Sguardi
Appena suonò la campanella dell'inizio delle lezioni, la professoressa d'Italiano entrò in classe e pretese il silenzio. Ci sedemmo tutti ai nostri posti e la guardammo con rassegnazione, preparandoci mentalmente a un'ora di agonia sul libro di grammatica.
"Oggi avete una nuova compagna di classe", esordì la professoressa Daniela Bianciotto, "Si è trasferita da poco a Pinerolo, per questo è stata inserita a scuola anche se siamo a metà del secondo quadrimestre. Alzati, Jamila Ba, vieni alla cattedra a presentarti".
Tutti voltarono la testa verso la ragazza dalla liscia e perfetta pelle nera e la osservarono mentre lei si spostava davanti alla lavagna. Aveva degli occhi grandi che somigliavano a onici molto ben lucidate e i capelli scuri le ricadevano sulle spalle in morbidi e perfetti ricci. Si era truccata le palpebre con l'ombretto dorato e ai lobi delle orecchie portava delle vere d'oro.
"Io sono Jamila, vengo dal Senegal, da un piccolo villaggio immerso nella savana. Sono venuta in Italia per colpa della guerra che c'è nel mio Paese. Sono andata in barca fino a Lampedusa, poi ho vissuto un paio d'anni a Roma e adesso mi hanno fatta venire qui, in una casa famiglia", si presentò con molta modestia, ma anche con un luminoso sorriso sulle labbra.
Tutti restarono ammutoliti e la professoressa la rimandò a posto, imponendoci di applaudirla.
La lezione cominciò e lentamente la mattinata trascorse. Nei momenti di pausa i miei compagni facevano mille domande a Jamila, affascinati dalla sua bellezza, dalla sua esoticità, dal suo temperamento umile ma al contempo attraente. Io mi facevo invece gli affari miei, tanto mi bastava prestare attenzione ai loro discorsi per apprendere ogni cosa sulla nuova compagna di scuola. Sedeva alla mia sinistra a tre banchi di distanza e a me andava bene così. Sentivo nell'aria della classe il suo odore, differente da quello dei ragazzi della mia città, che mi dava un po' fastidio... forse perché assomigliava a quello di Malik e tutto ciò suscitava in me strane emozioni che non sapevo comprendere.
Durante l'intervallo mi appoggiai alla finestra della classe a mangiare un pacchetto di cracker mentre alcune mie compagne stavano sedute vicino a me a ripassare la lezione per l'ora successiva. Io un po' guardavo sui loro quaderni e un po' volgevo lo sguardo verso Jamila, intenta a rigirarsi i riccioli tra le dita e parlare con alcuni nostri compagni. Non si accorgeva che la stavo guardando e ciò mi permetteva di studiarla a fondo: al collo portava dei ciondoli di legno scuro inciso e ai polsi aveva molti braccialetti variopinti.
"Non male la nuova arrivata, vero?"
Malcolm si era avvicinato alla finestra a sua volta con in mano un panino imbottito di pomodoro, maionese e prosciutto e se lo gustava guardando attraverso i vetri. Dalla nostra classe si poteva vedere la strada e gli istituti scolastici lungo di essa. Nei cortili c'era diversa gente che parlava, passeggiava o fumava. Malik era forse tra di loro o era rimasto in classe? Avevo altri pensieri per la testa e non mi misi a cercarlo.
"Sì, sembra simpatica", risposi al ragazzo, con noncuranza.
"La stavi guardando come se la volessi defenestrare".
"Ma non è vero. Tu, piuttosto, come mai non le ronzi attorno come stanno facendo gli amici tuoi?"
"Ah... sono già in troppi vicino a lei. Le parlerò con calma quando ne avrò occasione", mi spiegò Malcolm mentre masticava il suo panino.
Mi venne in mente il discorso fatto quella mattina dalle mie amiche e mi domandai se davvero avrei dovuto sforzarmi a cercare di avere un approccio maggiore con il ragazzo. Cercai qualcosa in più da dire per tenere la sua attenzione su di me.
"Magari sei già cotto perso per lei", lo presi in giro.
Lui si mise sulla difesa: "No, no, io no. Figurati, l'ho appena vista per la prima volta stamattina".
"Ma non ti piace nemmeno un po'?"
"Beh, è carina, ha un bel fisico. Chi non lo noterebbe? Però sinceramente preferisco le ragazze di carnagione chiara", mi spiegò il ragazzo.
Mi sentii le guance arrossire, per fortuna che suonò la campanella così scappai al mio posto e presi il quaderno di matematica.
A Malcolm piacevano le ragazze di carnagione chiara. Quindi potevo piacergli io.
Ma lui piaceva a me?
E soprattutto, sarei riuscita a nascondergli il mio lato animalesco?
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