Pianto
Il castello non era mai stato così silenzioso.
Era passato ormai un mese dalla battaglia di Hogwarts, e tutti gli abitanti di Villa Malfoy erano morti, fuggiti o incarcerati ad Azkaban.
Tutti tranne gli elfi domestici, i pavoni bianchi, il gatto, il gufo e Draco.
Già, Draco... era riuscito ad evitare Azkaban, ma non la solitudine sterminata che ormai echeggiava nelle sale del palazzo. Non fatico ad immaginarlo mentre mangia da solo ad un tavolo che era stato progettato per almeno venti persone, o a girovagare (sempre da solo) nei corridoi vuoti; trascorreva le sue giornate insieme ai fantasmi del suo passato, e se non fosse stato per gli elfi, i pavoni, il gatto ed il gufo di certo sarebbe impazzito. Si sentiva fuori luogo in quella casa enorme, in cui tutto gli ricordava dei traumi subiti e dei suoi genitori.
Questa sua straziante quotidianità fu interrota una notte, in cui Draco fu svegliato da un rumore stranissimo.
Erano le undici e mezza circa, e in tutta la villa echeggiava un suono acuto e prolungato, che poi calava, si interrompeva, riprendeva un po' più basso...
sembrava quasi...
"Fantastico", pensò Draco. "Adesso sento i bambini che piangono". Afferrò la bacchetta sul comodino, mormorò "Lumos" e la sua punta si illuminò. Rimase un attimo seduto sul letto a fissare la porta, poi si decise a raggiungerla ed aprirla.
Il pianto, nel frattempo, continuò a riempire le sale del palazzo. Draco si chiese in che direzione andare, quando un elfo sfrecciò davanti a lui.
"Hey! Tu! Dove stai andando?"
L' elfo si fermò di colpo e alzò lo sguardo verso il padrone; poi guardò verso la fonte del rumore, e di nuovo il padrone.
"Non è come sembra, padrone, Drappi può spiegare, Drappi non voleva, ma..."
"Aspetta" lo interruppe Draco. "Per prima cosa: quindi lo senti anche tu?"
"Sì, padrone, Drappi lo sente"
"Questa è una buona notizia, vuol dire che non sono ancora impazzito. Ora portami da qualunque cosa stia facendo questa lagna."
"Padrone, Drappi non può, gliel' ha ordinato..."
Draco stava per interromperlo di nuovo per dirgli che non glie ne importava nulla, quando un quadro appeso alla parete di fianco a loro si spostò rivelando un passaggio segreto. Era evidente che il pianto venisse da lì, perché raddoppiò di volume. Ne uscì un' altro elfo, che senza accorgersi del padrone, disse a Drappi: "Eccoti! Dov' eri..."
Draco si stancò della situazione e scansò i due elfi per poter passare nell' angusto passaggio. Corse su per le ripide scale e si trovò davanti ad una porta.
Tenendo la bacchetta davanti a sé, abbassò la maniglia ed entrò.
Era una stanzetta buia e sporca, arredata di un letto, un armadio, una scrivania e...
Una culla.
Dalla quale proveniva il pianto.
Il biondo si avvicinò, e scoprì un bizzarro esserino rossastro, bruttino e baccanoso meglio noto sotto nome di neonato.
Nel frattempo gli elfi lo avevano raggiunto, e lo osservavano aspettando la sua reazione, che arrivò sotto forma di:
"Ma cosa ci fa..."
"Signore, possiamo spiegare" mormorò Drappi. "Lui non voleva che si sapesse, e... e abbiamo dovuto nasconderla, e... cioè..." l' elfo fece un respiro profondo, scambiò uno sguardo con il collega, e disse:
"Padrone... quella bambina è la vostra cuginetta"
"Cosa??????"
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