Capitolo 6
La luce invase la mia stanza, strappandomi a un sonno profondo. Mi stiracchiai e aprii gli occhi. Pian piano tutto quello che era successo ieri mi tornò alla mente. Dovevo cominciare a dimenticarlo, lui ormai valeva meno di zero. Ma la domanda era un sola: perchè era così difficile, dopo quello che mi ha fatto e detto? Mi alzai dal letto e andai in cucina dove trovai un post-it sul frigo che diceva:"Giorno tesoro. Oggi per farti stare meglio ti ho preparato dei pancake. Lì trovi nel microonde.Ti voglio bene. Mamma." Non avevo molta fame ma decisi di provarne almeno uno. Erano buoni, dopotutto mia mamma era un ex pasticciera prima che cambiasse lavoro e diventasse un avvocato. Tornai in camera, mi tolsi il pantaloncino del pigiama e mi misi una tuta comoda. Il campanello suonò all'improvviso e mi chiesi chi potrebbe mai essere. Appena la aprii, Charlotte mi si buttò addosso abbracciandomi. " Mirko! " disse con voce preoccupata mentre la staccai lentamente da me. Chiusi la porta e andammo in camera mia. " Hei, calmati... dimmi." cercai di rassicurarla."Ti ho chiamato mille volte al cellulare ieri dopo che te ne sei scappato. Come stai?" cavolo era vero. Deve essersi preoccupata molto. "Sto bene Charlotte. " " Non ne sono molto convinta." " Si Charlotte e poi devi sapere che dopo essere corso ed essere tornato a casa lui si è presentato qui." lei mi guardò con uno sguardo che sapeva già tutto. " Lo so. Quando te ne sei andato non ho resistito dall'andare da lui e tirargli uno schiaffo fregandomene di quella troietta che stava baciando." La guardai incredulo. " Si lo so che non è da me fare queste cose ma tu sei una delle persone più importanti della mia vita e non voglio che soffri per uno stronzo del cazzo." aggiunse. Non sapevo cosa dire così l'abbracciai perchè a volte un abbraccio può valere più di mille parole. " E cosa ti ha detto quando è venuto?" "Che quella ragazza è la sua ex fidanzata ma che però prova ancora dei sentimenti per lei e che vuole una pausa da me. Io gli ho mollato un ceffone in faccia e me ne sono andato. " " E dove te ne sei andato..." "Al mare. Non chiedermi come ho fatto ad arrivare fin là giù. Fatto sta che ho conosciuto un ragazzo di nome Nikolas ed è anche gay e ho il suo numero." "Non perdi tempo eh... beh allora perchè non facciamo un'uscita a quattro stasera: io, tu, Nikolas e Lukas." non era una cattiva idea. Divertirmi un po e quello che mi ci voleva. " Si, va bene." dopo ciò mi diede un abbraccio e se ne andò dicendo che ci saremo trovati tutti lì alle nove al bar "Andromeda". Presi il cellulare e scrissi un messaggio a Nikolas dicendogli: "Hey ciao. Scusa il disturbo ma ti volevo chiedere se ti venire con me e altri due amici a bere qualcosa fuori stasera." ero un po ansioso e lo ero anche di più quando rispose. "Tu non disturbi mai comunque certo, accetto molto volentieri. A che ora e dove?" dopo avergli risposto mi risdraio sul letto e cominciai a pensare.
Alle nove precise ero già lì, odiavo essere in ritardo. Indossavo una camicia bianca a quadretti neri e dei jeans blu. Nikolas arrivò poco dopo ed indossava degli short grigi con una maglietta azzurra e portava un anello nero al pollice. Mi salutò dandomi un bacio sulla guancia e al contatto mi salì un brivido; colpa del suo piercing al labbro. Entrammo nel locale e ci sedemmo a un tavolino infondo, così da parlare liberamente senza che fossimo disturbati dalla musica che c'era. Poco dopo arrivarono anche Charlotte e Lukas e gli presentai Nikolas. Chiaccherammo per un po e poi Lukas e Nikolas andarono a prendere da bene lasciando me e Charlotte al tavolino. "Però, è davvero carino. Tutti tu te li prendi ah ah ah." disse lei facendomi l'occhiolino. " AH AH AH divertente Charlotte ma siamo solo semplici amici." dissi sarcasticamente. "Beh lui non ti ha mai tolto gli occhi di dosso, e neppure ora." disse indicando con la testa Nikolas al bancone che guardava verso di noi. Io mi limitai a sorridergli. I ragazzi tornarono e mi passarono un picchiere pieno di non so che cosa. Io ero astemio e questo Lukas lo sapeva. Prima che chiedessi cosa ci fosse, Lukas mi aveva preceduto con il dire che era della semplicissima birra. A me non piaceva ma la bevvi lo stesso; faceva schifo ma la mandai giù in fretta. Mi era rimasto un saporaccio in bocca così mi alzai dirigendomi al bagno. Quando ritornai Nikolas e Lukas non c'erano più e chiesi dove fossero a Charlotte, che mi disse che erano fuori a fumare. Verso le undici ce ne andammo dal locale. Lukas e Charlotte ritornarono a casa mentre io e Nikolas decidemmo di andare sul lungo mare. Arrivammo lì e cominciammo a tirare i sassi nell'acqua fin quando, per sbaglio me ne cadde uno sul piede e lì mi uscirono delle urla. "Hey Mirko come stai?" "Mi fa un po male." dico accasciandomi pian piano a terra. Mi tolse la scarpa, mi sfilò il calzino cominciando a massaggiarmi il piede e ci sapeva anche fare. "Ora come va?" chiese dolcemente muovendo quelle sue labbra carnose. "O-ora un p-po meglio." cavolo, perchè stavo arrossendo?! Forse perchè eravamo troppo vicini? Piano piano il suo viso si avvicinò al mio e lentamente le sue labbra toccarono le mie. Durò qualche minuto ma senza muoverci di un centimetro. Sembrava che il tempo si era fermato e che solo la fine di quel bacio potesse farlo riprendere a scorrere. Dopo esserci staccato amaramente da quel bacio, mi rimisi la scarpa cercando di alzarmi e provare a camminare. Purtroppo zoppicavo e così Nikolas mi prese in groppa sulla schiena portandomi fino a casa. Essere sulla sua schiena era molto imbarazzante ma anche al sicuro. Prima di lasciarmi sulla soglia di casa mi scompiglio i capelli e mi diede il suo solito bacio sulla guancia...
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