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Supremazia

Stavo seduta sul bordo del letto con i piedi appoggiati sul tappeto color ametista, che colorava la stanza di Malcolm, lui invece era a quattro zampe sul materasso e teneva la faccia contro la mia guancia sinistra per annusarmi e leccarmi l'orecchio. Io gli tenevo il viso con entrambe le mani e sentivo crescere il suo pelo di secondo in secondo sotto alle dita: si stava trasformando, anche se lentamente, perdendo il controllo di sé stesso inesorabilmente. Se non avessi fatto qualcosa, avrebbe rischiato non solo di fare male a qualche persona, ma anche di rimanere trasformato in un lupo senza considerare mai più l'idea di tornare a essere un umano. Lui ringhiò sommessamente, emettendo dei rumori dalla gola che mi fecero capire che si stava surriscaldando. Il mio corpo stava cominciando a rispondergli, infatti sentivo il cuore che mi batteva forte e veloce e sulla schiena avvertivo lo spuntare della pelliccia. Mi umettai le labbra sentendo i canini allungarsi ed ebbi paura, perché non lo stavano facendo per mia volontà ma per colpa delle provocazioni di Malcom.
Cercai una scappatoia e la trovai nel trasformarmi in una vipera. In mezzo secondo mutai il mio aspetto, i vestiti mi caddero morbidamente addosso. Il ragazzo, ormai per metà lupo, cercò con le sue dita artigliate tra gli indumenti, finché io non emersi da essi e cercai di mordergli un avambraccio. Lui si scansò e ringhiando tentò di afferrarmi, però io fu più svelta di lui e mi buttai giù dal letto, per strisciarci sotto e passare dall'altra parte. Tuttavia il ragazzo non era stupido e aveva capito la mia strategia, infatti me lo trovai sul bordo del letto che mi ringhiava con le fauci spalancate, così io, seguendo l'istinto più della razione, gli ringhiai di rimando mentre mi trasformavo. Per metà lupo e per metà donna, in piedi e con il corpo semi cosparso di peli biondi e grigi, riempii i miei polmoni e ringhiai ancora, più forte di prima, per poterlo spaventare, quindi lo afferrai per le spalle in un momento in cui non se lo aspettava e lo ribaltai giù dal letto, facendolo sbattere violentemente per terra. Malcolm rimase immobile per almeno mezzo minuto e nel frattempo io mi calmai e tornai a essere del tutto umana. Anche il corpo del ragazzo tornò nel suo stato originale e io, dopo aver afferrato i miei vestiti per ricompormi in fretta e furia, mi avvicinai a lui, che stava ancora disteso sul fianco sopra al tappeto color ametista, per toccargli una spalla e vedere se stava bene. Malcolm non sembrava aspettare altro, infatti si alzò girandosi di scatto e, spaventandomi di nuovo a morte, siccome non mi aspettavo che volesse sottomettermi, cercò la lotta.  Ci rotolammo furiosamente sul pavimento della sua stanza, dandoci spinte, calci, graffi e pugni, addirittura ci prendemmo per i capelli a ci morsicammo, però alla fine io riuscii a immobilizzarlo a terra e a sedermi su di lui, dandogli due sonori ceffoni. Il rumore dei colpi rimbombò tra le pareti e poi cadde il silenzio più totale. Ci guardammo a vicenda, con il fiatone e sempre mantenendo il contatto visivo. I suoi occhi erano ritornati del loro colore naturale e i capelli erano tutti spettinati. Lo trovai molto carino. Sembrava ancora intenzionato a provare a lottare con me, ma alla fine girò la testa verso la finestra e rilassò il corpo. Le ferite che gli avevo procurato, insieme ai lividi, stavano poco alla volta guarendo e nel giro di alcuni minuti si sarebbero completamente cancellati dalla sua pelle.
"Cosa mi è successo?" Domandò con molta confusione in testa.
"Diciamo che ho appena evitato che il lupo diventasse il padrone di te stesso", gli spiegai.
Lui non parve molto capire il senso della mia frase, però si accorse che gli stavo ancora seduta addosso: "Sono comodo?" Mi domandò sarcasticamente. Io allargai il sorriso sentendomi molto imbarazzata e mi alzai, lasciandolo libero di poter mettersi in piedi. In fondo non c'era pericolo che facesse qualcosa di violento.
I vestiti che aveva addosso si erano in parte strappati e lui imprecò, esclamando in seguito: "Mia madre mi ucciderà".
Aprì il suo armadio di legno chiaro e cominciò a cambiarsi. Io mi schiarii la gola per tentare di schiacciare la timidezza e ripresi a spiegarli che cosa si sarebbe dovuto aspettare da quel momento in poi.
"Come ti ho detto prima, tu devi ricordarti che sei una persona e non devi mai lasciare che il lupo, in qualsiasi momento, prenda il sopravvento. Tu devi dominare i tuoi istinti animali e avere la supremazia su ogni cosa che alberga in te. Per me è stato molto difficile passare un'infanzia rinchiusa in casa, perché non ero in grado di poter domare i miei istinti, però poco alla volta, anno dopo anno, sono diventata sempre più brava e sono giunta alle scuole elementari che avevo la padronanza di me stessa. Non sarà una cosa immediata e io cercherò di starti vicino il più possibile. Riesci a comprendere ciò che voglio dirti?"
Lui, nascosto nell'anta dell'armadio, mi disse un "Sì" e poi aggiunse: "Ma come farò se, andando a scuola, mi accadesse di arrabbiarmi e non controllarmi più?"
"Per questo ti capisco e voglio starti accanto. Noi possiamo comunicare anche mentalmente, perciò, in ogni momento, potrai cercarmi con i tuoi pensieri e io ti risponderò. Con Malik faccio la stessa cosa".
"Chi sarebbe Malik?"
"Hai ragione, non te ne ho ancora parlato. Hai presente la nostra compagna di classe Jamila? Lei ha un fidanzato che si chiama Malik e lui è un mutaforma, come noi due, solo che, invece di trasformarsi in un lupo, si trasforma in ghepardo. Mi ha raccontato che nel suo territorio ci sono altri uomini-ghepardo come lui e alcuni riescono anche a trasformarsi in un secondo animale. La cosa curiosa è che sono tutti maschi, non hanno mai visto una femmina che muti la sua forma e nemmeno nessun ragazzo che riesca ad avere l'aspetto di tre animali. Quando ci siamo conosciuti, mi ha guardata come se fossi una cosa veramente molto strana. Anche io in verità l'ho guardato con sorpresa, perché fino a un mese fa, quando ci siamo incontrati per la prima volta, non ero mai riuscita a trovare un altro mutaforma. Ho passato tutta la mia vita a ululare alla luna, su e giù per i monti, in cerca di qualcuno come me e mai nessuno mi hai risposto. Però adesso c'è lui e ci sei anche tu. Io non ho idea del perché tu ti sia trasformato, tuttavia sono contenta di non essere più da sola".

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