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capitolo 8-"l'ottava meraviglia del mondo"

I will love you like I've never been hurt
Run through fire for you like I've never been burned

Demi Lovato_ Never been hurt

-"Meredith, possiamo parlare?"
Riconosco dalla sua voce e dall luccichio dei suoi occhi che ha bevuto.

-"non abbiamo nulla da dirci." Incrociai le braccia sul petto, in questo instante sarei dovuta tornare dentro ma non so per quale motivo c'era qualcosa che mi frenava.

-"si invece, ti prego ascoltami" disse avvicinandosi a me.

-"fai in fretta. Ho freddo e non ne vale la pena di perdere del tempo con una persona come te"
Mi sciolsi i capelli cercando di coprirmi le spalle scoperte almeno con quelli.

-"sei bellissima, adoro i tuoi capelli. Quel vestito ti sta alla perfezione e risalta il tuo fisico. E poi i tuoi occhi, e le tue labbra. Non ho mai visto niente di più bello. Meredith ti prego perdonami sono stato uno stupido."

Nonostante fossi tentata a resistere, il mio cuore a quelle parole si sciolse e io iniziai ad avvampare.

-"cos'è, la tua cara Sabrina non ti soddisfa? Oppure è stata proprio lei a mandarti qui a cercarmi. È tutto uno scherzo vero? Vieni qui, mi dici parole dolci aspettando che io caschi di nuovo ai tuoi piedi giusto? Per poi ferirmi di nuovo e vedere quando posso sopportare prima di distruggermi completamente."

Non sapevo come mi sentivo in quel momento se furiosa, ferita, soddisfatta, delusa o terribilmente stanca. Forse ero tutte insieme; ero sul punto di scoppiare, lo sapevo. Le lacrime avevano iniziato ad inumidirmi gli occhi e se avessi sbattuto le palpebre sarebbero scese sulle mie guance come un fiume. Andrea si era avvicinato ancora di più e la nostra distanza era cosí ridotta che quando aprì la bocca per parlare riuscii a sentire l'odore della vodka nel suo alito.

-"Mer, ti prego, lasciami spiegare. Le cose non sono andate così, Sabrina non sa che sono venuto da te. Ti prego credimi se ti dico che ti amavo e che ti amo tutt'ora"

Mi misi a ridere, mentre le lacrime che a stento ero riuscita a trattenere avevano iniziato a scorrere sulle mie guance.

-"Andrea ma ti senti quando parli? Se mi hai amata veramente come dici allora per quale motivo mi hai lasciata? Si vede che forse non hai capito bene qual'è il vero significato dell'amore. Di solito quando due persone si amano, e credimi che io ti amavo davvero tanto, stanno insieme. Non lo sapevi?"
Sputavo veleno come una vipera.

-"l'ho fatto per non ferirti. Questa è la più grande dimostrazione d'amore"

-"ah e secondo te queste lacrime sono lacrime di gioia? Credi di non avermi rovinato la festa d'istituto? Quando mi hai lasciata il mio cuore è andato in frantumi e non ho mai sentito un dolore più forte di quello. Non riuscivo più a respirare, soffocavo, stavo per svenire; non so con quale forza sono riuscita ad andarmene. Per le settimane successive andavo a dormire e vedevo la tua immagine ogni volta che chiudevo gli occhi, e credi che questo non mi abbia fatto male? Io ho messo corpo, cuore e anima nelle tue mani e tu cosa hai fatto? Li hai presi, li hai calpestati, distrutti e mi hai guardato morire per vedere se avevi agito bene. Credi che io abbia la forza di innamorarmi di nuovo adesso? Credi che non abbia sempre paura di essere delusa e usata come hai fatto tu?"

Cercò di interrompermi ma ormai le mie parole uscivano come un fiume, non riuscivo a fermarmi.

"Mi hai lasciata poco prima delle vacanze perchè pensavi che in quella settimana in cui non ci saremmo visti sarebbe passato tutto. Ma hai pensato male. Mi ci vorranno mesi o forse anni per dimenticarti; forse non dovrei nemmeno dirti queste cose, ma Andrea se il tuo scopo era distruggermi allora credimi che ci sei riuscito alla perfezione."

Non avevo più niente da dirgli, gli avevo sputato in faccia i miei sentimenti e non so e avevo fatto bene o male a farlo. Iniziai a camminare velocemente per la strada, senza una meta precisa ma il più lontano possibile da lui.
Mi immersi nel buio camminando faticosamente a causa dei trampoli che avevo ai piedi e del freddo che continuava a pungermi le spalle. Per mia fortuna intravidi una panchina e mi affrettai per raggiungerla. Mi sedetti e misi la testa tra le mani lasciando uscire tutta la mia rabbia e il mio dolore; piansi lacrime amare per diverso tempo. Dovevo essere forte ancora una volta; prendermi per mano e rialzarmi da sola, alzare lo sguardo e gridare al mondo che nemmeno questa volta erano riusciti a distruggermi. Dovevo aggiustare quel cuore che nemmeno gli elastici più forti del mondo sarebbero riusciti a tenere insieme; in questo mondo ingiusto e illusorio io ero l'unica mia forza, io ero l'unica mia certezza. Dovevo essere io.

Io soltanto e nessun'altro attorno; tutti mentono prima o poi, tutti ti deludono, ti deridono, ti umiliano, ti fanno sentire uno schifo, ti fanno capire che non vali nulla. Tutti ti giudicano perchè non sei come vorrebbero che fossi, nessuno ti apprezza per ciò che realmente sei. Sei troppo bassa, sei grassa, sei alta, sei troppo magra; hai il naso lungo, piccolo, schiacciato, a punta; la bocca grande, piccola; gli occhi troppo comuni, gli occhi troppo particolari; e le guance, le spalle, il seno troppo piccolo, il culo troppo grosso o inesistente. Insomma non vai mai bene; tutti filosofeggiano sul fatto che la perfezione non esiste, ma nessuno si accontenta mai della particolarità di ognuno. L'unico modo per superare tutta questa merda è lasciarti i giudizi alle spalle; niente pesa più che le parole quindi se riesci a toglierti dalla testa tutto quello che ti dicono gli altri ti sentirai più leggera.

Mi alzai con tutte le mie forze da quella panchina, doveva essere tardi perchè non passavano più macchine per la strada e molte di quelle che erano parcheggiate davanti alla discoteca non c'erano più. Filippo mi aveva mandato un messaggio dicendomi che era dovuto andare a casa perchè sua sorella si era sentita male ed era andata all'ospedale. Non mi restava altro da fare che cercare un passaggio da quei pochi che erank rimasti dentro. Svoltai l'angolo e feci per salire le scale che portavano dentro ma decisi subito di cambiare strada quando davanti a me mi trovai Andrea, seduto sui gradini con le mani nei capelli. Aveva una bottiglia di Jack Daniels vuota accanto ai piedi ed ero sicura che l'avesse bevuta tutto da solo.
Mi faceva rabbia e tenerezza allo stesso tempo, stavo voltarmi quando lui alzò lo sguardo e mi vide.

-"Meredith, sta sera nemmeno l'alcool mi fa niente. Non riesco a togliermi dalla testa quelle cose che mi hai detto prima; hai ragione sono stato uno stupido a trattarti così. Tu non mi meriti. Sono due ore che ti sto aspettando qui, dentro hanno chiuso e sono rimasto solo con la mia bottiglia che però è durata molto poco"

Doveva essere passato davvero molto tempo perchè sentivo che la sua voce era chiara e si capiva che era lucido. Era riuscito a smaltire, forse aveva vomitato e forse anche a causa del freddo.

-"ti ho portato la giacca"
Mi porse il mio giacchetto e non appena lo misi sulle spalle mi resi conto di quanto disperatamente ne avessi bisogno. Il calore sulle spalle era una sensazione paradisiaca.

-"ti prego portami a casa" gli chiesi implorandolo.

-"si, soltanto se mi permetti di parlarti prima di entrare in casa"

Ci pensai qualche secondo ma poi, rendendomi conto che a casa non avevo nessuno e che lui era l'unica mia possibilitá, annuii.

Gli animi tra noi due si erano momentaneamente calmati, forse eravamo entrambi troppo stanchi per continuare ad urlarci contro; nessuno aveva più niente da dire. Io tremavo e lui mi chiese il permesso con lo sguardo di scaldarmi. Glielo concessi soltanto perchè vestita in quel modo e dopo aver passato due ore sulla panchina avevo disperato bisogno di qualcosa di caldo.
Lui mi abbracciò, e il mio cuore iniziò a battere più forte al semplice contatto con la sua pelle.
Sapevo che non avrei dovuto reagire in quel modo, ma il cuore non sente ragioni, il cuore è autonomo a tutto il resto del corpo.
Lui se ne accorse, si allontanò da me per guardarmi.
-"davvero, sei bellissima questa sera, anche con il mascara sbavato e i capelli spettinati, per me sei l'ottava meraviglia del mondo Meredith."
Io sorrisi, ero incapace di parlare.
Andrea si avvicinò a me, continuando a cingermi i fianchi con le bracccia. Io non mi mossi, per paura e anche perchè non ne sarei stata in grado.

I nostri nasi si sfioravano e riuscivo a sentire il calore della sua pelle e delle sue labbra a millimetri dalle mie.

Eccoci qui, nuovo colpo di scena. Ragazze, è domenica mattina e la mia ispirazione è sempre peggio. Non so cosa scrivere quindi improvviso.

Adesso vi chiedo, siete ancora pro Andrea o avete cambiato favorirismo?
Io personalmente so chi preferisco tra questi personaggi hahaha.

Secondo voi Meredith dará una seconda possibilitá ad Andrea?

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