CAPITOLO 3
Elena stava sistemando le stoviglie di casa sua mentre spiegava ai Salvatore.
"Era la loro madre, Esther, ad essere rinchiusa in quella bara."
"Come strega Originale?" Chiese Stefan, mentre Damon domandava. "Come? Come è sopravvissuta?"
Tutti e due lo guardarono e lui disse. "Pensavo che il figlio le avesse strappato il cuore dal petto mille anni fa."
Elena smise di sistemare le stoviglie, dicendo. "Non lo so. Forse aveva un paio di contatti nella comunità delle streghe. Elijah ha detto che vuole vivere in armonia con la sua famiglia. Compreso Klaus."
"Doveva essere l'arma per uccidere Klaus." Disse Stefan, guardando il fratello.
Elena scrollò le spalle. "Ora non più. Almeno, non secondo Elijah."
Stefan scosse la testa, iniziando a camminare. "Quella bara era l'unica cosa che impediva a Klaus di ucciderci tutti."
Damon, con lo sguardo fisso, chiese. "Nessun altro si sente un po' usato, adesso?"
Elena scosse la testa. "Sentite, Elijah mi ha promesso che la sua famiglia non ci avrebbe fatto del male. E io gli credo."
Damon e Stefan si scambiarono uno sguardo, ma Elena proseguì. "Caroline ha detto di aver incontrato vostra sorella, Michelle. Non sapevo nemmeno aveste una sorella."
"Non siamo in contatto." Rispose brevemente Damon ed Elena proseguì. "Non sosterrebbe davvero i Mikaelson, in caso di guerra, no? Sceglierebbe voi."
Stefan sospirò. "Non siamo nemmeno in buoni rapporti. Non credo che ci condannerebbe a morte, ma di certo non rischierebbe per aiutarci."
Elena scrollò le spalle. "Si iscriverà a scuola?"
Damon scosse la testa. "Penso proprio di no. Non ha mai amato molto... la scuola. Già da bambini odiava i precettori."
Elena annuì.
Nella sua mente, un piano iniziava a delinearsi.
Se Michelle era vicina a Kol come sembrava, probabilmente avrebbe anche avuto maggiori informazioni da darle.
Doveva solo trovarla e convincerla a parlare con lei di tutto.
***
Michelle era intenta a vestirsi, quando un bussare alla porta la fece fermare.
Mentre apriva, disse. "Kol, pensavo che saresti arrivato più tardi."
Invece dell'amico, davanti a lei c'era la doppelganger di quel secolo.
"Elena, vero?"
La ragazza annuì, prima di chiedere. "È un brutto momento? Posso tornare più tardi, se vuoi."
Michelle la guardò, prima di dire. "Non capisco solo perché tu sia qui."
"Volevo conoscerti. Sono un'amica dei tuoi fratelli e speravo di poter essere anche tua amica."
Michelle sbuffò, commentando. "Perché sono tutti convinti che apprezzerei degli amici dei miei fratelli? Odio quei due, in che modo i loro gusti dovrebbero essere di mio interesse?"
Nonostante le sue parole, però, Michelle fece entrare Elena in casa.
La doppelganger si voltò, prima di dire. "Non hai nemmeno esitato quando mi hai chiamata. Perché?"
"Cosa, pensavi che ti avrei confusa con Katherine? Senti, non conosco te, ma conoscevo lei molto bene. I tuoi occhi sono completamente diversi, la tua postura non ne parliamo. Inoltre, sono un vampiro. Sento che hai un battito cardiaco. Cosa che, sai, Katherine non ha."
Michelle osservò Elena agitarsi e sbuffò. "Non dirmi che quei due idioti non sono capaci di distinguervi."
Elena scosse la testa e Michelle scrollò le spalle. "Non mi sorprende. Forse interessa solo il viso, a loro. Non lo riterrei troppo assurdo, onestamente."
Elena rispose. "I tuoi fratelli tengono a me!"
"Forse è vero, ma non devono conoscerti molto bene. I tuoi occhi dicono molto bene che non sei Katherine. Tutto in lei era seducente, manipolatorio. Tu... urli purezza. Non meriti di essere corrosa dai miei fratelli, credimi."
"Come tu lo sei stata da Kol?"
Michelle spinse la doppelganger contro un muro, i suoi occhi inondati di sangue.
"Non offendere Kol. Mi ha salvato la vita. Una vita che Damon aveva messo in pericolo."
Elena sembrava confusa e Michelle sorrise, scuotendo la testa.
"Tu non ne hai idea, vero?"
"Fammi capire. Tengo ai tuoi fratelli, ma... non voglio essere più manipolata."
Michelle poteva capire il desiderio della ragazza.
Anche lei era stata umana, e aveva visto il proprio destino nelle mani di altri uomini, persino alcune donne.
"Cosa vuoi? Dieci minuti della vita di Michelle Salvatore?"
Elena annuì e Michelle sospirò.
"Molto bene, allora. Iniziamo da quando mi sono trasformata. Sai come Damon e Stefan fossero i giocattoli di Katherine? Sai che li usava entrambi e che li nutriva con il loro sangue tutti i giorni?"
Elena annuì, prima di chiedere. "Faceva lo stesso con te?"
Michelle scosse la testa e disse. "Avevo capito che non sarebbe mai finita nella cripta. Katherine era troppo furba per essere fregata da mio padre e dai membri del Consiglio. Avevo anche scoperto che era in fuga. Da qualcuno molto potente e pericoloso."
"Klaus."
Michelle annuì, sapendo che non aveva bisogno di aggiungere altro sull'argomento.
"Quando Katherine è stata raccolta dal Consiglio, ho cercato di fermare Damon, di avvertirlo del sangue nelle vene sue e di Stefan, che Stefan era stato soggiogato da Katherine e che lei si stava divertendo con entrambi. Poi ho cercato di dirgli che Lockwood, quello di quel tempo, non avrebbe permesso che fosse chiusa nella cripta e che quindi Damon e Stefan non avevano bisogno di intervenire."
Elena la guardava e Michelle ricambiò lo sguardo mentre terminava. "Mi ha uccisa, tagliandomi la gola e lasciandomi annaspare nel mio sangue."
Elena sussultò e Michelle sospirò. "Avevo il sangue di Katherine nelle vene perché ero sicura che Damon non mi avrebbe mai uccisa. Quindi, non mi sarei trasformata. Mi sbagliavo. Katherine è quella che mi ha fatto portare a termine la transizione. Ha detto che avevo appreso un'importante lezione, grazie a lei."
Elena sbuffò. "Crudele come sempre."
"Vero, ma non avevo imparato così bene. Nel 1890 ho cercato di avvisarlo di nuovo e lui mi ha usato come moneta di scambio con delle streghe. Me in cambio di un modo per parlare con lo spirito di Emily, per liberare Katherine dalla cripta."
Elena sussultò.
Per essere uno che aveva promesso un'eternità di tormento a Stefan, Damon l'aveva portata molto di più sulla sorella.
"E Kol ti ha salvata."
Michelle annuì, prima di dire. "Stefan ha imparato grazie a Lexi la sua dieta di coniglietti, Damon ha avuto Sage e io ho avuto Kol. Sono più abile di entrambi, quindi."
"Perchè?"
"Il mio insegnante è stato un originale. E, a volte, mi ha permesso di nutrirmi da lui. Sangue di un originale nel tuo organismo ti da una spinta di energia sempre."
Michelle osservò Elena annuire.
"Ti do un consiglio. Magari hai ragione che Stefan e Damon sono innamorati di te. Ma mettili alla prova."
"E come dovrei fare?"
"Fa interagire solo Katherine, con loro. Dille di imitarti e guarda quanto ci mettono a capire che non sei tu."
Elena annuì, lentamente.
Avrebbe sempre tenuto a loro due, ma se davvero la confondevano con Katherine, allora non voleva avere a che fare con loro.
"E poi? Se non mi riconoscono?"
"Non lo so, ma penso che tu ti meriti di meglio, come fidanzati. Almeno qualcuno che sappia di stare parlando con Elena Gilbert e non con un viso."
Elena sorrise.
Quella era stata la sua grande paura, il tormento maggiore: essere solo un viso.
Ma Michelle, nonostante non l'avesse mai vista, aveva riconosciuto molto facilmente che non era Katherine.
E, nonostante le parole di Damon e Stefan, non sembrava malvagia.
"Devo parlarti. Riguarda Esther."
Michelle annuì, incuriosità.
Quando Kol le aveva detto che sua madre era viva, una parte di Michelle avrebbe voluto parlare con la strega di un suo pensiero.
Un modo per aiutare Kol, in particolare.
Se Elena, però, avrebbe voluto discutere di lei, voleva dire che aveva avuto almeno un'interazione con lei.
"Dimmi pure." La esortò ed Elena, sedendosi, disse. "Mi ha chiesto di incontrarla. Di parlare faccia a faccia."
"E tu sei sospettosa? Che male c'è? Hai motivi per non fidarti di lei?"
"Ci era stato detto che era l'arma per distruggere Klaus."
"E poi, aperta la bara, avete trovato sua madre."
Elena la guardò sconvolta. "Come facevi a sapere che era in una bara?"
"Stiamo parlando di Klaus. Si è portato i suoi fratelli dietro in delle bare per secoli. Non ritengo molto strano che si sia portato anche la madre. Kol mi ha detto che l'ha uccisa Mikael, il padre."
"No, è stato Klaus." La corresse Elena e Michelle fece una smorfia. "Beh, non sono davvero una che può parlare. Mio fratello ha fatto fuori nostro padre, quindi."
Elena sbuffò, tra il divertito e l'inoriddito.
"Okay, quindi dov'è il problema? Hai sentito che è l'arma per distruggere Klaus, andrai a conoscerla?"
Elena si morse il labbro, annuendo lentamente. "Vorrei, ma onestamente non mi fido molto di lei. Ha già cercato di uccidermi."
Michelle annuì, facendo una smorfia. "Com'è tornata in vita? Non penso si sia semplicemente svegliata."
"Bonnie e sua madre l'hanno riportata in vita. Penso che Elijah sapesse del loro tentativo, o forse non sapeva nemmeno dell'esistenza della bara. Ha solo detto che sua madre vuole la pace con tutti i suoi figli. Klaus incluso."
Michelle scosse la testa. "Le streghe dall'altra parte non avrebbero detto che era l'arma per uccidere Klaus, se non lo fosse stata. Forse ha un altro piano in mente. Non la conosco molto bene, e Kol ha solo detto che la odia per la scelta che gli ha imposto."
"In che senso?" Chiese Elena e Michelle la guardò. "Kol era una potente strega, prima che la madre gli togliesse la scelta e lo obbligasse ad essere un vampiro."
"Una strega?"
Al sussurro scioccato di Elena, Michelle annuì seriamente. "Chiedi alla tua amica Bonnie come sente la natura. E poi immagina quella sensazione essere rimpiazzata da quella che ha provato la tua amica Caroline quando si è svegliata come vampiro. Solo che Kol non aveva nessuno ad aiutarlo a capire cosa fosse, come controllarsi."
"Ho sentito che ha commesso molte stragi."
Michelle annuì. "Ha perso tutto. E i suoi fratelli non sono mai stati proprio vicini a lui. Lo erano tra loro. Ma lui era in una bara, perchè, secondo te?"
"Avete legato su quello. I vostri fratelli maggiori vi avevano rifiutati, e voi vi siete accettati a vicenda. Per questo gli sei vicina. Perchè è come un fratello per te."
Michelle annuì, guardando la ragazza con attenzione.
"Metterò alla prova Damon e Stefan. E poi, parlerò sia con Bonnie sia con Caroline, per cercare di capire cosa ha provato Kol prima e dopo la decisione di Esther. Hai un numero di telefono? Così che io possa contattarti quando ne so di più."
Michelle fece gesto di chiedere qualcosa, ed Elena mise sopra il palmo teso il proprio cellulare.
Michelle aggiunse il proprio numero, dicendo, mentre riconsegnava il dispositivo alla ragazza. "Damon e Stefan non ce l'hanno, per favore fa in modo che resti così, grazie."
"Non glielo darò. Posso dirti che però Stefan non merita la tua rabbia? Sai cosa gli ha fatto Katherine?"
"So che lo soggiogava per bere il proprio sangue. Ma ha comunque messo da parte me prima e dopo. Per stare con lei."
"Il suo intero amore per Katherine non era vero, Michelle. Era completamente alla merce di Katherine, non aveva scelta in niente. Dalla festa dei Fondatori, dove hanno ballato insieme loro due, a dopo... Stefan era sotto il controllo di Katherine. Non ha scelto lei su di te. Katherine ha scelto se stessa su di te."
Michelle sospirò, girando lo sguardo. "E dopo? Quando si diventa un vampiro, la compulsione cade."
"Non lo so. Ma dagli l'occasione di spiegarsi. Non perdere un rapporto con tuo fratello maggiore solo per colpa di Katherine. Kol potrà essere fantastico, ma alla fine di tutto è un Mikaelson. Trova il tuo Salvatore, Michelle."
"Sembra una frase da biscotto della fortuna. Ma va bene, se davvero Katherine lo controllava, in modo così completo... Forse gli devo anche delle scuse. Non avevo capito che era così totale, Katherine di certo non me ne ha mai parlato."
Elena annuì, dicendo. "Lo so. Ha sbagliato a lasciarti indietro, ma spero che voi due possiate sistemare."
Michelle annuì, guardando Elena andarsene.
Per essere la doppelganger di Katherine, Elena Gilbert era fatta di una pasta decisamente diversa.
Michelle si chiese, ancora una volta, come i suoi fratelli potessero confonderle.
***
Elena aveva radunato Bonnie e Caroline a casa di quest'ultima, sapendo bene che i Salvatore avrebbero invaso la sua se lo avessero ritenuto necessario.
E lo avrebbero ritenuto necessario quasi sicuramente.
"Di che si tratta? E' per il ballo?" Chiese Caroline, meritandosi uno sguardo confuso da parte di Bonnie. "Che ballo?"
Elena rispose. "Quello che i Mikaelson organizzano. Esther mi vuole parlare."
"Non sapevo nemmeno ci fosse un ballo, i Bennett non sono mai coinvolti. Caroline, tu come fai a saperlo?"
"Sono stata invitata da Klaus." Rispose la ragazza, meritandosi due sguardi da parte delle ragazze, uno accusatorio e uno divertito. La bionda si difese. "Non ho detto di sì! Ho solo detto cosa è successo!"
"Non ti stiamo giudicando, Care." Rise Elena, prima di farsi seria. "Ho parlato con Michelle Salvatore. Riguardo Esther e il suo invito. E' vicina a Kol, ho pensato che ne sapesse di più."
"E? Lo fa?" Chiese Bonnie, ed Elena scosse la testa. "Ha solo detto che Kol la odia. Per quello che gli ha rubato."
"Cosa ha rubato a Kol sua madre?" Chiese Caroline ed Elena, guardando Bonnie, disse. "Era una strega, prima che Esther imponesse a tutti loro il vampirismo."
Bonnie sussultò, portandosi le mani alla bocca.
"E' tanto grave?" Chiese Caroline, confusa, e Bonnie annuì. "E' passato dall'essere pienamente collegato alla natura, ad essere un morto che camminava. Esther lo ha ucciso, derubato e torturato, facendo quello che ha fatto. Nessuna strega vuole essere un vampiro. Perdiamo tutto quello che ci rende chi siamo. Chi vorrebbe un'eternità così?"
Caroline annuì, riportando lo sguardo su Elena. "Quindi?"
"Quindi Kol è una vittima di Esther. E se lei era una strega, doveva sapere cosa stava facendo ai suoi figli, quando lo ha fatto."
"Quindi adesso Esther è il male?" Chiese Bonnie, confusa.
"Praticamente. Non è la parte buona sicuramente. Ho Katherine che si occupa dei Salvatore. Se oggi non si rendono conto che lei è con loro, allora non sanno riconoscerci."
"Ti meriti qualcuno che sappia con chi sta parlando, almeno." Annuì Caroline e Elena sorrise. "Me lo ha detto anche Michelle, sai? E ha ragione."
"Adesso che si fa?"
"Chiederò a Michelle se lei ha un piano per farmi andare alla festa, senza però dare ad Esther quello che vuole."
"Rimanere tutto il tempo con i Salvatore? Non andare alla festa?"
"Non va bene. Non penso che mi sarebbe concesso, nemmeno volendo. Devo andare a quella festa, ma Michelle ha imparato da un Mikaelson come essere un vampiro. Avrà avuto qualche dritta anche su come stare al mondo."
Caroline si appoggiò allo schienale del divano. "In qualche modo, la invidio. Lei ha avuto un insegnante figo, forte e intelligente."
"Hai avuto Stefan, tu." Le fece notare Bonnie e Caroline annuì. "Ma un Salvatore non è un Mikaelson."
Elena, guardando il proprio telefono, annuì. "Vero. Deve essere stato intenso."
***
Mentre Elena metteva alla prova i suoi fratelli e parlava con le proprie amiche, Michelle aveva finalmente raggiunto Kol al Grill.
Dopo aver controllato la mancanza di vampiri nella stanza, spiegò al ragazzo. "Elena Gilbert è venuta a parlarmi, oggi."
Kol alzò un sopracciglio, confuso e colpito. "Ha cercato volontariamente un vampiro vecchio?"
"Non sono così vecchio, anche se sono sicura che Damon avrà cercato di metterla contro di me molto fervidamente."
"Non molto, visto che è venuta comunque."
"Potrebbe essere stato un atto di ribellione. E' circondata da vampiri, deve sentirsi frustata. Specialmente se due di quelli sono i miei fratelli."
"E tre sono i miei." Annuì Kol, consapevole di quanto veritiero fosse quel commento. "Okay, sono colpito dal suo coraggio, ma cosa voleva?"
"Sapere perchè non fossi vicina ai miei fratelli, parlare di tua madre e di te, capire cosa fare dopo."
"E?"
"Le ho risposto alle prime due, dato qualche suggerimento per la finale domanda."
"Di me cosa gli hai detto?" Chiese Kol, interessato.
"Solo le basi. Che hai dei fratelli orrendi, che eri una strega e che odi tua madre per quello. Spero che parlando con la sua amica, Bonnie Bennett, capirà che è stato meschino quello che Esther ti ha fatto, a te e a Finn."
Kol la guardò interrogativo e Michelle spiegò. "A quanto pare, hanno detto che Esther era l'arma per uccidere Klaus, ma il suo perdonarlo ha sconvolto Elena e i due wonder boys."
Michelle voltò lo sguardo, prima di dire. "Non sapevo che Stefan era sotto il soggiogamento di Katherine. Non ha davvero potuto scegliere, no?"
"Forse non da umano, ma ha scelto. Da vampiro. Di lasciarti indietro."
Michelle sentì il tono urgente dell'amico, e lo guardò.
Ne vide la paura, e si affrettò a dire. "Il mio pensare questo non cambia niente tra di noi, Kol. Te lo giuro. Ma... forse Stefan non merita di avere sbattuto il ricordo di come è stato abusato da Katherine. Mi ha abbandonata comunque, ma... sembra diverso, adesso."
"Per Elena." Le ricordò Kol e Michelle annuì. "A quanto pare, la ama davvero. Ed Elena ha la verbena. Certo, se ama lei, o la sua faccia, questo è il dubbio vero?"
"In che senso?"
"Elena è rimasta sorpresa quando ho riconosciuto chi era. Penso che nessuno ci sia mai riuscito prima. Le ho suggerito di mettere alla prova i suoi fratelli. Mi chiedo cosa determinerà questo alla lunga." Michelle inclinò la testa, pensierosa.
Kol sbuffò. "Sei il mio appuntamento per il ballo, vero?"
"Dipende quanto alcol mi offri."
"Tutto quello di Nik."
"Ci sto." Sorrise Michelle, e i due si sorrisero.
Angolo autrice
Lungo capitolo!
Adesso, nel prossimo capitolo sarà la preparazione al ballo e forse metto dentro anche la scena del ballo!
Alla prossima
By rowhiteblack
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