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Capitolo tredici

(Rachel)

Finalmente era giunto il giorno del tanto atteso concerto di Halloween. Tamara era a casa mia per prepararci insieme, poi saremmo andate a raggiungere i ragazzi della band, che erano già alla sala da ore per preparare il palco e tanto altro.

"Ti sta benissimo quel vestito Rachel" mi disse la mia migliore amica mentre cercava dalla trousse il rossetto più adatto.

"Grazie, ma anche il tuo costume non scherza" risposi per poi rigirarmi verso lo specchio e continuare a truccarmi di nero gli occhi.

Tami era vestita da bambola voodoo, aveva un vestitino a sbuffo con le maniche corte svolazzanti, il tutto color verdognolo, dei tacchi e una borsetta rossi, le avevo già fatto tutti i segni delle cuciture sulle braccia, sulle gambe e sul collo con i colori per la pelle. Le mancava soltanto di cercare il rossetto adatto e di attaccare alla borsetta la copia di sé stessa, aveva cucito una piccola bambolina vestita uguale a lei. Io, invece, ero vestita da pipistrello. Avevo un vestito di lana a maniche lunghe corto e aderente, in vita portavo una cintura, avevo le calze a rete e degli stivaletti con il tacco, ero tutta vestita di nero. Dietro al vestito avevo attaccato con delle spille sulla schiena le mie ali, una stoffa ritagliata come le ali di un pipistrello che attaccavo con degli elastici ai polsi e agli avambracci. Anch'io ero quasi pronta, mi mancava solo il trucco, volevo farmi degli smokey eyes neri e mettere il rossetto del medesimo colore.

Entrambe pronte uscimmo di casa e prendemmo il bus verso il luogo del concerto, durante il tragitto fantasticammo sui costumi degli altri.

"Secondo te da cosa si traveste Milo? Di solito quando eravamo piccoli ci travestivamo sempre assieme a casa di uno di noi, strano che volesse fare tutto da solo" dissi un po' nostalgica ricordando i vecchi tempi.

"Non ne ho idea, dev'essere qualcosa di particolare se non ha voluto dircelo, magari aveva paura che gli rubassimo l'idea" Tami scoppiò a ridere.

"Non copierei mai una sua idea, sono troppo stravaganti" risposi aggiungendomi alla risata.

"Sai cosa si mettono i membri della band?" chiese la mia migliore amica curiosa.

"Will mi ha detto che facevano i vari personaggi di The Night Before Christmas, mio fratello essendo il batterista avrebbe fatto lo scienziato in sedia a rotelle, Jenn avrebbe fatto Sally, Christian Skeletron e Kevin il sindaco".

"Wow, che bell'idea. Sono usciti bene i costumi?" chiese stupita.

"Abbastanza, inizialmente erano indecisi se fare i personaggi della famiglia Addams".

"Capisco... i tuoi amici di hockey da cosa si travestono invece?"

"Non ne ho idea, non ne abbiamo parlato".

"Flurin me ce lo vedo fare il misterioso e solitario fantasma dell'opera" e mi diede una gomitata.

Arrivammo alla sala, dove c'erano già diverse persone oltre alla band. C'erano i tecnici, i baristi e anche i securini stavano iniziando ad arrivare. Tra la folla scorgemmo pure Milo indaffarato a trafficare con il pc e la sua console. Decisi subito di impegnarmi per Tami e non appena chiesi a mio fratello cosa c'era ancora da fare trovai subito un compito adatto a lei e a Christian. Infatti, li mandai a preparare il guardaroba, mentre io aiutai gli altri del gruppo per preparare gli strumenti e a metterci d'accordo sulle disposizioni con anche le altre persone che avrebbero suonato in seguito. In totale ci sarebbero stati tre gruppi e il DJ set di Milo alla fine. Quindi andai anche da Milo per chiedergli se le sue cose fossero pronte, inoltre colsi l'occasione per commentare il suo travestimento.

"Quindi è questo il tuo costume segreto che non volevi farci scoprire?" gli tirai un pugnetto sulla spalla e scoppiai a ridere. Era un semplice pezzo unico aderente nero con il disegno di uno scheletro e il suo viso era pitturato come un teschio.

"Sì" mi rispose lui fieramente mettendosi le mani sui fianchi e spostando lo sguardo verso l'alto per farsi ammirare, poi si aggiunse alle mie risa "Aspetta che diventi buio e vedrai, mi si vedranno solo le ossa e il trucco, è tutto fosforescente con le luci del palco farà un effetto stupendo" era felice come un bambino per il suo costume.

Finito di preparare tutto alle 20:00 aprimmo le porte per il concerto e la gente iniziò ad arrivare, ora c'era su una playlist per intrattenere il pubblico finché non avrebbe iniziato la prima band, ovvero quella con mio fratello.

"Ciao a tutti! È un piacere vedervi in così tanti ed è un onore aprire la serata. Quindi vi auguro di divertirvi e che la festa cominci!" disse Jenn al microfono.

"Tre, due, uno..." disse Will battendo le bacchette della batteria e poi la band iniziò a suonare.

La musica era fantastica, per tutto il tempo che suonarono Will e i suoi amici io ballai con Tami e Milo, ci divertivamo un sacco cantando tutte le canzoni.

Ci raggiunsero Elias, Nina, Pamela e Flurin, dovevano averci intravvisti tra la folla. Ci salutammo e iniziammo di nuovo a ballare. Flurin mi disse che ero stupenda, apprezzai molto il suo complimento, infatti arrossii e feci un giro su me stessa aprendo le braccia per far vedere bene le ali e per farmi ammirare ancora una volta. Ricambiai il suo complimento anche lui era bellissimo. Il suo costume era fantastico, aveva una camicia bianca, un papillon nero, il gilet e la giacca eleganti neri con dei ricami in pizzo bianchi sui bordi, così come sul capello, nella tasca della giacca aveva infilata una rosa vera, di certo non mancavano le scarpe eleganti e un trucco fatto molto bene.

La band con mio fratello smise di suonare così io e Tami gli andammo incontro, feci i complimenti e lasciai Tamara da sola con Christian sperando che potesse nascere qualcosa fra loro. Mentre stavo tornando dai ragazzi dell'hockey intravidi Ryan e Leon così mi fermai a salutarli.

"Ehi, ciao ragazzi! Che bello vedervi, vi state divertendo?" chiesi.

"Sì, la festa è fantastica, i gruppi suonano davvero bene" disse Leon con così tanto entusiasmo che rischiò di rovesciare la sua birra.

"Grazie per i trucchi, non ce li ho qui, ma te li riporto a scuola" mi disse Ryan.

"Nessun problema, ne ho tanti..."

"Ottimo, beh ti va di ballare?" mi tese una mano e io senza pensarci due volte la presi e ci spostammo più verso il palco per poi iniziare a muoverci all'unisono. Anche Leon ci seguì con due ragazze, una non gli bastava conoscendolo. La musica era perfetta per ballare e visto l'ammasso di gente ci avvicinammo paurosamente, eravamo vicinissimi e spesso ci sfioravamo con il corpo, inoltre ci guardavamo intensamente negli occhi. Ci fu un momento dove mi sembrò che tutto andasse a rallentatore e avremmo quasi potuto baciarci, ma non avevo idea se avrebbe voluto avere quel tipo di serata. Leon l'avevamo già perso, stava baciando appassionatamente una ragazza vicino a noi e mi distrai un attimo a guardarli smettendo di ballare.

"Rachel, ti stavamo cercando eri sparita" alle mie spalle sentii la voce di Flurin.

"Scusatemi, ho incontrato Ryan e Leon e mi sono fermata un po' con loro".

Flurin si girò verso Ryan e lo guardò in cagnesco; Ryan ricambiò il suo sguardo con fare perplesso.

"Beh, ti ho portato da bere, tieni" mi disse Flurin passandomi uno dei due grossi bicchieri d'acqua.

"Grazie mille, ne avevo proprio bisogno" gli sorrisi calorosamente e mi affrettai a mandare giù per dissetarmi.

"Torno dagli altri, dico che ti ho trovata e che sei con altri amici" e se ne andò filato.

"Fra poco vi raggiungo" gli urlai dietro, ma lui non si voltò indietro a guardarmi.

(Flurin)

Il sangue mi ribolliva nelle vene, ero estremamente geloso, avevo visto come avevano ballato assieme così vicini l'uno all'altro. Non sapevo come interromperli, per fortuna si erano allontanati da soli.

"L'ho trovata, è con Ryan ha detto che ci raggiunge fra poco" dissi agli altri.

Guardai in direzione di Milo per cercare conforto, ma anche lui non sapeva come aiutarmi e fece spallucce. Cercò di mettermi una mano sulla spalla, ma decisi di andarmene.

"Scusate mi è venuto mal di testa, penso che tornerò a casa" tutti mi guardarono storto, effettivamente non era nemmeno mezzanotte e non avevo toccato alcol. Milo mi seguì per dirmi di non buttarmi giù così, che avrebbe potuto togliere Rachel dalla situazione facilmente, ma io non ne volevo sentire nulla e uscii dalla sala lasciando dietro di me il mio amico che scuoteva la testa. Andai il più in fretta che potei a casa, ero a piedi, ma non ci misi più di trenta minuti. Nella testa avevo in mente solo Rachel, non riuscivo a pensare ad altro che a lei e a Ryan, il ricordo di vederli assieme mi faceva salire una rabbia. Eppure ero impotente, non aveva senso prendersela con loro, in fondo non era una cosa che potevano controllare, se si piacevano avrei dovuto accettarlo, ma non ci riuscivo. Tenevo davvero troppo a Rachel e più pensavo a lei più mi sentivo uno stupido per aver abbandonato la festa, ma ormai era tardi per andare indietro e con lo stato d'animo che avevo avrei rovinato la serata a tutti. Arrivai al cancello di casa e poco prima gettai la rosa rossa nel cestino, avrei voluto darla a Rachel, mettergliela nei capelli, qualsiasi cosa, purtroppo ormai non ne avevo più l'occasione poi tanto si sarebbe appassita in fretta e quindi sarebbe stato inutile tenerla.

(Ryan)

La scena con l'altro ragazzo mi aveva un po' disorientato, non sapevo chi fosse, ma la tensione era palpabile, forse avevo fatto qualcosa di sbagliato? La mia coscienza si stava facendo sentire, odiavo mettermi in mezzo a qualcosa che non mi riguardava. Continuavano a venirmi in mente strani pensieri mentre ballavo con lei, non riuscivo più a sostenere il suo sguardo; lei continuava a sorridere felice. Pensai che ci potesse essere qualcosa fra loro e che stavo rovinando tutto mettendomi fra i due. Lei invece non sembrava toccata dall'accaduto quindi probabilmente era un amore a senso unico e avevo delle speranze? Forse avrei dovuto lasciare stare e sarebbe stato meglio se avessi fatto tornare Rachel da lui e i suoi amici. Peccato, avrei voluto far arrivare la serata a un livello superiore, ma era meglio lasciare stare finché questa situazione non si sarebbe chiarita nella mia mente.

"Rachel, è meglio se torni dai tuoi amici" le dissi tirando un falso sorriso.

"Forse hai ragione" mi rispose "Ci vediamo forse più tardi o a scuola, ricordati i miei trucchi, se non ti servono più ovviamente" mi fece l'occhiolino e si mise a ridere, mi unì alla sua risata, poi mi diede un bacio sulla guancia e sparì tra la folla.

Andai al bar a prendere da bere, Leon sembrava alquanto impegnato, quando tornai non era più in compagnia e mi chiese che fine avesse fatto la mia amica, lui non aveva recepito nulla di quello che era successo, era troppo distratto dalla sua compagnia. Gli raccontai quello che era successo.

"Ryan devi smetterla di farti sempre da parte, pensa un po' anche a te ogni tanto" mi disse in un misto tra deluso e di uno che non ne può più della stessa storia sempre.

"Ma c'era quest'altro ragazzo, non voglio rovinare la loro amicizia o la loro storia!" protestai anche se sapevo che non aveva senso.

"Non trovare scuse, non devi metterti in secondo piano, se qualcosa ti piace devi combattere per raggiungerla" cercò di spronarmi.

"Non è il mio carattere e lo sai, lascio correre".

"Non esiste che sarai l'unico, ci sarà sempre qualcun altro. Se fai sempre così potresti non trovare mai nessuno".

"Adesso non esagerare..."

"Ok, però potresti perderti una delle tue esperienze più belle della vita con lei" era un po' brillo quindi non dovevo prendere in considerazione tutto quello che diceva, quando beveva troppo ingigantiva sempre tutto.

"Ahahah dai, questo è davvero troppo, non è l'unica ragazza della terra e poi a giugno finirebbe tutto in ogni caso" stavo facendo finta che non m'importasse nulla, ma non era assolutamente vero.

"Non è detto che finirà".

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