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Oneshot V

Eravamo tutti in classe e, avendo un'ora buca, la stavamo trascorrendo chiacchierando allegramente tra di noi sui più disparati argomenti. O almeno, fino a quando la conversazione si spostò su un piano più... interessante.

-Ladybug è fantastica!- iniziò a dire Chloe, sognante -E' forte, coraggiosa, bella, anche se con uno stile che lascia a desiderare, ed in più è una mia fan!- cominciò a snocciolare, e praticamente tutti si ritrovarono d'accordo con le sue adulazioni, tralasciando un paio di informazioni palesemente false.

O almeno, quasi tutti: Marinette infatti si limitò a distogliere lo sguardo e nascondere metà del viso tra le braccia, un lieve rossore a velare il suo solito pallore.

-Chat Noir invece è l'opposto- continuò imperterrita -è solo un aiutante, e di sicuro Ladybug lo tiene con se per pura pietà. Ad aggiunta alla sua palese debolezza ci sono anche le sue squallide battute-

Un macigno fece sprofondare il mio cuore in un pozzo senza fondo. Era quello ciò che la gente pensava di Chat Noir? Un inutile leccapiedi che non sapeva nemmeno fare a dovere il suo lavoro da supereroe?

-Non dirlo neanche per scherzo!- tuonò Marinette, alzandosi in piedi e facendomi sobbalzare -Chat Noir è fantastico, e Ladybug non sarebbe nulla senza di lui! Innumerevoli volte è corso in suo aiuto, salvando la situazione, e non ti azzardare a pensare che sia debole! E' forte, leale, coraggioso, e se devo essere sincera anche piuttosto carino- borbottò arrossendo leggermente -e inoltre le sue battute sono tutto fuorché squallide!- concluse con vigore, sedendosi con un pesante tonfo sul suo banco.

"Pensa davvero questo?" mi alluminai, felice, ma per esserne sicuro decisi di mettere su una piccola recita.

-Non sono d'accordo- intervenni -è Ladybug a salvare Parigi ogni giorno, non Chat Noir. Lui non sa far altro che mettersi nei guai e costringere Ladybug a salvarlo, oltre che infastidirla con i suoi stupidi giochi di parole- sbuffai, guadagnandomi una penetrante occhiataccia da parte di Marinette.

La ragazza, per la prima volta in anni, si stava comportando normalmente con me, non balbettando o arrossendo tutto d'un tratto; e questa cosa, anche se in un contesto discutibile, mi rese molto felice.

-Perché ti ostini tanto a proteggere Ladybug? Sei anche tu un suo fan, come Chloe?- chiese sarcastica.

-Si- alzai fieramente il mento -e posso dire con certezza di essere il suo ammiratore numero uno- continuai un poco in imbarazzo, stranendomi quando la ragazza con cui stavo discutendo si velò di un lieve rossore.

-E tu, invece?- domandai a mia volta -Perché sopravvaluti così tanto Chat Noir? Ti sei presa una cotta?- la provocai con sorrisetto, facendola avvampare.

-No! Certo che no! Chi?! Io?! No! Come ti salta in mente che mi possa piacere quel gattino?!- iniziò a blaterare, avvampando, rendendo palese il fatto che stesse mentendo.

Arrossii a mia volta, corrugando però subito dopo le sopracciglia.

"Gattino? Solo una persona mi chiama così..."

Dopo quel breve dibattito la conversazione si spostò su un piano più personale, ovvero la vera identità dei supereroi di Parigi, iniziando a discutere su chi potesse essere Chat Noir.

-Beh, allora che mi dite di Ladybug?- intervenne Kim, inarcando un sopracciglio -Dopo ben due anni ha ufficialmente confermato di avere la nostra età, dichiarando di essere una diciassettenne, cosa che può voler dire che quella ragazza potrebbe essere una di noi- ci squadrò attentamente uno ad uno, osservando le nostre possibili reazioni.

"Non ha tutti i torti..." aggrottai la fronte, tornando tuttavia a concentrarmi quando Kim continuò a parlare.

-Ladybug potrebbe essere una delle ragazze della nostra classe- ipotizzò con un sorrisetto furbo, incrociando con la sua solita aria di sfida le braccia al petto.

-Non è propriamente corretto- si intromise Marinette, incassando le occhiate curiose di tutta la classe, me compreso -Beh, quasi tutte le ragazze sono state akumizzate, e vi ricordo che è stata proprio Ladybug, con l'aiuto di Chat Noir, a salvarle. Quindi, ammesso che non abbia dei sosia, Ladybug non è una di noi- concluse con sicurezza, accavallando le gambe.

-Ha ragione- annuì Alya -io sono diventata Lady Wi-fi, Rose è diventata Principessa Fragranza, Juleka si è trasformata in Reflekta, Mylenne in Horrificator, Chloe in Antibug, Sabrina nell'Invisibile, Alix in Chrono Girl, e Marinette in...- aggrottò le sopracciglia, mettendosi a pensare.

-Marinette non è mai stata akumizzata- sussurrò confusamente, posando lo sguardo sulla diretta interessata, subito seguita da tutti gli altri.

Marinette prese a sudare freddo, cercando di evitare le occhiate insistenti dei ragazzi con un sorriso palesemente tirato.

-E se fosse Marinette ad essere Ladybug?- esclamò Alix, alzandosi di scatto in piedi.

"Marinette... è la mia lady? Non è possibile... o forse si? C'è solo un modo per capirlo..."

-No, non è lei, ragazzi- scossi la testa -poco più di un anno fa le ho viste tutte e due, una accanto all'altra- svelai, fissando con la coda dell'occhio la reazione della ragazza.

"Solo una persona ha visto insieme Marinette e Ladybug, e quella persona è Chat Noir"

-Oh...- esalarono, delusi.

Marinette subito si girò verso di me, socchiudendo le labbra e spalancando gli occhi azzurri. Riuscivo quasi a vedere le rotelle del suo cervello mettersi in moto, mentre rimaneva immobile. Alla fine delle lacrime velarono i suoi occhi, rendendoli lucidi, e capii dal modo in cui strinse il pugno che si stava trattenendo dal coprirsi la bocca con la mano. La vidi iniziare a tremare vistosamente, ma nessuno oltre a me parve farci caso, troppo occupati a riprendere a creare teorie sull'identità di Ladybug.

-I-io...- balbettò con la mascella tremante -i-io devo a-andare i-in bagno- e non perse tempo a correre via, strizzando gli occhi luccicanti dalle lacrime represse.

Tuttavia, non riuscì a evitare che una salata goccia d'acqua le rotolasse lungo la guancia, finendo con un impercettibile suono a terra.

La seguii di corsa, ignorando le espressioni stranite e interrogative degli altri.

-Ed ecco che Romeo insegue la sua Giulietta- cantilenò Plagg, uscendo dalla mia giacca e facendomi spuntare un sorriso sul viso.

-Non posso credere di averla trovata... è stata a fianco a me dal primo giorno in cui ho incontrato Ladybug, ma sono stato troppo cieco per rendermi conto che fossero la stessa persona...- dissi, lanciandogli uno sguardo gioioso, prima di spronarlo a nascondersi, dato che eravamo ormai arrivati al tetto della scuola.

-Marinette?- la chiamai titubante, guardandola mentre mi dava le spalle, appoggiata alla ringhiera della terrazza.

Lentamente si girò verso di me, il petto scosso da singhiozzi e il viso coperto di lacrime.

-Adrien... sei tu Chat Noir?- chiese tremante.

Mi si spezzò il cuore davanti a quella vista, ma annuii semplicemente, non muovendomi d'un passo.

Tuttavia fu lei a farlo, correndomi incontro e circondandomi il busto con le braccia, schiacciando con forza il viso contro il mio petto, prendendo a piangere con ancora più vigore.

Sorrisi dolcemente, avvolgendole a mia volta la vita e poggiando il mento sul suo capo, cercando di calmarla con dolci parole.

Dopo non so quanti minuti si staccò, passandosi la manica della giacca sugli occhi nel tentativo di asciugarsi le lacrime, quindi mi fissò per qualche secondo, prima di afferrarmi il colletto della camicia.

Mi fece piegare su di lei, fino a far premere le nostre labbra per quella che sembrò essere la prima volta. Il mio stomaco sobbalzò, mentre il mio cuore cessò proprio di funzionare, lasciando il posto a un intricato groviglio di emozioni e sensazioni.

-Quindi- mormorai contro la sua bocca quando mi decisi a staccarmi -hai una cotta per Chat Noir, eh, insettina?- sorrisi mentre sbuffava, imbarazzata.

-Sta zitto, gattino- borbottò, distogliendo lo sguardo dal mio -posso benissimo dire lo stesso per te-

-Non è che la verità- dissi innocentemente -ti amo, insettina-

-Anche io, gattino, non sai quanto- sorrise a sua volta, gli occhi luccicanti.

-Forse quanto l'imbarazzo che hai provato durante quell'intervista con Nadia Chamack?- chiesi ammicante -Sai, no? Quella in cui un immagine di te che mi baciavi aveva riempito l'interno schermo, non so se mi spiego...-

-Sta zitto!-

-Ora che ci siamo trovati puoi anche scordartelo, ti farò diventare pazza- risi felice.

-Oh, ma io sono già pazza,- ribatté con un sorriso -di te-

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