Prologo
Quel venerdì pomeriggio pioveva, ero vicino alla villa dove abita il mio ragazzo; volevo fargli una sorpresa, sapevo dove erano nascoste le chiavi (dove mai poteva nascondere le chiavi? In uno spazio vuoto nelle mattonelle vicino al passo carraio, vede troppi film polizieschi), percorsi il giardino pieno di rose, viole e tulipani, un bel giardino non c'è che dire. Ero arrivata alla porta rossa, aveva una "porta" per il cane (anche se io non ne avevo mai visto uno nella sua villa), però penso che abbia un gatto,(lo vedo sempre nella sua casa), è un bombay americano. Girai la chiave piano piano nella toppa, entrai in un lungo corridoio, troppo infinito, un pò come quelli di Hogwarts (amo i libri di J.K.Rowling, mi hanno fatto sognare quando ero una bambina, quando mi sentivo triste, quando mio padre se ne era andato via con un,altra donna e ci aveva abbandonato a me e alla mamma; poi due anni fa è morta in un incidente stradale ). Nel salone sentii la voce di Matt che parlava con i suoi migliori amici: Christopher e David.
《Si, ragazzi lo so, ma non posso lasciarla.....》disse Matt. 《Perchè? Non la illudere così, lasciala, tu non la ami neanche, vuoi solo farti lasciare in pace dai tuoi genitori, perchè non vogliono che esci con delle "oche"》 lo interruppe David.《È vero, ma sarebbe difficile lasciarla, ha già sofferto abbastanza dopo la scomparsa di suo padre e la morte di sua madre》.
《È facile da dire...》 disse Chris.
Entrai infuriata e le lacrime mi stavano rigando il viso.
《Matt, ringrazia non devi dire più niente》
《Ma Alexa...》
《No, basta, lasciami, non mi cercare più trovati un'altra》,chiusi la porta, scappai, non ci credevo era un incubo, un incubo da cui volevo uscire, non poteva essere, ci eravamo messi insieme proprio un mese prima della morte di mia madre. La notte la passai sotto la pioggia, camminai, camminai e camminai ancora, fino a quando non arrivai al cimitero, dove era sepolta mia madre; entrai, di solito nei film horror di notte è meglio non andare al cimitero, ci sono gli zombie, gli spiriti. Avevo paura, ma come dice la mia prof di letteratura: " la paura è quella che serve per trovare il coraggio". La lapide di mia madre si trova vicino un grande albero che in primavera si riempe di boccioli ed è un tripudio di colori; mi inginocchiai. 《Mamma...》dissi, 《...mi manchi, cosa devo fare?, mi ha lasciato, lo amavo, come faccio ad andare avanti》le mie lacrime erano finite, come se le avessi tutte sprecate per quel bastardo. Non voglio che nessun altro mi faccia soffrire, devo vendicarmi, lo farò soffrire.
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