CAPITOLO 26
<<Adesso basta, è da più di una settimana che fate finta di non conoscervi. Si può sapere cosa diavolo è successo a Los Angeles?>> chiede John ormai furioso del nostro silenzio.
Da quando sono scesa da quell'aereo ognuno di noi ha preso strade diverse.
Io sono ritornata a casa e ad aspettarmi c'era mio padre, ma nel momento in cui ho appoggiato la valigia in camera mi ha chiesto subito di Sarah.
Non la vedo da una settimana, è passata i primi due giorni quando io non c'ero per prendere la maggior parte della sua roba visto che si è trasferita dai ragazzi che, a quanto pare, sono riusciti a troverle un letto in più.
Dylan e Tyler i primi giorni hanno cercato di parlarmi e chiedermi qualcosa, ma da me hanno ricevuto solo silenzio.
Io e Josh non andiamo più a gonfie vele come una volta, certo stiamo ancora insieme, ma diciamo che ho iniziato a ricavare nelle mie giornate le cosiddette "pause di riflessione" per cercare di capire come mettere nel posto giuro i pezzi del puzzle che devo ancora riempire.
Conclusione?
Niente.
Assolutamente niente.
Ho provato anche a chiamare Jeremy per sapere qualcosa in più ma come al solito non parla.
So che questa volta mi posso fidare, anzi devo, lo leggevo nei suoi occhi che era pentito e che mi stava dicendo la verità, altrimenti non avrei fatto tutto questo casino.
<<Niente, devo andare scusate>> dico mentre mi alzo dal tavolo della mensa lasciando tutti gli altri lì a mangiare.
Ormai l'inverno è alle porte e i primi esami sono vicini, così senza perdere tempo esco nel cortile e mi incammino verso l'uscita con metà faccia sepolta nella sciarpa di lana.
<<Aria>> sento chiamarmi alle spalle, costringendomi così a voltarmi.
<<Jennifer, come stai?>> le chiedo sorpresa.
Da quando siamo tornati non la vedo spesso, non che la cosa mi dispiaccia, anche perchè da quel che ho capito da Madison ha iniziato a lavorare in un negozio di vestiti, per questo non la vedo spesso in università.
<<Tutto bene grazie. Ti va se prendiamo un caffè insieme?>> mi chiede gentilmente.
<<Scusami ma sto correndo a casa a studiare. Sai, gli esami>> le rispondo mentre indietreggio piano piano.
<<Ah giusto, allora niente sarà per un altra volta. Ciao>> e se ne va lasciandomi interdetta.
Io e Jennifer?
Un caffè?
Da quando siamo così confidenziali?
Io sono sempre più convinta che qualche sostanza fluttui nell'aria.
Visto che in questi giorni fa molto freddo ho deciso di venire in macchina, almeno ho la possibilità di accendere i riscaldamenti e godermi il piccolo tragitto verso casa al caldo, ma appena entro in macchina una busta nera sul lato del passeggero mi coglie di sorpresa.
Come c'è finita una busta nella mia macchina?
Controllo i finestrini ma sono tutti chiusi, la macchina era chiusa, quindi come ci è arrivata?
Come se fosse una bomba ad orologeria la prendo con le punte delle dita e armandomi di coraggio la apro trovandoci dentro due semplici parole.
Sei pronta?
Sono pronta? Pronta a fare cosa?
Magari qualcuno ha sbagliato destinatario.
Sicuramente sarà uno scherzo.
Senza dare peso alla cosa ritorno a casa in cui mi attende Maria, la nuova governante che mio padre ha assunto quando è tornato.
E' una donna stupenda, d'altronde tutte le donne messicane lo sono : alta, capelli neri e occhi marroni, e poi mio padre ha fatto il jackpot visto che cucina divinamente.
<<Ciao Maria>> dico mentre entro in casa.
<<Ciao Aria, come è andata la giornata?>> mi chiede gentilmente mentre sta cucinando qualcosa.
<<Tutto bene, se non ti dispiace vado in camera a studiare>> le dico mentre salgo le scale.
<<Ma certo, se non ti vedo per l'ora di cena vengo ad avvisarti>> mi avvisa tutta sorridente.
<<Grazie>> le rispondo, ma mentre entro in camera rimango immobile sulla soglia.
Ma che diavolo...
<<Maria>> inizio a urlare mentre sento i suoi passi che mi raggiungono.
<<Dimmi, che succede?>> chiede preoccupata con il fiatone per aver corso.
<<Che cosa significa?>> le chiedo indicando la mia stanza sommersa di rose nere.
<<Le hanno recapitate questa mattina, ho pensato che era meglio metterle nella tua stanza visto che sono per te. Ho fatto male?>>
Per tutto il tempo in cui mi parlava sono rimasta a fissare quelle rose, il mio fiore preferito, tinte di nero.
Ma chi può avermele mandate?
E cosa significa?
<<Sai chi me le ha mandate?>> le chiedo sempre guardando la mia stanza.
<<No, mi hanno solo detto che erano per te e basta>> mi dice preoccupata.
<<Ok grazie, adesso ci penso io>> e liquidandola entro con cautela chiudendo la porta dietro di me.
E' stata una settimana troppo tranquilla, stentavo io a crederci.
Cerco di girare nella stanza ma dozzine e dozzine di rose nere invadono la superficie.
Riesco miracolosamente a raggiungere il letto sul quale c'è il computer ma prima di aprirlo un biglietto nero con i bordini argento attira la mia attenzione.
Mi sporgo il necessario per prendere la busta e aprirla, e forse non era una buona idea.
Iniziamo
Dio santo.
Ho i brividi in tutto il corpo.
Io non capisco, chi può avermele mandate?
Iniziamo cosa?
Titubante apro il computer e avvio il motore di ricerca per cercare il significato della rosa nera e appena apro un sito : " la rosa nera è presagio di sventure, angoscia e tristezza, ma solitamente viene associata alla morte. Donare una rosa nera significa esprimere l'intenzione di dire addio a qualcuno ma non solo, generalmente è utilizzata per indicare una componente negativa che sfocia nell'odio e nel rancore".
Se prima avevo i brividi, adesso posso dire di essere una statua di ghiaccio.
Morte?
Sventure?
Odio?
Rancore?
Io non ho mai ucciso nessuno, non ho mai fatto del male neanche ad una mosca, com'è possibile?
Drin drin
<<Pronto?>> dico con voce tremante.
<<Ciao, volevo chiederti se ti va di andare di fare un giro>> mi chiede Madison.
<<No ehm... sono occupata a studiare e...>> ma non riesco a parlare da quanto mi trema la voce e sto andando nel panico.
<<Aria ti senti bene? E' successo qualcosa?>> mi chiede preoccupata.
<<No devo andare, ci vediamo domani>> e riaggancio rapidamente prima che io abbia un crollo nervoso.
Non ce la faccio.
Non ce la faccio ad andare avanti.
Ho paura.
Ho paura che succeda qualcosa a me.
Ho paura che succeda qualcosa alla mia famiglia.
Ho paura che succeda qualcosa ai miei amici.
Non posso dirlo.
Non posso dire niente a nessuno.
Ho paura che se lo dicessi a qualcuno lo metterei in pericolo.
Non so che fare.
SARAH'S POV
<<Allora?>> le chiedo mentre riaggancia la chiamata.
<<Mi è sembrata strana>> dice con un tono di voce non positivo.
<<Strana in che senso?>> chiede Brandon.
<<Non lo so, ho una brutta sensazione addosso>> dice Mad girando tra le mani il suo telefono.
<<Ok ragazzi adesso basta. Dobbiamo riprendere il controllo della situazione, vado a parlarle io>> dice Daniel prendendo la giacca e uscendo lasciandoci lì.
<<E' passata una settimana>> dico sul punto di piangere.
<<Lo so piccola, si sistemerà tutto, promesso>> mi risponde Lucas abbracciandomi.
Rivoglio la mia migliore amica.
Non posso più andare avanti così.
SPAZIO AUTRICE✨⭐️
Nuovo capitolo ( di giovedi😂😂, dovrò abituarmi a questi aggiornamenti) dunque dunque :
✅Aria sta usando la tattica de silenzio con gli altri😂😂 dite che prima o poi esploderà e dirà tutto?😏
✅❌❌❌ BUSTA NERA😱😱 primo avvertimento, secondo voi ce ne saranno altri?
Aria dirà ai suoi amici cosa sta succedendo? O starà zitta per proteggerli?
✅POV SARAH : lascio a voi i commenti🤔😜🙈
Mi raccomando commenti e stelline⭐️ e vi ricordo se volete seguirmi sulla pagina Instagram dedicata alle mie storie, aggiornamenti, news e tanto altro :
puffetta_961
Ci vediamo sabato😘🎀
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