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Andrea's pov
Le valige sono quasi pronte, ma nessuno si preoccupa di finirle prima dell'ultimo minuto.
La mia fidanzata sta facendo la doccia ed io non intendo muovermi dal letto prima che venga a "rimproverarmi" per non essermi alzato prima.
Come previsto Anne ha interrotto il mio riposo mattutino a occhi aperti, quindi sono costretto ad alzarmi dal letto e andare a finire di prepare le ultime cose per poter partire, di nuovo.
Sì, di nuovo, perché questo sarà circa il decimo viaggio che faccio a Miami, ma niente, la amo come città.
Arriviamo in aeroporto con solo dieci minuti in anticipo, che in realtà non sono pochi a mio avviso ma secondo Anne siamo già in ritardo.
Saliamo sull'aereo, e come mio solito prendo un libro dal mio bagaglio a mano ed inizio a leggere.
Dopo qualche ora di viaggio atterriamo ad Orlando, per poi ripartire verso Miami.
Dal finestrino dell'aereo posso ammirare spettacoli mozzafiato, vedo le nuvole sopra la terra e il sole che brilla alto nel cielo, o come preferisco dire io, alto nell'atmosfera.
L'hotel è a pochi kilometri dall'aeroporto, la facciata principale è dorata con il tetto blu, le finestre sono tutte stile retrò e non tutte hanno il balcone. Il cancello d'entrata è a porte girevoli con un portinaio che supervisiona le entrate e le uscite.
La nostra stanza è enorme, c'è un mini frigo con bevande gratuite e un mega televisore.
Sistemiamo le nostre cose molto in fretta e decidiamo di andare a passeggiare.
Essendo Anne un'amante dei libri decidiamo di passare prima in libreria così da poterla tenere a bada dopo.
Arriviamo lì alle quattro circa ed usciamo come minimo alle sei, Anne ha girato ogni singolo scaffale come minimo dieci volte e alla fine ce l'ha fatta a scegliere un solo libro da comprare.
Andiamo in giro per i negozi per qualche altra ora fin quando non decidiamo di ritornare all'hotel per la cena.
I piatti che ci servono sono tutti a base di pesce, il dolce era il migliore. Ci hanno servito una cheesecake al cioccolato con le fragole e gli smarties, Anne all'inizio si era rifiutata di mangiarla poiché con troppe calorie, ma alla fine sono riuscito a tentarla abbastanza da convincerla a mangiarla anche lei.
Torniamo in camera verso le undici e siamo talmente stanchi da metterci direttamente a letto.
Dormo sogni tranquilli e mi risveglio la mattina dopo in ritardo per la colazione.
Scendo nella sala ristoro e cerco Anne con gli occhi. Appena la trovo mi dirigo verso di lei e le stampo un bacio sulle labbra. Corro a prendere velocemente un caffè e dei toast con della marmellata per poter mangiare velocemente per poter andare poi in piscina.
Finisco di mangiare e mentre mi dirigo verso la piscina mi accorgo di aver dimenticato la cuffia in camera, così faccio retrofront e torno nella stanza.
Entro e subito recupero velocemente le mie cose, ma la mia attenzione ricade sul nome dell'autrice del libro comprato in precedenza da Anne.
Si chiamava Sara Evans...
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