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Persi i soldi, cercai un posto isolato per scaricare tutta quella tensione: ammaccai e graffiai visibilmente il paraurti della mia amata Mustang, direi che andare all'autofficina di Toretto ormai è d'obbligo.
Così la mattina seguente dopo aver fatto colazione, chiesi un po' in giro dove poter trovare la famosa Toretto's Company: arrivata a destinazione, uscii dalla macchina appoggiandomi poi al tettuccio della mia Mustang per osservare cosa c'era difronte a me: alcune persone lavoravano nell'officina sotto macchine davvero belle e performanti, ma i miei occhi si posarono su una persona in particolare.
Stava lavorando al motore della sua Barracuda nera, intento ad armeggiare con una chiave inglese. Così mi staccai dalla mia Mustang e mi diressi all'entrata dell'officina.
Un fischio rimbombò nella grande officina.
-Dom, è arrivata una bella pupa, la conosci per caso?- chiese l'uomo di colore, con fare provocante, facendomi scuotere la testa e ridere.
-Sta un po' zitto, Roman! Continua a lavorare invece- urlò un'altra persona sotto il cofano di una Porsche, più lontano da lui. Roman, alzò le mani e ritornò a lavoro. Dom invece, alzò la testa dal motore e con un sorriso sulle labbra, si pulì le mani e lasciando la chiave sul motore, si avvicinò a me.
-Buongiorno anche a te...-
-Eleanor- dissi sorridendo.
-Come l'auto- ammiccò Dom, posando le sue mani sui fianchi.
Portava un semplice pantalone da tuta e una maglia bianca a giro sporca di grasso, che dava spettacolo del suo fisico palestrato, in più una collana al collo con una croce.
-Ti presento la mia famiglia: Roman, che hai già conosciuto; Tej e gli altri arriveranno fra poco. Ma diamo un'occhiata alla tua Mustang- disse camminando verso la mia auto.
-Ti sei sfogata parecchio con questa bestiolina, eh?- mi chiese mentre analizzava il paraurti.
-Dovevo sfogarmi in qualche modo- dissi in tono divertito, posando le mani nelle tasche del mio pantaloncino, che lasciava le mie gambe scoperte.
Sentimmo i rombi di alcune macchine che si parcheggiarono poi nei parcheggi difronte all'officina: da una Skyline grigia uscì un ragazzo biondino, dalla Mazda Rx-7 uscì un ragazzo dai tratti asiatici e da una Challenger uscì una ragazza bruna.
-Ragazzi, vi presento Eleanor: loro sono Brian, Han e Letty- salutai tutti con un cenno di mano, ritornando a guardare la mia auto.
Letty ricevette una chiamata e appena rispose guardò divertita Dom.
-Ian si è fermato in mezzo alla strada, guasto alla macchina- disse chiudendo la chiamata. Dom fece un cenno con il capo e tutti entrarono nelle macchina.
-Posso venire? Sono brava con i motori- dissi avvicinandomi alla mia macchina.
-Certo. Andiamo, ti dico la strada- disse Dom sedendosi al posto del passeggero nella mia mustang. È ora di divertirsi.
-Gira a destra- tirai il freno a mano e feci cantare il motore della mia bambina, mentre derapai e notai un sorrisetto sul volto di Dom. appena vidi un paio di belle macchine ferme, capii che eravamo arrivati
-E lei da dove esce?- chiese il pelato, che mi squadrò.
-Eleonor, piacere- dissi sorridendo, dando una leggera occhiata al motore della sua Jaguar F Type nera.
-Ian- disse per poi osservarmi mentre toccavo qualche cavo del cofano.
-E' la pompa della benzina- dissi uscendo la testa dal cofano, vedendo Ian alzare un sopracciglio contrariato.
-Non è possibile, l'ho cambiata una settimana fa!- spiegò furente.
-Mi spiace ma se hai il piede pesante non è colpa mia- dissi divertita, alzando le mani e allontanandomi dalla macchina.
-Dom, controlla tu per favore. Non mi fido- disse con tono minaccioso Ian, vedendo Dom sorridere. Si avvicinò e diede una veloce occhiata.
-Ha ragione, è la pompa della benzina, Ian- disse con un'alzata di spalle Dom, verso un Ian nero dalla rabbia.
-Cazzo!- imprecò, sbattendo un piede a terra.
-Dovrei averne una di riserva nella macchina- dissi aprendo il porta bagagli e trovando la pompa proprio lì. Smontai quella rotta e rimontai quella che avevo.
-Falla ruggire, Ian- dissi battendo la mano sul motore. Ian entrò in macchina e appena girò la chiave sentì il motore cantare. Guardai Dom soddisfatta che mi regalò un sorrisone.
-Sei assunta- disse Dom, con un applauso.
-Come?!- chiesi incredula.
-Lavorerai nella mia officina, Eleonor. Congratulazioni- disse dandomi una pacca sulla spalla e andando in macchina, al posto del passeggero. Tutti gli altri mi guardarono e sorrisero, felici per me. Be, almeno recupererò i soldi in qualche modo, no? Ma non sapevo ancora in cosa andavo incontro.
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