Mutaforma nelle fiabe
"Questa storia riguarda il re Licaone, che divenne un lupo per punizione. Sembra che egli fosse un sovrano molto crudele. Un giorno, un mendicante gli chiese ospitalità e Licaone lo sfamò con la carne di uno schiavo che aveva appena ucciso. Quel poveretto era in realtà Zeus sotto mentite spoglie e si sentì indignato per quel gesto sacrilego, così fulminò tutti i suoi figli e trasformò lui in bestia, costringendolo a fare una vita selvaggia nei boschi. Questo racconto evidenzia come il lupo, in una società pastorale, divenne una figura temuta, negativa. Fu qui che nacque il lupo cattivo, antagonista in molte fiabe e favole che ancora oggi si raccontano."
"In Africa ci sono i licaoni. Sono grossi canidi, unici nel loro genere, con una dentatura particolare. Divorano le carcasse degli animali velocissimamente, fa impressione vederli mentre mangiano", disse il ragazzo ghepardo.
"Questo mito potrebbe essere la spiegazione della nascita dei licaoni?" Domandai.
"Penso che avrebbe senso pensare a ciò", annuì Aaron, "In fondo il lupo è utilizzato un po' ovunque. C'è anche la storia della lupa Mormolice, una donna demone che faceva diventare zoppi i bambini cattivi."
Il mago tacque per bere un sorso d'acqua. Il caldo estivo e il tanto parlare gli avevano messo sete. Noi tutti lo guardavano, non sapendo cosa pensare, totalmente coinvolti dalle sue spiegazioni.
Aaron si accorse che lo stavamo tutti fissando in maniera insistente e disse: "Andiamo, ragazzi, sicuramente avrete già sentito qualche storia in cui delle persone si trasformano in animali e viceversa. Qual è quella più famosa di tutte?"
"Errr... La Bella e la Bestia?" Azzardai a rispondere.
"Bingo. Un principe colpevole di essere superficiale e arido di cuore, che per punizione viene trasformato in una bestia da una fata incollerita. Per spezzare l'incantesimo dovrà farsi amare da una ragazza pura di cuore. Altri esempi?"
"Non saprei... mi viene solo in mente il Gatto con gli Stivali, che parlava come un essere umano e indossava degli abiti", disse Salvatore.
"A questo proposito, possiamo pensare anche al Lupo Cattivo di Cappuccetto Rosso, che parlava e si travestiva", aggiunse Malik.
"Ma c'è anche un'altra storia famosissima che è un'opera classica meravigliosa. Una principessa, un lago..." Ci incalzò il mago.
"Il Lago dei Cigni!" Esclamai, facendo sussultare gli altri dalla sorpresa, "ma certo: la principessa Odette che non può sposare il suo principe perché un mago crudele l'ha trasformata in un cigno e solo quando c'è la luna piena può per una notte tornare nelle sue vere sembianze".
"Giusto. Su questo tema ci sono miriadi di fiabe in cui principi e principesse vengono trasformati in animali da fate o streghe. Conoscete le opere di Marie-Catherine d'Aulnoy?"
Tutti quanti fecimo segno di no con la testa, così Aaron proseguì.
"Lei era una nobildonna del 1600 che era dedita al teatro e alla scrittura. Creò alcune fiabe in cui riversava il suo disappunto di aver dovuto contrarre un matrimonio combinato, ma lo fece mettendoci dentro ai suoi racconti questa eredità folkloristica che prevede la trasformazione in animale del protagonista. Un paio dei suoi racconti sono L'uccello Turchino e La Cervia nel Bosco.
"Conosci proprio tutte le fiabe, maghetto!" Lo prese in giro Salvatore.
Aaron lo guardò con fermezza, non facendosi toccare dalla sua derisione, rispondendo: "Le fiabe e le leggende hanno una base di verità che ha origini antiche. Conoscerle significa essere più consapevole di chi si è e cosa si va a fare nella vita. Specialmente per chi è un mutaforma".
"Se lo dici tu... allora, com'è la storia dell'uccellino?"
"L'uccello turchino narra di un re che si risposa dopo essere diventato vedovo. La nuova regina ha avuto dal precedente marito una figlia brutta, mentre il re aveva una figlia molto bella. La differenza tra le due giovani scatenava la gelosia della regina, che faceva di tutto per esaltare la figlia e denigrare la figliastra. Un giorno, un giovane re andò in visita al loro palazzo. Gli fu presentata la figlia brutta per dargliela in sposa, ma lui si innamorò di quella bella. La regina cercò in tutti i modi di allontanarlo da lei, dal costringere i cortigiani a parlare male della principessa al rinchiudere la ragazza in una torre, ma il giovane re non riusciva a pensare ad altro che a lei. A quel punto, la regina interpellò una fata, che trasformò il principe in un uccello turchino, condannandolo a restare in quella forma per sette anni. Nonostante tutto, il principe non si arrese e, dopo mille peripezie, riuscì a spezzare la maledizione e a sposarsi con la principessa bella, coronando il suo sogno d'amore."
"Che bella fiaba, devo andarla a cercare, per leggerla interamente", mormorai, rapita dall'immaginazione.
"La trovi facilmente ovunque, anche su internet. Ormai queste cose sono alla portata di tutti, grazie alla tecnologia", commentò Salvatore con estrema semplicità.
"Il racconto della cerva, invece com'è?" Domandò Malik.
"La storia della Cervia, riguarda una principessa. Il re e la regina non riuscivano ad avere figli, ma un giorno la donna, mentre era a piedi nel bosco, incontrò le fate che esaudirono il suo desiderio. Nove mesi dopo nacque la principessa Desiderata e le fate furono chiamate per portarle dei doni e darle le loro benedizioni. Solo una non fu chiamata e si presentò al castello molto arrabbiata, tant'è che decretò che la principessa non poteva vedere la luce del sole fino al suo quindicesimo compleanno, altrimenti le sarebbe capitato qualcosa di brutto. Naturalmente vennero prese tutte le precauzioni in merito, ma quando la fanciulla ebbe 14 anni, la regina mandò il suo ritratto in giro per i vari regni in cerca di un pretendente. Un principe, destinato a una matrimonio combinato, si innamorò follemente del ritratto della principessa, tanto da non separarsene più. Anche Desiderata ricevette il ritratto del giovane e se ne innamorò, ma entrambi dovevano aspettare cinque mesi, fino al compimento dei quindici anni della ragazza. Il principe non ce la fece ad attendere così tanto e si ammalò, così Desiderata dovette partire di tutta fretta per raggiungerlo. Durante il viaggio, tuttavia, le tende che oscuravano completamente la carrozza su cui ella viaggiava vennero tagliate da una sua nemica. Desiderata si trasformò in una cerva bianca e dovette superare mille ostacoli prima di ritrovare il suo principe, ridiventare umana e sposarsi finalmente con lui."
"Tutte queste storie mi hanno fatto venire in mente anche la fiaba del Principe Ranocchio", disse Salvatore, pensieroso, "ha molti punti in comune con le altre fiabe".
"Ovviamente. Le caratteristiche di base sono sempre le stesse, perché provengono da delle tradizioni comuni, come vi ho spiegato prima. Mi viene in mente anche un'altra storia in cui Malia potrebbe per certi versi rispecchiarsi."
"Quale?" Domandai, sentendomi presa in causa.
Lui mi guardò con un sorriso sornione, come a volermi torturare con l'attesa.
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