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capitolo 9 "ne sogno ne realtá"

Be my mirror, my sword and shield

Viva la vida, Coldplay
P.O.V ANDREA.

Le mie labbra erano a millimetri di distanza dalle sue; desideravo assaporarne ogni centimetro. Sapevo che tutto questo era sbagliato, che non appena fosse finito mi sarei pentito di quello che avevo fatto; non volevo, non potevo illuderla di nuovo. Sapevo benissimo che non ero il ragazzo giusto per lei, l'ho sempre pensato ed è questo uno dei motivi che mi ha spinto a lasciarla.

Le sue parole mi hanno fatto male, molto male. Sapere di averle creato ferite così profonde, di averle causato notti insonni mi distrugge il cuore. Io ero la causa dei suoi occhi spenti e del suo sorriso che aveva smesso di brillare; io ero la causa di quelle occhiaie che non potevano essere nascoste nemmeno con il correttore; io ero la causa delle sue insicurezze e della tristezza che da giorni era dipinta sul suo dolce viso.

Eppure ero pronto a sbagliare di nuovo, sono un terribile bastardo egoista; avrei dovuto controllarmi, tenermi lontano, ma il profumo dei suoi capelli e della sua pelle era come una calamita. Quelle labbra rosse, e quegli occhi grandi erano la visone più bella del mondo.
Meredith si morse il labbro inferiore e a quel punto non riuscii più a trattenermi. Posai le mie labbra avide sulle sue prima con dolcezza poi con passione; mi erano mancate così tanto quelle dolci e morbide labbra.
La sentii sospirare e avvicinai il mio corpo al suo, stringendola con le mani sui fianchi. Riuscivo a sentire il suo cuore che batteva all'impazzata sopra al mio petto; lei in risposta infilò una mano nei miei capelli e li tiró dolcemente.
Improvvisamente brividi mi percorsero la spina dorsale; il piacere che mi provocava il suo contatto era ineguagliabile, nemmeno Sabrina che era tremendamente sexy riusciva a farmi sentire così.
Meredith probabilmente si accorse di quello che stavo provando perchè mi avvicinò il più possibile a lei appoggiandosi al muro che aveva alle spalle, spingendo il piu possibile il bacino contro il mio.
La piccola pudica Meredith mi stava sorprendendo e questo bacio si stava trasformando in una richiesta, in un esigenza l'uno dell'altro. In una necessitá e una fame insaziabile. Non sapevo cosa stavo provando in quel momento, bisogno o paura o desiderio o completezza. Probabilmente tutte quante insieme.
Mi mancava ogni centimetro della sua pelle ruvida, mi mancavano le sue labbra screpolate a causa del freddo e i suoi capelli ormai rovinati nelle punte. Aveva i segni della sua vita impressi su di lei, lo stress della scuola, la fatica dello sport e la costante passione con la quale faceva le cose.
Meredith era la mia energia e in questo momento me ne ero reso veramente conto. Fino a quel momento avevo vissuto soltanto grazie alla sua luce riflessa, lei era come il sole e io ero la luna.

Mal volentieri mi distaccai dalla sua presa e dalle sue labbra che erano diventate per me come il sangue per un vampiro. Aprì le sue meravigliose iridi color nocciola e mi fissò imbarazzata.
-"io non avrei dovuto farlo" disse con un impercettibile filo di voce.
Le accarezzai la guancia portandole una mano sotto al mento spingendola a guardarmi.
-"non dirò nulla" la rasssicurai.
-"non è questo"
-"e allora cosa è? Piccola non c'è stato momento in queste due settimane in cui io non abbia desiderato le tue labbra sulle mie"

-"tu mi hai lasciata, tutto questo non è reale. Io sono in un sogno, ne sono certa. Io sto con Filippo, tu non mi hai mai amata e siamo solo frutto della mia immaginazione" cercò di convincersi.

-"Meredith, non esiste sogno ne realtá che sia più vera di quello che io provo per te."

Lei non sembrava convinta, le sue iridi erano velate da un sottile strato di lacrime.

-"se questo è un sogno, tanto vale viverlo fino infondo"
Poi si precipitò con foga sulle mie labbra, con le mani attorno all mio collo. Incurvò nuovamente la schiena per sentire l'effetto che aveva su ogni centimetro della mia pelle.
Non desideravo altro, la attirai con le mani verso il mio bacino mentre la mia lingua irrompeva tra le sue labbra dolci come nettare degli dei.
Finalmente avevo la certezza che ero riuscita a farla mia e che il suo cuore, nonostante tutto, era ancora con me.

**

P.o.v Meredith.

-"che cazzo state fancendo?" Sentii una voce cupa, fin troppo familiare. Anche Andrea la riconobbe, perchè le sue spalle si erano irrigidite improvvisamente sotto le mie mani.

-"pensavo che foste più intelligenti! Soprattutto tu Meredith, pensavo avessi abbastanza giudizio per non ricadere nei tuoi errori, ma a quanto pare mi sbagliavo. Pensavo che una volta ti fosse bastata, pensavo che vederti ridotta a pochi pezzi senza più completezza fosse stato il massimo. Credevo che non ti saresti mai più abbassata ad uscire con gente del genere; ma evidentemente siete entrambi troppo stupidi."

-"secondo me qui c'è qualcuno di geloso, Matteo."
Andrea rispose con voce roca senza voltarsi. "Sappiamo benissimo tutti e tre che ti sei avvicinato a Meredith soltanto perchè speravi di conquistarla."

-"sono tutte cazzate Andrea, Meredith non credergli! Tutto ciò che ho sempre voluto è stato renderla felice"
Rispose irritato, aveva le mani strette a pugno e la voce tremolante.

A quel punto Andrea si voltò e si avvicinò a Matteo, non sembrava spaventato dal suo fisico molto più imponente e gli puntò un dito al petto.

-"NON DIRE CAZZATE MATTEO! Tu non hai mai smesso di amarla, tu non vedevi l'ora che ci lasciassimo. Tu non hai fatto altro che approfittare del suo momento di debolezza per gettarmi merda addosso e per apparire il bravo santo ragazzo. Ma sai qual'è la verità?-gli diede una spinta sulla spalla facendolo indietreggiare- La veritá Matteo, è che tu non sei per niente meglio di me! Io ho sbagliato, lo so, ma tu non sei da meno. Probabilmente tu sei stato dalla parte di Sabrina tutto questo tempo"

-"ADESSO BASTA!" urlai con le guance rigate dalle lacrime. Ne avevo abbastanza delle bugie che erano state costruite su di me, io avevo bisogno di certezze.

-"Meredith, ti prego, lui ti ha lasciata e ti ha delusa, quale buon senso ti porterebbe a credergli ancora? Io non ho mai fatto niente per ferirti. Credimi tutto quello che voglio è il tuo bene. Tu stai con Filippo e, anche se lui non mi va a genio completamente, lo preferisco di gran lunga a questo qua che ha soltanto approfittato di te per una scommessa"

-"Quale scommessa?" Chiesi confusa.

-"eh Matteo, diglielo, quale scommessa? Ci siamo dentro entrambi allo stesso modo, è inutile che cerchi di cambiare le cose. Quello che è stato è stato e rivela che se io sono uno stronzo tu lo sei tanto come me." Il viso di Andrea si era trasformato in un ghigno.

-"Voglio sapere la veritá, una volta per tutte!" Urlai frustrata.

-"Meredith è successo molto tempo fa, troppo. Non ha più importanza ormai" cercò di sviare Matteo.

-"Matteo dimmi la veritá e basta, deciderò io che importanza ha."

Mi sedetti sul freddo muro, e mi preparai psicologicamente all'ennesimo colpo che mi avrebbe distutta.

-"Sei sempre stata una ragazza interessante, e già dal primo giorno di scuola io e Andrea ti avevamo notata. Beh il caso ha voltuto che pensassimo che tu fossi una classica secchioncella inesperta e piena di ormoni, perciò abbiamo scommesso su chi dei due per primo ti avrebbe conquistata. In realtà quello che ha proposto la scommessa è stato lui, ma io ho contribuito accettando."
Prese un respiro profondo.

Il mio cuore, secondo le aspettative, aveva iniziato a sbriciolarsi e tutte le piccole certezze che mi ero costruita. La fiducia che avevo riposto nella persona di Matteo, tutti quei messaggi dolci e quell'affetto che avevamo condiviso si erano rivelati tutti una falsitá.
Ero stata illusa da colui che pensavo avesse voluto soltanto proteggermi.
Ero stata un gioco, una scommessa.

-"Vai avanti" dissi fredda.
-"beh, poi conoscendoti abbiamo capito che tu eri tutt'altro. Tu eri vera, eri totalmente diversa dalle altre ed eri imperfettamente perfetta, e abbiamo finito con l'innamorarci di te. Da quel momento in poi nulla ha avuto più valore, ma le parole c'erano state e alla fine si, è vero, siamo stati entrambi delle merde ma a questo punto considera chi ti ha dimostrato di amarti davvero."

-"io... io... non lo so."

Iniziai a correre nel buio di qulla che sembrava una notte senza fine; mi precipitai davanti a casa di Filippo con le lacrime agli occhi. Lui mi accolse con un abbraccio portandomi davanti al camino che aveva acceso apposta per me.
Mi abbracciò per tutta la notte ma io continuavo a tremare, perchè nemmeno il fuoco più caldo avrebbe potuto sciogliere il ghiaccio che avevo dentro.

Bene ho cambiato 1571 volte lo svolgimento di questo capitolo, e non sono per niente soddisfatta di come è uscito ma vabbè; spero che apprezziate lo sforzo. Scusate se ci metto tanto a pubblicare ma sono veramebte impegnata con la scuola.
In più questa estate forse faccio intercultura quindi devo preparare tutta la roba. E come se non bastasse sono nel bel mezzo della stagione dello sci e quindi, oltre a tutto il resto, devo trovare tempo anche per gli allenamenti.

Beh scommetto che tutto ciò non vi interessava ma ve lo ho detto lo stesso.
Ciaoo

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