di ragazze.
Hermione, guardandosi intorno, si accorse nuovamente di Lily e James e dopo averli guardati intensamente abbassò nuovamente lo sguardo, sentendosi in soggezione. Che razza di figura aveva fatto con i genitori del suo migliore amico? Era passata per una debole, bell'inizio. Era umiliante crollare così davanti a tutti, anche agli amici, figuriamoci in quel caso a degli sconosciuti.
"Forse...Dovresti passare da Madama Chips una volta ad Hogwarts." Mormorò Lily, guardando Hermione con un misto di curiosità e una punta di inspiegata agitazione. Continuava a chiedersi chi fosse quella ragazza di nome Hermione.
"È la nostra infermiera scolastica, ci andrà piano, non ti preoccupare." Finì di spiegare James.
La riccia fece una piccola smorfia ben nascosta. Conosceva bene Madama Chips e i suoi metodi estremamente premurosi che utilizzava il più delle volte con gli studenti, ma stava bene e non si sarebbe imposta anche quella vergogna. Adesso che un po' si era ripresa dallo shock di averli lì davanti, vivi e vegeti e coetanei, era il caso che iniziasse a comportarsi normalmente, se non voleva destare sospetti. Però le sarebbe piaciuto sapere da quanto tempo la chips lavorasse al castello.
"Non preoccupatevi, davvero. È stato un momento di debolezza, ma mi sono ripresa e non so come ringraziarvi... Vorrei soltanto che dimenticaste questo imbarazzante evento e si ripartisse da zero, se vi va..." Rispose la riccia esitante. Voleva essergli amica, in qualche modo si sentiva già legata a loro, ma come poteva pretendere di essere subito accolta come nuova amica quando appena sapevano il suo nome?
"Resterà un segreto tra noi. Vero James?" Rispose Emmeline con una strizzatina d'occhio ad Hermione, lanciando poi un'occhiata di ammonimento al ragazzo moro. Quest'ultimo fece un'espressione buffissima... Tra l'offeso e il colpevole.
"Eddai Vance, lo so che la Evans è la tua migliore amica, ma non organizzate piani diabolici insieme e soprattutto, non condizionate subito la nuova arrivata." Sogghignò James rivolto soprattutto a Lily. Quest'ultima gli lanciò uno sguardo di fuoco, ma per una volta non commentò.
Emmeline, così come tutte le altre, alzarono gli occhi al cielo.
"Vedete di non litigare troppo quest'anno." Sospirò Alice
"Dipende da Potter." Sibilò Lily.
"Dipende dalla Evans." Ghignò James malandrino.
- Nuovo capitolooo, Spero che la storia vi piaccia!! Le visualizzazioni continuano a crescere e ne sono felicissima, grazie davvero di cuore ❤💚❤. Lasciate qualche commentino però. Nel frattempo vi saluto e a prestooo 😙. -
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