capitolo 12- "sconosciuto"
Scusate ma sta volta non ho trovato nessuna canzone adatta, se mai la trovassi la aggiungerò in seguito.
P.O.V. MEREDITH
Il moro continuava a sfregarsi insistentemente contro il mio corpo, mordendomi con foga le labbra e stringendo con forza le mani attorno al mio fianco.
Voltai delicatamente la testa e, cercando di essere il più provocante possibile, gli sussurrai mordicchiandogli l'orecchio.
-"non vorrai mica scoprarmi contro questo muro? Non sarebbe professionale. Non hai una casa?"
Si allontanò leggermente fissandomi con le pupille estremamente dilatate ansimando.
-"se fosse stato per me ti avrei scopata su quel bancone" borbottò
Sbattei falsamente le ciglia, fingendomi lusingata da quelle parole.
Lui si allontanò leggermente dal mio corpo per attirarmi verso la sua macchina; appena fui in grado di respirare non aspettai un secondo di più ad assestare una ginocchiata nel suo basso ventre. Lo presi per una spalla e lo spinsi a terra mentre lui era ancora alla ricerca della sua virilità perduta.
-"sei una puttana" sputò tra i denti.
Scoppiai a ridere.
-" Fossi in te, sarei un po' più delicato con le ragazze. Mi prometti che se ti aiuto ad alzarti la pianti di molestarmi e ti comporti da persona normale?" Alzai un sopracciglio.
Annuì in fretta e gli porsi la mia mano alzandolo faticosamente da terra.
-"sei un Killer, Meredith. Spiegami come fai ad avere dei ragazzi con un carattere così di merda" si aggrappò con tutte le sue forze alla staccionata in legno.
-"posso avere almeno il piacere di sapere il nome di questo gentile ragazzo? Solo dopo esserti presentato puoi permetterti di insultarmi." Gli diedi una spinta sul fianco facendolo picchiare con la pancia alla staccionata.
-"bastarda".
Mi misi a ridere per la sua voce acuta.
-"scusa ma è difficile prenderti sul serio, con questa voce hai perso quel briciolo di mascolinità che ti era rimasta. Peccato, non sei nemmeno un brutto ragazzo" gli feci l'occhiolino sedendomi sul muretto accanto.
-"Mi chiamo Nicola; e anche se ti conoscevo giá, molto piacere"
Porsi la mia mano che lui strinse prontamente.
-"Bene Nicola, che ne dici di accompagnarmi a casa?" Gli proposi alzandomi dal muretto.
Nicola mi accompagnò alla sua macchina; da gentiluomo aprì la portiera e mi fece entrare.
-"vedi come hai fatto presto a cambiare atteggiamento? Avresti dovuto smetterla subito" lo rimproverai.
-"si, probabilmente hai ragione. Se avessi smesso subito mi sarei risparmiato palle in gola e cori angelici tutt'attorno."
-"sono anche stata buona; ma vedi di farne buon uso adesso. Provare a stuprare le ragazze contro ai muri è un buon modo per farsi castrare"
Lui rise.
-"adesso, Meredith, dato che ci conosciamo da ben dieci minuti e abbiamo giá avuto modo di parlare delle mie parti intime; posso chiederti per quale motivo hai tutta questa avversione contro il sesso maschile?"
Girai la testa verso il finestrino sospirando.
-"ecco vedi, è un po' complicato."
-"la notte è ancora giovane, e se tu sei disposta a raccontare io ti ascolterò"
Mi pose una mano sul ginocchio trasmettendomi sicurezza.
-"beh, fino a un'anno fa ero convinta che l'amore fosse il più magico dei sentimenti; che fosse la massima felicitá alla quale una ragazza poteva aspirare. Non so se capisci ciò che intendo; ho sempre sognato che, nel momento in cui avrei incontrato la persona con la quale credevo avrei passato il resto della mia vita tutto mi sarebbe stato chiaro; credevo che l'amore non fosse altro che una grande avventura, certo con difficoltá, ma con un lieto fine."
Mi fermai e ripresi fiato.
"Beh, ho scoperto che son tutte cazzate. È come quando sei piccolo e ti propinano quella favola di Babbo Natale o del lupo cattivo che ti viene a prendere se non mangi tutta la minestra. Avrei dovuto capire che viviamo in un mondo di illusioni quando mia madre mi ha rivelato che Babbo Natale non esiste e che i peli di barba attaccati al bicchiere erano soltanto pezzettini di cotone. Ho sempre creduto nel principe Azzurro, che con il suo cavallo bianco avrebbe combattuto per salvarmi dalla torre,o per sconfiggere il drago che mi teneva prigioniera.
La veritá è un'altra sai? Tutte le principesse non sono state rapite, ma nel castello ci si sono rinchiuse da sole; e la veritá è che non esiste nessun principe azzurro. I ragazzi al nostro tempo non hanno nemmeno voglia di scoprire chi siamo veramente, figuriamoci se hanno voglia di farsi il culo e di rischiare la vita per salvarci. Sai al giorno d'oggi non esistono i Renzo dei promessi sposi, che lottano per anni e anni facendo di tutto per poter sposare la donna che amano.
Poi va be, nei Promessi Sposi Lucia fa la cogliona e dopo che sto povero ragazzo si è fatto un culo così per stare con lei, gli dice che ha fatto voto di castità. Ma scherziamo?
Beh, letteratura a parte, di ragazzi così al mondo ce ne sono pochi. Io ho avuto la sfortuna di credere che un ragazzo riccio di nome Andrea fosse il mio Renzo, il mio principe azzurro. Ma non ha fatto altro che deludere le mie aspettative; mi ha tradita, lasciata, presa in giro e usata come un gioco. Mi sono lasciata ferire troppe volte, ecco perchè adesso ad ogni ragazzo che mi si avvicina rispondo con una ginocchiata nei coglioni.
Voi ragazzi dovreste tirarle fuori quando è il momento le palle, non solo quando vi torna comodo."
-"sempre molto delicata e fine" sussurrò Nicola.
"Ma sai cosa ti dico Mer? Finirá anche il tempo delle troiette, quello in cui i ragazzi stanno dietro a quelle con più tette e fisico da paura. Finirá il tempo delle bionde tinte e dei push up; in cui l'ormone ha la prevalenza. Fidati, quando finirá questo periodo inizieranno a guardare le persone che sanno usare la testa, che hanno un cuore e che non sono solo insaziabili buchi da rieimpire."
Gli sorrisi.
Il resto del viaggio proseguì in silenzio, quando arrivammo davanti a casa mia accostò. Scesi rapidamente dalla macchina senza lasciargli il tempo di venirmi ad aprire la portiera. Avevo un'impellente bisogno di mettere a bagno i piedi; salutai Nicola e feci per incamminarmi verso casa, quando mi voltai nuovamente.
-"grazie di tutto, sconosciuto. Forse mi sbagliavo, hai più dignitá di molti altri.
Lui si avvicinò a me e mi abbracciò.
-"ti chiedo ancora scusa per quello che ho fatto prima; davvero, ho sbagliato approccio con te. Pensavo fossi una di quelle tipiche bariste che si lasciano fare di tutto dal primo che capita. Ma evidentemente dovevo rendermene conto che tu vali molto più di questo. Ti lascio il mio numero, nel caso ti andasse di conoscermi meglio, a me farebbe piacere. Ciao rossa."
Sorrisi e presi nota del numero.
Il vialetto in sasso che mi semparava da casa mia mi sembrava un ponte sospeso pieno di carboni ardenti, tanto era forte il dolore ai piedi.
Camminai più velocemente possibile cercando di mantenere una certa eleganza nei movimenti, ma ormai San Pietro con le chiavi del paradiso mi stava aspettando dall'altra parte.
La meta si faceva sempre più vicina, mi sembrava di essere Armstrong sulla luna. Appoggiai il piede sul primo gradino mentre i Queen intonavano We Are The Champions.
Fu allora che il tacco si spezzò facendomi cadere rovinosamente contro lo stipite della porta di casa.
Mi rialzai con eleganza lanciando i maledettissimi tacchi nel giardino; colpevoli di avermi procurato un grosso livido violaceo in fronte e una sbucciatura nel ginocchio.
Mi feci una doccia veloce per cancellare lo stress di quella eterna nottata. Mi sdraiai sul mio letto e accesi la tv.
Decisi di guardare the last song; un film tratto dall'omonimo libro di Nicholas Sparks.
Finalmente dopo aver fantasticato per diverso tempo sui pettorali di Liam Hemsworth; mi persi in un sonno senza sogni, mentre il sole piano piano faceva capolino dietro alle montagne.
Bene, spero che questo capitolo vi sia piaciuto. Per rendere felice questa povera ragazza che sta scrivendo leggere attentamente il foglio illustrativo sottostante.
⬇
1_nel momento in cui io sto scrivendo questo capitolo, in realtá ho pubblicato soltanto il settimo quindi quando voi leggete i miei commenti sotto gli aggiornamenti probabilmente non centreranno con il tempo reale in cui sono pubblicati, ma con il tempo in cui li avevo scritti.
2_ la correttezza del punto 1 è qualcosa di improponibilmente indegno.
3_ mi rendo sempre più conto che poche persone stanno seguendo questo libro, e che soltanto poche di queste votano. Anzi se devo dire la verità e potrei contare sulle dita di una mano. Quindi vorrei chiedervi se per caso leggete lasciate un voticino e un piccolo commento. Anche solo per dire "carina la tua storia" o "mi piacciono i suricati" ma fatemi capire che ci siete. Se no mi sento come se stessi scrivendo per quelle due o tre persone soltanto.
4_ leggete attentamente il punto 3 che per me è molto importante.
Bene detto questo la messa è finita andate in pace.
(Sto cercando di rendere questi avvisi meno imbarazzanti possibili, ma non ho la più pallida idea di come fare)
P.s. scusate se ci ho messo tanto ad aggiornare ma non trovavo ne titolo ne canzone.
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