Capitolo cinque
(Rachel)
Finalmente era arrivata domenica, dove ci sarebbe stata la prima partita del campionato maschile di hockey su prato. Mi ero messa d'accordo con Nina e Pamela di andare a vedere i ragazzi giocare. Ero già uscita di casa. Stavo per arrivare al centro sportivo quando vidi le mie amiche attraversare la strada proprio di fronte. Scesi dalla bici e andai a salutarle. Facemmo l'ultimo pezzettino di strada assieme, in seguito legai la bici e infine andammo al campo. La squadra era già lì per il riscaldamento e l'allenatore gli parlava freneticamente, sembrava parecchio agitato. C'era anche la squadra avversaria che si stava allenando in qualche tiro in porta e bisognava dire che il portiere era alquanto imponente. A breve sarebbe iniziata la partita gli arbitri stavano controllando le porte e l'allenatore aveva radunato i ragazzi per dirgli le ultime cose. Pamela stava preparando la sua macchina fotografica, aveva una gran passione per le fotografie e aveva deciso di fare qualche scatto durante la partita. Inoltre avrebbe potuto fare delle belle foto al suo ragazzo, così da appenderle in stanza.
"Fiiiuuu" ecco che l'arbitro aveva dato il via. Entrambe le squadre stavano giocando in modo passivo. Il gioco era molto lento. Probabilmente volevano studiare un po' il comportamento degli avversari. Ogni tanto la nostra squadra provava a fare qualche rapida azione offensiva per vedere come se la cavava la loro difesa. Sembrava quasi di guardare una partita a scacchi. Il mio sguardo si posò sull'allenatore che stava seduto sulle panchine di fronte a noi con uno sguardo serio e concentrato. Non diceva più un parola, stava lì fermo con le braccia incrociate. Poi mi voltai verso l'allenatore degli avversari. Lui era in piedi e camminava avanti indietro parlando con i suoi giocatori in panchina.
Il gioco rimase piatto e così finì il primo tempo.
Dopo i due minuti e mezzo di pausa ricominciò la partita. Sembrava di vedere un'altra squadra. I nostri avevano iniziato a essere molto offensivi e provavano di tutto per poter entrare in area. Riuscirono anche a tirare parecchie volte in porta, però senza avere successo.
"Forza Elias!" sbraitò la sua ragazza "È davvero molto bravo il portiere non c'è nulla da dire" disse lei rivolta verso di noi.
"Finché non iniziano ad attaccare gli altri potremmo ancora farcela..." aggiunse Nina irrequieta.
"Dai non preoccupatevi. Andrà tutto bene. Sono certa che Elias riuscirà a segnare e che Milo non ne lascerà passare nemmeno una in difesa" dissi io con più convinzione che potevo.
Ricominciammo a seguire la partita. Pamela continuava a scattare foto ai giocatori. Ero certa che le avrebbe portate in segreteria per poi farle mettere sul giornalino e sul sito della scuola. Secondo il mio parere avrebbe dovuto farsi pagare, ma era troppo modesta per chiedere qualcosa in cambio. Avrebbe potuto proporsi come fotografa ufficiale e andare a fare scatti in tutti gli sport che offriva la scuola. Sicuramente avrebbe racimolato un gruzzoletto interessante.
"Siii!" l'urlo di Pamela mi riscosse dai miei pensieri "Ha segnato e sono anche riuscita a fargli la foto sul tiro" aggiunse tutta compiaciuta.
Finalmente eravamo in vantaggio e questa superiorità diede uno slancio a tutta la maschile. Iniziarono ad attaccare più pericolosamente. Notai subito che Flurin stava prendendo in mano le redini del gioco come allo scorso allenamento. Stava tirando fuori il meglio di sé. Quasi quasi lo avrei potuto vedere nella parte del capitano, se solo non fosse così timido. Eppure l'hockey mostrava il meglio di lui. Lo vidi combattere con tanta energia e gestire in modo impeccabile il centro campo indirizzando i suoi compagni quando necessario e dando la possibilità a Elias di segnare altre due volte. Milo in tutto ciò sorrideva come un bambino e si godeva il gioco.
I giocatori dell'altra squadra non rimasero lì a guardare come stavano venendo battuti e tirarono fuori altrettanta energia mentre giocavano.
"Posso guardare le foto?" chiesi a Pam alla fine del secondo tempo.
"Certo, tieni" mi rispose.
"Vado a prendermi da bere, fa molto caldo" disse Nina.
"Buona idea" esclamò Pamela "Vuoi qualcosa Rachel?"
"No, grazie" e così andarono al bar.
Le foto erano davvero fatte bene. Aveva fotografato un po' tutti soffermandosi in particolare sul suo ragazzo, su Milo e su Flurin. Guardai attentamente le foto dei miei amici. Elias aveva sempre una faccia compiaciuta, come se pensasse sempre di star facendo la cosa giusta. Milo aveva uno sguardo che faceva ridere invece perché in volto aveva un'espressione molto corrucciata, evidentemente difendere sembrava più difficile nel gioco che visto da fuori. Infine mi soffermai sulle foto di Flurin. Era sicuro di sé nelle immagini, pareva quasi intoccabile. Il suo sguardo era fisso e concentrato facendone risaltare tutto il suo fascino. Alzai lo sguardo dall'apparecchio fotografico sui giocatori e notai Flurin che si girò di scatto a guardare l'allenatore. Non avevo dubbi l'avevo appena beccato che mi osservava. Diventai un po' rosea in volto e mi girai in un'altra direzione mentre aspettavo il ritorno delle mie amiche.
Negli ultimi due tempi mi concentrai così tanto su Flurin che pensai di metterlo quasi in soggezione. Avevo uno sguardo serio e fisso su di lui tanto da non notare che le mie amiche mi guardavano stranite. Ero particolarmente attratta da lui. In campo era completamente un'altra persona. Tutti i suoi difetti sembravano svaniti tanto che egli paresse più affascinante.
"Fiu, fiu, fiiiuuu" i tre fischi finali segnalavano la fine della partita che si era conclusa con una vittoria schiacciante per i nostri. Sudati e stanchi i ragazzi andarono a fare la doccia. Noi tre nel frattempo andammo ad aspettarli a un tavolo del bar. Scegliemmo dei posti all'esterno sotto a un grande ombrellone e ordinammo una limonata in tre, giusto per ammazzare il tempo prima che sarebbero arrivati gli altri.
Poco dopo ci raggiunsero i nostri amici con i capelli ancora bagnati e tre larghi sorrisi stampati in volto. Presero tre sedie e si aggiunsero al tavolo. Milo andò a prendere da bere dicendo che avrebbe offerto un giro di birra per tutti.
"Avete giocato davvero splendidamente ragazzi" dissi quando tornò Milo.
"Direi di brindare alla nostra vittoria" propose Milo servendoci.
Così brindammo in coro. Rimanemmo lì per un po' a guardare le foto di Pam, a ridere e a scherzare sulla partita. Poi iniziò a farsi tardi e fu ora di tornare a casa.
(Flurin)
Ci stavamo alzando dal tavolo e pensai che avrei dovuto raccogliere tutto il mio coraggio e parlare a Rachel per chiederle se le andasse bene allenarci il mercoledì. Ora che la partita era finita era difficile per me sostenere il suo sguardo e sembrarle una persona determinata e fiduciosa. La mia debolezza aveva ricominciato a farsi strada dentro di me. Dovevo concentrarmi, non sapevo cosa dirle. A breve ci saremmo salutati. Poi pensai che avrei potuto dirglielo alle bici così ci sarebbe anche stata meno gente a fissarmi. Ci salutammo e mi avviai con lei alle biciclette.
"Rachel?" le chiesi piano.
"Sì?" mi guardò con grandi occhi pieni di aspettative. Mi rese ancora più difficile risponderle. I suoi occhi sembravano brillare mentre mi guardavano profondamente.
"Ti va bene di vederci mercoledì per l'allenamento?" dissi frettolosamente.
Ci pensò un attimo e poi rispose con un grande sorriso caloroso che il giorno le andava bene. Mi sentii estremamente rallegrato ed era come se un peso mi si fosse tolto dallo stomaco. Lei continuò a sorridere abbassando lo sguardo e il mio volto si rilassò facendo svanire l'agitazione. Prendemmo le bici, facemmo un pezzo di strada assieme e poi ci salutammo.
Arrivato a casa mia madre mi chiese come fosse andata la partita e aggiunse che dopo pochi minuti sarebbe stata pronta la cena. Le risposi che le avrei raccontato tutto a tavola e così corsi a svuotare rapidamente la borsa per andare a mangiare. Avevo una fame da lupi. Passai una serata tranquilla con mia madre e dopo aver riposto i piatti in lavastoviglie mi rifugiai in stanza. Dovevo ancora ripassare qualche formula perché l'indomani avrei dovuto sostenere una verifica di fisica.
Dopo aver studiato abbastanza richiusi i libri e li riposi nello zaino per il giorno seguente e mi preparai per andare a letto. Sentii uno squillo e diedi un'occhiata al telefono. Era Pamela diceva che aveva già scaricato le foto e le aveva caricate nella solita cartella su Dropbox. Stavo per riappoggiarlo che lo sentii suonare di nuovo, era Milo.
"Ehi Romeo, direi che hai fatto una buona impressione su Rachel, continua così" scrisse.
"Davvero? Che ha detto di preciso, si può sapere?" chiesi subito impaziente.
"Ha detto che sei estremamente affascinante e che ti ama perdutamente ahahah" ovviamente stava scherzando.
"Dai fai il serio ogni tanto" risposi ridendo tra me e me. Dovevo sembrare davvero imbarazzante ero quasi pronto a crederci. Ero proprio innamorato perso e me ne rendevo conto.
"No, ha detto semplicemente che non vede l'ora di allenarsi per il drag flick e che lo trova un buon motivo per approfondire la vostra amicizia" scrisse.
"Okay, grazie" non ero del tutto convinto. Amicizia... Temevo che potesse davvero fermarsi solo ad amicizia il nostro rapporto.
"No, veramente non preoccuparti. Sei sulla buona strada. Non lo fa notare, ma sembra abbastanza presa da te. Poi la conosci lei pensa solo all'hockey devi proprio spiattellarle le cose in faccia o non capisce" aggiunse. Mi conosceva troppo bene e sapeva che avevo paura di quella possibilità ed ero anche certo che non mi avrebbe mai mentito e dunque se mi diceva di continuare a provarci era perché c'era una possibilità.
"Cercherò di essere più esplicito allora" risposi con tanta di quella convinzione che mi stupii da solo.
"Sì, non aver paura di farti avanti. Poi conta su di me e sulla mia buona parola. Tac! E starete assieme in un batter d'occhio" scrisse ancora.
Conclusi la conversazione ringraziandolo così da poter andare a dormire. In fondo si era fatto tardi ed ero stremato dalla partita.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro