Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 8

Alessia

Erano passati quattro giorni. Filippo era andato via da due giorni e Riccardo ed io non ci parlavamo da 5. Pensavo che sarebbe ritornato tutto come prima dopo poco tempo ma evidentemente mi sbagliavo. E faceva male. Molto male. Continuava ad ignorarmi, non mi degnava di uno sguardo, non mi parlava, neanche un cenno. Sembrava fossi diventata una parte dell'arredamento.

Con le cuffie alle orecchie e "How long i will love you " di Ellie Goulding, a ripetizione, mi alzai dal mio letto, mi misi una felpa larga e grigia che avevo rubato dall'armadio di mio padre, mi tirai le maniche e nascosi le mani all'interno. Certo che oggi faceva proprio freddo! Provai ad andare giu, in salotto, per vedere se mio padre o qualcun'altro, aveva acceso il camino prima di andarsene a fare una scarpinata su in collina. Scesi le scale rabbrividendo, avevo i calzettoni, leggins e una maglietta di cotone, oltre al capo "preso in prestito" dal mio babbo. I capelli erano raccolti in una crocchia disordinata e non avevo un filo di trucco. Arrivai silenziosamente al divano, posizionato strategicamente di fianco al camino, la musica che usciva dalle mie cuffie era l' unico rumore, assieme allo scoppiettare del fuoco che c'era nella stanza. Cliccai "pause" e buttai il cellulare sui cuscini ai  mal di testa. Presi la coperta di pile e mi ci accocolai dentro, coprendomi fino alle spalle, chiusi gli occhi e mi addormentai. Mi risvegliai dopo quelli che mi sembravano 10 minuti. Il rumore di una porta sbattuta mi aveva ridestata dal mio fantastico pisolino mattutino.  C'era troppa luce. Socchiusi gli occhi e alzai leggermente il capo. Riccardo era in piedi all'ingresso che si scrollava i capelli bagnati. Buttai la testa sul bracciolo e parlai.

《 Ma non dovevi perdere i kili presi in questi giorni? 》 chiesi con la voce ancora impastata dalla dormita.

Sobbalzò. Non mi aveva vista.

Figurati se ti vedeva!

《 Sta piovendo troppo per i miei gusti. 》 mi rispose ancora sorpreso di trovarmi li.

Certo, il principino non si voleva bagnare troppo quei splendidi capelli che si ritrovava. Non glielo dissi. Ero ancora intontita dal sonno evidentemente. Mi limitai ad un 《 Mmh-mmh. 》

《 Tu piuttosto cosa ci fai qui? Perché sei vestita così tanto? E cosa ci fai davanti al camino acceso?  Io sto morendo di caldo. 》

《 A quale domanda vuoi che risponda per prima? 》

Aprii un occhio solo per vedere l'inizio di un sorriso sul suo volto. Il primo dopo secoli!

《 Ho freddo. Ho i brividi. Il camino mi serve acceso . Puoi spegnere la luce per favore? Stavo dormendo e mi bruciano gli occhi perché mi hai svegliato improvvisamente. 》

Sentii dei passi avvicinarsi. Poi una mano mi toccò la fronte. Mi irrigidii al contatto ma non aprii per nessuna ragione al mondo gli occhi. La senzazione della sua mano gelida contro la mia pelle mi diede altri brividi. Forse per il freddo, forse perché quelle farfalle nello stomaco non decidevano ad andarsene ed ogni volta che mi sfiorava, accelleravano il battito d'ali.

《 Hai la febbre. 》mi disse con voce grave.

《 Colpa tua. 》 sbiascicai.

Rise.

《 Poi non è detto.  La tua mano fredda al confronto con la mia fronte, calda per la vicinanza con il camino, potrebbe influenzare. 》 continuai mentendo. Lo sapevo che avevo la febbre ma non volevo stare a letto per giorni, senza aver la possibilita' di vederlo.

《 Scusa. 》 e ritrasse la mano. Morsicai la mia lingua lunga.

Certo che sei stupida.

Zitta stupida coscienza, sto cercando di vivere il momento.

《 Dai, vieni che ti porto a letto a provarti la febbre. 》 cercai di alzarmi, ma infagottata com'ero e con i sensi rallentati mi ci volle un pò. Mi misi in piedi, forse un pò troppo in fretta perchè la stanza iniziò a girare e caddi a sedere sul divano.

《 Oddio! Alessia! 》 urló preoccupato Richy.

《 Se magari urli di meno e mi dai una mano ad arrivare sana e salva al letto...》

Sospirò e poi mi prese in braccio e mi portò su di peso. Circondai il suo collo con le braccia e appoggiai la testa alla sua spalla chiudendo gli occhi. Probabilmente dopo, con la mente lucida mi sarei presa a schiaffi. Ma potevo sempre dare colpa alla febbre.

Il suo profumo mi solleticava le narici e inspirai. Sapeva di menta, pioggia, sudore e dopobarba. Un miscuglio che mi diede le vertigini. Lui se ne accorse e la presa si strinse e mi portò piú vicina. Sorrisi.

《 Ci vieni anche tu a letto con me? 》 chiesi strascicando le parole.

《 Se insisti così tanto, mi infilo volentieri nel tuo letto. 》 e dal suo tono capii che stava sorridendo.

《 Pervertito! Approfittare di una povera donzella malata! 》

《 Me l'hai chiesto tu, Tesoro mio. 》 disse beffardo.

《 Pff. Ritiro tutto. 》

《 Peccato. Avrei saputo come farti stare meglio. 》concluse con voce grave. Altra ondata di brividi. Dovevo andarmi a fare controllare. Per fortuna che potevo confonderli con i brividi dovuti alla temperatura alta.

Arrivammo in camera mia e mi appoggió delicatamente sul letto. Mi tiró su le coperte e se ne andó alla ricerca del termometro. Non doveva essere cosi difficile visto il lavoro di suo padre. Ritornó qualche minuto dopo.

《 Alessia. 》 e mi scosse leggermente.

Mi lamentai. Volevo dormire e fare andare via il mal di testa, il bruciore agli occhi e la pelle d'oca.

《 Non posso metterti io il termometro!  》

Sorrisi.

《 Alessia. 》 ripeté con voce piú roca.

Svogliatamente allungai un braccio e mi misi quel dannato termometro.

Sentii il materasso incrinarsi sotto un altro peso. Gli feci spazio e si sedette affianco a me. Passati 5 minuti mi disse di fargli vedere a quanto avevo di febbre. Non risposi. Ero in dormiveglia. Mi scosse chiamandomi a bassa voce.

《 Ale. 》 riprovó a voce piú alta. 《 Porca vacca! 》 imprecò.

Mi giró lentamente a pancia all'aria e mi scostó il colletto della felpa e della maglia. Attento a non toccare altro prese il termometro. Mi sfiorò la pelle calda vicino alla spalla. Mi sfuggì mezzo sospiro.

《 Ma come fai a fartela venire così alta?! 40.1! 》

Sentii che appoggiava l'apparecchio sulla scrivania. Pensavo che se ne andasse subito invece dei capelli mi sfiorarono la guancia, il suo respiro vicino all'orecchio mischiato al suo profumo, mi fecero perdere la testa.

《 Tanto lo so che sei sveglia. 》 mi sussurrò.

Tre secondi dopo sentii la porta sbattere.

Sorrisi prima di cadere in un sonno senza sogni.

Che ne pensate? Vi piace? Vi va di darmi qualche consiglio? O critica. Accetto tutto :)

Grazie mille ♡

baci

leggimidentro

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro