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Love?

<Salve!>disse il cameriere.
<Un tavolo per due?>chiese Alex.
<Si, accomodatevi>.

Nonostante fosse ancora giorno, le luci erano spente e su ogni tavolo era posta una candela e un piccolo vaso con una rosa rossa. Era decisamente un bel posto!

<Ti piace?>mi domandò Alex.
<Cosa?>
<Questo posto>disse guardandomi con un'aria strana.
<Si, è tutto molto bello>affermai sorridendo.
<Sono contento che ti piaccia>.

Gli sorrisi.
Ero un po' in imbarazzo: non avevo neanche un soldo e lui doveva pagare anche per me.

<Ehi piccola, c'è qualcosa che non va?>mi chiese.
<Ascolta, io apprezzo moltissimo quello che fai per me, ma non mi sembra giusto che...>

<Ragazzi, siete pronti per ordinare?>interruppe il cameriere.
<Si>rispose lui.

Ordinammo quelle che erano le specialità del posto e dopo pochi minuti iniziammo a pranzare.

<Buon appetito piccola mia!>
<Anche a te>.

Tra un boccone ed un altro, scambiammo qualche parola di poco conto.

<Desiderate una bottiglia di champagne?>chiese garbatamente il cameriere.
<Certamente!>rispose Alex sorridendo.

Improvvisamente squillò il mio telefono:

<Chi è?>chiese incuriosito.
<Sarah>.
<Ah, quella stupida!>sbottò lui.
<Ehi, non dire così!>esclamai.

_________[al telefono]_____________

<Ciao Sarah>.
<Ehi Eva, ti va di uscire di pomeriggio?>chiese.
<Emmm...>

Guardai Alex che annuiva e diceva: «va pure ti farà bene uscire con un'amica».

<Ok Sarah, verrò!>
<Ci vediamo dopo davanti la scuola>disse euforica.
<A dopo>.
<Ciao>.

____________[fine chiamata]__________

<Sei sicuro che non ti dispiace?>
<Ehi, non preoccuparti piccola> disse portando un capello dietro il mio orecchio.

Ok, momento imbarazzante in corso!

<Sei così bella>disse lasciandomi un tenero bacio in fronte.
<Anche tu> dissi sorpresa di me stessa.

Non potevo credere a quello che avevo appena detto!

<Forse, è ora di andare, si credo proprio di si>dissi scandendo tutte le parole.
<Aspetta!>disse afferrandomi.
Spalancai gli occhi e mi voltai all'istante.
<Il nostro brindisi?>replicò con una voce sensuale.
<Ah, hai ragione! Che sbadata!>esclamai con le guance in fiamme.
<Brindiamo a noi!>disse porgendomi il calice.
<A noi!>pronunciai mandando giù, con un solo sorso, lo champagne fresco.

Quando uscii dal ristorante, feci un respiro di sollievo. Forse mi piaceva quel ragazzo, forse.
Andai all'appuntamento davanti la scuola:

<Ehi Eva!>disse Sarah abbracciandomi forte.
Ricambiai con una stretta più forte.
<Su, andiamo!>dissi entusiasta.

Iniziammo a camminare:

<Allora, come va con Alex?>chiese Sarah con un sorriso malizioso.
<Alla grande!>esclamai.
<Ti ha baciata?!>domandò euforica.
<No, che stai blaterando!>urlai.
<Ahahahah, ti piace tanto?>chiese, alzando il sopracciglio destro.

Diventai rossa come un peperone e risposi:
< Si, mi piace da morire. Lo adoro per tutte le attenzioni che mi presta, lo ammiro per avermi salvata da quel padrone di casa-maniaco, e lo amo più che mai per avermi accolta a casa sua>dissi tutto d'un fiato.

<Lo sapevo!Abiti da lui?!>chiese scioccata.
Feci un cenno col capo e annuii.
<Dormite insieme?>continuò.
<No, che dici!>dissi spalancando gli occhi miei azzurri.
<Sono certa che...>
<Entriamo qui!>la interruppi da qualsiasi altra domanda.

Entrammo da Tally Weijl, il mio negozio preferito!
Appena entrata persi la testa, perché mi accorsi che tutto quel che c'era mi piaceva tanto ma, non avevo neanche un soldo!
Morale della favola? Niente shopping!

<Eva, provati questo!>disse eccitata.
<No, Sarah. Non...>
<Tranquilla, pago io, prenditi quello che vuoi!>disse accarezzandomi il volto.
Mi sentivo un po' a disagio, ma non mi feci ripetere due volte quelle benedette parole.
Iniziai a provare diverse cose e alla fine comprai, o per meglio dire...Sarah mi comprò:
-un vestitino nero con scollo a cuore;
-un paio di scarpe eleganti da abbinare al vestito;
-jeans chiari e scuri;
-qualche t-shirt e un completino di pizzo;

<Grazie mille!>dissi stringendola in un caloroso abbraccio.
<Appena potrò...>continuai.
<Tranquilla, non devi far nulla! Devi solo rendere la nostra amicizia più bella che mai, se lo desideri>.
<Ti voglio bene>dissi col le lacrime agli occhi.
<Anch'io >mormorò.<Ora va da lui che ti starà aspettando e sarà ansioso di vedere questo bel visino!>continuò.
<Vado, ci sentiamo>dissi lasciandole un bacio sulla guancia.

Ritornai a casa di Alex e, come concordato, entrai dal retro e andai in bagno.
«Forse Alex non è ancora tornato. Bene, ne approfitterò per indossare questo splendido vestitino!»pensai.

Lo indossai e colorai le mie labbra di rosso. Sistemai un po' i miei capelli e...

<Sei uno schianto!>esclamò Alex avvicinandosi.
<Ciao, non ti avevo sentito arrivare>dissi imbarazzata.
<Già. Sei troppo bella>disse con uno sguardo intenso.
Si avvicinò e tracciò, con i polpastrelli delle sue delicate dita, il contorno delle mie labbra.

<Desidero ardentemente assaporare le tue labbra>pronunciò.
<Fallo>dissi.

Si avvicinò sempre di più e unì le sue labbra alle mie, diventando così una cosa sola. Approndì il bacio, che sembrava durasse in eterno.
Mi spinse contro il muro, mise le mani ai miei fianchi e iniziò a baciarmi con foga.

<Ti amo dal primo giorno in cui ti ho vista!>mormorò.
<Ti amo anch'io>risposi.
<Sei così sexy con questo vestito!>disse alzandolo sempre di più.

Ero al culmine del desiderio : istintivamente gli saltai addosso e iniziai a lasciare tanti piccoli baci sul suo petto scolpito.
Lui mi prese in braccio e mi scaraventò nel muro, ma distrattamente fece cadere il portasapone di vetro per terra:

<Tranquilla, non fa nulla!> disse togliendomi il vestito.
<Ok, adesso continua a baciarmi>replicai.

Baciò ogni centimetro del mio corpo, poi si soffermò:

<Questo reggiseno nero di pizzo ti dona, ma ti preferisco senza...>

<Ehi Alex, sei qui? Devo entrare urgentemente in bagno!> sentii urlare la madre.

<Merda!Nasconditi nella doccia, la tendina è scura, non ti vedrà. Stai tranquilla e in silenzio>mi disse Alex.

Mi baciò prima di uscire e mi rassicurò un po':
<Ti farò uscire da li>disse.
<Mi fido di te>.
<Ti amo>.
<Idem>.

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