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Ringhi e Sorrisi

Il mago mi guardava sconvolto, passando alternativamente da una espressione umana a una selvaggia.Sembrava che in certi momenti fosse lucido e in certi altri attimi la bestia prevalesse su di lui.

"Ascoltami,devi rimanere te stesso. Apri la mente, fammi entrare nei tuoi pensieri."

Ma ogni mia parola, per quanto pronunciata con trasporto e con supplica,sembrava non avere un reale effetto su di lui.
Salvatore lo sorprese alle spalle, afferrandogli la testa. Aaron ringhiò e cercò di divincolarsi dalla presa, allora Malik intervenne per tenerlo fermo.

Volevano costringerlo a guardarmi e al contempo impedirgli di aggredirmi.

Per un poco fecero gioco di forza in tre, il quale li portò a non concludere niente. Si lasciarono andare, un poco infastiditi e affannati. Sentii il ghigno divertito di Otto. Penso che ai suoi occhi fossimo come dei bambini dell'asilo.


Cioè...loro tre si stavano comportando da infanti, mentre io ero rimasta a guardare.


Aaron si accucciò a terra, non sapendo bene che cosa fare. Stava in guardia, con gli occhi spalancati e i capelli arruffati.
Mi avvicinai a lui con cautela e mi sedetti a gambe incrociate per guardarlo bene in volto.

I nostri occhi si incrociarono e io avvertii che la tensione in lui si stava lentamente dissipando.Con pazienza provai a insinuarmi nella sua mente e finalmente vi trovai un varco. Era molto confuso, aveva paura, non riusciva bene a distinguere il bene dal male e nemmeno gli amici dai nemici.

Provai a parlargli con la telepatia.

"Rilassati.Sei tra amici. Va tutto bene. Riposa tranquillo."
Avvertii che stava cercando di seguire le mie parole. Abbassò gli occhi e rallentò il respiro.

"Aaron,so che ti stanno succedendo tante cose strane stanotte, ma il peggio è passato. Stai bene?"

Lui rialzò gli occhi e mi fissò con intensità. Ci mise un poco a rispondere ma alla fine disse un cupo e sussurrato "".
Mi vennero le palpitazioni al cuore per l'emozione di averlo sentito di nuovo, telepaticamente.

"E la bestia?"Domandai con trasporto.

"È qui, da qualche parte dentro di me. Temo che aspetti il momento giusto per uscire di nuovo fuori."

"Non è una cosa brutta. Fa parte di te ormai e devi solo fare attenzione a comandarla tu, invece di farti comandare da lei."
"Non la voglio."

Malik e Salvatore si erano avvicinati a noi e si erano accomodati per terra, unendo le loro menti ai nostri pensieri. Otto, non possedendo doti telepatiche, era accanto al fuoco che sistemava le braci. Mi dispiacque non poterlo coinvolgere. Poi un pensiero mi assalì: e se stava aspettando il momento buono per attaccarci alle spalle?

"No...Otto è pacifico", rispose Aaron alla mia domanda inespressa.
Malik prese parola:"Tornando alla questione di prima, io posso raccontarti la mia esperienza. Sono diventato un uomo ghepardo quando ero ancora un bambino e ho avuto la fortuna di essere guidato dalla sciamana e da un uomo ghepardo adulto, altrimenti a quest'ora sarei rimasto per così tanto tempo trasformato in animale che non mi ricorderei nemmeno più della mia identità umana."

"Non vedo come mi possa aiutare, la tua storia", bofonchiò il mago, di pessimo umore.

"Ti può servire per tenere a basa la bestia e comandarla a tuo piacimento."
"Ma ho appena detto che non la voglio!"Ruggì il mago. I suoi occhi si iniettarono di rabbia e dalla sua bocca spuntarono le zanne.

"BASTA!"Urlai nella sua mente, stordendolo.

Lo avevo fatto istintivamente e mi sorpresi nel constatare di avere questa facoltà.

"Ehi,vacci piano!" Si lamentò Salvatore, a voce alta. Si stava strofinando la testa tutto infastidito.

"Accidenti,mi hai rimbambito", commentò Malik, infastidito e dolorante.

"Scusate,non era mia intenzione", dissi sentendomi in colpa per averli danneggiati.

"Almeno mi hai salvato dalla bestia. Di nuovo", ammise Aaron con gratitudine.

Le sue parole mi fecero sentire meglio.

Alle mie spalle sentii lo sfrigolare del fuoco. Mi voltai e vidi Otto che aveva catturato un paio di piccole prede e le stava mettendo a cuocere. Di nuovo, ammirai la praticità di quell'uomo.
"Ora va meglio", ammise il mago, mettendosi in piedi. Aveva un'aria finalmente rilassata e sul suo volto era tornato il sorriso. Stava veramente meglio e unirmi alla sua mente era facilissimo.

Tutti e quattro andammo da Otto, odorando il profumino di carne che si sprigionava dalle prede messe a cuocere. Aveva preso una lepre e un tasso. Ottimo spuntino da fare durante quella notte così movimentata. Ci avrebbero messo un bel po' a cuocere, almeno un'ora,però avevamo tutti tempo per aspettare.
"Mi dispiace per lamia ostilità di poc'anzi", disse Aaron, "non ero completamente in me. La bestia, però, non la voglio davvero. Anche in questo momento è come se, interiormente, combattessi contro di lei".

"Non preoccuparti amico, è normale. Ci sono passato da poco in questa situazione. Vedrai che in pochi giorni ti ci abituerai", lo rassicurò Salvatore.

"E poi comincerai a piacere alle donne di più del solito. Ti verranno i muscoli scolpiti sull'addome e la tua pelle emanerà ormoni maschili", spiegò Malik.

"È per questo che mi sento stranamente forte ed eccitato?"

"Sì.Da quando sono diventato un lupo, e ti parlo di appena pochi mesi, ho già avuto parecchie amanti. Non devo neppure fare la fatica di sedurle, sono loro che si avvicinano a me", rivelò Salvatore, con un certo orgoglio, "solo Malia mi resiste. Ma per me è comunque troppo giovane,devo aspettare che diventi maggiorenne".

Feci una smorfia di disagio e gli risposi: "Non sprecare il tuo tempo ad aspettarmi, lo sai benissimo che non mi interessi. Io amo Malcolm e voglio stare solo con lui".

Salvatore non continuò più a provocarmi, ma gli si leggeva benissimo in faccia che la pensava diversamente da me.
Il fuoco scoppiettò nel mentre che Otto rigirava le prede. Lui stava ascoltando tutto e sogghignava divertito.

"Credo che mi servirà ascoltare le vostre esperienze per riuscire ad andare avanti. Ma prima di tutto, io e Otto abbiamo bisogno di un tetto sotto il quale dormire. Non abbiamo abbastanza denaro per rimanere in albergo per sempre", disse il mago, tornando sull'argomento principale.

"Che problema c'è? Venite da noi.Vi dovrete accontentare di dormire nel salotto, ma almeno sarete al riparo. Io e Falala saremo con voi e vi aiuteremo nel gestire gli istinti", rispose Malik.
"Grazie. Nel frattempo cercheremo la cura giusta per Malcolm e anche una sistemazione per nostro conto. Sempre se decideremo di restare in questa città."

La situazione sembrava finalmente risolversi e con un po' di fortuna i due Cacciatori Arcani avrebbero potuto decidere se lasciare il loro Ordine per rimanere con noi oppure no.

Sperai di poter avere l'occasione per imparare qualcosa sulla magia.



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