I'm always here for you~Epic x Color
Color e Killer avevano litigato di nuovo.
Color cercava sempre di farlo ragionare... Ma invano. L'amico non lo voleva ascoltare.
Killer ne era convinto, era convinto di star facendo delle cose giuste e continuava a dire che lui amava Nightmare. Continuava a lodarlo e sottolinearlo come un dio.
A Color non piaceva questa cosa. Il suo amico si stava lasciando abbindolare e, nonostante tutto, non lo ascoltava.
Lo scheletro dalle fiamme si rifugiava sempre nell'antivoid piangendo e singhiozzando in silenzio.
Nel gioco della vita e del destino, lui aveva perso la scommessa e la penitenza era restare solo.
Quel giorno però un mostro che passava per caso di lí lo vide.
Si avvicinò a lui e gli chiese cosa avesse.
Color alzò lo sguardo e si scontro con gli occhi dell'altro scheletro. Non era come lui: indossava una giacca nera-viola con un cappuccio sulla testa; presentava una cicatrice sull'occhio sinistro e quest'ultimo era di colore viola.
<Chi sei?> gli chiese asciugandosi le lacrime.
<Mi chiamo Epic Sans, bruh!> gli rispose l'altro sorridendo <Tu invece, bruh?>.
<Color Sans>.
Epic si sedette accanto a lui: <Come mai stai piangendo?>.
<I-io.... N-niente> abbassò lo sguardo e chiuse gli occhi per scacciare dalla sua mente i ricordi di quella orribile litigata.
<Beh non mi pare che non sia successo niente>.
<Hai mai voluto cosí bene ad una persona da volergli aprire gli occhi e fargli vedere la realtà?>.
Epic ci pensò un po': <Io ho un migliore amico però... Sinceramente se lui vorrebbe fantasticare e non affrontare la realtà, certo, dovrei evitare che si chiuda in se stesso, ma penso anche che forse è meglio certe volte staccarsi dalla realtà, bruh>.
<Forse ho esagerato... Il fatto è che c'è una persona che lo usa e lui però non se ne accorge... Ne è pure innamorato!>.
<Dalle tue parole sembra che tu sia geloso, bruh>.
<Ammetto di esserlo un po' ma solamente perché è il mio migliore amico> affondò la testa tra le ginocchia <Forse sto sbagliando...>.
Epic gli prese le mani e se le portò al petto:<Nessuno sbaglia se pensa che quella cosa sia reale. Sbagliare è normale. E non mi sembra che voler proteggere il tuo migliore amico sia una cosa tanto sbagliata, secondo me stai facendo delle cose giuste, bruh, ma forse dovresti essere meno pesante e provare a capire i motivi che ha l'altro>.
Color era diventato colorato al tocco dell'altro scheletro, si sentiva finalmente amato e capito; le sue lacrime erano scomparse e al posto loro vi era un lieve sorriso di speranza donatagli dall'altro scheletro.
Passarono i giorni... Poi le settimane...
Epic andava spesso ad OtherTale ad incontrare il suo nuovo amico per cui aveva iniziato a provare dei sentimenti. Vederlo in quello stato gli aveva fatto provare compassione e voglia di consolarlo e di aiutarlo.
Epic non aveva mai provato sentimenti del genere, era una cosa nuova per lui e continuava a ripetersi che gli sarebbe passata. Ma invece di scomparire, il sentimento cresceva.
Anche Color si era innamorato di Epic, vedeva in lui una nuova strada, una nuova strada per recuperare la felicità persa.
Quando, però, l'altro scheletro non c'era, veniva colpito da un forte senso di solitudine... Di vuoto. Aveva bisogno di lui, e questo lo sapeva.
Aveva bisogno di sapere che una persona nel Multiverso lo amasse veramente, incondizionatamente da ciò che faceva o che diceva.
Color sapeva che era pesante, tuttavia l'unica cosa che lui voleva, era proteggere le persone a lui speciali.
I due, quel giorno, si videro nell'antivoid e parlarono. Color, ad ogni parola, ad ogni gesto, sentiva il sentimento dentro di lui crescere e le sue guancia ossee diventare sempre più calde.
Epic se ne accorse però ignorò questo fatto aspettando il momento adatto per confessarsi.
Lo scheletro vide il volto dell'altro colorarsi tanto che gli venne naturale iniziare ad accarezzare una guancia in modo scherzoso e con un lieve sorriso in volto.
Color continuava a colorarsi, a balbettare e sentiva la sua anima battere forte dentro di lui.
Epic si avvicinò alla bocca del suo amato mentre quest'ultimo, preso dalla situazione, stava fermo non sapendo che fare.
Lo scheletro con il cappuccio lo avvicinò a se mettendo le braccia sui suoi fianchi.
<Ti amo...> gli sussurrò mentre erano a pochi centimetri di distanza.
Il minore si avvinghiò con le braccia al collo di Epic.
<Anch'io>.
Entrambi si avvicinarono l'un l'altro chiudendo le distanze e congiungendo le loro bocche in un bacio dolce e pieno di amore.
Si staccarono solo per riprendere fiato e si sorrisero.
Epic incrociò le sue dita a quelle di Color e, continuando a sorridergli dolcemente, gli sussurrò:<Ci sarò sempre per te>.
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