capitolo 1
Nessuno dei due lo avrebbe saputo, nemmeno lontanamente immaginato. Ma del resto nessuno prevede l'amore, almeno non quello vero. E fu cosi che s'incontrarono, mio padre e mia madre
Erano entrambi su questa spiaggia, la spiaggia di malibu, per motivi diversi. Mia madre era li per scaricare la tensione accumulata in quei mesi , i peggiori della sua vita, da quel che racconta. Allora frequentava il secondo anno di università , la stessa università che fu costretta a lasciare circa sei mesi dopo, per colpa mia. Nulla le era mai sembrato difficile , cosi inevitabilmente impossibile. Le sembrava di aggirare gli ostacoli , in quel periodo. Ostacoli che avrebbe voluto superare, ma non da sola.
Mio padre, invece, era li per evadere dalla sua incasinata realtà. Una realtà troppo logica e meditata, per i suoi gusti. Voleva qualcosa di innovativo , fuori dagli schemi. È quella era mia madre.
Ma ne lui ne lei avrebbero potuto immaginare ciò che è accaduto poi, nemmeno lontanamente.
Mia madre racconta che stessa sfogliando le pagine di un libro di Epicuro, quel giorno. Era seduta sulla cima di uno scoglio , e si tanto in tanto, alzava lo sguardo verso il mare. E lo invidiava , per la sua libertà, per la sua musica , per il suo infrangersi sulla riva , ogni volta come la prima. Stava attenta a non far bagnare le sue vans dal mare, e annusava l'aria. Non sapeva che quello sarebbe stato il giorno in cui la sua vita sarebbe cambiata , del tutto.
Il mare non era calmo, quel giorno. Come gli animi dei miei genitori. In continua tempesta. Un perpetuo movimento. Stancante, logorante.
Benché fosse il 21 luglio , l'aria non era calda. A differenza spirava un leggero venticello, che odorava di umido , di spiaggia, di cambiamento.
Papà raccontava di averla vista là, in cima allo scoglio , intenta a leggere il suo libro. Ma non sapeva , non avrebbe potuto sapere , che quella ragazza gli avrebbe sconvolto l'esistenza. La ricorda come se tutto ciò fosse accaduto qualche settimana fa , invece di sedici anni or sono. Indossava le sue amate vans , un paio di pantaloncini corti di jeans chiari , ed una mogliettina blu come le sue amate scarpe. Aveva poi una treccia laterale , scomposta. Non era niente di speciale, se non fosse stato per i suoi occhi.
Papà dice che non li aveva visti prima di averle parlato ed é per questo che ne é rimasto ammaliato.
E mentre mia madre si allettava tra i versi di Epicuro, mio padre cavalcava le onde. Amava fare surf, sotto il sole cocente o il vento agghiacciante. Quella giornata non era la più adatta per fare surf, da quanto ricordano. Ma le onde erano buone e nessun surfista che si rispetti, si lascia scappare l'occasione di un mare agitato.
Una pagina lei, un onda lui. Mai si sarebbero scontrati, di quel passo. Al massimo lei avrebbe potuto finire il libro, e lui avrebbe fatto qualche rovesciata in mezzo alle onde. Niente di più, se non fosse stato per un particolare.
Mia madre ricorda di aver alzato gli occhi, verso il mare, per odiare se stessa, e l'immenso del mare. É la che in quel frastuono di onde lo vide: vide mio padre.
Ricorda di averlo visto la a torso nudo, i suoi pettorali scolpiti bagnati dalla schiuma di un mare insolito, quel giorno.
Si era portato una mano in mezzo al ciuffo, lo aveva tirato indietro scoprendo i suoi occhi.
Mamma non seppe catalogarli, non erano del tutto verdi, ma nemmeno del tutto marroni.
Erano ipnotici, questo poteva ben dirlo.
Era lì , mio padre . E mia madre teneva lo sguardo fisso sul suo petto , così inevitabilmente impossibile da non guardare .
Pensava a come vivesse quel ragazzo che non conosceva , non ancora . Lo immaginava come il play boy della sua scuola , quel ragazzo circondato di ragazze , una per ogni giorno della settimana . Come i calzini , lo aveva davvero paragonato a questo. Immaginava che cambiasse ragazza a suo piacimento , un giorno questa , un giorno quella . Non gli sarebbe mai passato l'anticamera del cervello , che un giorno potesse essere lei la sua ragazza . E invece poi , lo fu . Per uno sbaglio , un enorme sbaglio, che porta il mio nome .
Mio padre aveva rivolto lo sguardo verso quella ragazza seduta su di uno scoglio , a leggere . L'aveva trovata carina , niente di più . Era abituato a fare la corte a mille ragazze , una ogni settimana . Non gli interessava l'amore quanto l'avere una ragazza . Era solito a far uso di fanciulle , ma mai ad innamorarsi . Quello non aveva saputo farlo , non ancora .
Pensava a quella giovane donna intenta a leggere un libro . La immaginava come la secchiona della scuola , non trascurata dai ragazzi ma ferita dall'amore .
Ed era vero . Lo era , era stata ferita dalla lama dell'amore . Più dura de la falce della morte .
Nessuno dei due si accorse del sorriso che si era fatto strada sui loro volti , uno guardando l'altra . Chiuse il libro , la ragazza , per meditare . Incrociò le gambe , e osservo a lungo il mare . Nel farlo perde di vista il ragazzo . Pensava che non lo avrebbe più visto , e forse sarebbe stato meglio per lei .
Meditava sulla vita , la sua vita . A quanto inutile era stata fino a quel momento . Non vedeva la fine dell'oceano , e per lei , questo, era frustrante .
« Non è bellissimo ? »
I pensieri furono interrotti da una voce . Era calda e non poteva che appartenere ad un ragazzo . Si volto di scatto , e sorrise pensando a quanto fosse strano vederlo lì davanti a lei . Era quel ragazzo , che fino a poco tempo prima , osservava nel mare . Era molto più bello da vicino , sostiene mamma .
« Il mare , non è bellissimo ? »
Richiese il ragazzo sedendosi vicino a mamma . Non chiese il permesso della ragazza . Sapeva che se lo avesse fatto lei a breve risposto di no .
La ragazza si limitò ad annuire , muovendo piano la testa . Il cuore le batteva a mille , era strano l'effetto che il ragazzo le stava provocando .
« Mi chiamo James Maslow , ed abito là » disse papà indicando una casa protesa sulla scogliera , di fronte al mare
Sorrise la ragazza , ignorando di poter parlare .
« È una vita che vedo il mare , ogni giorno da quel che ricordo . Sin da quando ero piccolo ed ancora non camminavo , avevo già imparato a nuotare . Ed anche se vedo questa spiaggia da una vita, non avevo lo mai visto così . Così diverso . Persino l'odore , è diverso dal solito . Persino l'infrangersi delle onde contro la scogliera , è diverso . Meno ritmico »
Azzarda papà , era sempre stato bravo con le parole . Soprattutto davanti alle ragazze .
« Posso sapere il tuo nome ? »
Chiese non trovando altro di cui poter parlare
« Selene Granger »
Disse timidamente , alzando lo sguardo ad incontrare gli occhi del ragazzo . No le era mai successo , non riuscire a guardare qualcuno negli occhi . Ma James le faceva un altro effetto .
« È un bellissimo nome , Selene Granger »
« Già , immagino quante volte tu lo abbia detto ad una ragazza »
« Molte in effetti , ma stavolta è diverso »
« Ah si ? » chiese ironica mia madre
« Selene , luna in greco se non erro .»
« Già »
Era acida quel giorno , ma non sapeva perché
« E come mai sei qui , Selene Granger ? »
« Potrei farti la stessa domanda ! »
« Sono qui per evadere la monotonia che affligge il nostro essere , che affligge il mio vivere »
Mia madre rimase immobile a quelle parole , così strane dette da un ragazzo
« Tu invece sei qui per amore , vero Selene ? »
Mia madre sbuffo . Non credeva che con quel ragazzo avrebbe potuto confidarsi , ma ne aveva bisogno , davvero bisogno . Prese coraggio e parlò .
« Sei mai stato innamorato , James ? Orribile , eh ? Ti rende così vulnerabile , così stupidamente perso in qualcosa di inesistente . L'amore , dicono , ti apre il cuore , ti apre il petto . E questo significa che qualcosa può entrare in te , e scombussolare tutto .
Ed è questo quello che succede , una volta entrato comincia a mangiarti dall'interno , pian piano , fino a lasciarti morire tra un mare di lacrime »
Si portò le mani alla pancia , stringendo . Il ragazzo allora le mise un braccio sulle spalle , in modo amichevole . Le sembrava così strano , così estraneo , e pure dopo pochi secondi si sentì a suo agio in mezzo a quelle possenti braccia . E involontariamente posò la testa sulla spalla del ragazzo
« Sono cresciuto tra storie di marinai e sirene , e da quel che ricordo una fiaba dice :
" un giorno l'onda chiese al mare : - mi vuoi bene ? -
Ed io mare rispose : - il mio bene è così forte , che ogni volta che t'allontani da me , verso la terra , io ti tiro indietro per riportarti tra le mie braccia - "
Ed io ti dico : sii come il mare , Selene Granger , che infrangendosi contro gli scogli , trova sempre la forza per riprovarci »
« E cosa vorresti dire , con questo ? »
Chiese mia madre , con la testa ancora appoggiata sul petto di mio padre .
« Sei una così bella ragazza , non arrenderti , un giorno qualcuno avrà la fortuna di essere tuo »
La ragazza strinse allora la mano di papà , non sapeva il suo passato ma le bastava il presente per capire che non era come gli altri .
« Ma io non sono come le altre ragazze , quelle ragazze più belle di me . Che anche se il trucco è sbaffato sono comunque bellissime , quelle a cui ogni vestito sta d'incanto ! Ed i ragazzi cercano quelle ...Quelle perfette , quelle che escono il sabato sera, non quelle che restano chiuse in camera a leggere un libro . Quelle non le cerca nessuno . Nessuno »
« Ed io come uomo di mare di mille racconti , allora sono Nessuno. E credo di amarti »
E bastò quello per smuovere il cuore di mia madre , così fredda fino a poco prima . Presa dalla passione , poco dopo .
Meritò un bacio , mio padre . Meritò l'amore , mia madre . Così come mio padre .
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