Capitolo 14
*Vi consiglio assolutamente di sentire "Love me like you do" di Ellie Goulding mentre leggete questo capitolo. Fate partire la musica quando trovate questo: $ e fermatela quando ne trovate un altro. Buona lettura! *
Peter's pov
"Allora?" Chiese Peter.
"Va bene, vengo." Risposi. C'era un'altra festa, questa volta a casa di Marco, un nostro amico.
Non so perché, ma avevo il presentimento che sarebbe stata la più bella serata della mia vita.
Ely's pov
"No, no e poi no!" Borbottai incrociando le braccia. "Non ci verrò mai, Mary. Non per rimanere in macchina come l'altra volta."
"Questa volta vieni con me... ti prego! Ti supplico! Farò tutto ciò che vuoi! Ho già detto di sì a Marco!"
"Cosa?! Gli hai già detto di sì?! Perché non hai chiesto prima il mio parere?!?" Sbottai arrabbiata. Sapeva essere davvero irritante, per essere la mia migliore amica.
"Bhe te lo sto chiedendo adesso! Andiamo..." mi supplicò.
Pensai un attimo. Marco era grande amico di Will, e Will è il migliore amico di Peter. Quindi... sicuramente ci sarà anche lui stasera. Al solo pensiero il cuore accellerò.
"Allora, io verrò, ma mi porterai con te e farai tutto ciò che voglio per una settimana!" Esclamai.
Lei sospirò. "Hai vinto tu."
"Evvai!" Gridai.
"Adesso dobbiamo solo scegliere i vestiti... io già ho in mente cosa mettermi." Disse Mary.
"Io invece non ho niente di così elegante..."
"Ho il vestito perfetto per te! Aspetta che te lo prendo!" Esclamò, correndo in camera sua.
Tornò pochi secondi dopo con in mano un vestitino verde acqua, che s'intonava alla perfezione con i miei occhi.
"Wow..." riuscii a mormorare.
"Te l'avevo detto che era fatto su misura per te! Dai, provalo!"
Andai in bagno e lo indossai: mi andava benissimo ed era... meraviglioso. Era abbastanza corto, ma non cortissimo. Aveva delle spalline sottili, decorate con gli stessi ricami della fascia sotto il seno. Mi slanciava.
Uscii e Marianna emise un gridolino.
"Sei troppo bella!" Esclamò.
"Grazie..." risposi. "Adesso però mi devo truccare e pettinare. Muoviamoci, se non vogliamo arrivare in ritardo."
Andai davanti allo specchio e mi misi un po' di ombretto della stessa tonalità del vestito, il mio colore preferito, sfumato con il bianco, un filo sottile di eye liner e del mascara. Per finire, lucido rosa chiaro.
Lasciai i capelli sciolti e presi due ciocche, una a destra e una sinistra. Le portai indietro e le legai dietro alla testa con una pinzetta bianca.
Mary mi mise in mano delle scarpe col tacco bianche. Io, seduta sul letto, le squadravo, indecisa se metterle o no.
"Si vive una volta sola!" Mi grida Mary dal bagno.
Decisa, me le infilo. Provo a fare qualche passo senza stampelle, anche se il dottore ha detto che non posso ancora, ma io ce la faccio. Sembro un cucciolo di cerbiatto che impara a camminare.
Dopo un po' di pratica, riesco a sembrare quasi naturale. Posso camminare. Posso tornare in palestra. Posso partecipare ai campionati.
"Che ne dici?" Chiedo a Mary.
"Stupenda!" Annuisce facendo uscire solo la testa dal bagno, con un occhio truccato e uno no.
Prendo una borsetta bianca, stacco il cellulare dal caricatore e ce lo metto dentro. Aggiungo il portafogli (non si sa mai), dei fazzoletti e del lucido.
Strappo il giubbotto dall' attaccapanni e lo tengo in mano aspettando Marianna. Dopo un po' arriva, con dei boccoli che le incorniciano il viso e un vestito nero a maniche corte, molto semplice ma magnifico.
Si muove sui tacchi con una maestria indescrivibile.
"Scendiamo, su." Mi incita lei. Io continuo a pensare a come faccia Mary a non aver ancora trovato un ragazzo, bella com'è.
Nemmeno tu ce l'hai. Mi stuzzico. Non ancora! Rispondo, facendo una linguaccia immaginaria al mio subconscio.
Scuoto la testa e scendo le scale.
Entriamo in macchina, stavolta io vado davanti con Mary. Pochi minuti, e siamo arrivate.
La casa non è niente di che, in confronto alla villa di Giada. Titubante, attraverso il vialetto che conduce alla porta d'ingresso, pregando con tutta me stessa che lui sia lì.
Apro la porta. Io e Mary ci separiamo: alzo la testa, scrutando i volti tra la folla.
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Il mio cuore manca un battito quando incrocio il suo sguardo. I suoi occhi brillano quando mi vede. Sorrido. Sorride anche lui. Il cuore minaccia di uscire dal petto, le gambe mi tremano, sento elefanti nello stomaco, altro che farfalle.
Mi faccio strada tra la folla, per raggiungerlo. Lui fa lo stesso e mi viene incontro.
"Ciao." Lo saluto.
"Ehy." Risponde. "Già senza stampelle?"
La musica è assordante e le sue parole mi arrivano smorzate.
"Non ti sento!" Grido per farmi sentire sopra la musica. "Andiamo da un' altra parte!"
Lui mi prende per mano e mi parla con gli occhi: "seguimi."
Mi trascina via dalla folla, mi porta per corridoi che sembra conoscere benissimo e finalmente usciamo su una terrazza. Ci sono vasi di fiori, piante rampicanti sui muri e una ringhiera di pietra, come tutto il resto. La luce della luna illumina la sua faccia.
"Già senza stampelle?" Chiede.
"Sì," spiego "anche se il dottore ha detto che non posso ancora, io ne sono capace e non ho resistito..."
Cala un silenzio imbarazzante. Abbasso lo sguardo. Lui mi prende il mento e solleva il mio viso, allacciando i nostri sguardi. Sorrido senza un motivo preciso.
"Sai perché mi piaci?" Sussurra.
Mi sento al settimo cielo. L'ha detto. L'ha detto davvero?
"Perché sei forte. Sei una guerriera, e lotti per quello che ami. Sei altruista, aiuti gli altri. E sei bellissima. Io ti ho amata dal primo momento in cui ti ho vista." Gioca con una mia ciocca e me la mette dietro l' orecchio, poi riprende. Io pendo dalle sue labbra, ho bisogno che continui. "Quando mi hai fissato, quando ci siamo scontrati e mi hai fatto cadere le pizze, quando abbiamo visto le stelle, quando ti sei affacciata in accappatoio dalla finestra, quando abbiamo mangiato le pizze insieme. Tu sei speciale, Ely. E se non mi ami, capirò. Non pretendo che tu provi le stesse cose che io provo per te." Quando finisce, mi accorgo di avere un sorriso ebete in faccia. Senza pensarci due volte, premo le mie labbra sulle sue. Lui mette le sue mani intorno alla mia vita. Io non so dove mettere le mie, allora le poggio contro il suo petto muscoloso. Poi le faccio salire dietro al collo, accarezzandogli i capelli neri. La musica ormai non la sento più. Ci siamo solo noi, io e lui, e non sento altro a parte il battito del mio cuore nelle orecchie. Rimaniamo così per molto tempo e vorrei semplicemente congelare questo momento, rimanere qui, per sempre.
Quando ci stacchiamo, la luna si riflette nei suoi occhi. La sua fronte è contro la mia. I nostri respiri si mescolano. Quando ce ne andiamo, mano nella mano, volto la testa e lo guardo. Si volta anche lui e mi guarda. Sorridiamo entrambi, contemporaneamente.
Mi stringo al suo petto e insipiro il suo profumo. Lui mi accarezza i capelli, lasciandovi qualche bacio ogni tanto.
Sono la persona più felice sulla faccia della Terra.
-spazio autrice-
Che ne pensate? Finalmente si sono baciati. Io ho riletto il pezzo finale con la musica ed è una cosa davvero stupenda. È romanticissimo. Sta d'incanto. Se leggete alla mia stessa velocità, quando si baciano dovrebbe partire il ritornello. Crea davvero atmosfera la musica. Sentitela. Un bacio,
RhythmicMyLife♥
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