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Unexpected

Un martellare continuo nella testa impediva a Steve di pensare lucidamente.
Sollevò a fatica le palpebre continuando, peró, ad avere la vista annebbiata. L'ultima cosa che ricordava era di essere entrato nel suo appartamento e di aver sentito un doloroso colpo alla nuca. Poi nulla.
Chiuse di nuovo gli occhi ed emise un mugolio di dolore appena udibile, la percezione del proprio corpo stava tornando velocemente. Mosse appena le dita e sentì i polsi bloccati: aveva le mani ammanettate dietro la schiena.
Cos'era successo?
Aprì ancora gli occhi e si guardò intorno, ritrovandosi seduto - o meglio, accasciato - su una sedia, nella sua camera da letto.
In quel momento una figura entrò nella stanza.
Bucky.
"Ti sei svegliato" constató atono.
"Buck..." mormorò a fatica Steve con voce impastata.
Lo sguardo del Soldato d'Inverno si addolcí per un istante troppo breve perché il biondo potesse notarlo, tornando freddo un istante dopo.
"Zitto. Ora parlo io" si appoggiò con la schiena al muro e le braccia conserte, sospirando brevemente.
"Sono stato incaricato di ucciderti"
Steve sentì una fitta più o meno all'altezza del petto. Sperava che, dopo averlo salvato dal fiume, si fosse ricordato di lui.
"Perché non lo hai fatto subito?" mormorò.
Ovviamente non voleva incoraggiarlo a ucciderlo, eppure quella strana luce negli occhi ormai spenti da tempo di Bucky gli aveva suscitato quell'interrogativo.
"Avevo bisogno di capire" il moro estrasse da una delle tasche una foto ingiallita che li ritraeva ai tempi della guerra, seduti su una branda di una tenda un po' troppo vicini per essere creduti soltanto amici "L'ho trovata nel cassetto della tua scrivania"
Steve arrossí e chinó il capo. Ricordava quel momento, un attimo dopo che la foto era stata scattata il moro lo aveva baciato per la prima volta.
"Allora?" domandò Bucky riponendola sul tavolo vicino, ma il biondo rimase in silenzio con lo sguardo basso. Il Soldato gli si avvicinò e gli afferrò il viso con la mano di metallo, costringendolo a guardarlo negli occhi.
"Rispondi, Stevie" insistette.
Steve ebbe un tuffo al cuore. L'amico non lo chiamava così dagli anni quaranta. Deglutí a vuoto e aprì leggermente la bocca per parlare. Ma, contro ogni previsione, dopo un istante passato ad osservarlo senza muovere un muscolo, Bucky si gettò sulle sue labbra e lo bació. La presa sul viso si allentó mentre il moro si sedeva su Steve avvolgendogli i fianchi e lo schienale della sedia con le gambe. Il cuore del biondo quasi esplose per quel contatto così intimo che non riceveva da settant'anni. Bucky lo costrinse a schiudere le labbra e lasciare che la sua lingua si impossessasse della sua bocca, poi iniziò ad accarezzargli la gola con la mano umana, Steve fremette e chiuse gli occhi concentrandosi sulle meravigliose sensazioni che stava provando. Piano, le mani di Bucky scivolarono lungo il petto e gli artigliarono i fianchi, mentre le labbra si spostavano sul collo facendo arrossire ancora di più il biondo, ormai completamente dipendente da quei baci. Restarono così per interminabili secondi, forse minuti, poi si staccarono con il fiato corto e la mente confusa.
"Bucky, ti amo" sussurró Steve una volta capito cosa fosse successo.
"Sí" ribatté semplicemente il moro, facendo scontrare le labbra del biondo con il suo respiro "Anch'io"
Si alzò lentamente staccandosi di malavoglia dal corpo accogliente e caldo di Steve, prese la foto e la rimise in tasca.
"Me ne andrò lontano" disse avviandosi verso la porta della stanza. Esitò solo un attimo, lo guardò bene per imprimersi nella memoria tutti i particolari di quel viso, poi se ne andò senza voltarsi. Quando sentì la porta chiudersi, Steve sospirò sentendo ancora il sapore delle labbra di Bucky sulle proprie.
Il cellulare vibró nella tasca posteriore dell'uniforme e, solo in quel momento, si rese conto di essere ancora bloccato.
Ora avrebbe dovuto trovare il modo di liberarsi delle manette.

N.d.A.

Non ho molto da dire, solo che questo è ciò che vorrei che fosse successo dopo The Winter Soldier ed è stata ispirata dalla fanart trovata su Internet che ho messo come copertina.

Spero che vi piaccia, anche se il titolo fa leggermente schifo :)

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